IL PARERE DEL PROF. RUGGIERO: “POTATURE DISASTROSE, FERMATE GLI SCOTENNATORI!!!”

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Il prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero, agronomo, docente presso il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, esprime la sua netta contrarietà alle radicali potature in corso in questi giorni sulle alberature cittadine, con particolare riferimento alle tamerici del fronte mare. Ecco perchè l’intervento di “capitozzatura” eseguito è sbagliato tecnicamente e comporta responsabilità degli amministratori comunali.

di Giuseppe (Bepi) Ruggiero

Prof. Giuseppe Ruggiero

Siamo di fronte al solito binomio: spreco di danaro e compromissione del patrimonio pubblico.

Gli interventi di potatura straordinaria in atto in questi giorni a carico delle alberature di Tamerici (Tamerix sp.) situate sul lungomare nella nostra cittadina, costituiscono una vera e propria devastazione ambientale in quanto gli alberi interessati sono di fatto martirizzati senza alcuna motivazione tecnica. Ma andiamo per ordine.

Innanzitutto, il periodo (fine marzo) è del tutto errato in quanto gli alberi erano già in fase di germogliazione, avevano iniziato a produrre la propria chioma verde a seguito di un risveglio avviato nei mesi precedenti quale risultato di un equilibrio dinamico tra parte ipogea (radici) e porzione epigea (chioma).

In altre parole, la chioma era in fase di germogliazione utilizzando l’energia (linfa) prodotta dalla pianta in funzione del predetto equilibrio. L’eliminazione della chioma si traduce in un vero e proprio shock per la pianta che si vede asportare tutta quella energia che avrebbe dedicato alla nutrizione e allo sviluppo delle sue ramificazioni.  

E’ alquanto paradossale disquisire su questi argomenti visto che riguardano nozioni basilari che dovrebbero appartenere normalmente alla cultura degli amministratori e delle ditte coinvolte. Ma anche nell’ipotesi di trovarsi di fronte ad una ignoranza cronica sarebbe sufficiente istruirsi leggendo i diffusi regolamenti di gestione e tutela del vede urbano.

Mola, in particolare, è dotata di un “Regolamento generale comunale del verde cittadino” che all’art 9, comma 5. richiama la prescrizione secondo la quale le potature dovrebbero essere realizzate nella fase di riposo vegetativo che per le caducifoglie corrisponde al periodo autunno – vernino.

Altra considerazione riguarda la tecnica di potatura utilizzata. Si tratta di una capitozzatura che consiste nel taglio dei rami principali – rispettandone solo le porzioni basali – e nella rimozione quasi totale della chioma.  

E’ ormai una pratica questa disconosciuta dalle tecniche di manutenzione del verde in quanto è devastante, priva di giustificazioni tecniche, e compromette irrimediabilmente la vita e lo sviluppo della pianta.

L’albero capitozzato perde il suo valore ornamentale e paesaggistico, azzera le sue funzioni benefiche urbane (ombreggiamento e mitigazione delle alte temperature, produzione di ossigeno, assorbimento di CO2 e delle polveri sottili, ospitalità per la nidificazione di specie volatili, ecc).

La situazione rilevata rasenta l’incredibile poiché la stessa capitozzatura (che per definizione non si sarebbe dovuta eseguire) è stata comunque realizzata in maniera scriteriata, con difformità tra le lunghezze dei monconi di branche e senza definire una   struttura di chioma armoniosa (sulla quale dovrebbe svilupparsi la futura vegetazione).

Capitozzatura disforme

Una capitozzatura di tali fattezze genererà anche danni indiretti che si concretizzeranno in un’intensa proliferazione di polloni basali – già naturalmente vigorosa nelle specie Tamerix – e in una vegetazione aerea disordinata e disomogenea che richiederanno, per diversi anni consecutivi, interventi manutentivi straordinari per riequilibrare la pianta.  

Siamo quindi di fronte ad un intervento eseguito in spregio alle razionali tecniche di manutenzione di piante arboree ornamentali espresse da molteplici fonti tecnico amministrative.

Tra le fonti nazionali richiamerei all’attenzione dei nostri governanti cittadini le “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico.

Ma sarebbe stato comunque sufficiente rispettare i dettami del già richiamato regolamento comunale che all’art. 9 Potatura, comma 3 recita “omissis ….. In ogni modo nella riduzione della chioma non si dovrà asportare più del 30% della parte epigea”. E al comma 5 del medesimo articolo si legge: “Gli interventi di capitozzatura omissis….  sono vietati …..omissis”.

Prima della potatura…
… Dopo la potatura

La capitozzatura avvantaggia esclusivamente la ditta esecutrice che potrà impiegare personale non qualificato per tempi significativamente inferiori rispetto a quelli necessari per eseguire potature razionali.

Altri effetti indiretti connessi ai drastici interventi di potatura (capitozzatura) sono di tipo fito-sanitario in quanto le ampie superfici dei tagli faciliteranno aggressioni patogene (carie) verso la quali la specie Tamerix è fortemente sensibile.

A questo proposito lo stesso regolamento comunale richiama all’art 9, comma 4.a l’indicazione secondo la quale le potature di alberi non devono interessare rami di diametro superiore agli 8 cm.

Appare arduo concludere queste mie brevi note senza richiamare all’attenzione dei cittadini le responsabilità dell’amministrazione comunale nel commissionare l’esecuzione d’interventi manutentivi che a fronte di un significativo esborso finanziario, si tradurranno in una compromissione del patrimonio del verde urbano già povero sia dal punto di vista quantitativo che in termini qualitativi.

9 Commenti

  1. Che commento si può rilasciare? Sindaco Colonna e funzionario responsabile del provvedimento fatevi mezz’ora di vergogna e sutodeninciatevi pagando i danni. Draghi dovrebbe togliervi le competenze anziché con gli ultimi provvedimenti vi ha aumentato gli stipendi.

  2. E degli oleandri? Ne vogliamo parlare?
    Finalmente una voce di buon senso e sicuramente informata e autorevole in grado di sollevare le giuste obiezioni sul modo in cui, da anni, nel nostro paese si fa la “manutenzione” (se così si può definire) del verde pubblico.
    Perché non dare l’incarico a dei dipendenti comunali, esperti giardinieri che a tempo pieno si occupino della cura e manutenzione delle aree verdi del nostro paese?

  3. Ognuno nella vita dovrebbe esercitare un lavoro di cui abbia capacità, le incapacità generano solo danni e critiche che purtroppo per mancanza di giustizia, nessuno pagherà se non il popolo ma rimane la vergogna del danno!

  4. Il problema di questo paese che non si riesce ad avere cura del verde per anni ,per poi andare drasticamente nelle potatura vedi villa San Domenico,di fronte mercato del pesce ,piante costose abbandonate lungomare Boigas.ecc

  5. Mi domando: fino a quando questi personaggi continueranno a imperversare sulla Cittadinanza, sulla Cittadina è quant’altro a 360°…!? Al Mondo nessuno merita prevaricazioni è sopraffazioni..! Perché, perché..!!!

  6. Che dire? Magari fosse solo a Bari. È una pratica distruttiva che vjrne adottata in tutta Italia. Affidare un intervento colturale come la potatura a ditte inesperte che impiegano mano d’opera a bassisdimo costo, personale non specializzato e spesso utilizzato a nero è già tanto che non abbattano del tutto le piante.

  7. L’incapacità l’ignoranza ed il menefreghismo regna sovrano in questo paese da parte di questi amministratori.Nemmeno dopo le spiegazioni illuminanti di esperti si sono fermati. VERGOGNATEVI, se volete veramente il bene di questo paese DIMETTETEVi.

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