“SEMPLICEMENTE MIA”, GIOVANNA RUSSO INCANTA LA PLATEA DELL’ARENA CASTELLO

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Nell’ambito dell’AGIMUS Festival, martedì scorso, 23 agosto, la cantante Giovanna Russo, accompagnata dall’orchestra “Suoni del Sud”, ha reso uno straordinario omaggio alla grande Mia Martini, ripercorrendone la vicenda umana e artistica in parole e musica.

Il neologismo non è dei migliori, ma “cantattrice” rende bene l’entusiasmante omaggio che Giovanna Russo ha saputo porgere alla vita, assolutamente frastagliata e drammatica nella sua ultima fase, e alla carriera artistica di una gigante della musica italiana.

Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì, ha avuto una vicenda umana nella quale, accanto ai grandi successi, si sono alternati momenti di crisi e di scoramento, essenzialmente dovuti ai gravi e pesanti pregiudizi nei suoi confronti di una parte del mondo dello spettacolo.

Maldicenze alimentate esclusivamente dalla superstizione, a seguito di una “vulgata” diffusa dopo alcuni eventi avversi che videro la casuale presenza della cantante: ma ciò bastò ad una parte di quel mondo per etichettare Mia Martini quale portatrice di jella, tanto che perfino la RAI, ad un certo punto, smise di trasmettere i suoi brani, per un non breve periodo.

Per fortuna, non tutti la osteggiarono, tanto che pochi giorni dopo la morte di Mia Martini, Adriano Celentano denunciò la persecuzione che la cantante aveva subito, scrivendo sul Corriere della Sera: “Finalmente si è capito chi sono quelli che veramente portano jella: quelli del mondo dello spettacolo. Certo non tutti, ma una gran parte di questo mondo di merda, pieno di ipocrisia, deve avere qualche rimorso: in fin dei conti hanno contribuito non poco ad accorciare la vita di Mia Martini. E non parlo solo dei colleghi cantanti, ma dei fonici, dei musicisti, microfonisti, editori, arrangiatori e affini, che quando la vedevano si toccavano dando corso al barbarico rito degli scongiuri, mentre lei (una delle migliori interpreti d’Europa) l’unica cosa che chiedeva ai falsi dello spettacolo era solo un po’ di affetto“.

Oggi, a distanza di tanti anni dalla sua scomparsa, Mia Martini viene omaggiata nel suo ricordo di cantautrice e di interprete sublime, con la dedica di numerosi premi e manifestazioni canore: una ricompensa tardiva, come è accaduto nei secoli a tanti artisti vilipesi in vita e, ipocritamente, onorati alla memoria.

Non è stato invece un omaggio di circostanza quello di Giovanna Russo, vissuto con autentico pathos e vera e sincera commozione sul palco dell’arena Castello di Mola, che va caratterizzandosi, in questa nuova stagione dell’AGIMUS, come il luogo di elezione della buona musica e dello spettacolo d’autore non solo nella nostra città, ma quale punto di riferimento per l’intera Area metropolitana barese.

Giovanna Russo sul palco dell’arena Castello con il cantante Michele Bottalico. Insieme hanno interpretato “Cu’mmè”, il brano di Enzo Gragnaniello che fu cantato da Mia Martini con Roberto Murolo (foto Mola Libera)

La cantante foggiana ha una voce potente e graffiante, con un timbro che ha ricordato molto quello di Mia Martini, la sua passionalità e la sua estensione vocale.

Non a caso, Giovanna Russo, nel 2017, ha dato vita ad uno spettacolo con le canzoni di Mina: e ben si sa come la “tigre di Cremona” sia dotata di una grandissima capacità vocale. 

Ed è così, con la sua voce e con la sua passione, che Giovanna Russo ha conquistato il pubblico presente a Mola, riscaldando una fredda serata di gran vento di mare.

Giovanna Russo ringrazia il pubblico dell’arena Castello (foto Mola Libera)

L’orchestra “Suoni del Sud”, che di recente ha ottenuto il prestigioso riconoscimento ICO (Istituzione Concertistico Orchestrale) del Ministero della Cultura, ha esaltato la voce e il talento di Giovanna Russo, peraltro con gli originali arrangiamenti del Maestro Domenico De Biase e il coordinamento orchestrale del Maestro Gianni Cuciniello.

Giovanna Russo e l’Orchestra Suoni del Sud (foto Mola Libera)

“Almeno tu nell’universo”, uno dei brani più belli e suggestivi della storia musicale italiana, ha chiuso la serata, con il pubblico che ha accompagnato Giovanna Russo in un finale da ricordare.

“Almeno tu nell’universo”: veduta parziale del pubblico presente (foto Mola Libera)

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