TARI: 400 MILA EURO DAI MATERIALI RACCOLTI, FRUTTO DELL’IMPEGNO DEI CITTADINI. MA PER NATALE IL SINDACO REGALA L’AUMENTO!

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Ecco il dossier di “Mola Libera” su TARI e raccolta differenziata. Un lavoro lungo e complesso, che consegniamo ai lettori con puro spirito di servizio, consapevoli che solo la conoscenza dei meccanismi amministrativi può tutelare i cittadini dagli eccessi del potere. In questo caso, come ben si vedrà, emerge un quadro a tinte fosche: elevata evasione della TARI e scarsa considerazione dei sacrifici fatti dai cittadini onesti nell’adempiere alle procedure della raccolta differenziata, senza alcun beneficio sostanziale. Infatti, le campagne sono piene di rifiuti sversati illecitamente, mentre la tassazione aumenta anziché diminuire. Eppure, il Comune ha di recente introitato quasi 400 mila euro dai proventi dei materiali (carta, vetro, plastica, ecc.) conferiti ai consorzi obbligatori per il riciclo. Tuttavia, il Sindaco Colonna, venuta meno l’agevolazione covid dello scorso anno, ben avrebbe potuto contare su questo introito per alleggerire la TARI. Invece, ha consegnato il salato saldo sotto l’albero di Natale, mentre nel frattempo l’inflazione e il caro bollette stanno falcidiando il reddito dei molesi.

Nei giorni scorsi, Mola Libera ha lanciato l’allarme sull’aumento della TARI 2022, pubblicando un articolo intitolato “Colonna ha mentito ai molesi: la TARI 2022 è aumentata!!!”

COLONNA HA MENTITO AI MOLESI: LA TARI 2022 E’ AUMENTATA!!! | Mola Libera – Giornale Indipendente

Successivamente, abbiamo dettagliato perchè il Comune di Mola non è virtuoso nell’ambito della raccolta differenziata e della tassazione TARI, oltre che nella risoluzione del pluridecennale inquinamento provocato dalla discarica Martucci

RACCOLTA DIFFERENZIATA, TARI E DISCARICA: LA TRIPLA FREGATURA PER I MOLESI | Mola Libera – Giornale Indipendente

DOVEROSA PREMESSA

Il Sindaco ha fatto seguire al nostro primo articolo una sua esternazione sulla sua pagina Facebook istituzionale, in veste di primo cittadino, nella quale si è lasciato andare ad affermazioni molto gravi ai danni di chi scrive, con asserzioni che sono in corso di valutazione per un’eventuale querela. L’infondata accusa è quella di praticare un “giornalismo da blog” (cioè, in sostanza, privo di requisiti di riconoscibilità pubblica) e di pubblicare segnalazioni dei lettori inventate. 

Come è invece ben noto, “Mola Libera” è a tutti gli effetti di legge un giornale online (www.molalibera.it) regolarmente iscritto presso il Tribunale di Bari nel registro della stampa, con un direttore responsabile (chi scrive), che a norma di legge risponde della pubblicazione, iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e, aggiungo per maggiore informazione, in perfetta regola con i versamenti annuali all’albo e con i crediti della formazione professionale obbligatoria.

Inoltre, si precisa che “Mola Libera”, al fine di favorire la “cittadinanza attiva” della sua comunità di lettori, pratica il cosiddetto “giornalismo partecipativo”, che consiste nel dare spazio e rilievo alle segnalazioni dei lettori finalizzate ad evidenziare malfunzionamenti, disservizi, situazioni di degrado, criticità nell’andamento della vita cittadina, con l’obiettivo di contribuire ad un miglioramento della qualità della vita dei residenti. 

E’ per questo che pubblichiamo messaggi brevi dei lettori, sempre accompagnati da foto esplicative ben riconoscibili dello stato dei luoghi, che sottoponiamo di fatto all’attenzione della pubblica amministrazione al fine di contribuire alla risoluzione delle problematiche evidenziate.

Laddove il lettore chiede la riservatezza, omettiamo le generalità per non esporre i cittadini ad eventuali ritorsioni, ma ci assicuriamo delle vere generalità di chi scrive e ne teniamo traccia.

Molte volte le segnalazioni pubblicate hanno un seguito con un intervento, parziale o risolutivo, della pubblica amministrazione. E di questo ne diamo successiva notizia, evidenziando come il ruolo del “giornalismo partecipativo” possa contribuire a migliorare la convivenza sociale e la qualità della vita dei cittadini. 

Il Sindaco ha ridicolizzato perfino questo nobile aspetto, dileggiando di fatto anche le migliaia di lettori che seguono il nostro giornale, accusati di scrivere commenti con profili falsi, mentre si tratta quasi sempre di nickname utilizzati ovunque su internet, anche sulla pagina Facebook di Colonna Sindaco, e che non possiamo di certo proibire: non dipendono dal nostro giornale le regole stabilite dal popolare social forum che, ripetiamolo, il nostro giornale utilizza soltanto come strumento secondario di diffusione.

Peraltro, si sottolineano i continui attacchi e tentativi di condizionamento che il nostro giornale subisce dalla politica. Siamo nati per rispondere al principio del giornalismo indipendente, quali “cani da guardia” dei cittadini nei confronti del potere, e non ci trasformeremo mai in “cani da salotto” di quel potere.

E infine, ma non da meno, va richiamato il pesante e menzognero tentativo di delegittimazione personale effettuato dal Sindaco nei confronti di chi scrive: “Perennemente assente alle conferenze stampa convocate dall’Amministrazione Comunale, il giornalismo del Dott. Andrea Laterza lo definirei “un giornalismo da scrivania”, un ruolo alternativo all’impegno politico diretto, dopo le bocciature che ha ricevuto.

Chiariamo innanzitutto che i giornalisti non sono affatto obbligati a presenziare a tutte le conferenze stampa indette dalla pubblica amministrazione.

“Mola Libera” ha sempre partecipato alle conferenze tenute dal Sindaco ritenute di valore strategico per la comunicazione ai lettori, che abbiamo sempre rendicontato. Ma di certo il nostro giornale non può essere al comando di Colonna, laddove si pretenda una presenza a momenti informativi di carattere essenzialmente propagandistico, in specie se il tema è già stato affrontato dal giornale con dovizia di particolari.

Quello che però il Sindaco insinua ed è gravemente lesivo della reputazione di chi scrive è di utilizzare il giornalismo (definito “da scrivania”, mentre il mio impegno nel giornalismo d’inchiesta e di approfondimento è ben noto da tempo) come alternativo alla politica, dopo presunte e non meglio chiarite bocciature.

E’ invece ben noto che l’impegno giornalistico di chi scrive è iniziato addirittura nei primi Anni Settanta, in giovanissima età, all’interno della redazione della storica “La Sveglia”, ed è proseguito con la fondazione di “Realtà Nuove” nel gennaio 1976, per arrivare alla fondazione di “Città Nostra” nel maggio 2002 e quindi alla sua direzione editoriale, e, da ultimo, alla fondazione e direzione responsabile di “Mola Libera” nel gennaio 2019.

Un periodo di impegno giornalistico e culturale lungo un’intera vita – con la fondazione e la partecipazione non solo a giornali locali ma anche a numerose associazioni culturali e comitati ambientali, oltre che con l’altresì nota attività di scrittore di narrativa e di saggistica storica – che non permetto a nessuno di sporcare impunemente.

L’impegno politico diretto, che non ha alcuna specifica attinenza con l’attività giornalistica e culturale, ha portato alla presenza chi scrive sui banchi del Consiglio comunale dal 1996 al 2005, rendendo pieno onore al mandato amministrativo ricevuto dai cittadini con il voto, per due volte consecutive.

Giova infine chiarire che l’attività culturale e giornalistica è stata svolta e viene esercitata da chi scrive sempre e soltanto a titolo di puro ed esclusivo volontariato a servizio della comunità.

Allo stesso tempo, è altrettanto opportuno richiamare come invece il Sindaco, peraltro non particolarmente noto per un background di impegno culturale e sociale, venga adeguatamente retribuito dalle casse comunali per il suo ruolo, sebbene a mezzo servizio, prestando egli attività lavorativa a tempo pieno presso la Città Metropolitana di Bari.

IL FALLIMENTO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Ma torniamo al tema centrale dell’articolo: il fallimento di questo sistema di raccolta differenziata, l’intollerabile pressione fiscale sui cittadini attraverso la TARI e le grandi sacche di evasione e di inquinamento ambientale che ciò comporta.

La raccolta differenziata porta a porta è iniziata a Mola già ai tempi del quinquennio 2005-2010, con Pietro Santamaria Assessore all’Ambiente. In particolare, a fine 2008 l’80% dell’utenza molese era già coperta dal servizio di raccolta domiciliare e pochi mesi dopo anche gli ultimi cassonetti stradali furono eliminati, mentre si facilitava il compostaggio domestico dei rifiuti organici.

In sostanza, la raccolta porta a porta è pienamente operativa a Mola da almeno 13 anni.

I molesi hanno risposto al nuovo sistema perlopiù con piena coscienza civica, permettendo di raggiungere, in base al rapporto di Legambiente Puglia 2022 sui “Comuni ricicloni”, il 67% di raccolta differenziata nel 2021.

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Una percentuale che, tuttavia, nei risultati consolidati, è ancora lontana dai risultati di altri comuni confinanti, come Rutigliano (80,9%) e Noicattaro (79,5%). Vedremo se e come la crescita che si prospetta per il 2022 gioverà ai cittadini in termini di benefici fiscali oppure se sarà ancora a vantaggio dell’onnivoro sistema, che accumula profitti dall’appalto e scarica i costi sociali sui contribuenti, con i politici a fare da comparsa.

Tuttavia, il sistema di raccolta porta a porta, se da un lato ha consentito un sicuro innalzamento della percentuale della differenziata, con l’avvio al riciclo di importanti quantità di materiali riutilizzabili (carta, cartone, plastica, vetro, alluminio, ferro, ecc.), dall’altro ha alimentato lo sversamento selvaggio dei rifiuti indifferenziati nelle nostre periferie, campagne e litorali.

L’inquinamento delle mini discariche è oggettivamente cresciuto nel tempo, mentre diminuiva la percentuale dell’indifferenziato conferito nelle apposite pattumiere domiciliari del residuo secco.

Peraltro, lo smaltimento delle mini discariche comporta costi aggiuntivi per le casse comunali: infatti, la rimozione dei rifiuti sversati illecitamente nell’agro molese non è disciplinata dal contratto d’appalto con la Navita e, quindi, il Comune è chiamato a significativi esborsi supplementari.

Perchè gli sversamenti selvaggi persistono e addirittura aumentano?

Le cause sono sostanzialmente due: da un lato una scarsa sensibilità ambientale in una robusta minoranza di cittadini, dall’altro, insieme alla prima, la presenza di diffuse sacche di evasione della TARI.

Un’evasione che un nostro lettore, con una notevole esperienza lavorativa di TARI e dintorni, ci esplicitò in una lettera che pubblicammo lo scorso 19 gennaio 2022:

https://www.molalibera.it/2022/01/19/tari-a-mola-troppi-evsori-ecco-i-trucchi-piu-comuni-dei-furbetti-della-differenziata/

E che riprendiamo in alcuni passaggi fondamentali sui maggiori “trucchi” escogitati per evadere, in tutto o in parte, la TARI:
 
“Se una famiglia paga per 2 case, non saprai mai precisamente dove risiede e se, magari, ha affittato l’altra senza contratto. In anagrafe si mente molto volentieri ed i controlli, statistici, sono telefonici.
 
Quelli che non hanno ritirato il kit (a fine novembre 2021 con il passaggio contrattuale alla Navita, ndr) quindi non sono, in ogni modo, iscritti all’anagrafe TARI. Al 2018 si stimava che gli evasori fossero intorno al 30%.  I non iscritti peraltro non possono ritirare alcunchè. Qualche babbeo ci ha pure provato: indovina? Nessuno ha preso nota dei loro nomi. Ad onor del vero va anche detto che la consegna dei bidoncini ha indotto circa 40 evasori a costituirsi consentendo un recupero di oltre 30.000 euro.
 
“La ricerca dei furbi deve essere portata avanti censendo le singole abitazioni, i negozi uno per uno, porta a porta. Il presupposto è che esiste un numero spropositato di contratti di locazione non registrati.
 
L’esempio più eclatante: Cozze. Oltre 200 persone residenti, ti dirà l’anagrafe, ma a trovarne 20 sarà impresa ardua. Case e ville risultano occupate, in altissima percentuale, da un unico abitante, spesso dallo stesso proprietario che, in realtà, affitta l’immobile durante il periodo estivo (…) a costi spropositati (…) ed evadendo, mentre si lecca le dita, Tari, Imu ed Irpef. L’alternativa è quella di trattare l’abitazione come seconda casa realizzando un risparmio del 10 % sulla Tari che viene sempre addebitata all’inquilino estemporaneo.
 
Nelle zone PIRP, e non solo, si sono trasferite, senza passare dall’Anagrafe,  coppie di conviventi che risultano abitare ancora con i rispettivi genitori frodando, così, migliaia di euro annui al Comune e, soprattutto, a noi.
 
L’eliminazione dei bidoni di raccolta condominiali ha obbligato centinaia di sporcaccioni a disseminare nelle campagne e nelle strade periferiche migliaia di sacchetti di spazzatura dei quali non hanno saputo liberarsene altrimenti.             
 
L’evasione dei negozianti, poi, ha connotazioni allarmanti.
E’ possibile, sì è possibile, garantirsi l’iscrizione nell’elenco dei contribuenti degli aspiranti commercianti prima che tirino su, per la prima volta, la saracinesca dell’attività? E’ ipotizzabile la stessa iscrizione prima di dotarli delle relative autorizzazioni? E perchè non si fa in modo che il tale Ufficio passi le carte all’Ufficio tributi prima che il negozio chiuda (12% all’anno) per fallimento?”
 
Una riprova documentale di quanto il nostro lettore esperto ci evidenziò la ritroviamo in un atto ufficiale del Comune di Mola, il Piano Economico Finanziario (PEF) che determina le tariffe TARI 2022.
 
Ecco la delibera del Consiglio Comunale n. 16 del 27-05-2022, dalla quale si evince che il gettito tributario della TARI per il 2022 è stato fissato in € 4.973.288,00 rispetto ai precedenti € 4.940.361,33 del 2021,  quindi con un aumento, non con la diminuzione di cui ha scritto il Sindaco Colonna.
 
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Allegata alla delibera, ecco il Piano Tariffario TARI 2022:
 
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Dal Piano tariffario si può verificare la probabile, anzi quasi certa, presenza di evasione fiscale, con il quadro che estraiamo e pubblichiamo:

Si può notare come, nonostante il chiaro errore di inversione in tabella delle superfici con le utenze, le utenze domestiche seconde case dichiarate a fini TARI risultino appena 1.107 per tutto il territorio comunale, mentre le prime abitazioni sono 10.316, di cui la maggior parte con una sola persona ad abitarvi (3.127). Il numero delle altre categorie di utenze domestiche è trascurabile.

Dati che sembrano poco credibili alla luce dei tantissimi immobili disseminati nel territorio comunale, nelle campagne, nelle frazioni e lungo la costa, utilizzati anche per brevi periodi ma per gran parte assoggettabili a TARI perchè suscettibili di produzione di rifiuti.

Inoltre, sono tante anche le abitazioni sfitte ma arredate e con le utenze energetiche attive, tenute a disposizione, e quindi soggette a TARI. Oppure abitate per brevi periodi dell’anno da cittadini che vivono temporaneamente altrove.

La casa dovrà risultare priva di arredi e priva di fornitura di acqua, gas e luce per il periodo di competenza della Tari; soltanto in questo caso il Comune considererà l’abitazione effettivamente non occupata e, quindi, esonerata dal versamento della tassa sui rifiuti.

Ma è evidenza diffusa che siano tante le abitazioni di questo tipo che, di fatto, sono sconosciute all’anagrafe TARI.

Pertanto, soltanto attraverso una precisa ricognizione di ogni immobile, soprattutto incrociando i dati catastali con le utenze attive di luce, acqua e fogna, sarà possibile costruire un’anagrafe TARI il più possibile fedele all’assoggettabilità al tributo e, quindi, se a pagare sarà un numero maggiore, ovviamente troverà applicazione il principio “pagare tutti per pagare meno”.

Ma così non è. E quindi, i quasi 5 milioni di euro 2022 da sostenere a carico dei cittadini molesi, per pagare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, grava sulle spalle dei contribuenti onesti, mentre gli evasori si sgravano del loro carico e, anzi, in molti casi, sversano impunemente i loro rifiuti in maniera illecita (in gran parte per non farsi individuare dal fisco) inquinando l’ambiente.

NON SOLO EVASIONE. CHI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA VIENE PUNITO DUE VOLTE: CON UN MAGGIOR CARICO FISCALE PER LA PRESENZA DI EVASORI E PER L’ASSENZA DI INCENTIVI E PREMIALITA’ COMUNALI 

Finora abbiamo esplorato il frastagliato mondo delle probabili sacche di evasione fiscale della TARI e abbiamo visto come la fiscalità si scarichi in misura maggiore su chi è anagrafato nel sistema di riscossione a tutto vantaggio di chi risulta sconosciuto alla tassazione.

Ma c’è un argomento in più che provoca sfiducia nei cittadini: sottoporsi alle incombenze, non sempre agevoli, della raccolta differenziata – stando attenti a non incorrere nelle “ammonizioni” della Navita, con le “strisce” di non conformità dei rifiuti conferiti – e non vedersi MAI riconoscere alcun beneficio premiale.

Per arrivare all’assenza di qualsiasi attenzione degli amministratori comunali su questo tema, vediamo come nel tempo è aumentato il gettito TARI, cioè il denaro che il Comune di Mola rastrella dai contribuenti molesi per pagare integralmente i costi previsti nell’appalto con il gestore della raccolta e smaltimento rifiuti.

I dati che seguono sono tutti desunti da documenti ufficiali del Comune di Mola, a partire dal 2017, cioè da quando vi è evidenza nella banca dati del MEF – Ministero Economia e Finanze dei documenti allegati al Piano Economico Finanziario. Tutto si può consultare al seguente indirizzo, selezionando il Comune di Mola e l’anno specifico: 

Dipartimento Finanze – TARI – Ricerca

PIANO TARIFFARIO TARI COMUNE DI MOLA A CARICO DEI CITTADINI

2022          € 4.973.286,00

2021          € 4.940.361,33

2020          € 4.837.168,04

2019          € 4.837.168,04

2018          € 4.796.905,61

2017          € 4.210.830,10

Si può quindi ben notare come nel corso del mandato amministrativo del Sindaco Colonna (2018/2019 – 2022) il gettito TARI sia andato crescendo ogni anno, a differenza di quanto il nostro primo cittadino va sostenendo in questi giorni.

Soprattutto il Sindaco attuale non ha tenuto in alcun conto i sacrifici dei cittadini che non godono di alcuno sgravio per condizione reddituale e che, quindi, sopportano per intero la tassazione TARI senza alcun vantaggio fiscale.

Si tratta della maggioranza dei cittadini molesi che già, come abbiamo visto, devono accollarsi anche il peso dell’evasione fiscale.

Infatti, nelle ultime settimane, questi cittadini si sono visti recapitare la bolletta con il saldo TARI 2022, dopo l’acconto di giugno del 75% (calcolato sulla TARI 2021), basato sul PEF (Piano Economico Finanziario) 2022.

Alla verifica con quanto pagato nel 2021, i contribuenti molesi stanno constatando aumenti che comportano maggiore tassazione per diverse decine di euro.

Abbiamo riportato, a titolo esemplificativo, sulla nostra pagina Facebook, il caso di un nucleo familiare di 4 persone con abitazione da 104 mq. alla quale si aggiunge il box auto pertinenziale.  

La famiglia ha pagato nel 2021 € 376,00 di acconto al 75% + un saldo di € 81,00 per un totale di € 457,00.
 
In base all’importo TARI 2021, l’acconto 2022 avrebbe dovuto essere il 75% di € 457,00 cioè: € 342,75.
 
Invece, la famiglia in questione ha ricevuto una cartella TARI per l’acconto 2022 pari a € 380,00, quindi con un aumento di € 37,35. E già qui le affermazioni del Sindaco, come scrivemmo nello scorso giugno, si scontrano con la nuda realtà dell’aritmetica.
 
Ma veniamo al saldo TARI 2022 che, sempre per la stessa famiglia e per lo stesso immobile, con identica pertinenza, è passato dal saldo 2021 di  € 81,00 al saldo 2022 di € 117,00.
 
Quindi, in definitiva, sommando acconto e saldo TARI 2022 (€ 380,00 acconto + € 117,00) la famiglia molese in discorso è chiamata a pagare un totale di € 497,00, rispetto alla TARI 2021 che aveva un totale di € 457,00 (€ 380,00 acconto + € 81,00 saldo).
 
Pertanto, l’evidentissimo aumento per il 2022 è di € 40,00 rispetto al 2021.
 
Il Sindaco, nel suo commento all’articolo di “Mola Libera” ha portato alla luce per la prima volta (avendo taciuto questo fondamentale particolare nel suo video dello scorso giugno, nel quale parlò addirittura di una prevista diminuzione della TARI) come nel 2021 la sua Giunta avesse applicato l’agevolazione per covid, quindi con uno “sconto” del 10% che nel 2022 non si è ripetuto: ecco l’aumento nella bolletta di quest’anno.
 
E quindi per Colonna l’aumento non c’è stato perchè si è tornati alla tassazione pre covid. 
 
Il Sindaco però dimentica che i cittadini devono confrontarsi con l’attuale livello del caro vita, che nell’ultimo anno ha visto un balzo dell’inflazione al 12% e con il prezzo delle forniture di luce e gas che ha raggiunto livelli insostenibili per le famiglie. Insomma, la spesa si fa oggi, con i soldi che si hanno ora in tasca… e se oggi si spende per la TARI più dello scorso anno ai cittadini poco importa delle alchimie contabili di Colonna.
 
Ed è quindi più che condivisibile il diffuso malcontento per l’aumento ricevuto e per la scarsa sensibilità sociale di un Sindaco che ha agevolato, è vero, le fasce più deboli della popolazione con sgravi reddituali sulla TARI (ed è giusto farlo), ma che dimentica la maggior parte dei contribuenti.
 
Peraltro, l’agevolazione covid del 2021 è stata praticata sull’intero territorio nazionale a seguito di una delibera del 2020 dell’ARERA (l’Autorità Nazionale di Regolazione per l’Energia, le Reti e l’Ambiente), e non è stata di certo un’elargizione del nostro Sindaco, come egli ha voluto far credere. 
 
Ecco che, venuta meno l’agevolazione covid del 2021, la tassazione si riporta al livello del 2020 e, se non si pone mano a correttivi, salirà ulteriormente nel 2023 per l’aumento del costo dei conferimenti del residuo secco (all’impianto di Martucci) e dell’organico (all’impianto Tersan di Modugno)
 
Eppure il Sindaco ben avrebbe potuto mantenere lo sgravio praticato nel 2021 sotto altra forma, una volta scadute le agevolazioni covid, se solo avesse avuto la giusta sensibilità verso la cittadinanza e compreso che va introdotto un sistema premiale verso chi paga la TARI ed effettua correttamente la raccolta differenziata.
 
Invece, il contribuente molese è la vacca da mungere a maggiore gloria del sistema di raccolta e smaltimento rifiuti e dei politici che appaltano contratti da milioni di euro in nome e per conto dei cittadini ignari. 
 
I sistemi per alleggerire la bolletta TARI sono tanti: si va dalla possibilità di conferire direttamente i rifiuti recuperabili, in specie la plastica e l’alluminio, attraverso apposite macchine “mangiaplastica” e “mangialattine”, che pesano automaticamente il rifiuto e accreditano, su una carta con chip dell’utente TARI, una somma che poi può  essere scalata dalla tassazione; oppure rilasciano buoni spesa da utilizzare nei supermercati convenzionati, o ancora biglietti per i trasporti pubblici, per gli spettacoli e così via.
 
Anche il sistema del compostaggio domestico dell’organico consente di ottenere sgravi dalla TARI perchè fa diminuire i costi di conferimento all’impianto di trattamento: ma il Comune di Mola non prevede tale agevolazione.
 
Vi sono anche nuovi sistemi, come “Remunero”, ancora in fase sperimentale, ma che una volta entrato a regime in diverse città italiane aderenti al circuito, permetterà di scalare (anche completamente) la tassazione TARI attraverso un meccanismo di economia circolare cittadina, di cui abbiamo trattato nell’articolo precedente e che qui richiamiamo: 
 
 
 
Ma, attualmente, la possibilità più importante e più consistente offerta per ridurre la TARI, accanto al recupero dell’evasione (che consente di adempiere al principio del “pagare tutti per pagare meno”), è quello di utilizzare i proventi derivanti dalla raccolta, riciclaggio e recupero dei rifiuti dai Consorzi di Filiera aderenti al CONAI che, in base all’accordo quadro con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), comprende:
 
BIOREPACK per gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile;
CDCNPA per pile e accumulatori;
CDCRAEE per i RAEE;
CIAL per gli imballaggi in alluminio;
COMIECO per gli imballaggi a base cellulosica;
COREPLA per gli imballaggi in plastica;
COREVE per gli imballaggi in vetro;
CORIPET per i PET;
RICREA per gli imballaggi in acciaio.
 
E, inoltre, i proventi derivanti dalla raccolta dei materiali: Abbigliamento (vestiti usati), Olio esausto, Metalli. Per essi il Comune di Mola ha accordi specifici con ditte specializzate nel recupero e riciclo di queste frazioni merceologiche.
 
A tal proposito, esistono due determine comunali del Settore Polizia Amministrativa e Ambiente del 29 novembre 2022 che accertano proventi in entrata per un totale di € 393.925,93, iscritti nel Bilancio comunale corrente, cioè anno 2022.
 
Ecco la determina CONAI:
 
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Ed ecco la determina per gli altri materiali:
 
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Quindi, ben poteva il Comune di Mola utilizzare questa significativa cifra, di quasi 400 mila euro, per alleggerire il saldo 2022 e, quindi, in sostanza per evitare gli aumenti che i cittadini hanno trovato sotto l’albero, nelle bollette di fine anno.
 
In sostanza, tale cifra avrebbe, come vedremo, compensato l’agevolazione covid introdotta con il PEF (Piano Economico Finanziario) TARI 2021 e che è stata abolita nel PEF TARI 2022.
 
Eppure, il Consiglio comunale di Mola, su preciso input della Giunta comunale, ha previsto soltanto che con il PEF del corrente anno siano portate a carico della fiscalità generale (quindi del bilancio comunale) € 100.000,00 da destinare agli sgravi per le categorie più deboli, come risulta dalla delibera di Consiglio comunale del 27-05-2022, che abbiamo riportato nel presente dossier, e più nello specifico nell’ulteriore delibera consiliare in pari data che qui alleghiamo:
 
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Tuttavia, il Sindaco, come si è detto, non ha sentito il contemporaneo obbligo di premiare i cittadini virtuosi che pagano regolarmente la TARI e che effettuano doverosamente la raccolta differenziata.
 
Anzi, Colonna ha in sostanza eliminato nel 2022 l’agevolazione covid data a tutti i contribuenti nel 2021, senza avvertire il dovere di mantenere quel risparmio, acquisito lo scorso anno dai cittadini, con uno stanziamento sostitutivo e compensativo in uguale o prossima misura monetaria.
 
Ma vediamo cosa fu deciso nel PEF TARI del 2021.
 
Ecco la delibera di Consiglio Comunale del 28-06-2021 che stabilisce, a differenza del documento tariffario allegato, un gettito complessivo leggermente inferiore a quello che abbiamo già esposto e che risulta qui essere di € 4.914.563,00:
 
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Nello specifico, è con il provvedimento collegato, riferito alla modifica del regolamento TARI 2021, che viene stabilita dal Consiglio comunale l’agevolazione covid per le utenze domestiche del 10%, quantificato in € 380.322,00.
 
Ecco il documento:
 
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Come ben si può accertare dai documenti pubblicati, l’agevolazione covid dello scorso anno, concessa alle utenze domestiche nella misura di € 380.322,00, e non più rinnovata nel 2022 perchè limitata alla sola annualità 2021, ben poteva essere riconfermata sotto diversa forma, ma con una cifra del tutto prossima, attraverso il ricorso ai proventi accertati in entrata rivenienti dalla valorizzazione economica dei materiali della raccolta differenziata eseguita dai cittadini molesi.
 
Infatti, come si è detto, il valore accertato di quei materiali è esattamente di € 393.925,93, perfino leggermente superiore all’agevolazione covid dello scorso anno.
 
A tal proposito, il Sindaco di Mola ben avrebbe potuto far approvare una variazione di bilancio al Consiglio comunale nella seduta del 30 novembre scorso, quando si tiene la sessione di salvaguardia di bilancio, e quindi riportare la pressione fiscale a quella del 2021, adottando opportuni accorgimenti contabili tali da concedere gli sgravi, come altri comuni italiani hanno effettuato con le variazioni di bilancio di fine novembre.
 
Ben si sa che il sistema di calcolo del PEF va effettuato con i costi consolidati degli anni precedenti, tuttavia, come si è fatto per la conferma di benefici fiscali per diverse categorie nel 2022, e per quelli generalizzati legati al covid del 2019, altrettanto si sarebbe potuto disporre per una somma a carico della fiscalità generale, in via straordinaria, tenuto conto della difficile congiuntura economica (inflazione e caro bollette energetiche) pari ai proventi rivenienti dai consorzi obbligatori dei materiali riciclabili, per iscrivere tale importo nei PEF successivi, in maniera contabilmente appropriata e avviare così quel circolo virtuoso che dovrebbe portare finalmente alla discesa della TARI.
 
Invece, per la grave sottovalutazione della difficile situazione economica attuale (non più legata al covid ma alla forte inflazione con elevatissimi costi per l’energia, causata dall’aumento dei prezzi delle materie prime), Colonna ha “dimenticato” il disagio delle migliaia di molesi che dalla raccolta differenziata non ottengono alcun beneficio, ma solo stangate fiscali.
 
Pertanto, le cartelle sono partite nei primi giorni di dicembre con gli aumenti che tutti i contribuenti molesi hanno potuto ben constatare, sebbene il Sindaco avesse garantito, a giugno, che aumenti di fine anno non ce ne sarebbero stati, anzi che vi sarebbe stata una riduzione.
 
Il nostro articolo che ne ha dato notizia è stato attaccato in modo inqualificabile per un primo cittadino, ma la nostra forza è nell’esame analitico dei documenti.
 
Un esame che ha confermato la scarsa attenzione del Sindaco per un tema così delicato per migliaia di famiglie molesi.
 
Anche per i maggiori costi del saldo TARI, in molti dovranno restringere la capacità di spesa nelle festività natalizie, già fortemente erosa dall’inflazione e dal caro bollette di luce e gas.
 
Ma tant’è. Questo è quello che passa il convento della politica al potere.
 
Grazie a tutti i lettori che ci hanno seguito fino alla fine in questo lungo e complesso excursus amministrativo. 
 
“Mola Libera” è pronta a rispondere ad ogni Vostra richiesta di chiarimento e di migliore spiegazione.
 
D’altra parte ribadiamo il nostro invito al Sindaco Colonna ad un confronto pubblico su questo tema e sul bilancio della sua azione politico-amministrativa ormai quinquennale.
 
Al momento non ci ha ancora risposto. Vi terremo informati se lo farà.

2 Commenti

  1. ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO
    Facciamo anche noi un regalo Simpatico al primo cittadino: confezioniamogli un bel nickname x Natale, ricambiamo da buoni e bravi Concittadini, quindi a seguire…!

    CORTESEMENTE, non chiamatelo più “sindaco” per cortesia, chiamatelo “Tu si que vales”, si sentirà più a suo agio e gradirà…! “L’inganno degli inganni”, non sarebbe neanche male come titolo di un Film Cortometraggio fatto da noi Molesi, come Film Cinepanettone di Natale…! Visto che il nostro “Tu si que vales” aspira e respira per grandi palcoscenici, quale miglior Visibilità per lui, quella di un Cinepanettone nostrano…!? Però gli incassi li dividiamo equamente con tutta la Cittadinanza, pensate che sarebbe d’accordo il nostro “Tu si que vales”…?!

  2. ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO (MOLESE DOCG)
    E pensare che “tu si que vales” (sindaco) avrebbe dovuto essere il nostro punto di riferimento, il riscatto di una Cittadina e Cittadinanza, il nostro faro nella tempesta, la speranza per una Comunità Dilaniata Sventrata da decenni e decenni di mala amministrazione ecc ecc…?! E invece si è rivelato forse il peggior primo cittadino che Mola (al momento) abbia avuto…! Non ci sono più parole x descriverlo…!

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