RICADE NEI 3OO METRI DAL MARE: LA MEGA LOTTIZZAZIONE C2.3 SARA’ VARIATA D’UFFICIO

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Nella seduta di Consiglio comunale di ieri sera, lunedì 15 novembre, con il solo voto dei consiglieri di maggioranza presenti, è stato deciso di procedere ad una variante d’ufficio della lottizzazione C2.3, la più grande maglia urbanistica prevista nel vigente Piano Regolatore Generale. Ecco la delibera di Consiglio comunale e il parere legale dell’avv. Profeta. Le nostre considerazioni.

Ieri sera è andato in scena l’ennesimo atto dell’eterna telenovela sulla lottizzazione C2.3, una delle tante “soap opera” tecnico-politiche che va in onda nell’etere virtuale della comunità cittadina.

Rimandando i lettori ai numerosi articoli già apparsi su “Mola Libera” su questa pluridecennale vicenda urbanistica, va detto in sintesi che ieri sera il Consiglio comunale era chiamato ad approvare la decisione, proposta dalla Giunta comunale, di procedere ad una variante della iniziale lottizzazione approntata dai privati, demandandola agli uffici comunali.

Il motivo sta nell’impossibilità di produrre, da parte dei lottizzanti, una modifica al piano iniziale stante il disaccordo sostanziale sulla parte della lottizzazione che ricade entro la distanza di 300 metri dal mare, disciplinata dalla Legge Galasso e successive leggi regionali per le nuove edificazioni.

Infatti, nel tempo, si sono avuti alcuni stop e prescrizioni della Soprintendenza ai Beni paesaggistici e della Regione alle progettazioni comprese all’interno di tale fascia di salvaguardia, tanto da aver portato il Comune, dopo la sospensione dell’efficacia da parte del Consiglio comunale dell’iniziale delibera che approvava la lottizzazione, a richiedere un parere legale all’amministrativista consulente del nostro ente, l’avv. Saverio Profeta.

Il legale, dopo aver esaminato la complessa vicenda – tenuto conto che i privati avrebbero dovuto avviare in ogni caso la procedura per la verifica di assoggettabilità della lottizzazione alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica), e in assenza di un loro accordo nei termini previsti – ha rilasciato un parere con il quale consiglia al Comune di Mola di procedere ad una variante elaborata direttamente dall’Ufficio Tecnico Comunale, sostituendosi ai lottizzanti rimasti inattivi.

Nelle riunioni di 3a Commissione consiliare, che hanno discusso del recepimento di tale parere da parte della Giunta Colonna e, in particolare, dell’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, la minoranza ha obiettato che una tale decisione spettava all’organo di governo amministrativo, decidendo quindi, alla fine, di non partecipare alla votazione tenutasi ieri sera, lunedì 15 novembre, nella seduta di Consiglio comunale.

Pertanto, ad approvare il provvedimento è stata la sola maggioranza, con l’assenza dall’aula del consigliere Giacomo Clemente per potenziale conflitto di interesse.

La mega lottizzazione si estende a nord-ovest del territorio comunale, in continuità con Via San Pio da Pietrelcina, verso Bari, costeggiando Viale Europa Unita.

E’ prevista una cubatura complessiva di circa 100.000 metri cubi, di cui 40.000 per edilizia residenziale pubblica (cooperative).

Ecco la proposta di delibera, poi approvata ieri 15 novembre:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

PropDelCC_2021_c 2 3

Ed ecco il parere legale dell’avv. Profeta:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Parere avv Profeta_AllC 2 3

Considerazioni

Si tratta di un’edificazione massiccia, a completamento del vigente Piano Regolatore Generale (PRG): in sostanza l’ultima importante lottizzazione rimasta inedificata.

L’attuazione di una tale ragguardevole previsione di piano (peraltro contemplata al momento della redazione del PRG, fine Anni ’70, per una popolazione stimata in forte espansione), avrebbe avuto un senso se, nel frattempo, non si fosse proceduto ad edificare in deroga al PRG, con accordi di programma stipulati con la Regione Puglia, operanti in variante automatica al Piano Regolatore.

Infatti, mentre il centro storico invecchia e si spopola e la “Mola Bianca” è da tempo un quartiere dormitorio privi di servizi, nel corso degli ultimi decenni sono sorti nuovi quartieri, non contemplati nel PRG in vigore, per centinaia di appartamenti, probabilmente ben oltre il migliaio: le edificazioni del PRU del Cozzetto, quelle di Via G. e V. Laterza (ex Via Vecchia di Conversano), del PIRP Cerulli, del Contratto di Quartiere della Trinità (in ultimazione).

In sostanza, in assenza di un Piano di Recupero dei vasti quartieri storici di Mola, sono migliaia le case rimaste vuote nelle zone urbane tradizionali, messe in vendita per realizzare somme da investire nel mattone di nuova costruzione: abitazioni che rimangono per lo pìù invendute, e quindi abbandonate a se stesse, aumentando il degrado di grandi e tradizionali aree della nostra città.

Con l’aggravamento della questione demografica, che vede Mola tra i comuni dell’Area Metropolitana a più bassa natalità e a più elevato indice di invecchiamento, una popolazione di famiglie sempre più atomizzate (finanche composte da una, due persone), spesso con culle vuote, abiteranno nei nuovi appartamenti che saranno edificati nella C2.3.

Peraltro, moltissimi saranno quelli acquisiti in permuta quali seconde, terze o addirittura quarte case, con quali prospettive di utilizzo in proprio o di concessione in affitto non è affatto chiaro; a meno che non ci sia una “calata” da Bari e da altri comuni limitrofi: tutt’altro che probabile, tenuto conto dello scarso “appeal” di Mola in termini di lavoro, di servizi e di qualità della vita.

In sostanza, la “deregulation” urbanistica sta gettando Mola in un’assenza totale di prospettive future, con larghe parti periferiche pubbliche incompiute (si veda, ad esempio il PRU Cozzetto) e un tessuto urbano sfilacciato e frammentato, mentre il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) rimane ancora una nebulosa, dopo il sostanziale fallimento della convenzione (peraltro illegittima, come ben argomentato dal parere ANAC) con il Politecnico di Bari.

Fino a quando?

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