LESTINGI: “SCAVATE QUI E TROVERETE IL PERCOLATO CHE FINISCE NELLA FALDA”

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Nel nuovo video, in esclusiva per “Mola Libera”, Domenico Lestingi evidenzia in maniera molto chiara dove, come e perchè è sufficiente un unico carotaggio per trovare la prova della “pistola fumante”: il percolato nel sottosuolo e nella falda, al di fuori del perimetro della discarica. In tal modo, si eviterebbero ulteriori lungaggini tecnico-burocratiche e l’evidenza della contaminazione delle acque sotterranee sarebbe lampante. Questo video, insieme al precedente già pubblicato dal nostro giornale, è a disposizione della Procura della Repubblica.

Domenico Lestingi, l’ex dipendente della Lombardia Ecologia, che con il suo gesto eclatante del 26 marzo 2012 provocò l’avvio di un’indagine della Magistratura e del sequestro della discarica, pur a distanza di quasi dieci anni, continua nella sua battaglia di verità e di giustizia per la chiusura definitiva di ogni attività di trattamento rifiuti in contrada Martucci, a cominciare dal sostenere in prima linea la richiesta di stralcio (cancellazione) del sito dal Piano Regionale dei rifiuti che, martedì 14 dicembre, verrà votato dal Consiglio Regionale della Puglia.

Con questo nuovo video, girato con il fondamentale contributo dell’ambientalista conversanese Vito Zivoli, e concesso in esclusiva a “Mola Libera”, Domenico Lestingi chiarisce in maniera inequivocabile il contenuto del suo precedente da noi pubblicato in data 29 novembre scorso.

Qui il link al precedente video:

https://www.molalibera.it/2021/11/29/video-esclusivo-parla-lestingi-seppelliti-rifiuti-tossici-a-diretto-contatto-con-la-falda/

La richiesta odierna di Lestingi è chiarissima: l’ex dipendente della Lombardi – che partecipò in maniera diretta e fondamentale alla realizzazione del terzo lotto della discarica e che conosce ogni segreto di quei 33 ettari, là, sulla “collina dei veleni” – indica in maniera precisa e inequivocabile, con la presenza sul posto e precisando sulla mappa, la posizione corrispondente alla realizzazione di un “doppio fondo” della discarica all’interno del quale furono abbancati rifiuti di ogni tipo, anche tossici e nocivi, per una durata di 3-4 mesi, senza alcuna protezione, a diretto contatto con la nuda roccia e con l’acqua di prima falda.

Quando i rifiuti abbancati giunsero al livello dello scavo medio del terzo lotto, il doppio fondo fu occultato, creando al di sopra dei rifiuti pressati uno strato di pietrame e, quindi, al di sopra di esso fu posata l’argilla e, a chiudere, la guaina impermeabile, giusto per simulare il fondo della discarica.

E’ del tutto evidente che un simile artificio abbia provocato, con il degradarsi dei rifiuti abbancati nel “doppio fondo” senza alcuna protezione, il fluire del percolato prodotto direttamente nel sottosuolo di roccia nuda e friabile e quindi nella falda che, come ha già dichiarato Lestingi nel precedente video e come conferma in questo, affiorava al momento dello scavo.

Pertanto, dopo le prove geoelettriche che hanno evidenziato la probabile perdita di percolato al di fuori del corpo del lotto 3, a fronte del successivo passo in sede di verifiche tecniche stabilito dal tavolo tecnico intercomunale, e cioè lo scavo di piezometri (con carotaggi fino al livello di falda), Domenico Lestingi chiede che i carotaggi vengano eseguiti innanzitutto nel punto preciso che egli indica nel video.

“E’ qui che bisogna eseguire la verifica” – dice Lestingi a “Mola Libera”. “E’ sufficiente un solo carotaggio in questo punto, tra il lotto 1 e il lotto 3, a ridosso del ‘doppio fondo’ che fu realizzato, e si avrà la prova di quanto sostengo da anni e che ho spiegato più volte alle autorità di tutela ambientale: il percolato va da molto tempo nella falda!”.

Va chiarito che Lestingi, sebbene ascoltato più volte dal NOE (Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri), ha dichiarato in più occasioni di non essere mai stato sentito direttamente dalla Magistratura, oltre che di essere stato ignorato nelle sue indicazioni specifiche dai periti del Tribunale nel corso della CTU (Consulenza Tecnica d’Ufficio), disposta nel corso del processo penale a carico di una decina di persone che furono rinviate a giudizio per l’ipotesi di reato di disastro ambientale, poi assolte per insufficienza di prove.

Sarà questa la volta buona? Le dichiarazioni di Domenico Lestingi verranno finalmente esaminate con attenzione dalla Magistratura? 

Ci sarà un “giudice a Berlino”, che faccia vera giustizia in nome del popolo inquinato, prima che lo scempio della nuova riapertura della discarica si compia nel palazzo luccicante di vetri e acciaio da sceiccato arabo, ma sordo e grigio al grido che sale dalla terra martoriata?

Ecco il nuovo video di Domenico Lestingi, girato sabato 4 dicembre 2021 a ridosso della discarica Martucci:

1 commento

  1. Diffondete ai magistrati. Ci sarà da qualche parte qualcuno che guarderà e prenderà decisioni che impediscano questa strage. Grazie per il lavoro svolto.

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