TERRENO GRATIS ALLA TENNIS SCHOOL. I REVISORI BOCCIANO BERLEN: ‘NON SI PUO’ FARE’

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Dopo la richiesta di chiarimento degli otto consiglieri di opposizione, l’Organo di revisione economico finanziaria del Comune di Mola, che ha il compito di vigilare sulla regolarità degli atti contabili e di amministrazione dei beni comunali, si è pronunciato contro la concessione in comodato gratuito, per 25 anni, di un terreno comunale all’Associazione “Tennis school”, deciso dalla maggioranza consiliare su proposta dell’Assessore Berlen. Ecco tutti i risvolti della vicenda.

E’ secca e inequivocabile la risposta che l’Organo di revisione economica e finanziaria del Comune di Mola (in altri termini detto Collegio dei Revisori dei conti) ha dato alla richiesta di parere presentata dagli otto consiglieri di opposizione in merito alla legittimità della concessione in comodato gratuito, venticinquennale, di un terreno comunale alla Tennis School di Mola.

Qui il link all’articolo che annunciava la concessione, con un comunicato stampa dei consiglieri comunali di opposizione:

BERLEN CONCEDE GRATIS UN TERRENO DEL VALORE DI 90MILA EURO ALLA ‘TENNIS SCHOOL’ PER 25 ANNI!!! | Mola Libera – Giornale Indipendente

Il collegio di revisione, composto dal Dott. Vincenzo Colucci, presidente e dai componenti Dott. Salvatore Baldassarre e Dott. Davide Marino, in sostanza si è espresso sui contenuti della delibera approvata dal Consiglio comunale il 30 settembre 2022, avente ad oggetto la “Concessione in comodato d’uso gratuito di una porzione di terreno di proprietà comunale alla associazione sportiva dilettantistica ‘ASD Tennis School San Giorgio Mola di Bari”. Determinazioni”.

In particolare, sul punto specifico richiesto dai consiglieri di opposizione, il Collegio dei revisori, così ha risposto:

“Dall’esame della documentazione acquisita risulta che il terreno oggetto di comodato rientra nel patrimonio disponibile e, come tale, potenzialmente alienabile. La possibilità effettiva e concreta di alienazione potrebbe essere però pesantemente condizionata dalle condizioni di mercato e, soprattutto, dalla qualificazione urbanistica dell’area che, allo stato attuale, risulta essere quella di area destinata ad impianti sportivi.

Il Collegio ritiene, comunque, che un bene del patrimonio disponibile vada immesso nel mercato secondo gli strumenti privatistici della locazione, mentre qualora il bene risulti inserito nel patrimonio indisponibile o demaniale, è necessario utilizzare gli strumenti pubblicistici della concessione; entrambi esigono – in ogni caso – una procedura trasparente per l’affidamento – assegnazione.

Pare giusto, allora, definire in via prioritaria la destinazione dei beni, e successivamente imporre una procedura aperta per la loro assegnazione mediante un regolamento che ne stabilisca le modalità di utilizzo (e le finalità), specie ove sia preminente l’utilità sociale e l’omissione della riscossione di un canone.

A conclusione, la disciplina generale e quella di settore stabiliscono che gli Enti locali, quando debbano stipulare contratti con i quali intendano assegnare beni, debbano indire gare mediante procedure aperte, a loro giudizio discrezionale; in assenza di una diversa regola legislativa, l’Amministrazione deve utilizzare una procedura di evidenza pubblica.”

NOSTRO COMMENTO

In poche parole, nella sostanza, viene bocciata la deliberazione approvata con i soli voti del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen,

Infatti, secondo il Collegio dei revisori poichè il terreno in questione è un bene iscritto nell’elenco dei beni disponibili, cioè alienabili (ossia vendibili), non poteva essere concesso in comodato, bensì doveva essere stipulato un contratto di locazione (quindi con il pagamento di un canone da parte del conduttore), ma sempre dopo una procedura ad evidenza pubblica.

La procedura ad evidenza pubblica, richiama il Collegio dei revisori, deve essere utilizzata anche nel caso di concessione in comodato d’uso gratuito, al quale si può fare ricorso quale forma contrattuale solo per i beni del patrimonio indisponibile (cioè non alienabili, ossia non vendibili) e, comunque, quando esistano finalità pubbliche (sociali).

In ogni caso, anche nel caso della concessione in comodato gratuito è indispensabile effettuare una procedura concorsuale ad evidenza pubblica e giustificare – sotto il profilo della convenienza economica – il bilanciamento tra  l’interesse pubblico e l’omessa riscossione di un canone.

Ma vediamo cosa si intende per procedura ad evidenza pubblica:

Con evidenza pubblica si indica la procedura che la pubblica amministrazione è tenuta a seguire al fine di giungere alla stipula di un contratto.

In tal senso, l’amministrazione pubblica rimane soggetta agli obblighi di imparzialità, attraverso la piena rispondenza al D.lgs. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici),  affinché l’amministrazione non crei favoritismi.

Pertanto la stipula del contratto con un privato è preceduta dal procedimento ad evidenza pubblica, in cui la Pubblica Amministrazione (PA) deve dare ampia pubblicità al percorso seguito per l’individuazione del contraente privato, al fine di garantire:

  • le esigenze di legalità e autonomia della PA;
  • le esigenze di trasparenza e libertà di accesso dei partecipanti.

Le principali fasi del procedimento ad evidenza pubblica nel caso specifico sono:

  • decisione di stipulare un contratto di locazione (se il bene è disponibile) o di comodato (se il bene è indisponibile o demaniale);
  • pubblicazione dell’avviso;
  • esame delle domande;
  • stipula del contratto.

Nella prima fase la PA emana un provvedimento amministrativo con il quale evidenzia l’oggetto contrattuale, la sua valutazione, la motivazione posta alla base di tale scelta e lo strumento negoziale, ovvero il tipo di procedura scelta.

Il tipo di procedura scelta potrà essere:

  • una procedura aperta;
  • una procedura ristretta (licitazione privata);
  • una procedura negoziata (o trattativa privata);
  • una competizione tra contenuti offerti (o appalto concorso).

Una volta presa la decisione di stipulare un particolare contratto, la PA pubblica un avviso secondo il regime di pubblicità previsto per la tipologia scelta.

L’avviso pubblicato dovrà contenere, oltre all’esatta indicazione dell’oggetto del contratto, anche i requisiti di ammissione alla selezione e i criteri di aggiudicazione.

Dopo gli specifici controlli nelle gare avviene  l’approvazione di una graduatoria finale: verificato che il miglior classificato sia in possesso di tutti i requisiti necessari, la Pubblica Amministrazione procede alla stipula del contratto, con cui si conclude il procedimento amministrativo.

Nel caso specifico, il Collegio dei Revisori richiama che, nel ricorrere obbligatoriamente all’evidenza pubblica, il Comune di Mola debba utilizzare una procedura aperta.

Il termine procedura aperta implica l’individuare quel sistema di gara nel quale non vi è una preventiva selezione dei soggetti da invitare, trattandosi di apertura alla partecipazione di tutti gli operatori che sono in possesso dei requisiti previsti dal bando per ottenere l’ammissione.

CONSIDERAZIONI

In definitiva, la bocciatura che il Collegio dei revisori riserva alla trovata estemporanea dell’Assessore Berlen è completa e plateale e, allo stesso tempo, lo è anche per il Sindaco e per gli altri consiglieri comunali di maggioranza competenti in materia giuridica, che hanno approvato quel “mostriciattolo” pseudo-giuridico di un comodato d’uso gratuito totalmente discrezionale, impossibile perfino da concepire in astratto nel caso di specie.

Probabilmente, Colonna e i consiglieri di maggioranza, che pure avrebbero potuto dire qualcosa di più preciso in occasione del dibattito consiliare, non hanno voluto “scontentare” il loro assessore deus ex machina, l’improvvisatore, il tuttologo anche nella dottrina giuridica e nella giurisprudenza.

Così facendo si sono però esposti ad una figuraccia non da poco, dimostrando di non aver capito (o più probabilmente di non aver voluto capire) la delicata materia del contendere.

Ora non resta che essere conseguenti: il Consiglio comunale ritiri in autotutela il provvedimento approvato con chiari profili di illegittimità e apra una procedura ad evidenza pubblica per la locazione di quel terreno.

E chi avrà le carte in regola per vincere la gara sarà prescelto e, quindi, pagherà il canone di locazione, come è giusto che sia.

D’altra parte, così aveva scritto il nostro giornale a commento del secondo comunicato dei consiglieri di opposizione: “Pertanto, in questo caso, al fine di evitare un danno erariale, il Comune è tenuto a richiedere all’Associazione un canone di locazione. Comunque, anche per una concessione in comodato va effettuato un affidamento ad evidenza pubblica aperto alla pluralità degli eventuali soggetti interessati.”

Ecco il link a quell’articolo:

TERRENO GRATIS ALLA “TENNIS SCHOOL”: L’OPPOSIZIONE PRECISA E CHIARISCE. IL COMMENTO DI “MOLA LIBERA” | Mola Libera – Giornale Indipendente

IL POTENZIALE DANNO ERARIALE

In caso contrario, si spalancherebbero sicuramente gli estremi del danno erariale a carico del Sindaco e dei consiglieri che si ostinassero a non revocare la delibera (non dell’Assessore Berlen: come è noto gli assessori non votano in Consiglio comunale… anche se propongono la delibera con la Giunta), sebbene su questo punto, richiesti di un parere dai consiglieri di opposizione, i revisori dei conti si sono espressi in maniera poco conseguente rispetto alla loro successiva dichiarazione di sostanziale illegittimità di una concessione in comodato d’uso gratuito senza il ricorso all’evidenza pubblica.

Infatti, così hanno risposto: 

Il Collegio ritiene di non potersi esprimere sull’eventuale sussistenza di ipotesi di reato, trattandosi di attività riservata all’Autorità giudiziaria.
In merito alla possibile emersione di danno erariale il Collegio ritiene che, sulla base degli elementi in suo possesso, del contenuto della deliberazione consiliare e della proposta progettuale avanzata dal promissario comodatario (cioè l’Associazione “Tennis school”), vada effettuata un’attenta valutazione delle utilità ritraibili da parte dell’Amministrazione comunale, nell’arco dei 25 anni previsti dal contratto, derivanti dall’accrescimento del patrimonio comunale e dei benefici di carattere sociale nascenti dagli impegni che il promissario comodatario intende mantenere per la diffusione della pratica sportiva a favore di determinate categorie sociali. Soltanto dopo questa valutazione sarà possibile evidenziare uno sbilanciamento, in danno dell’Ente, delle prestazioni derivanti dal contratto.

A tal proposito, i consiglieri di opposizione sono tornati a scrivere al Collegio dei Revisori in data odierna, invitandolo ad attivarsi per dare notizia agli organi giurisdizionali competenti (Corte dei conti, innanzitutto) del potenziale danno erariale sotteso al provvedimento approvato a stretta maggioranza del Consiglio comunale:

E’ evidente che le conseguenze derivanti dall’assenza di una procedura di evidenza pubblica implicano sia potenziali illegittimità che potenziale danno erariale, la cui valutazione è compito della Corte dei Conti più che dei consiglieri comunali o di chi segnala il potenziale danno.
Al riguardo ci permettiamo di segnalare le indicazioni contenute nei “Principi di vigilanza e controllo dell’Organo di revisione degli Enti Locali” pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in sinergia con i Ministeri dell’Interno, dell’Economia e della Corte dei Conti, che rilevano:
“In particolare, nel caso di referto per gravi irregolarità di gestione, ove si configuri un’ipotesi di responsabilità, l’Organo di revisione deve effettuare contestualmente denuncia agli organi giurisdizionali.
In caso di irregolarità contabili e finanziarie in ordine alle quali l’amministrazione non abbia adottato le misure correttive, l’Organo di revisione ne deve dare segnalazione alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.”
E ancora, la Corte dei Conti Sezione Autonomie con delibera n.2/1992 ha precisato che la vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile deve essere svolta dai revisori sull’intera gestione diretta ed indiretta dell’ente, ivi comprese le partecipazioni finanziarie sotto qualsiasi forma espresse. È una attività gestionale, sistematica, duratura e tipicamente ausiliaria che non sfocia in un atto tipico (relazione, parere, etc.), ma in una denuncia ad altro organo cui compete provvedere.”

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

 

1 commento

  1. ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO
    Anche quest’ulteriore “personaggio” evidentemente mancando di requisiti, non è più in grado da chissà quanto, di assicurare trasparenza lealtà crescita sviluppo (non ha mai compiuto niente, vero) ecc alla Cittadina e Cittadinanza Molese, anzi…! Quindi cortesemente gli chiediamo di fare 2, si due (2) passi indietro, mostrare le dovute e sentite Scuse e di avviarsi verso nuovi orizzonti lontani da quel di Mola, dove sapientemente ha saputo compiere annientamento di ogni in qualsivoglia…!!!

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