IL CONSIGLIERE DEL RE INTERROGA COLONNA: “A MOLA, LA NAVITA NON HA UNA SEDE. MA L’APPALTO NE FA OBBLIGO”

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Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione che il consigliere di opposizione Sebastiano Delre ha presentato per conoscere se la ditta appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sta rispettando i vincoli del capitolato d’appalto.

Al Sig. Sindaco del Comune di Mola di Bari

All’Assessore alle Politiche Ambientali

Alla Giunta Comunale

OGGETTO: DEPOSITO INTERROGAZIONE CONSILIARE AI SENSI DELL’ART. 23 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE.

In occasione della seduta del Consiglio Comunale dello scorso 27 luglio 2022 ho presentato al Sindaco ed all’Assessore al ramo un’interrogazione circa l’appalto d’igiene urbana dell’ARO BA/8 e, in particolare, l’attenzione è stata posta sull’art.34 del capitolato speciale d’appalto vertente la sede aziendale dell’impresa aggiudicatrice ovvero la Navita S.r.l..

Come già anticipato in tale occasione e vista, purtroppo, l’assenza di riscontri ricevute dal Sig. Sindaco, sono costretto a depositare la presente interrogazione consiliare affinché possa ricevere risposte in merito a quanto sollevato, corredate da opportune documentazioni a supporto.

A seguito delle ripetute segnalazioni ricevute in qualità di Consigliere Comunale e dopo aver consultato il piano industriale, il contratto e i relativi allegati dell’appalto di ARO BA/8, è necessario accendere i riflettori, come detto in premessa, sull’art.34 del capitolato speciale d’appalto. Tale articolo disciplina la questione della sede aziendale della Navita S.r.l. e prevede quanto segue:

L’I.A. si impegna altresì a dotarsi entro l’avvio del servizio, pena la rescissione del contratto e l’incameramento della fideiussione definitiva di cui all’art. 13 del presente capitolato, all’interno del territorio di riferimento di almeno n. 4 sedi aziendali, una in ciascun comune, con locali uso ufficio, spogliatoi/docce per il personale e spazi/strutture per il ricovero delle attrezzature e mezzi.

Tali sedi aziendali, dovendo essere regolarmente autorizzate secondo le vigenti normative nazionali, e regolamenti regionali e provinciali, dovranno avere i seguenti presidi minimi:

  • Recinzione perimetrale;
  • Sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche e dei servizi, nonché delle eventuali acque di percolazione o di lavaggio;
  • Sistemi idonei di illuminazione, sicurezza, accessibilità al pubblico.

Presso tali strutture dovrà essere possibile effettuare operazioni di trasbordo.

Presso almeno n.1 delle sedi aziendali dovrà essere prevista un’area per il lavaggio dei mezzi autorizzata a norma di legge, salvo che non si ricorra ad un servizio esterno. In ogni caso, mensilmente, entro 10 giorni naturali e consecutivi del mese successivo, si dovrà produrre all’Ufficio di DEC adeguata documentazione comprovante l’avvenuto lavaggio almeno settimanale di tutti gli automezzi utilizzati nel mese di riferimento.

Nessuna delle sedi aziendali potrà essere destinata al medesimo utilizzo nell’ambito di altri appalti similari di raccolta rifiuti.

Presso una di tali sedi aziendali, l’Appaltatore dove eleggere il proprio domicilio.

I costi di tali strutture sono a carico dell’appaltatore e ricompresi nel costo dell’appalto .

Per tutte le sedi aziendali la aggiudicataria dovrà produrre, all’atto della sottoscrizione del contratto e comunque non oltre 30 giorni dalla notifica dell’aggiudicazione definitiva, apposito contratto di locazione, ovvero titolo di proprietà o possesso dei locali.

Presso ciascuna sede aziendale dovrà essere previsto un locale adibito ad ufficio con almeno una linea telefonica, posta elettronica, fax, etc.

È a carico dell’I.A. l’acquisizione di tutte le autorizzazioni previste dalla legge in materia necessarie allo svolgimento delle attività richieste.

L’I.A. deve garantire, fin dall’avvio del servizio, un servizio “rapporti con il pubblico” – informazione conforme al criterio base 4.4.6 dell’allegato I al DM 13 febbraio 2014.

A tal proposito l’aggiudicataria dovrà anche predisporre entro la data di stipula del contratto, un numero verde che soddisfi i requisiti di cui all’art. 36 del presente Capitolato e del “progetto base gara”.”.

Dalla semplice lettura del testo di questo articolo si comprende come la sede aziendale sia un requisito essenziale che la Navita S.r.l. avrebbe dovuto possedere sin dall’avvio dell’appalto pena la rescissione del contratto; sede questa corredata di locali ad uso del personale, di spazi per il ricovero dei mezzi, di sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche e di percolazione e/o lavaggio, di idonea illuminazione e sistemi di sicurezza, di spazi funzionali al trasbordo dei rifiuti, di un ufficio con postazioni telefono/fax/posta elettronica.

Mi chiedo, ribadendo quanto già affermato in Consiglio comunale, se l’Amministrazione è a conoscenza di dove sia ubicata questa sede aziendale e se essa possiede tutti i requisiti previsti con imperio dal Capitolato Speciale d’Appalto pena la rescissione del contratto.

Per quanto noto allo scrivente, il lotto ove è presente la sede aziendale è uno dei lotti PIP assegnati, tempo fa per altra destinazione, dunque alle possibili fondamentali carenze dei requisiti espressamente richiesti dall’appalto, circa le caratteristiche della sede, si aggiunge la probabile incompatibilità alla conformità urbanistica dell’area.

  • Mi chiedo, ci chiediamo, cosa è stato fatto in questi mesi in merito?
  • Il Comune è in possesso della documentazione che la Navita S.r.l. doveva presentare all’avvio dell’appalto?
  • La DEC e il RUP dell’ARO BA/8 hanno effettuato gli accertamenti necessari per la verifica dei requisiti contrattualmente sanciti per la sede aziendale?
  • L’Amministrazione comunale e gli uffici competenti sono a conoscenza dell’attuale utilizzo del lotto PIP assegnato per altre finalità?
  • E’ noto al sindaco la richiesta di revoca della concessione dell’assegnazione del lotto attualmente in uso dalla Navita S.r.l.?

Altro quesito che mi è stato posto dalla cittadinanza è quello relativo alla pulizia delle strade e nella fattispecie circa lo spazzamento delle stesse. È infelice constatare che lo stato di tutte le strade appare visibilmente degradato e sporco ma, a mio parere, tale circostanza non va ricercata nell’operato degli operatori ecologici bensì nel numero degli stessi dedicati a questa mansione probabilmente insufficiente innanzi alla moltitudine dei servizi previsti nell’appalto di ARO.

Chiedo all’Amministrazione comunale se attualmente il personale di cantiere della Navita è numericamente congruo rispetto al piano industriale.

Infine, dalla lettura dei dati mensili della raccolta differenziata, ho notato e mi hanno fatto notare un incoraggiante incremento della percentuale di raccolta differenziata, circostanza meritevole per la cittadinanza molese.

Ai cittadini molesi e alle imprese, da questa amministrazione, è richiesto sempre un attento e puntuale rispetto delle regole, benché molti aspetti pratici della raccolta differenziata siano stati lasciati al caso, senza regole idonee al decoro urbano e una adeguata attenzione all’igiene, con evidenti quesiti irrisolti.

Tuttavia mi chiedo e chiedo all’Amministrazione:

  • tale incremento sta portando vantaggi sui corrispettivi che il Comune dovrebbe accertare dalla vendita dei rifiuti riciclabili?
  • Ci sono delle riduzioni sul costo di trattamento dei rifiuti?
  • L’Amministrazione ritiene ci sia la possibilità di vincolare la destinazione di tali corrispettivi per finalità legate all’ambiente ed al decoro così da premiare gli stessi cittadini che, grazie al loro comportamento virtuoso, hanno consentito questi introiti?

Consapevole della necessità di

Tali, credo legittimi quesiti, non hanno carattere accusatorio ma hanno la finalità di accertare la legittimità delle liquidazioni del rilevante canone, ovvero il denaro dei contribuenti molesi, a favore della Navita S.r.l., secondo i vincoli imposti dal contratto d’appalto con il derivante diritto ad essere affidatario dell’appalto stesso e contestualmente alla verifica della conformità urbanistica per l’assegnazione dell’area del lotto PIP alla Navita S.r.l., oltre che il controllo dell’inesistenza della richiesta di revoca della assegnazione del lotto in concessione.

Il tutto affinché siano tutelati i diritti dei lavoratori, dei cittadini oltre che preservate le finanze comunali e dell’ambiente.

 

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