MARTUCCI: EMILIANO AUTORIZZA LO STOCCAGGIO DI 1.500 TONNELLATE DI RIFIUTI BIOSTABILIZZATI

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Dopo la falsa emergenza rifiuti strombazzata dai 41 Sindaci dell’Area Metropolitana in maniera assolutamente incauta e incongrua, è arrivata l’ordinanza del Presidente della Regione Puglia che, nel transitorio, per quattro settimane, concede alla Progetto Gestione Bacino Bari 5, lo stoccaggio supplementare di 1.500 tonnellate di biostabilizzato, in uno dei piazzali dell’impianto complesso di Martucci. Sono le prove tecniche per la riapertura della discarica?

La farsa continua, la babele di lingue pure.

Le popolazioni dell’intera Area metropolitana sono frastornate dall’improvvisazione della classe politica.

Tra i tanti casi irrisolti da politici e burocrati regionali, metropolitani e comunali vi è la questione rifiuti, dove i “professionisti” dell’ambientalismo pure annaspano e latitano, talvolta per mancanza di coraggio civile o per appartenenza a questa o quella cordata di potere.

Sintetizziamo in breve cosa è accaduto e cosa è stato deciso in queste ultime ore dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con uno dei tanti pannicelli caldi che non solo non risolvono il problema ma che prefigurano scenari molto inquietanti.

In sostanza, è successo che:

1)La Progetto Gestione Bacino Bari 5, la società che gestisce l’impianto complesso realizzato a Martucci per trasformare il residuo secco (o indifferenziato) in balle di CSS (combustibile solido secondario, ex CDR) da bruciare nel termovalorizzatore di Massafra, ha scritto venerdì 5 gennaio all’AGER (l’Agenzia Regionale di gestione rifiuti della Puglia) che, a partire da lunedì 9 gennaio, non avrebbe più accettato i camion provenienti da 41 comuni dell’Area metropolitana (tra cui ovviamente Mola) carichi di rifiuti indifferenziati perchè le discariche utilizzate per conferire il biostabilizzato, cioè quanto rimane dalla produzione di CSS, non accettavano più tale rifiuto in quanto non giudicato idoneo, a seguito delle analisi effettuate, nella rispondenza alle norme di legge.

Ecco la comunicazione della Progetto Gestione Bacino Bari 5 all’AGER:

In sostanza, il biostabilizzato prodotto nell’impianto di Martucci non è ritenuto buono neanche per essere scaricato in discarica…

E questo perchè il processo di essiccazione che avviene nelle celle di biostabilizzazione è stato abbreviato, per consentire di trattare un volume più elevato di rifiuti, e quindi per maggiore profitto, con il risultato di trovarsi di fronte ad un “prodotto” da portare in discarica molto più marcescibile e, quindi, non valutato idoneo, dai gestori delle discariche, alle norme di legge che stabiliscono precisi parametri chimico-fisici ai fini dello smaltimento finale.

2) L’AGER risponde alla società a stretto giro con una lettera del 7 gennaio, nella quale rifiuta la decisione unilaterale della Progetto Gestione Bacino Bari 5, minacciando di rescindere il contratto di concessione regionale all’esercizio dell’impianto complesso, e, con una seconda lettera del 9 gennaio, si rivolge direttamente al Presidente della Regione Puglia affinchè intervenga con un provvedimento di carattere eccezionale, non potendo disporre di altre discariche in giro per la Puglia.

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3) La questione viene trattata a Mola nel corso della seduta della Commissione consiliare speciale Martucci che si è svolta martedì 11 presso il nostro Municipio. Il Sindaco Colonna ne informa ufficialmente i consiglieri e il pubblico presente e dà lettura della corrispondenza intercorsa tra le parti: Ager e società.

4) Peraltro, Colonna comunica che, a fine dello scorso agosto, il Consiglio di Stato ha concesso la sospensiva nel procedimento giudiziario amministrativo che vede la Progetto Gestione Bacino Bari 5 opporsi alla decisione del Servizio AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) della Regione Puglia.

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In sostanza, era accaduto che il TAR Puglia aveva dato ragione alla Regione nel rifiutare alla società la procedura “abbreviata” per il ripristino delle due vasche di servizio soccorso dell’impianto complesso.

La società aveva però presentato ricorso presso il Consiglio di Stato, i cui giudici hanno in sostanza “sospeso” la sentenza del TAR e decideranno nel merito entro il primo trimestre di quest’anno.

Una notizia dal forte impatto, che non era mai stata portata a conoscenza dei consiglieri, nè ovviamente della stampa, sebbene l’ordinanza del Consiglio di Stato sia stata pubblicata il 28-08-2022 (e non a fine ottobre, come il Sindaco ha riferito in Commissione), e che potrebbe, se la decisione finale del Consiglio di stato dovesse essere favorevole alla società, innescare nei prossimi mesi l’avvio delle autorizzazioni per giungere al ripristino delle due vasche e, quindi, in sostanza alla riapertura della discarica.

E questo “Mola Libera” lo ha più volte evidenziato, nonostante la visione ottimista che i nostri amministratori comunali e l’Associazione ambientalista presieduta da Vittorio Farella, hanno sparso a piene mani nei mesi scorsi.

5) Il giorno successivo, cioè ieri mercoledì 12, viene diffuso un allarmante comunicato sottoscritto da tutti i 41 Sindaci dell’Area metropolitana. In esso si paventa l’emergenza ambientale a causa del blocco dell’impianto complesso di Martucci e si “consiglia” alle rispettive cittadinanze di non esporre in strada alcun tipo di rifiuti, sebbene la possibile situazione emergenziale riguardi soltanto il conferimento del residuo e non delle altre frazioni della raccolta differenziata.

6) Nel frattempo, una nota dell’Assessora Regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio attribuisce ogni responsabilità alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 per l’inadeguatezza del processo di produzione del combustibile da rifiuto (definito dalla Maraschio “deficit di performance dell’impianto complesso di Conversano”) e, quindi, in sostanza, per la scarsa idoneità del biostabilizzato (lo scarto della lavorazione) ad essere conferito nelle discariche pugliesi.

Criticità gestionali ciclo rifiuti nella provincia di Bari, Maraschio: verifiche sull’impianto complesso di Conversano. – PRESS REGIONE – Regione Puglia

7) Stamattina, finalmente, il Sindaco di Mola (e si presuppone anche i suoi colleghi degli altri comuni del Barese) informa che l’emergenza è rientrata, con un “contrordine” dettato da un’ordinanza di Michele Emiliano e da provvedimenti dell’AGER in materia: ma nessun contenuto viene diffuso.

8) Si attende tutto il giorno che l’ordinanza di Emiliano venga pubblicata sul sito della Regione, ma l’attesa è vana, tanto che, al momento in cui scriviamo, nulla è apparso.

Tuttavia, “Mola Libera” viene ugualmente in possesso del provvedimento del Presidente della Regione Puglia che qui pubblichiamo:

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Come i lettori potranno leggere, in sostanza, tenuto conto della scarsa possibilità di ricezione, in questo momento, delle discariche pugliesi e del deficit qualitativo del biostabilizzato – residuato alla fine del processo di produzione delle balle di combustibile solido secondario (CSS) presso l’impianto complesso di Martucci – Emiliano ha quindi autorizzato la Progetto Gestione Bacino Bari 5 ad aumentare le capacità di stoccaggio del biostabilizzato nei propri piazzali, in attesa che la qualità di tale biostabilizzato venga innalzata e che altre volumetrie di discariche, in giro per la Puglia, vengano autorizzate.

Lo stoccaggio autorizzato è di 1.500 tonnellate per un periodo di 4 settimane, al fine di evitare il blocco delle attività dell’impianto complesso di Martucci e, quindi, l’emergenza ambientale nei comuni che inviano il “residuo” con i camion delle proprie aziende appaltatrici del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti (per l’ARO BA8, composto comuni di Monopoli, Mola, Conversano e Polignano, è la Navita-Sieco).

Conclusioni: la riapertura della discarica Martucci è dietro l’angolo, con un affare molto lucroso

Si dirà che tutto è bene quel che finisce bene… In realtà, come ben si è visto in questi giorni, la situazione è molto confusa, con un “tutti contro tutti”: la Regione e i Comuni non dialogano affatto tra di loro, la Città Metropolitana fa finta di niente, con Decaro che non vuole di queste rogne… l’AGER svolge un ruolo burocratico di mero servizio ai voleri di Emiliano e la Progetto Gestione Bacino Bari 5 ne approfitta per alzare l’asticella delle proprie richieste, palesi o sotterranee.

Alla fine del tunnel non c’è la luce, ma purtroppo il rischio molto forte che, dopo l'”assaggio” di uno stoccaggio di 1500 tonnellate sul piazzale dell’impianto di Martucci, si possa passare, a seguito di una sentenza favorevole alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 da parte del Consiglio di Stato, al ripristino delle due vasche di servizio soccorso (cioè della discarica Martucci) e, quindi, ad una ripresa in grande stile con conferimenti da tutta l’Area metropolitana, e anche dal resto della regione, di montagne di biostabilizzato a due passi da casa nostra, nella campagna tra Mola e Conversano.

In poche parole, queste manovre allarmistiche che poi stranamente rientrano in poche ore, potrebbero davvero preludere alla riapertura della discarica Martucci!

Chi gioca all’ottimismo (“la discarica non riaprirà”, si è sentito dire negli scorsi mesi da parte di politici e alcuni settori ambientalisti) purtroppo sta rendendo un pessimo servizio alle nostre popolazioni: la Progetto Gestione Bacino Bari 5 ha tutto l’interesse alla riapertura. 

Infatti, con il ripristino delle due vasche A e B di servizio/soccorso, che mediante la procedura abbreviata avverrebbe in pochi mesi e a costi contenuti, la Progetto Gestione Bacino Bari 5 coglierebbe due piccioni con una fava:

a) non sarebbe più costretta a conferire il proprio biostabilizzato presso altre discariche, abbattendo così i costi;

b) potrebbe ospitare il biostabilizzato proveniente da altri impianti simili a quello di Martucci, in primis, dall’AMIU Bari (che non è dotato di discarica di servizio-soccorso), pertanto facendo notevoli profitti.

E neppure è vero che alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 non converrebbe il ripristino, data l’esiguità del tempo a disposizione prima della scadenza contrattuale, in realtà prevista nel 2026-27 ed eventualmente prorogabile.

Basterebbe un calcolo di convenienza economica per capire come, nella differenza tra i costi per il ripristino e i profitti da incassare per la gestione, la società non andrà di certo a rimetterci. Tutt’altro.

Infatti, Mola Libera già dimostrò a suo tempo come la riapertura costituisca un ottimo business per i gestori della discarica che riceveranno un compenso per ospitare i rifiuti biostabilizzati.

Un compenso che arriverebbe innanzitutto dall’AMIU Bari (priva di discarica di servizio – soccorso e che quindi conferisce il biostabilizzato in diverse discariche pugliesi), e che si aggira, in media, sul territorio regionale, da 110,00 ai 144,00 euro alla tonnellata escluso IVA.

Calcolando che, nel 2019 l’impianto AMIU di Bari ha smaltito in diverse discariche regionali oltre 95 mila tonnellate di biostabilizzato e altri scarti di lavorazione dal suo impianto complesso (dati contenuti nel nuovo Piano Regionale approvato a dicembre 2021), si fa presto a fare il calcolo del beneficio che ne deriverà alla società che gestisce il sito Martucci nel caso di riapertura della discarica.

Infatti, con una media di 120 euro a tonnellata, l’introito sarebbe di 11 milioni e 400 mila euro all’anno…

Tanto denaro che, per smaltire il biostabilizzato e gli altri scarti di lavorazione, uscirebbe dalle casse dell’AMIU di Bari, con un affare molto lucroso per chi riceverà lo smaltimento in discarica, sebbene l’AMIU Bari potrebbe e dovrebbe dotarsi senza indugio di una discarica di servizio/soccorso asservita al suo impianto complesso, per la chiusura del ciclo rifiuti.

Insomma, se “pecunia non olet“, come dicevano i Latini, la monnezza profuma di soldi…

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