CONVEGNO SULLA PESCA, MA COLONNA “DIMENTICA” I RUDERI DELL’ACQUACOLTURA IN CONTRADA CIPOLLUZZE

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Le riprese Google Maps che pubblichiamo si riferiscono ad uno dei tanti “aborti” imprenditoriali molesi nella fallita diversificazione produttiva: siano da monito a non subordinare più l’impresa alla politica e stimolo ad intraprendere veri percorsi di sviluppo innovativo.

Il Sindaco Giuseppe Colonna e l’Assessora all’Ambiente Elvira Tarsitano hanno deciso di sfornare, uno dietro l’altro,  convegni molto interessanti su ambiente e attività produttive locali (agricoltura e pesca).
 
Un interesse che, tuttavia, per essere davvero fruibile e foriero di tangibili ricadute, dovrebbe, innanzitutto, coinvolgere gli operatori economici locali e le associazioni ambientaliste.
 
Purtroppo, si tratta per gran parte di convegni auto referenziali che si sostanziano in una passerella di personalità regionali del Partito Democratico (sostanzialmente all’insaputa del PD molese), con una “vetrinetta” di piccola celebrità per i personaggi minori referenti dei Lacarra, Pagano, Parchitelli, ecc., nel nostro Consiglio comunale.
 
Insomma, un’operazione di facciata ma che non sposta di una virgola la sostanza delle cose.
 
Infatti, a Mola la pesca e l’agricoltura sono in crisi da decenni e non si vede alcuna politica di sostanziale prospettiva, rilancio e innovazione, mentre i pomposi convegni di questi giorni trattano di bioeconomia in astratto: concetto nobilissimo nella teoria, ma di nessuna concreta attuazione pratica sul territorio comunale.
 
Peraltro, di alcuni velleitari tentativi di innescare nuovi meccanismi di diversificazione produttiva restano gli “scheletri”.
 
Si tratta, ad esempio, dell’abortito impianto di acquacoltura che fu tentato senza successo (ma i contributi europei e nazionali furono introitati?), in epoca ancora democristiano-socialista.
 
Di quell’aborto restano i ruderi dei vasconi realizzati in contrada Cipolluzze, in direzione sud-est, non molto distante dalla linea ferroviaria retrostante, con riferimento Cala delle Alghe sul litorale Mola-Cozze: un monumento all’insipienza imprenditoriale e politica, tutta molese.
 
Ecco l’impianto di acquacoltura abbandonato, in una ripresa Google Maps più ampia del territorio circostante
Infatti, mentre in quegli anni le economie dei comuni circostanti si avviavano in veloci percorsi di diversificazione e innovazione, con forti ricadute reddituali e occupazionali, Mola rimaneva al palo, incapace di uscire dalla caduta verticale della sua economia, a seguito del forte ridursi delle sostanziose rimesse dall’estero e della drammatica crisi attraversata dal comparto marittimo internazionale, che portò ad una vertiginosa riduzione del lavoro sulle navi mercantili, il tradizionale serbatoio dell'”industria dei libretti di navigazione”.
 
L’Assessora Tarsitano, che dice di conoscere il nostro territorio meglio di tanti molesi, è a conoscenza di quel lontano aborto, che fu seguito da un ulteriore fallimento (con le famigerate “gabbie” per l’acquacoltura in mare aperto, forse anche sabotate)?
 
La volenterosa e sicuramente competente Assessora, sa che Mola è una delle realtà cittadine dell’Area Metropolitana a più basso tasso di diffusione imprenditoriale? Ne conosce le cause? Ha rimedi per coniugare insieme tutela ambientale e sviluppo economico nei settori delle nostre risorse più pregiate, il mare e la terra?
 
Elvira Tarsitano, Assessora all’Ambiente del Comune di Mola
Nel tempo ho scritto più volte in merito alle possibilità di evoluzione della nostra economia in chiave eco compatibile e, allo stesso tempo, fortemente innovativa, ma nessun politico ha mai trattato e affrontato il tema con gli unici strumenti da utilizzare: non convegni auto celebrativi, promozionali di personaggi politici e di singoli partiti, correnti e sotto correnti, ma illustrazione di “buone pratiche” con riferimenti concreti e di successo da proporre ad imprenditori in cerca di diversificazione e a giovani che, con le “start up”, vogliono intraprendere, uscendo dalla spirale della disoccupazione, del lavoro nero e sotto pagato.
 
La mappa dei vasconi abbandonati che pubblichiamo condannano i responsabili politici del tempo che fu, ma allo stesso tempo siano da monito per gli attuali amministratori: non scheletri dentro e fuori dall’armadio, non chiacchiere che rimangono sospese, ma promozione, incentivi, assistenza per una vera svolta ad alto valore aggiunto nell’economia e, al contempo,  nella tutela ambientale del territorio.
 
Più volte, nel corso dei decenni, ho chiesto l’istituzione di un’Agenzia locale per lo sviluppo economico territoriale, anche con la descrizione della sua possibile struttura e articolazione: snella e orientata direttamente ai risultati imprenditoriali e occupazionali.
 
Nel contempo sono arrivati i vari “gruppi di azione locale” (GAL, GAC, ecc.): purtroppo rivelatisi per gran parte ennesimi carrozzoni a controllo politico, ma di dubbia efficacia, quanto meno per il nostro territorio comunale. Ecco perchè ribadisco, pur nella sua necessaria attualizzazione, la validità e l’efficacia dell’Agenzia locale, centrata sulle reali risorse disponibili e sulla loro evoluzione.
 
Ripartire da Mola e dalle sue specificità si deve e si può: ma per farlo la politica deve essere autenticamente libera e mai vassalla dei poteri forti extra cittadini, in specie di quelli che utilizzano Mola come una colonia per accrescere il loro potere e la loro sfera d’influenza, adoperando gli ascari disponibili a quei disegni.
 
Vista dall’alto (Google Maps) dei vasconi realizzati per un impianto di acquacoltura in agro di Mola, contrada Cipolluzze (direzione sud est), mai terminato e abbandonato. Sorge nella proprietà fondiaria di un imprenditore molese che lo ha acquistato successivamente, in uno con il terreno agricolo.

P.S. Per un errore di geolocalizzazione, nella prima versione di questo articolo abbiamo pubblicato foto non corrispondenti all’esatto luogo in agro molese contenente i vasconi dell’impianto di acquacoltura abbandonato. Ce ne scusiamo vivamente con i lettori. 

AGGIORNAMENTO. Dopo la rettifica da noi apportata al nostro articolo, un lettore che conosce bene i luoghi, certo di fare cosa utile, ci ha inviato alcune foto (scattate da strade vicinali, senza ledere la proprietà privata) che, quindi, pubblichiamo per completezza.

1 commento

  1. Le dimenticanze della politica sono quasi totali direi. Ma in realtà, quanti si chiedono del perché di tutto questo degrado, decadimento sfacelo scempio, negligenza lassismo e chi più ne ha ne metta ecc..? Viviamo un’epoca dove crediamo di essere diventati più o meno tutti saccenti sapientoni eruditi e via discorrendo… È un argomento che merita un’ampia discussione, ma vorrei essere breve e conciso: la prima “Mancanza/Errore” da parte di tutti i politici, è quella dovuta al fatto che a seconda dell’orientamento politico di chi vince le elezioni è quella di non essere il rappresentante di tutti, di tutto il popolo, ma solo di quella percentuale che lo ha votato e fatto vincere. Praticamente han fatto diventare la politica un mero campionato parallelo al gioco del calcio, dove ogni partito ha i suoi sostenitori e di conseguenza governa in funzione di questo aspetto aberrante sconcertante immondo. Ma non dimentichiamo oramai che siamo più o meno tutti a peccare dei 7 Capitali però, in primis i politici, li ricordiamo? Avarizia, Lussuria, Gola, Superbia, Ira, Invidia, Accidia. Di fronte a questo, quale messaggio volete che diano i politici quotidianamente: quello di metterci gli uni contro gli altri, distruggere e annientare tutti i Valori Umani, mentre loro se la godono si arricchiscono e fanno gli aguzzini col popolo. Ma qualcuno si chiederà? Ma non sono umani anche loro? Certo che lo sono, ma il dio denaro è riuscito a rovinare tutto e tutti, è poi vuoi mettere che siamo le bestie più feroci del Pianeta!? Forse il libero arbitrio non è stata un’ottima idea, forse. Però la colpa è solo nostra, non dimentichiamo, è qui non ci piove..! E poi valli a capire quei progetti, misteri e scommesse del Creatore…!? Mah..!

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