MOLA, AUMENTA LA DIFFERENZIATA. MA LA PROPAGANDA POLITICA NASCONDE UNA DIVERSA VERITA’: ECCO TUTTI I NUMERI

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Con un comunicato enfatico, l’Assessora all’Ambiente Elvira Tarsitano ha dato notizia di un forte innalzamento della percentuale della raccolta differenziata a Mola. In realtà, i dati regionali enunciati dai nostri amministratori comunali raccontano una mezza verità. Una corretta lettura, evidenzia, invece, un equivoco di fondo: la differenziata sale perchè scende, in maniera “pilotata” la raccolta dell’indifferenziato (residuo secco). Ecco la nostra analisi, con non poche sorprese.

Ecco il comunicato dell’Assessora Elvira Tarsitano, rilanciato ieri dal Sindaco Giuseppe Colonna sulla sua pagina Facebook:

Dopo qualche normale polemica sull’avvio del nuovo servizio di igiene urbana e un periodo di adattamento, la risposta è questa: siamo passati dalla percentuale di raccolta differenziata del 67% raggiunta nel 2021, alla media del 78% nel 2022, fino al 79,20% di settembre.
Un risultato mai raggiunto prima, segno di una stragrande maggioranza di cittadini responsabili, che finalmente ci vede crescere nettamente nella quantità e qualità della raccolta differenziata in città.
Un grande ringraziamento voglio quindi farlo a tutti voi, al vostro impegno che sta portando i frutti desiderati e agli operatori ecologici che ogni giorno svolgono questo delicato e importante lavoro per mantenere il più pulita la nostra città.
Restano certamente da perfezionare alcune questioni e, assieme all’Assessorato all’Ambiente e grazie al fattivo supporto dei funzionari degli uffici comunali preposti, lavoriamo giornalmente per questo, nonché cercare di ridurre l’odioso fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti attraverso anche il rafforzamento di tutti i sistemi di contrasto come la videosorveglianza che, il più delle volte, ci aiuta ad individuare quelle utenze che evadono il tributo Tari, oltre ai controlli della Polizia Locale coadiuvati dalle Guardie Ambientali e dalle Guardie Campestri.
Continueremo a lavorare per raggiungere traguardi sempre maggiori per il bene della collettività. E lo faremo insieme!
Elvira Tarsitano

 

In realtà, si tratta di un comunicato che non corrisponde alla realtà: si esalta un aumento della raccolta differenziata ma c’è un equivoco di fondo.

Infatti, scende semplicemente la percentuale della indifferenziata perchè il residuo ora viene raccolto soltanto una volta alla settimana e, quindi, sul totale della raccolta RSU, sale la differenziata.

Il probabile surplus del residuo viene “mascherato” nelle diverse frazioni merceologiche della differenziata o addirittura sversato illecitamente nelle campagne.

Peraltro, il “trucco” aritmetico non sta solo nella discesa mascherata dell’indifferenziato, ma anche nelle frazioni merceologiche non raccolte a livello di utenze domestiche e non domestiche, ma con conferimenti obbligatori per legge ovvero realizzati dall’appaltatore della raccolta e smaltimento rifiuti e da altre ditte appaltatrici e imprenditori.

E ora entriamo nello specifico dei dati, attinti direttamente dal sito della Regione Puglia, al quale fanno riferimento i nostri amministratori comunali.

Innanzitutto, facciamo un passo indietro.

Come i lettori ricorderanno, a fine novembre 2021 è entrato in vigore il nuovo calendario per il conferimento dei rifiuti. Eccolo:

Come si nota molto bene, con il nuovo calendario è aumentata a 4 giorni la raccolta dell’organico, mentre è stata ridotta ad una giornata quella del secco residuo (indifferenziato).

La decisione ha comportato immediatamente, fin dal mese di dicembre 2021, una riduzione sensibile della raccolta dell’indifferenziato.

Vediamo infatti il confronto tra i mesi di novembre 2021 (prima della modifica del calendario) e dicembre 2021 (dopo la modifica), estratto dall’Osservatorio Regionale dei Rifiuti Puglia (sito ufficiale della Regione Puglia “Puglia.con”), con l’esposizione di tutti i mesi del 2021:

Come si può ben notare, con il nuovo calendario si è avuta in dicembre 2021 una caduta verticale del peso (e quindi del volume di raccolta) dell’indifferenziata (residuo secco), che, da novembre a dicembre, scende repentinamente da 268.880 Kg. a 150.100 kg. (- 118.780 kg., cioè 118,78 tonnellate in meno: un peso imponente magicamente sparito nei meandri dell’indifferenziata). 

Al contempo, la raccolta differenziata subisce un incremento da 625.820 kg. a 698.280 kg. (+ 73.000 kg.).

Tuttavia, la non credibilità dei dati è legata ad un decremento complessivo della raccolta totale (differenziata + indifferenziata), che a dicembre 2021, rispetto a novembre 2021, scende da 894.700 kg. a 848.920 kg. (- 45.780).

Un dato che, infatti, contrasta platealmente con il tradizionale incremento complessivo prodotto nel mese di dicembre di ogni anno, con le festività natalizie, attraverso la crescita del peso (e del volume) dei rifiuti conferiti da utenze domestiche e non domestiche, rispetto al mese precedente, novembre, noto per una forte stasi nei consumi.

A completare l‘ingannevole esposizione dei numeri del dicembre 2021 – quando cioè, come si è detto, è entrato in vigore il nuovo calendario con un solo ritiro settimanale dell’indifferenziato – è la percentuale della raccolta differenziata che, basandosi sul rapporto tra peso della differenziata e peso totale della raccolta complessiva (differenziata + indifferenziata), balza dal 69,95% di novembre allo strabiliante 82,32% del dicembre, con + 12,37%, laddove il peso dell’indifferenziata sul totale è, come si è visto, diminuito vistosamente ma artificiosamente.

Quindi, un dato assolutamente non credibile sia perchè il volume della raccolta totale risulta diminuito in un mese pieno di festività (dicembre) rispetto ad un mese tradizionalmente con minori consumi (novembre), sia in quanto il crollo della raccolta dell’indifferenziato è legato al passaggio da due ad una sola giornata di raccolta settimanale, non compensato da un complementare incremento dell’organico nè di altre frazioni merceologiche della differenziata (carta, vetro, plastica, ecc.).

Peraltro, si ricorderà dalle cronache di quel periodo come, proprio con l’entrata in vigore del nuovo calendario di raccolta, vi fu una notevole proliferazione degli sversamenti selvaggi nelle campagne e nelle periferie di Mola.

In sostanza, in tanti – non ritirando le nuove “pattumelle” (probabili evasori della TARI), ovvero in presenza di un giorno in meno di ritiro dell’indifferenziato – trovarono più comodo sbarazzarsi del residuo e di altri rifiuti differenziabili abbandonandoli in maniera illecita.

Se il dato del dicembre 2021 è assolutamente non credibile per quanto finora esposto, vediamo invece come è proseguito il rapporto tra differenziata e indifferenziata nel 2022, con i dati disponibili fino allo scorso settembre:

Un dato molto simile a quello del dicembre 2021 lo ritroviamo nel marzo 2022 (raccolta differenziata al 81,87%): anche in questo caso, si riscontra un anomalo dato che riguarda l’indifferenziato (155.280 kg.) e, quindi, in maniera complementare, aumenta la percentuale di raccolta differenziata. 

Tuttavia, in generale, nei primi nove mesi del 2022, l’indifferenziato si caratterizza per una forte diminuzione rispetto agli stessi mesi del 2021.

Si tratterebbe di un’ottima notizia se non fosse, come abbiamo già scritto, di un valore che risente in maniera molto pesante della riduzione ad una sola giornata del ritiro: purtroppo, le cattive abitudini che non permettono di effettuare una raccolta differenziata di qualità non cambiano soltanto per un ritiro in meno settimanale del residuo.

Infatti, se si fosse avuto un repentino e positivo cambiamento nella metodologia di differenziazione in tutte le famiglie e attività molesi, il forte calo del peso dell’indifferenziato sarebbe stato accompagnato da un altrettanto brusca riduzione degli sversamenti selvaggi nelle campagne e nelle periferie. Abbandoni che riguardano, in larga parte, proprio l’indifferenziato.

E, invece, come documentano puntualmente le cronache, le foto e l’esperienza comune, il triste fenomeno di “busta selvaggia” continua imperterrito ad imperversare, rendendo l’agro molese, e perfino le zone a ridosso del litorale, una discarica a cielo aperto.

Inoltre, non c’è soltanto la scarsa credibilità dei dati concernenti l’indifferenziato a “drogare” la percentuale di raccolta differenziata.

Infatti, è all’interno dell’esposizione mensile delle varie frazioni della raccolta differenziata/indifferenziata che troviamo altri importanti dati. 

Tali informazioni ci fanno capire come gli appaltatori del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e gli amministratori pubblici che affidano loro l’appalto abbiano ogni interesse ad esporre percentuali sempre crescenti di raccolta differenziata per intuibili motivi: sia gestionali che politici. 

In tal modo, i cittadini saranno indotti a credere che il servizio funziona bene e che i politici stanno conseguendo brillanti risultati.

In realtà, la voce complessiva “raccolta differenziata” è un calderone generale dove confluiscono le voci più disparate ed eterogenee con la finalità di un recupero di materiali, mentre la “raccolta indifferenziata” si compone di un’unica voce che contabilizza il residuo secco che finisce negli impianti complessi TMB (Trattamento Meccanico Biologico) per la produzione di CSS (combustibile solido secondario), in sostanza le ecoballe che finiranno ai termovalorizzatori, mentre il materiale non lavorabile finisce definitivamente in discarica.

L’impianto TMB nel quale confluisce l’indifferenziato che si raccoglie a Mola (insieme a quello di altri 39 comuni) è quello di contrada Martucci.

Ma vediamo cosa contiene ogni singolo mese in termini di raccolta complessiva di rifiuti, con riferimento al nostro comune: ci saranno molte sorprese.

Abbiamo scelto di mettere a confronto il mese che, nel corso dell’anno, vede tradizionalmente la maggiore produzione di rifiuti: quello di agosto, con riferimento agli anni 2021/2022.

Ecco i dati specifici di Agosto 2021:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

reportCERComuneMese_AGOSTO 2021

Ed ecco quelli di Agosto 2022:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

reportCERComuneMese_AGOSTO 2022

Innanzitutto, analizziamo il dato complessivo dei due mesi.

Come si può notare andando in fondo a ciascuno dei due report, nel prospetto riepilogativo si nota che nell’agosto 2021 la produzione complessiva di rifiuti (RSU) è stata di 1.200.560,00 kg., mentre nell’agosto 2022 i rifiuti RSU complessivamente prodotti sono stati 1.103.100,00 kg.

Quindi, c’è stato un decremento di 97.460 kg.. Un risultato sicuramente positivo ma non eccezionale, tenuto conto che, ovunque in Italia, vi è da alcuni anni una minore produzione di rifiuti, riconducibile prevalentemente ad un decremento della domanda di beni di consumo a causa della bassa crescita economica, oltre che all’aumento delle “buone pratiche” nel riuso.

La produzione complessiva dei rifiuti Agosto 2022 su Agosto 2021 vede una crescita della raccolta differenziata: da 759.380 kg. (2021) a 856.200 (2022), con + 96.820 kg., mentre i rifiuti indifferenziati passano da 441.180 kg. (2021) a 246.900 (2022) con un sensibile decremento di – 194.280 kg.

Questa forte diminuzione (che, come si è già detto più volte è per gran parte dovuta alla riduzione ad un solo giorno alla settimana della raccolta del residuo secco) porta ad un marcato salto in percentuale della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti raccolti: dal 63,25% del 2021 si passa al 77,62% del 2022.

Ma è un aumento per gran parte artificioso, come si è già avuto modo di esaminare.

E non solo. I politici che vogliono convincerci che la raccolta differenziata ha avuto un grande boom nella nostra città, non dicono che alla raccolta differenziata concorrono frazioni merceologiche che con i comportamenti delle utenze domestiche e non domestiche hanno poco a che fare.

Infatti, dai prospetti mensili di agosto 2021 e 2022 si può esaminare con facilità la presenza di voci avulse dai contesti della raccolta differenziata quotidianamente effettuata da famiglie e attività commerciali e produttive molesi.

Tant’è che a concorrere ai fini della percentuale di raccolta differenziata, vengono conteggiati i rifiuti di:

1) “Giardini e parchi” (rifiuti raccolti direttamente dalla società appaltatrice RSU)

2) “Legno” (per gran parte dovuto alle potature e agli sfalci eseguiti da ditte appaltatrici del Comune sul verde pubblico)

3) Pneumatici usati (conferiti obbligatoriamente dai gommisti e non certo con una raccolta a cura del singolo cittadino)

4) Residui della pulizia di strade e suolo pubblico (raccolti dalla ditta appaltatrice RSU)

5) Vernici, inchiostri, adesivi e resine (conferiti obbligatoriamente da copisterie, artigiani, ecc.)

6) Inerti C&D (da costruzione e demolizione) che vanno anch’essi conferiti obbligatoriamente a cura della ditta edile.

Pertanto, se si detraggono queste voci, che non fanno parte della quotidiana o comunque periodica raccolta differenziata delle famiglie e degli esercizi commerciali, il peso della raccolta differenziata per agosto 2022 scende a 68,37%, ben lontano dal 77,62% riportato nel documento.

E così vale per tutti gli altri mesi dell’anno fatte le debite proporzioni.

Peraltro, vi è da rilevare come, nel confronto agosto 2021/agosto 2022, a fronte di una discesa marcata della raccolta indifferenziata (- 194.280 kg.) vi sia un aumento della differenziata di + 96.820 kg. con un totale della raccolta RSU (differenziata + indifferenziata) che scende di – 97.460.

In sostanza, poichè il residuo secco molto spesso “maschera” altre frazioni merceologiche (si tende a gettare nel residuo anche materiali recuperabili, come organico, carta, plastica, alluminio, vetro, ecc.), con la riduzione ad un giorno della raccolta avremmo dovuto trovare nell’agosto 2022 un innalzamento della differenziata paragonabile al decremento dell’indifferenziato, nel caso del comportamento più logico e virtuoso dell’utenza, che è quello di accantonare meno residuo separandolo meglio.

Invece, così non è stato: la differenziata è cresciuta meno di quanto ci si poteva aspettare a fronte del crollo dell’indifferenziato.

Segno che molto indifferenziato continua ad essere sversato illecitamente, come l’esperienza comune dimostra ampiamente.

Peraltro, a crescere nella raccolta differenziata sono solo alcune frazioni merceologiche che, a ben vedere, non attengono tutte, come si è visto alla raccolta diretta delle utenze domestiche e non domestiche:

Voci della raccolta differenziata in crescita nel confronto agosto 2021 – agosto 2022:

+ 47.890 Kg. Organico
+ 16.420 kg.  Carta e cartoni
+ 9.700 Kg. Legno
+ 400 Kg. Metallo
+ 1.520 Kg. RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)
+ 23.570 kg. Multimateriale (Tetrapak cioè polietilene, carta e alluminio; oltre a vetro, plastica, metallo insieme nello stesso contenitore)
+ 4.290 Kg. Residui pulizia strade
+ 13.900 Kg. inerti da costruzione e demolizione
117.690 KG. Incremento della differenziata Agosto 2022/Agosto 2021

 

Infatti, come si vede dalla tabella, oltre alla forte crescita dell’organico (e in ciò troverebbe conferma la nostra tesi di un residuo secco che viene smaltito insieme all’organico, così mascherandolo), della carta/cartoni e del multimateriale (che ormai assorbe gran parte dei rifiuti prevalentemente plastici), e anche in questo caso molto di questo materiale veniva smaltito con il residuo, crescono il legno (che deriva prevalentemente da operazioni sulle aree a verde pubbliche), i residui della pulizia delle strade (operata dalla Navita) e gli inerti da costruzione e demolizione.

CONCLUSIONI

In definitiva, possiamo dire che lo studio dei dati ufficiali regionali va ben oltre il propagandistico comunicato dell’Assessora all’Ambiente, rilanciato dal Sindaco sui social.

Il Sindaco di Mola Giuseppe Colonna, alle prese con la raccolta differenziata domestica

La situazione è molto più complessa e frastagliata di quanto vorrebbero far credere i nostri politici e, in realtà, l’apparente boom della raccolta differenziata nasconde qualche luce e molte ombre, a cominciare dal modo in cui è stato fatto scendere artificiosamente il conteggio del residuo secco.

Infatti, è molto sospetta questa caduta: se, come spesso si dice, nel residuo secco, prima della riduzione ad un solo giorno di raccolta, veniva gettato anche materiale organico o di altre frazioni differenziabili, avremmo trovato nei dati più recenti una forte impennata in valore assoluto della differenziata.

Invece, così non è: in ragione del decremento del peso totale della raccolta RSU (differenziata + indifferenziata), il forte innalzamento della percentuale della differenziata nasconde soltanto la forte discesa dell’indifferenziato che, come più volte si è detto, per la parte non conferita correttamente, finisce sversato illecitamente, oppure “mascherato” nelle diverse frazioni della differenziata.

A questo proposito non può sfuggire come i diversi consorzi nazionali che riciclano i materiali della differenziata (carta, plastica e multimateriale, vetro, metalli, ecc.) riconoscano al Comune di Mola corrispettivi economici molto bassi in cambio dei materiali conferiti.

Infatti, una larga parte del materiale conferito risulta molto spesso contestato e respinto dai predetti consorzi, per non rispondenza ai criteri di accettabilità minima, proprio per la presenza di materiale non riciclabile che, quindi, va invece smaltito con il residuo secco (indifferenziato) e inviato ai centri TMB per la produzione di CSS (ecoballe per inceneritori/termovalorizzatori).

Se invece i Consorzi accettassero come buono tutto il materiale proveniente dalla raccolta differenziata effettuata a Mola, i maggiori proventi incassati dal Comune si tradurrebbero in buoni risultati per le utenze domestiche e non domestiche, con sconti sulla TARI, così come avviene in comuni più virtuosi del nostro.

Invece, al momento, dobbiamo accontentarci di comunicati enfatici e propagandistici, sebbene, al contempo, la TARI sia diventata la tassa più mal sopportata dai cittadini a fronte di un servizio sempre più costoso e poco performante.

Infatti, come evidenziato più volte da “Mola Libera”, il costo pro capite del nuovo appalto ARO BA8 per i comuni di Mola, Monopoli, Conversano e Polignano è più alto per i molesi che per conversanesi e monopolitani, sebbene si tratti di un servizio erogato fin troppo discutibile nei suoi aspetti organizzativi e di risultato.

Ma tant’è: al momento quello che passa il convento è una TARI che, con l’acconto del 75% per il 2022, vede già aumenti che vanno dai 20 ai 40 euro per le utenze domestiche.

Parafrasando Cicerone, non ci resta che chiedere: «Fino a quando, dunque, abuserete della nostra pazienza?»

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