“LA MANTIDE”: LE OSSESSIONI DELLA MENTE NEL LIBRO DI TINTA

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Tinta ci offre, ogni volta, cammei letterari che fanno dei taccuini dell’anima il crogiolo di riflessioni sull’animale sociale, dalle sembianze umane, che dimora in noi. Col suo stile diretto dalle cromature intense, Tinta mette a nudo i vizi e le virtù che l’apparenza e le convenzioni mimetizzano.

Il lungo racconto dal titolo” La Mantide”, uscito per le edizioni Les Flàneurs, ben schematizza i percorsi mentali, gli inganni della mente di quanti, davanti a una realtà senza futuro si ostinano ad arrampicarsi sulle dune farraginose dell’immaginazione.

Le pagine di questo lavoro, ritraggono con chiarezza quei processi psichici che intrappolano le menti fervide in una sorta di sindrome di Stoccolma, dove la vittima imbrigliata nei propri labirinti è incapace di ascoltare amici o parenti, confondendo il vuoto con il bello e il buono.

La Mantide, questa donna attraente è la calamita, la ragione di ogni istante della vita che sembrava votata alla banalità ed è, invece la calamità dagli abiti appariscenti che offusca la lucidità dell’incosciente protagonista del testo, larva che avventura il proprio essere, per certi versi brillante, in un deserto di miraggi, dove le menzogne raccontate a se stessi sono miele che narcotizza la coscienza e sacrifica ogni potenzialità all’insaziabile amante delle pirotecniche illusioni che cannibalizzano l’amore.

Tinta ha esordito nel 2006, vincendo il concorso “Carte Segrete”. Ha pubblicato: “Lettera aperta a un’amante (2008); L’eros, tanti colori una sola tinta (2009); Una donna quasi scaduta (2013); “La fine dei giochi” (2016); “Lasciatemi dormire” (2017); “Una donna fuori produzione (2019); E’ presente in diverse antologie con poesie e racconti (Temi erotici e sociali). Dal 2019 collabora come giornalista free lance con riviste e periodici.

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