DANIELE: “PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE NON APPROVATO. IL SINDACO ACCAMPA SCUSE INUTILI”

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Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele, e pubblichiamo, un suo comunicato in merito alla mancata approvazione del PEG (Piano Esecutivo di Gestione), documento contabile di fondamentale importanza per l’attività degli uffici comunali.

Di Male in PEGgio

“Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c’era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c’è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, non è stata colpa mia, lo giuro su Dio!”

Avrete sicuramente riconosciuto le mitiche squinternate giustificazioni con cui John Belushi in The Blues Brothers cercava di giustificarsi con la fidanzata per averla piantata in asso.

Mi sono venute in mente ascoltando le altrettante squinternate giustificazioni che il presunto sindaco Colonna quando, in un recente consiglio comunale, ha provato a giustificare perchè il PEG (il Piano Esecutivo di Gestione, cioè il “budget” messo a disposizione dall’amministrazione comunale per i vari uffici per l’anno in corso) non è stato ancora approvato quando mancano appena 4 mesi alla fine dell’anno. Ma andiamo per ordine.

Il PEG è quel documento che integra il bilancio di previsione comunale dettagliando il contenuto di diversi capitoli ad un livello molto più analitico, e specifica la disponibilità finanziaria a disposizione dei vari uffici comunali per realizzare gli obiettivi loro assegnati.

Facciamo un esempio per capire meglio. Prendiamo la voce di entrata di bilancio “Trasferimenti correnti” che indica le somme che arrivano al Comune da altre amministrazioni pubbliche o da famiglie o da imprese o dal resto del mondo.

A sua volta, all’interno dei trasferimenti da amministrazioni pubbliche il bilancio distingue se derivano da amministrazioni centrali (es. Ministeri) o da amministrazioni locali (es. Regione).

Il dettaglio del bilancio di previsione si ferma a questo livello. Per specificare voci di maggior dettaglio occorre predisporre il PEG.

Sempre a titolo di esempio, nella voce Trasferimenti da Ministeri, si può specificare per quale motivo questi soldi arrivano (es. per sopperire alle spese per le elezioni politiche o come aiuto per l’emergenza pandemica, o altro).

Ora, la legge prevede che questo PEG sia approvato dalla Giunta comunale (non dal Consiglio) entro 20 giorni dall’approvazione del bilancio di previsione.

Il nostro bilancio è stato approvato lo scorso 21 giugno, quindi il PEG sarebbe dovuto essere approvato entro lo scorso 11 luglio.

Una pubblica amministrazione agisce per atti. Se un atto non è stato approvato o pubblicato non esiste. Quindi il PEG 2022 di Mola a tutt’oggi non esiste e, conseguentemente, gli uffici non sanno ancora quali sono i soldi che hanno a disposizione per svolgere le funzioni di loro competenza.

Non solo, non esistendo queste risorse non si comprende come possano impegnare delle risorse, esistenti a bilancio ma non nella loro disponibilità, per far fronte a questa o quella spesa.

Ciò detto, tra i vari provvedimenti da approvare recentemente in consiglio comunale, la giunta ha portato una variazione di bilancio per recepire alcune entrate aggiuntive e la relativa destinazione, andando ad incrementare o diminuire capitoli del PEG che come visto, NON ESISTE.

Sempre a titolo di esempio, la prima di queste variazioni riguarda un trasferimento ministeriale di 90mila euro per “Rimborso spese per referendum, elezioni politiche e Europee”. E viene specificato che questa voce subisce un incremento di 90mila euro, portando il totale della voce a 180mila euro.

Detta in altri termini si va a variare una voce non esistente nel bilancio 2022, e da nessun atto ufficiale si può desumere che in precedenza tale voce consistesse di 90mila euro.

Insomma, il solito pasticcio di un’amministrazione approssimativa e superficiale che dedica gran parte del suo tempo a tagliare nastri, a presenziare a eventi goderecci e a fare propaganda con soldi pubblici.

Ma il PEGgio è venuto quando il sedicente sindaco è intervenuto a difesa di quel provvedimento senza capo nè coda. Una serie di giustificazioni, come detto, da far invidia al Belushi di The Blues Brothers.

Ha iniziato asserendo che la giunta non ha avuto tempo di approvare il PEG perchè impegnata a chiudere il provvedimento sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio (!): per inciso anche questo provvedimento va a variare il PEG e quindi presuppone la sua esistenza e, come abbiamo visto, non esiste.

Il sedicente sindaco ha proseguito invocando il governo che ha deciso di prorogare i termini per l’approvazione del bilancio al 31 agosto, ignorando la considerazione elementare che tale proroga influenza le amministrazioni che non avevano ancora approvato il bilancio, mentre il nostro è stato approvato a giugno e la norma che prevede l’approvazione del PEG entro 20 giorni non è stata variata e quindi non c’è alcuna giustificazione giuridica per la mancata approvazione del PEG.

Il sindaco dopolavorista ha provato a giustificare il ritardo spiegando che il segretario generale è stato occupato con gli adempimenti delle prossime elezioni politiche! Piccolo particolare: le elezioni sono state indette il 21 luglio, quando il PEG sarebbe dovuto essere approvato, secondo la legge, da almeno 10 giorni.

Il semi-sindaco è riuscito anche a giustificare la mancata approvazione del PEG entro l’11 luglio anche con l’avvicendamento del responsabile del settore finanziario che avverrà a settembre (!).

E’ riuscito anche ad asserire (rimanendo serio, o più probabilmente senza rendersi conto di quanto stesse asserendo) che con il provvedimento in questione si variava il bilancio e non il PEG (mentre con il nostro esempio abbiamo evidenziato che veniva variata una voce di PEG e non di bilancio).

Insomma, una sagra di idiozie, come è possibile verificare ascoltando la registrazione della discussione avvenuta in consiglio comunale sul punto in questione.

Riassumendo: per questa amministrazione non c’è limite al PEGgio.

 

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