ARRESTI DI POLIGNANO: COLONNA RESPINGE LE ACCUSE DELL’OPPOSIZIONE, MA NON CONVINCE. ECCO PERCHE’

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Intercettazioni nell’indagine giudiziaria di Polignano: nella seduta odierna di Consiglio comunale, il Sindaco respinge le accuse dell’opposizione con un intervento nervoso e puntiglioso. I consiglieri comunali di opposizione chiedono di discutere le dichiarazioni di Colonna, ma la maggioranza vota contro. Quindi, alcuni consiglieri di minoranza escono per protesta dall’aula (Daniele, Di Rutigliano, Diperna), gli altri restano per assicurare il voto su alcuni provvedimenti. Il nostro commento.

Mola è senza una guida.

Con un Sindaco in forte difficoltà per le intercettazioni della Procura della Repubblica di Bari, sebbene non indagato, e con un’opposizione ondivaga, che prima elabora un documento unitario, diffuso dalla stampa, di censura alle affermazioni di Colonna intercettate, e poi abbandona in parte la seduta (Daniele, Di Rutigliano, Diperna), per protesta contro il voto contrario della maggioranza all’apertura di una discussione, e rimanendo in aula per altra parte (Delre, Palazzo M., Battista, Gallo, Sciannameo).

Stasera, nella seduta consiliare odierna, il Sindaco di Mola ha esordito in apertura con una dichiarazione spontanea al Consiglio comunale a seguito del documento dell’opposizione di forte censura alle sue parole ed espressioni, contenute nell’intercettazione disposta dalla Procura della Repubblica nel corso dell’indagine giudiziaria “Amici miei” e che, con provvedimento disposto dal Gip del Tribunale penale di Bari, ha portato all’arresto ai domiciliari del Sindaco Vitto e del Vice Sindaco Colella del Comune di Polignano a mare.

E’ un Colonna molto nervoso quello che si è presentato al Consiglio comunale, ma all’attacco, sebbene si sia esposto, con le sue dichiarazioni, ad altre probabili censure dell’opposizione e, chissà forse anche all’attenzione della Procura, che probabilmente ascolterà il suo discorso per alcuni passaggi spinosi.

Il Sindaco Giuseppe Colonna nel corso delle sue dichiarazioni al Consiglio comunale nella seduta odierna di martedì 3 maggio 2022

Il Sindaco di Mola ha iniziato evidenziando la sua volontà, fin dalle prime notizie di stampa (ricordiamo che i contenuti delle intercettazioni sono stati divulgati anche da giornali nazionali), di prendere posizione, a maggior ragione dopo la diffusione del comunicato stampa delle opposizioni.

“Lo faccio – ha detto Colonna –  sebbene non tenuto per vicende giudiziarie che non mi coinvolgono direttamente, ma che mi hanno comunque risucchiato in un vortice di maldicenze e di illazioni, e ci metto la la faccia con il coraggio della verità”.

In merito al documento delle opposizioni, Colonna lo ha giudicato “ricco di insinuazioni finalizzate ad infangare la mia persona e la mia figura”. A tal proposito, egli ha detto, “devo innanzitutto sottolineare la mia estraneità ai fatti dell’indagine giudiziaria: non risulto indagato e l’ordinanza cautelare non mi riguarda”.

Stefano Diperna abbandona la seduta per protesta

Colonna ha così proseguito, andando a toccare un punto molto delicato delle intercettazioni, e nello specifico, laddove viene trascritta una telefonata tra lui e il Sindaco di Polignano.

In proposito, il Sindaco Colonna così ha dichiarato al Consiglio comunale:

“Nel quadro di una normale e lecita collaborazione istituzionale, in una gestione dei servizi spesso associata, capita che tra colleghi ci si confronti su persone dotate di particolare professionalità o esperienza. Dalle intercettazioni si evince che su richiesta del collega Sindaco di Polignano ho confermato il nome di un tecnico di indiscutibile capacità professionale che gode della mia personale stima, che si è fatto apprezzare sia al Comune di Mola che al Comune di Castellana.”

Quanto all’espressione è roba mia – ha proseguito Colonna – sulla quale sono state imbastite insinuazioni, si tratta di un’espressione che non è stata detta dal sottoscritto e la quale comunque deve essere intesa a sottolineare che trattasi di persona di mia fiducia, con la quale intercorre un rapporto di amicizia e stima ultradecennale. Nient’altro.”

Giangrazio Di Rutigliano, anch’egli ha abbandonato i lavori insieme a Michele Daniele, per contestare il mancato assenso della maggioranza a discutere le dichiarazioni del Sindaco

E così Colonna ha proseguito:

“E’ ovvio che la mia indicazione faceva riferimento esclusivo alle capacità professionali e umane della persona interessata. Nessuno si è mai proposto come garante della liceità e del corretto comportamento altrui, anche tenendo conto che, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione, la responsabilità penale è personale”.

Una dichiarazione molto impegnativa e delicata questa di Colonna che, dopo averne declamato le virtù, sembra però prendere le distanze da eventuali reati penali commessi dal funzionario di sua così stretta fiducia.

I consiglieri di opposizione (da sinistra) Sebastiano Delre. Stefano Diperna, Giovanni Gallo, Elisabetta Sciannameo. In basso, Michele Palazzo.

Poi Colonna ha così ulteriormente specificato: “Per quanto riguarda gli altri passaggi dell’ordinanza cautelare (cioè dei provvedimenti del GIP del Tribunale penale di Bari, ndr), non si tratta di parole pronunciate dal sottoscritto. Vitto è riferimento per me e per gli altri sindaci per attingere informazioni dall’ANCI (l’Associazione dei Comuni Italiani), in cui sono pienamente coinvolto dal 2015, come componente degli organismi direttivi nazionale e regionale. E in ogni caso, ha proseguito Colonna, l’espressione “Segui il carro” non si riferisce ad alcuna interlocuzione riportata tra me e Vitto”.

Pertanto, ha concluso la prima parte del suo intervento Colonna, “non esiste alcun motivo etico per assumere le iniziative auspicate dall’opposizione (in sostanza le dimissioni, anche se la minoranza non le ha formalmente richieste, ndr): ho sempre auspicato che ci fosse un ampio e costate confronto con la minoranza, anche molto forte e dialettico. Ma con rammarico devo constatare che purtroppo quanto ho auspicato non è stato possibile”.

Il consigliere Leonardo Losito ha sostenuto il diritto della maggioranza di non consentire, a norma di regolamento, il dibattito sulle dichiarazioni del Sindaco

Successivamente, Colonna ha informato sulle procedure dei tre concorsi avviati e in parte già svolti a Mola in quest’ultimo periodo, dove risulta la designazione di ben due presidenti di commissione su tre provenienti dal Comune di Polignano, entrambi finiti nell’inchiesta giudiziaria: uno di essi è stato sostituito dopo che, con provvedimento del GIP, è stato messo agli arresti domiciliari, l’altro rimane comunque indagato.

Colonna ha sostenuto che si è trattato di nomine perfettamente lecite, però non ha spiegato il perché di questo singolare intreccio di nomine tra due funzionari polignanesi (nominati a presiedere due concorsi al Comune di Mola) e un molese (sebbene in servizio al Comune di Castellana) designato a presiedere una commissione di gara per un importante appalto finito nel mirino della Magistratura barese.

Inoltre, Colonna si è soffermato sulle accuse, respingendole, contenute nel documento dell’opposizione nel quale si esprimono dubbi sulla plausibilità della gara assegnata, nel periodo transitorio, alla Navita, oltre alle censure sulla convenzione rinnovata con il Politecnico di Bari per la redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG), sebbene l’ANAC abbia in sostanza censurato l’operato dell’Amministrazione comunale molese. 

Infine, con un visibile turbamento, Colonna ha concluso il suo intervento dicendo che è stato più volte combattuto in questi ultimi giorni se rassegnare o meno le proprie dimissioni, ma ne ha dedotto che “andarmene sarebbe dare ragione a qualcuno, mettendo in discussione la mia onorabilità”.

E quindi egli ritiene di rimanere al suo posto, esprimendo al contempo totale fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ma prendendo le distanze dal “tribunale popolare” dei colpevolisti, vigendo in ogni caso il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva per chiunque, a maggior ragione se neppure si è indagati, come nel suo caso.

Dopo le dichiarazioni del Sindaco, i consiglieri di opposizione (Daniele e Gallo) hanno chiesto al Presidente del Consiglio comunale di poter intervenire per controbattere alle enunciazioni di Colonna, ma Mario Lepore si è limitato a far votare il Consiglio sulla proposta.

Il voto ha dato esito di parità (8 favorevoli contro 8 contrari) e così non si è proceduto alla discussione, laddove peraltro il regolamento del Consiglio comunale prevede che si possa dar luogo al dibattito solo con un voto unanime, come ha chiarito la Segretaria comunale.

Per protestare contro la decisione della maggioranza di non permettere la discussione, i consiglieri Michele Daniele, Giangrazio Di Rutigliano e Stefano Diperna, con brevi dichiarazioni molto dure, hanno abbandonato per protesta l’aula.

Gli altri consiglieri di minoranza (Gallo, Sciannameo, Battista, Delre, Palazzo M.) per bocca di Gallo hanno dichiarato di voler partecipare solo al momento del voto dei provvedimenti iscritti all’ordine del giorno, senza però assistere alle relazioni esplicative di Sindaco e Assessori per l’assenza di un vero dialogo tra maggioranza e opposizione.

Nel riprendere brevemente la parola, dopo il voto che ha bocciato la richiesta di discussione, il Sindaco, con una dichiarazione tardiva, ha detto di non avere alcun problema nè timore nel discutere, in contraddittorio, con l’opposizione. Tuttavia, ormai respinta la proposta di dibattito, si è passati alla discussione dei punti all’ordine del giorno della seduta.

NOSTRO COMMENTO

Un’altra brutta pagina della vita politico-amministrativa molese è stata scritta stasera.

Senza la possibilità di consentire un contraddittorio con l’opposizione, il Sindaco di Mola, con troppa assertività in un momento molto delicato anche per la sua persona e non solo per le istituzioni, si è proclamato assolutamente estraneo all’indagine di Polignano.

Ed è ben vero che egli non risulti indagato, tuttavia la cautela è pur sempre d’obbligo in questi casi e certe dichiarazioni troppo perentorie di Colonna sembrano contraddire il contenuto del provvedimento del Gip e le intercettazioni in esso contenute, o quanto meno darne una singolare lettura autoconsolatoria.

“Mola Libera” ha avuto accesso all’intero provvedimento, come d’altronde centinaia di molesi sul web, ma, tuttavia, per non incorrere in eventuali responsabilità ha deciso di non pubblicarlo.

Tuttavia, il provvedimento è molto chiaro nel delineare un “sistema” politico di “dare e avere” che, se non riguarda il Sindaco di Mola, comunque è stato giudicato di rilievo penale dalla Procura e quindi dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP).

In sostanza, ne viene fuori una politica locale dove a prevalere non sono gli interessi della comunità ma meccanismi quanto meno opachi, sempre al confine della legalità, quando non debordano oltre.

Saranno naturalmente gli ulteriori passaggi dell’inchiesta giudiziaria a dire se gli accusati sono davvero responsabili, e quindi verranno condannati, ovvero se si tratta di un’indagine della Procura che non resisterà nelle aule di Tribunale e quindi manderà assolti gli imputati.

Tutti sono innocenti fino a prova contraria e fino a sentenza definitiva: lo ha ricordato il Sindaco Colonna ed è un principio sacrosanto, cardine del diritto italiano, e nessuno può essere infangato solo su illazioni o accuse non provate in sede dibattimentale.

Tuttavia, un giudizio politico può essere espresso: il Sindaco Colonna è responsabile per appartenenza ad un sistema istituzionale che non vede la giusta trasparenza in ogni suo atto.

E nella non piena trasparenza, nelle zone d’ombra, possono annidarsi comportamenti che poi possono sfociare in fatti aventi rilievo penale.

Ricordiamo che Colonna è stato, nei mesi scorsi, tra i Sindaci firmatari di un appello, in sede ANCI, finalizzato a depotenziare la Legge Severino (che verrà sottoposta a referendum abrogativo il prossimo 12 giugno), in specie in caso di reato di abuso di ufficio.

Un appello che ci sentiamo di respingere nella maniera più assoluta, a maggior ragione oggi, in presenza dell’inchiesta sugli amministratori e funzionari di Polignano, laddove il Sindaco Colonna dovrebbe rispondere, mentre ha eluso la domanda dell’opposizione, se ha o meno partecipato ad uno scambio di favori, e di quale natura, con il Sindaco di Polignano.

Le mani libere invocate dai Sindaci non sono di certo un buon viatico per assicurare il giusto e corretto rapporto di lealtà e fiducia con gli amministrati, in specie se l’irresponsabile appello proviene dall’ANCI, l’Associazione dei Comuni Italiani.

Colonna dovrebbe quindi non solo rigettare ogni speculazione a suo danno, sotto il profilo giudiziario, cosa assolutamente legittima, ma al tempo stesso non essere così frettoloso nell’autoassolversi dai suoi comportamenti politici, che oggi, ad un anno dal nuovo voto amministrativo, non segnano quella novità di discontinuità tanto attesa alla sua elezione ma che riportano ai vecchi, vecchissimi stilemi di una politica vista come principale mezzo di ascesa personale e non di bene comune disinteressato.

2 Commenti

  1. Classico comportamento e atteggiamento di/da padre padrone… Mi ricorda un certo oscuro tiranno comunista attuale, personaggio che sta facendo svuotare i propri arsenali… Spara su tutto e tutti…!!!

  2. Grazie per questo significativo resoconto degli ultimi avvenimenti politici comunali; rispettoso del diritto di cronaca consente di riflettere ……..

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