TAMERICI SCOTENNATE: BERLEN SI IMPROVVISA AGRONOMO… IL PROF. RUGGIERO CONTESTA DITTA E ASSESSORE

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Con un nuovo intervento, il prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero, agronomo, docente presso il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, contesta le motivazioni tecniche che hanno portato la ditta di manutenzione del verde ad eseguire la capitozzatura delle tamerici del fronte mare, nonchè le ragioni addotte dall’Assessore Berlen in Consiglio comunale.

Riceviamo dal prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero e pubblichiamo:

Prof. Giuseppe Ruggiero

NON BASTA ASSUMERSI GENERICHE RESPONSABILITA’ POLITICHE

Il dibattito consigliare. In occasione del consiglio comunale del 29 marzo 2022, qualificati rappresentanti del governo cittadino hanno fornito un’articolata risposta all’interrogazione del consigliere di minoranza Michele Daniele relativa alle potature delle tamerici effettuate nel mese di aprile sul lungomare Dalmazia della nostra cittadina.

Costoro, riconoscendo la propria “responsabilità politica” per gli energici interventi di potatura eseguiti e per la scarsa manutenzione del verde negli ultimi quattro anni, si sono auto assolti da eventuali responsabilità tecnico amministrative in quanto, pur consapevoli della propria ignoranza di settore e delle limitazioni derivanti dall’assenza di un tecnico specialista (agronomo) nelle file comunali, hanno conferito piena fiducia a ditta da loro certificata qualificata tramite incarico diretto.

Ad integrazione di queste preliminari considerazioni è stata poi data lettura di una nota tecnica elaborata dalla ditta esecutrice dei lavori, la Giannini S.r.l. di Conversano, a seguito di specifica richiesta di chiarimenti da parte della stessa amministrazione.

La responsabilità politica e la responsabilità amministrativa 

Una prima riflessione. Cosa significa responsabilità politica nella specificità del caso? Nulla!! Anzi, paradossalmente dovremmo ringraziare l’amministrazione per essersi ricordata dell’esistenza del verde pubblico cittadino e delle sue esigenze manutentive minimali.

Cosa significa assumersi, candidamente e impunemente, la responsabilità politica di non aver seguito la manutenzione ordinaria delle alberature per ben quattro anni?  Nulla!!! A meno che non si accetti di pagare un conto politico.

Certamente, esiste una responsabilità politica per non aver dotato (nel corso di ben quattro anni di governo cittadino) gli uffici tecnici di una unità specialistica per il verde pubblico. Sarebbe stato sufficiente riattivare funzioni già presenti nel passato.

Perché non è possibile ispirarsi a principi di ecologia e di ambiente senza strutturare competenze tecniche e amministrative specifiche per il verde in seno alla macchina comunale.

Sempre in riferimento alla dichiarata responsabilità politica, i qualificati rappresentanti del governo locale avrebbero potuto chiedere consigli e indicazioni tecniche preliminari a quei tecnici agrari vicini al proprio entourage che mi risulta esistono.

Quindi, in sede di consiglio comunale l’amministrazione guidata da Colonna, ispirandosi ad un’astratta responsabilità politica, ha artatamente glissato sulla relativa responsabilità amministrativa dimenticando che la validità degli interventi pubblici è sostanzialmente definita dagli aspetti gestionali.

Come ho già avuto modo di esprimere in un mio precedente articolo pubblicato su Mola Libera il 27 marzo 2022,

https://www.molalibera.it/2022/03/27/il-parere-del-prof-ruggiero-potature-disastrose-fermate-gli-scotennatori/

il nodo cruciale consta nell’aver utilizzato danaro pubblico per depauperare e compromettere un bene comune appartenente al nostro patrimonio pubblico.

Gli effetti dannosi di un approccio gestionale malsano vengono rafforzati dalla constatazione che gli amministratori hanno ignorato la stessa regolamentazione comunale che a chiare lettere, vieta la capitozzatura e prevede delle significative sanzioni pecuniarie per chi dovesse non rispettare la chiara e indiscutibile prescrizione.

La seconda sfumatura amministrativa riguarda la mancanza di indicazioni tecniche e attività di controllo da parte della stazione appaltante (Comune), pur nel rispetto della procedura semplificata seguita.

In altre parole, il comune non può esimersi dal dare indicazioni sulle modalità/finalità dell’esecuzione dei lavori commissionati e non può soprassedere al controllo degli stessi interventi delegando alla sola ditta appaltatrice le responsabilità dell’intervento.

Se tutto ciò è stato comunque eseguito (indicazioni tecnico – amministrative e azione di controllo) la responsabilità dell’amministrazione comunale è ancor più grave poiché manifesterebbe una corresponsabilità ulteriore nel disastroso intervento.

Le note tecniche della ditta Giannini

Per quanto riguarda poi i contenuti della sopra richiamata nota elaborata dalla ditta appaltatrice, è doveroso richiamare, nel rispetto della necessaria sintesi, la serie di corbellerie in essa contenute.  

Secondo la S.r.l., certificata dall’amministrazione ditta qualificata, l’intervento di capitozzatura è stato necessario per tre motivazioni sostanziali: riequilibrare le piante che mostravano un aspetto disordinato per mancata manutenzione (“potatura di riformazione”), risolvere problemi di stabilità (piante inclinate) e rimediare a compromissioni sanitarie (piante con lesioni corticali).

Tutte motivazioni sconclusionate!! E vediamo perché, ribandendo, ancora una volta, che la capitozzatura dovrebbe comunque essere bandita dagli interventi di potatura sia del verde pubblico sia di quello privato.

La potatura “di riformazione”, più correttamente definita potatura di riforma, è una tecnica utilizzata eccezionalmente nell’arboricoltura produttiva quando v’è la necessità di reimpostare l’intero impianto arboreo per motivazioni agronomiche (modificare la forma d’allevamento e/o la cultivar, risolvere problemi fitosanitari, ecc.) mentre nel settore del verde pubblico non ha motivo di esistere.

Nella fattispecie le piante richiedevano una semplice potatura per riequilibrare gli effetti negativi di un precedente intervento di spalcatura, mal eseguito, che aveva conferito alla chioma un aspetto a scopa.

Tra l’altro la capitozzatura è stata eseguita con delle modalità irrispettose dei basilari principi di potatura vanificano le pretestuose motivazioni di reimpostare la pianta.

Una potatura, soprattutto se finalizzata a riformare la chioma, deve ricercare un equilibrio della stessa per garantire un armonioso sviluppo futuro mentre le tamerici capitozzate presentano altezze e dimensioni disformi dei rami capitozzati, sovrapposizioni ed interferenze tra le branche, mancata semplificazione della struttura della chioma e numero eccessivo di rami.

Una struttura quindi disordinata e squilibrata che non si presta ad una reimpostazione razionale della chioma!! Affermare che la capitozzatura è stata eseguita per rimodellare la chioma delle tamerici corrisponde ad una falsità (perlomeno tecnica) che offende l’intelligenza dei cittadini.   

Foto 1. Pianta capitozzata con evidente disordine nella struttura della chioma.

Anche per l’instabilità degli alberi (seconda giustificazione a supporto dell’intervento di capitozzatura) si può richiamare una duplice inesattezza. La capitozzatura generalizzata non risolve il problema dell’inclinazione dei fusti che, nel caso specifico, interessa solo alcune piante ed è dovuta essenzialmente all’azione dei venti dominanti (maestrale e tramontana) e alla mancanza di pali tutori e non certo allo squilibrio tra chioma e diametro delle piante. Ma ciò che rende veramente insulsa la richiamata motivazione è che i tagli di capitozzatura squilibrati come quelli riscontrati, piuttosto che risolvere il problema incrementano l’inclinazione favorendo la crescita della chioma proprio verso il piegamento che le piante manifestano.

Foto 2. Pianta capitozzata con rami a favore dell’inclinazione del fusto

Infine, la terza puntualizzazione relativa alle lesioni corticali è un vero e proprio compendio di inesattezze. Secondo la ditta Giannini alcune piante manifestavano segni di decorticazioni sui tronchi e branche causati da agenti atmosferici e/o patogeni che avrebbero richiesto “interventi di potatura più importanti per favorire il ringiovanimento delle branche danneggiate”.

Innanzitutto, la presenza di alcune piante, forse 3 piante su 105 alberi, non può giustificare comunque un intervento generalizzato sulla totalità delle piante!! Inoltre, le decorticazioni evidenziate nelle foto allegate alle stesse note8 foto 1, 2 e 3) riguardano delle lesioni legnose che avrebbero richiesto l’eliminazione dell’intero ramo e non la sua capitozzatura come è invece accaduto; lasciare una branca lesionata, anche se capitozzata, è un errore senza senso.

Foto 3. Ramo lesionato capitozzato (foto corrispondente alla foto n.3 delle note Giannini)

Sempre in riferimento alle foto allegate alle note della ditta Giannini – che dimostrerebbero l’esistenza di diffuse lesioni a carico dell’alberatura di Tamerici – è doveroso soffermarsi sulla quarta fotografia che evidenzia un tronco/branca manifestante una diffusa carie del legno. E’ facile evidenziare come l’immagine interessa un albero “anziano” certamente non della stessa età delle giovani piante costituenti l’alberatura prevalente del lungomare Dalmazia ma soprattutto appare riferirsi ad una condizione che richiede degli interventi chirurgici localizzati (asportazione delle parti malate) che nulla hanno a che fare con la capitozzatura eseguita alla cieca su tutte le giovani piante!!

Le rassicuranti assicurazioni dell’amministrazione

Dopo aver dato lettura delle note della ditta Giannini, l’amministrazione comunale, incompetente in materia, si dichiarava appagata dalle giustificazioni “tecniche” in esse riportate al punto da affermare con sfrontata alterigia che le stesse potevano considerarsi una prima soddisfacente risposta alle perplessità espresse da più voci della comunità molese.

Si preannunciava, infatti, una seconda risposta, temporalmente sfasata all’inizio della prossima estate, che dimostrerà la bontà tecnica della capitozzatura effettuata annullando così definitivamente le fastidiose critiche mosse da più parti. Ovviamente nel pensiero del governo comunale, la rigogliosa reazione vegetativa – già prevista dallo scrivente quale effetto negativo che richiederà consecutivi interventi di potatura di riforma – sarà una chiara dimostrazione che la capitozzatura non ha compromesso la vita delle piante!!!

Bene, nessuno ha mai detto o scritto che le piante moriranno o deperiranno nell’immediatezza dell’evento dannoso mentre sono stati richiamati da più parti una serie di effetti negativi che si continua ad ignorare.

La rigogliosa e disordinata vegetazione che osserveremo all’inizio dell’estate non potrà essere interpretata come effetto benefico della capitozzatura effettuata ma dovrà essere intesa come indicatore della resilienza degli stessi alberi cioè della loro capacità di reagire alla aggressione che hanno subito.

Considerazioni conclusive

Le valutazioni su esposte consentono di trarre alcune considerazioni conclusive inerenti all’aspetto culturale connesso a questo barbaro sistema di gestione del verde pubblico comunale da parte dell’attuale amministrazione.

Considerare le piante come oggetti da “ripulire”, da “impacchettare” non soddisfa il giusto rapporto che la collettività dovrebbe sviluppare nella quotidiana convivenza con il mondo vegetale.

D’altra parte il comportamento assunto dal governo cittadino in sede di consiglio comunale, l’accettazione strumentale delle motivazioni insensate dal punto di vista tecnico a giustificazione dell’intervento, il richiamo di una presunta guida del proprio operato secondo “scienza e coscienza” e l’aver ignorato del tutto le diverse critiche espresse dalla comunità molese evidenziano, ancora una volta, una ottusa arroganza politico-amministrativa che continua a calpestare quel civismo al quale la stessa amministrazione si è ispirata in occasione della campagna elettorale che l’ha generata.

2 Commenti

  1. Richiediamo, Reincitiamo, Reinvitiamo il sopracitato “improvvisatosi agronomo”, ad essere benevolmente lungimirante con la Cittadinanza Molese, improvvisando e rassegnando le dimissioni non revisionabili (con Emerite ovvie Scuse alla Cittadinanza) dalla Politica Molese…!

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