AVVIATO IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DEL CARDINALE ARMENO AGAGIANIAN

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Il 28 ottobre 2022 alle ore 12.00 si è aperta, con la prima sessione, l’inchiesta per la beatificazione e canonizzazione del vescovo Gregorio Pietro XV Agagianian, Catholicos Patriarca degli Armeni Cattolici e cardinale di Santa Romana Chiesa, attraverso l’analisi della sua vita, virtù eroiche e fama di santità. La data non è casuale, ma è stata scelta perché corrisponde alla festa dell’apostolo San Giuda Taddeo, il primo Catholicos degli armeni.

di Siranusc Quaranta (*)

Mariam Siranusc Quaranta dottoressa in comunicazione

A Roma presso la Basilica Pontificia di San Giovanni in Laterano tutti i componenti del Tribunale Diocesano, costituito da fra’ Carlo Calloni postulatore generale dell’ordine dei frati minori  cappuccini, da don Giorgio Ciucci promotore di giustizia, dai notai Marcello Terramani e Francesco Allegrini,  dal  delegato episcopale monsignor Giuseppe D’Alonzo, hanno giurato e sottoscritto l’atto di avvio, impegnandosi a svolgere il loro lavoro in modo irreprensibile , senza alcuna forma di coercizione o costrizione.

Abside basilica di San Giovanni in Laterano ( foto Tito Quaranta)

 

Componenti del tribunale diocesano (foto Tito Quaranta)

Aver avuto l’onore di essere invitata a partecipare all’evento da parte del vice rettore del Pontificio Collegio Armeno padre Bedros Marshlian, assieme ad Araksi Lilosian, Vartuhi Amelia Rochira e Tito Quaranta è stata l’occasione per comprendere come effettivamente prende inizio questo tipo di processo, che è in tutto e per tutto un atto giuridico, con notai, testimoni e documenti certificati.

Tutti i presenti, compresi  Sua Eminenza il cardinale vicario Angelo De Donatis e  il Patriarca Catholicos di Cilicia S.B. Raphael Bedros XXI Minassian, hanno manifestato una sincera emozione nel poter finalmente realizzare la ricognizione su questo grande uomo.

Dopo l’ascolto commosso del Padre Nostro cantato in armeno, è stato il cardinale vicario De Donatis a illustrare un breve ritratto del Servo di Dio Agagianian, attraverso le tappe più salienti della sua vita.

Ghazaros Lazarus Agagianian nasce ad Akhaltsikhe in Georgia il 18 settembre 1895 e fin da piccolo sente la chiamata del Signore, tanto che a 11 anni inizia a frequentare il Collegio Urbano di Propaganda Fide a Roma.

Nel 1917 viene ordinato precocemente sacerdote, a causa della guerra, con il nome di Francesco Lazzaro e nel 1935 diventa vescovo di Comana di Armenia. Nel 1937, a soli 42 anni, viene eletto Patriarca di Cilicia degli Armeni Cattolici con il nome di Gregorio Pietro XV ( in armeno Krikor Bedros), Egli si trova a vivere negli anni più bui e crudeli dell’umanità, con la prima guerra mondiale e il genocidio del suo popolo accompagnato dalle deportazioni e  dalla diaspora.

Foto del Cardinale Agagianian con Papa Giovanni XXIII in mostra al palazzo lateranense ( foto Tito Quaranta)

Uomo di grande spessore e cultura, poliglotta, si spende per la verità e la giustizia, facendo erigere a Beirut “… il primo monumento dedicato alla memoria dei martiri armeni, un forte segnale per tutti i suoi figli sparsi nel mondo”.

Vorrei fornire un ricordo personale su come il vescovo Agagianian sia importante per gli armeni di Bari. Infatti, come giovane vice rettore del Pontificio Collegio Armeno, egli venne in Puglia per  la prima volta nel 1930 per portare sollievo e speranza agli armeni che avevano trovato rifugio e cominciato una nuova vita nel villaggio Nor Arax.

Visita di Agagianian al villaggio di Nor Arax nel 1930 (foto di proprietà della famiglia Musceghian – Rochira)

Nel 1946 Agagianian viene creato cardinale da Pio XII. Sia nel Conclave del 1958, che vide l’elezione a Papa di San Giovanni XXIII, che nel Conclave del 1963, in cui fu eletto Papa San Paolo VI, egli fu considerato uno dei cardinali più “papabili” avvicinandosi al soglio pontificio.

Figura di spicco durante il Concilio Vaticano II, essendo membro della Commissione Direttiva, fu anche Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Agagianian muore a Roma il 10 maggio 1971 e viene sepolto nella Chiesa di San Nicola da Tolentino, accanto al Pontificio Collegio Armeno.

La seconda testimonianza molto sentita, che ha commosso tutto l’uditorio, è stata proprio quella del  Patriarca di Cilicia Raphael Bedros XXI Minassian, il quale è stato un diretto osservatore di alcune opere del Servo di Dio.

S. B. il patriarca di Cilicia Raphael Bedros XXI Minassian (foto Tito Quaranta)

Egli infatti ha ricordato che da giovane la sua vocazione aveva subito una profonda crisi e fu proprio il cardinale, ormai cieco, a riportarlo sui suoi passi, predicendo che avrebbe fatto grandi cose e che la sua strada era nella Chiesa. Inoltre Sua Beatitudine ha avuto l’onore di poter vegliare per tre giorni le sue spoglie mortali.

Dunque la figura che emerge è quella di un sacerdote che sin dall’inizio della sua missione  ha voluto essere accanto alla gente, possedendo una grande forza interiore e sempre attento ai bisogni e alle necessità dei suoi simili, continuando sulla stessa strada anche da cardinale, da Patriarca e da vescovo.

Alla fine della sessione ci siamo trasferiti nell’attiguo Palazzo Lateranense dove in una delle stanze è stato allestito un percorso fotografico dal nome “ Una via di fede sorge a Oriente. Sui passi di Agagianian”, per dare luce attraverso le immagini alla sua vita e mostrare come egli sia riuscito ad unire in una fratellanza spirituale Oriente e Occidente.

Durante il rinfresco ho avuto l’onore, assieme a mia cugina Vartuhi, di poter incontrare personalmente S.B. il Patriarca di Cilicia, il quale inaspettatamente ha ricordato di essere venuto a Bari per tenere delle lezioni.

Nella foto da Sinistra a destra. Mariam Siranusc Quaranta, S.B. Patriarca di Cilicia Raphael Bedros XXI Minassian e Vartuhi Amelia Rachira (foto T. Quaranta)

Proprio il Patriarca, domenica 30 ottobre , ha celebrato la Santa Messa nella chiesa di San Nicola da  Tolentino, al termine della quale tutti quanti noi siamo stati invitati a pregare sulla tomba del vescovo Agagianian che qui riposa.

Il popolo armeno, di seconda e terza generazione, che porta dentro di sé il ricordo della ferocia e degli orrori del Metz Yeghern, il Grande Male, e della diaspora che ha costretto all’abbandono della natia patria, auspica di veder al più presto salire il cardinale Agagianian, che ha vissuto in prima persona questa tragica pagina della storia, agli altari della santità.

Siranusc Quaranta

(*) Dottoressa in comunicazione

 

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