PROF. RUGGIERO: “LA DECAPITAZIONE DELLE TAMERICI E I SUOI GRAVI EFFETTI, TRA DISORDINE VEGETALE E COSTI AGGIUNTIVI”

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Nei giorni scorsi si è avuto un nuovo intervento della ditta appaltatrice sulle tamerici del fronte mare. In questo nuovo articolo, riprendendo la sua disamina tecnico-scientifica già pubblicata a suo tempo da “Mola Libera”, il prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero, docente presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Bari, spiega che si tratta dei deleteri effetti della capitozzatura eseguita nella scorsa primavera, con tutte le conseguenze già annunciate dagli esperti, ma inascoltate dalla Giunta comunale.

di Giuseppe Ruggiero

Prof. Giuseppe Ruggiero

COME VOLEVASI DIMOSTRARE!!!

Come previsto, i primi effetti del disastroso intervento di capitozzatura eseguito la scorsa primavera a carico delle alberature di tamerici del lungomare della nostra cittadina si sono puntualmente manifestati.

– Proliferazione disordinata della vegetazione. La ripresa vegetativa delle piante stuprate impunemente dalla amministrazione Colonna ha sin da subito manifestato uno sviluppo disordinato di giovani germogli, sia a livello della chioma sia a livello basale (polloni) tant’è che lo stesso sindaco, nonostante i suoi innumerevoli e gravosi impegni, ha coordinato la spollonatura (eliminazione dei polloni) attraverso numerosi interventi eseguiti nel periodo primaverile estivo. In alcuni tratti delle alberature e precisamente in quelli più evidenti e quindi a maggiore valenza propagandistica, il sindaco ha sollecitato non meno di quattro interventi !!!

Foto 1. Tamerice ripulita dai polloni basali (9 giugno 2022)

L’iniziativa, quindi, ripetuta nel tempo, oltre a moltiplicare i relativi costi impiegando operai per diversi giorni e la stessa azienda Navita per raccogliere i voluminosi residui vegetali prodotti, ha indotto gli alberi a riprodurre ripetutamente i polloni durante l’estate sprecando così energia vitale che è stata sottratta alla fisiologia ordinaria delle piante.

Foto 2. Squadra d’Intervento della Navita per la rimozione dei voluminosi residui vegetali (10 giugno 2022)

Il più ignorante dei contadini è consapevole che l’eliminazione dei “menghiònere” (polloni) deve essere eseguita in autunno quando la pianta rallenta la sua attività vegetativa e non sviluppa più nuovi germogli.  L’eliminazione periodica dei polloni, ordinata dal Sindaco Colonna, è stata invece eseguita in un periodo e con modalità erronee indebolendo ulteriormente le piante già sofferenti a causa del drastico intervento di potatura primaverile (capitozzatura). In più, l’amministrazione ha programmato e fatto eseguire, contestualmente alla predetta spollonatura, almeno due interventi di rimozione dei nuovi rametti della chioma; in sostanza una “potatura verde” anch’essa tecnicamente errata poiché eseguita precocemente in un periodo in cui risulta difficile selezionare i nuovi rami su cui impostare la nuova chioma. Sarebbe stato più corretto far sviluppare liberamente la chioma per selezionare in futuro i nuovi rami ed invece si è proceduto con la potatura di riforma teorizzata dalla ditta Giannini. In definitiva, la potatura verde eseguita, oltre che sperperare energia utile alla pianta (al pari della spollonatura), ha comportato l’eliminazione di rami alla base delle branche (e non quelli apicali) che si sarebbero potuti meglio utilizzare per reimpostare una chioma martoriata dai tagli drastici della capitozzatura. Ma l’Amministrazione, caparbiamente, persevera nell’errore vero è che, proprio in questi giorni, sta facendo eseguire ulteriori tagli che, eliminando più del 50 % della giovane chioma (contrazione della capacità fotosintetica), provocheranno un ulteriore indebolimento generando, tra l’altro, un’instabile architettura a scopazzo agli alberi.

Foto 3. Tamerice “ripulita” da gran parte della chioma (16 settembre 2022)

I giovani rami selezionati, non più protetti dall’insieme della chioma, subiranno tra l’altro l’effetto dei venti dominanti che si concretizzerà nel loro scollamento come già accaduto in occasione del maestrale di qualche girono fa.

Foto 4. Giovani rami scollati dal fusto a causa del maestrale dei giorni scorsi

Al danno per l’insano intervento si aggiunge la beffa per l’irresponsabilità di aver dirottato le scarse risorse comunali destinate alla gestione del verde verso un’azione inutile e dannosa piuttosto che finalizzarle per sanare il diffuso degrado delle aree a verde presenti nella nostra cittadina.

Ma non contento il Sindaco Colonna, presenziando all’intervento eseguito nella piazzetta antistante la chiesa di Loreto, ha avuto la spocchia di voler dare la sua impronta all’intervento, ordinando di preservare alcune giovani piante di ailanto (Ailanthus altissima) nate spontaneamente in alcune aiuole delle stesse alberature di tamerici.  Incredibile!!! …… una specie esotica invasiva e dannosa, per la quale l’Unione Europea finanzia cospicui progetti finalizzati alla sua eradicazione che invece è protetta e allevata dal nostro Sindaco in persona……. Un vero quadro tragico – comico.

Foto 5. Giovani piante di Ailanto preservate durante l’eliminazione dei polloni delle tamerici.

– La compromissione sanitaria L’inevitabile deperimento delle tamerici capitozzate, preannunciato a più voci e in più occasioni, ha richiamato insetti divoratori di legno (xilofagi) che in particolare attaccano piante deboli che versano in un precario stato di salute, prive di quella vigoria che normalmente caratterizza le giovani piante. Sicché le tamerici, violentate e bloccate per mesi nella loro vitalità (grazie anche alle potature verdi e alla spollonatura di cui sopra), sono divenute un facile bersaglio per attacchi parassitari. In natura, gli insetti xilofagi subentrano quando la pianta manifesta difficoltà vitali, accelerandone il processo di decadimento. L’attacco subito dalla “nostre” sfortunate tamerici, può essere agevolmente individuato osservando i fori presenti sulla corteccia – corrispondenti alle gallerie scavate dalle larve degli stessi insetti. Nutrendosi del legno, compromettono irrimediabilmente la struttura legnosa degli alberi, per poi fuoriuscire in forma di adulto e ripetere il loro ciclo vitale.

Foto 6. Perforazioni della corteccia provocate da insetti xilofagi

Nel caso in esame si tratta di lepidotteri (farfalle) che certamente ringraziano il Sindaco & Company per aver generato una così diffusa disponibilità alimentare.  Come natura insegna, il degradamento di un organismo attrae in progressione diverse specie di insetti e di altri organismi parassiti e saprofiti e quindi è certo che all’attacco dei primi insetti xilofagi seguiranno aggressioni di altri organismi, insetti e microrganismi (funghi, batteri, virus, fitoplasmi, ecc), che intensificheranno il degrado delle povere tamerici. Infatti, unitamente al primo diffuso attacco di insetti, si possono già osservare carpofori (funghi) di specie fungine cariogene (carie legnose) che, penetrati attraverso i tagli della capitozzatura e delle eliminazioni dei polloni, si sono diffusi nel tessuto legnoso degli alberi degradandolo in più zone. Quando i corpi fruttiferi (carpofori) si manifestano, la carie è già diffusa all’interno della pianta e la compromissione dei tessuti legnosi è irrimediabile!!

Foto 7. Carpofori di funghi cariogeni

Come considerazioni conclusive vogliamo ricordare al Sindaco che commettere errori è umano ma perseverare è diabolico. Siamo di fronte ad un degrado frutto di una perdurante e ottusa ignoranza di chi presume dannosamente di gestire il bene pubblico.  L’accanimento esercitato dall’amministrazione nel ripulire le povere tamerici ha evidenziato, da un lato, lo scopo di carpire la buona fede della cittadinanza facendo dimenticare l’inutilità e la dannosità dell’intervento di capitozzatura, dall’altro, di sbugiardare chi, come me, si era permesso di manifestare, in senso civico, critiche verso un intervento di manutenzione straordinaria eseguito in modalità criminale secondo  l’enunciazione del padre della moderna arboricoltura, Alex Shigo,  che definì la capitozzatura un “crimine contro la natura”.

 

 

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