I SOCIALISTI MOLESI: “A MOLA, SANITA’ SMANTELLATA. E’ ORA DI REAGIRE”. MA BISOGNAVA PENSARCI PRIMA…

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Nel comunicato stampa che pubblichiamo, Vittorio Farella, a nome dei socialisti molesi, protesta contro i servizi sanitari ridotti a Mola al lumicino e invita amministratori e cittadini a mobilitarsi. Il commento di “Mola Libera”.

Riceviamo dal Partito Socialista di Mola e pubblichiamo:

La nostra cittadina sta subendo da troppi anni l’impoverimento e la riduzione dei servizi territoriali in campo sanitario e ciò richiede una reazione da parte degli organi politici amministrativi locali e degli stessi cittadini.

Qui allegata una nostra nota di sollecitazione e la lettera inviata agli organi politici locali.

Vittorio Farella

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

IMMENSA E SMISURATA VERGOGNA

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VERGOGNA SANITARIA MOLESE

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NOSTRO COMMENTO

E’ sicuramente encomiabile l’impegno di Vittorio Farella – rimasto con pochi altri compagni di un partito ormai ridotto a numeri irrilevanti, nonostante il suo passato glorioso – in difesa del diritto primario alla salute dei nostri cittadini.

Dire che la sanità a Mola di fatto non esiste più, significa affermare l’ovvio: lo vediamo tutti i giorni. Perfino quella “burletta” del pronto soccorso infermieristico, che stigmatizzammo come tale a suo tempo, ormai non fa più notizia nella sua dimensione evanescente.

Ecco come, prima il 12 luglio 2019 e poi l’11 novembre 2019, fu annunciato con entusiasmo, dal Sindaco Colonna, l’Ambulatorio infermieristico a Mola:

NELLA RSA, LA ASL ATTIVERA’ IL POLIAMBULATORIO INFERMIERISTICO | Mola Libera – Giornale Indipendente

LUNEDI 11, INAUGURAZIONE DELL’AMBULATORIO INFERMIERISTICO TERRITORIALE | Mola Libera – Giornale Indipendente

E mentre oggi a Conversano viene assegnato l’Ospedale di Comunità, a Mola si continua a depotenziare e a smantellare quel pochissimo che è rimasto in termini di poliambulatori, mentre il presidio di continuità dei medici di base annunciato più volte è rimasto la solita chimera.

Oggi a Mola chi ha i mezzi economici si cura, chi non ne ha va ad ingrossare le file d’attesa di mesi e mesi per un esame specialistico, con quali risultati si sa benissimo.

La speranza è l’ultima a morire, è ben vero, e fin che si può bisogna lottare, e quindi bene fanno Farella e i suoi compagni a scuotere gli amministratori e i cittadini.

Purtroppo, duole dirlo, ma bisognava pensarci molto prima.

Quando a Mola, al Municipio, nei primi Anni ’90, nel corso della sindacatura Maggi, si presentò il consigliere regionale socialista Alberto Tedesco, ad annunciare lo smantellamento dell’ospedale di Mola e la “concessione” della RSA, i socialisti molesi dov’erano?

E dov’erano gli altri amministratori comunali quando, dopo la chiusura della struttura ospedaliera, il declassamento avvenne anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, nel silenzio generale della politica?

Oggi i cittadini sono stanchi e disillusi: combattono quotidianamente contro il caro bollette e nemmeno fanno più notizia le inesorabili perdite per malattie oncologiche tra persone ancora giovani, diffuse perfino tra i bambini molesi.

Non fa nemmeno più notizia l’incessante e invisibile inquinamento della falda che promana dalle viscere della discarica Martucci.

Il nostro giornale fa quello che può per tenere accesa l’attenzione e la vigilanza dell’opinione pubblica ed è giusto che l’appello di Farella venga raccolto e amplificato. Ma la verità, purtroppo, non si può cancellare.

Quindi, se si tornerà a lottare lo si faccia in maniera consapevole, consci che niente ci verrà regalato e che il “teatrino della politica” deve cedere il posto alla sincerità e alla coerenza.

Peraltro, si deve essere coscienti che gli amministratori non possono cavarsela con qualche post su Facebook: se hanno a cuore la salute dei molesi vadano a Bari, nel palazzo del potere regionale, e facciano azioni forti sia per ridare dignità e servizi alla moribonda sanità molese che per ottenere la chiusura immediata di ogni attività in quel di Martucci.

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