“QUEGLI ALBERELLI SUL FRONTE MARE, SOTTILI QUANTO UN DITO…”

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Ecco le considerazioni di Nicola Lucente sulla singolare piantumazione effettuata in alcune aiuole del lungomare. Insomma, dopo la radicale capitozzatura, ecco gli “alberelli fuscello”. L’auspicio è che crescano comunque, nonostante la scarsa avvedutezza dei nostri amministratori.

Riceviamo dal nostro lettore Nicola Lucente e pubblichiamo:

Nicola Lucente

Lo spessore di questi alberi è direttamente proporzionale allo spessore della saggezza di certi amministratori locali.

Guardate bene questa foto. Noterete che legato ad un paletto di pochi centimetri di diametro vi è un albero. Si è proprio un albero del diametro di circa 1 cm. 

Domenica scorsa mentre percorrevo il lungomare ho deciso di voler mettere in risalto quella che oserei chiamare una scelta sciagurata di come spendere denaro pubblico, di come rendere indecoroso il verde cittadino, di come si dovrà spendere altro denaro per far la stessa cosa.

Chissà perché in altre realtà la piantumazione degli alberi specie se esposti a possibili mareggiate avvengono con alberi di diametro decisamente maggiore e rizzati a più punti di fissaggio.

Ennesima cosa fatta male.

Qualcuno potrebbe asserire che fino a pochi mesi fa e per diversi anni c’erano solo le aiuole vuote. È vero. Ed è la dimostrazione che di amministratori virtuosi la nostra cara Mola di Bari è orfana da oltre trent’anni.

Mi verrebbe da chiedere, per essere gentile,  a chi ha voluto render manifesta la pochezza etica della propria indole: ma come maturano certe scelte?

Non credo che le stesse scelte avrebbero avuto compimento a casa propria, cioè quella privata.

Personalmente intendo casa mia tutta la comunità alla quale appartengo. Purtroppo per tanti, troppi, la cosa pubblica è quella cosa da trascurare, da ignorare, è la cosa di tutti quindi “è mia ma non è proprio mia”. È quella cosa che per alcuni è come una mucca da mungere il più possibile. Tutto ciò è squallido ma è anche inconfutabile.

Se veramente abbiamo a cuore il nostro paese e vogliamo che un certo andazzo cambi, una delle azioni morali da fare è quella di criticare con le dovute maniere e senza soluzione di continuità tutto ciò che è oggettivamente maldestro nelle azioni amministrative locali.

Questo dobbiamo farlo tutte le volte che incontriamo i nostri rappresentanti ( cioè quelli che son venuti a chiederci il voto), quelli che siedono -per la comunità – nella massima assise cittadina. Includo anche i funzionari quando in autonomia e  la legge glielo consente, agiscono con le loro azioni  che nel bene e nel male si ripercuotono sulla collettività.

Questo apparente piccolo problema pubblico è la cartina tornasole sia di una cattiva gestione amministrativa sia di una indifferenza diffusa nella collettività: ottimo terreno di coltura per lo status quo.

1 commento

  1. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine cari miei (vuol dire: prima o poi le malefatte vengono scoperte). Hanno violentato deliberatamente le Tamerici, orrendo perverso abnorme il trattamento riservato…! Verranno al pettine tutti i nodi…!!!

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