DANIELE: “PUG. ECCO PERCHE’ L’ACCORDO CON IL POLITECNICO E’ ILLEGITTIMO”

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Il consigliere Michele Daniele (M5S), in questo secondo intervento, esamina il parere dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) in merito al conferimento di incarico diretto, da parte del Comune di Mola, al Politecnico di Bari per la redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale), mettendo in luce tutti gli aspetti di grave illegittimità della convenzione stipulata.

Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele (M5S) e pubblichiamo:

URBANISTICA E DINTORNI, Parte 2

Nella prima parte di questo intervento abbiamo esposto le ragioni di efficacia, economicità e di imparzialità che imporrebbero di abbandonare il percorso di  redazione del Piano  Urbanistico Generale (PUG) da parte dell’attuale amministrazione comunale.

https://www.molalibera.it/2021/09/18/daniele-da-25-anni-berlen-e-berardi-decidono-le-sorti-dellurbanistica-molese-e-continuano/

Avevamo lasciato ad un ulteriore intervento l’esame delle ragioni di legittimità. Cosa che ci apprestiamo a fare in questa seconda parte. Scusandomi in anticipo per l’eventuale pesantezza di queste considerazioni che spero possano contribuire a chiarire la questione e le correlate conseguenze per la cittadinanza.

La questione è relativamente semplice: gli incarichi conferiti da una pubblica amministrazione devono seguire regole precise, indicate in svariate norme, soprattutto nel cosiddetto Codice degli Appalti.  E ciò per evitare l’arbitrio di pubbliche amministrazioni compiacenti verso determinati operatori economici se non per prevenire vere e proprie forme di corruzione. Tant’è che per presidiare questa problematica è stata creata un’apposita struttura: l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

Ora, l’intervento dell’Anac era stato auspicato dal Consiglio  comunale all’atto dell’approvazione della delibera di riavvio del processo di approvazione del PUG, come punto essenziale di quanto deliberato. Sappiamo  che l’amministrazione comunale ha impiegato oltre 2 anni e mezzo per richiedere questo intervento, che alla fine è arrivato lo scorso giugno.

Cosa dice questo pronunciamento di Anac?

Ovviamente Anac non è un tribunale e non può esprimersi su procedimenti in corso, com’è l’incarico diretto conferito al Politecnico, tra l’altro oltre 10 anni fa. E si è limitata a richiamare sia la normativa vigente, sia le varie sentenze a diverso livello pertinenti alla tematica (da parte di Consiglio di Stato e di Corte di Giustizia Europea) sia varie direttive europee sul tema, direttive che prevalgono sulla normativa nazionale perchè con la firma dei trattati di Maastricht e di Lisbona, l’Italia è soggetta all’ordinamento europeo che prevale (ahimè) sull’ordinamento italiano. Lasciando al Comune di Mola il pallino sul da farsi.

E il Comune di Mola non ha alcuna intenzione di raccogliere questo pallino. Secondo la nostra amministrazione, la fonte di legittimità dei provvedimenti in questione è fornita dall’art. 15 della Legge n.241 del 1990 che recita: “le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune.

Dal 1990, le tante sentenze e pronunciamenti di vari tribunali hanno  consentito di meglio precisare e definire le linee interpretative del suddetto articolo che renderebbe legittimo il ricorso ad esso da parte delle pubbliche amministrazioni.

Richiamiamo sinteticamente tali linee interpretative.

– Interesse comune – Il primo requisito richiesto per l’applicabilità dell’art. 15, richiamato dall’articolo stesso, è l’interesse pubblico effettivamente comune  ai partecipanti. Ora, si comprende perfettamente che la redazione di un PUG è interesse specifico di un Comune in quanto con esso  si disciplina lo sviluppo urbanistico di un paese e l’attività edificatoria nel suo territorio.

Si comprende meno, o per niente, quale interesse possa avere una Università a redigere, o ancora meno, a dare supporto ad un Comune per la redazione del suo PUG. Se non, ovviamente, per un interesse di tipo economico. Ma in questo caso l’Università agirebbe alla stregua di un qualsiasi operatore economico ed in quanto tale dovrebbe essere messo in concorrenza con gli altri operatori economici presenti sul mercato, e non essere oggetto di un affidamento diretto senza gara.

Analogamente, comprendiamo che l’interesse di una Università è quello di operare nel campo della ricerca, oltre che erogare formazione di alto livello. Ma che attività di ricerca possa esserci nella redazione di un normale PUG di una media e normale cittadina quale Mola non è dato sapere. Ed in cosa ciò possa arricchire la qualità della formazione erogata dalla Università, altrettanto.

Viene quindi a mancare il primo requisito dell’interesse comune alle due pubbliche amministrazioni e l’accordo ha tutta l’aria di  essere teso a interferire con il perseguimento dell’obiettivo principale delle norme comunitarie in tema di appalti pubblici, ossia la libera circolazione dei servizi e l’apertura alla concorrenza non falsata negli Stati membri.

Pertanto, la collaborazione tra amministrazioni non può trasformarsi in una costruzione di puro artificio diretta ad eludere le norme menzionate e gli atti che approvano l’accordo, nella motivazione, devono dar conto di quanto su esposto. Cosa che manca totalmente nell’accordo originario.

– Rapporti economici – Questo è il punto  cruciale e dove l’illegittimità è palese. I movimenti finanziari tra i soggetti che sottoscrivono l’accordo devono configurarsi solo come ristoro delle spese sostenute, essendo escluso il pagamento di un vero e proprio corrispettivo.

Ora, questo è il testo dell’articolo 2 dell’accordo tra Politecnico e Comune di Mola di  Bari:

Il Comune corrisponderà al DAU [NdR: la denominazione del dipartimento universitario all’epoca dell’accordo], in aggiunta a quanto già previsto nella convenzione tra DAU e il Comune sottoscritta il 26 novembre 2006, l’ulteriore somma di Euro 25.000,00 inclusa IVA di cui:

– 10.000,00 Euro inclusa IVA alla stipula della presente convenzione quale acconto, previa emissione di fattura da pagare entro 30 giorni dalla data di emissione e non oltre;

– 15.000,00 Euro inclusa IVA alla consegna da parte del DAU di una relazione sulle attività svolte nel corso dell’anno di durata della convenzione.

Il corrispettivo dinanzi convenuto è comprensivo forfettariamente di ogni spesa, anche di viaggio e collaborazioni, sostenute e/o da sostenere per l’espletamento dell’incarico di cui all’art. 1.

Come risulta evidente, l’accordo con il Politecnico prevede dei corrispettivi a fronte di attività svolte da parte del Politecnico e non un semplice rimborso spese a consuntivo, tant’è che sono stati concordati e concessi degli anticipi senza la presentazione di  alcun giustificativo delle spese sostenute.

Contravvenendo quindi ad uno dei requisiti cardini stabiliti dalla giurisprudenza amministrativa e comunitaria: che i movimenti finanziari tra i soggetti che sottoscrivono l’accordo devono configurarsi solo come ristoro delle spese sostenute.

Il contratto con il Politecnico parla esplicitamente di corrispettivo, cosa che è esplicitamente proibita, inclusivo anche delle spese, sia sostenute che non sostenute in quanto sono stimate a livello forfettario, cosa evidentemente non consentita.

L’accordo parla di spesa “anche di viaggio e collaborazioni”. Si desume quindi che la retribuzione delle 3 risorse messe a disposizione dal Politecnico viene considerata una spesa. Quindi non si capisce quale sia il contributo paritetico dell’Università considerando che il Comune paga il costo delle attività che dovrebbe essere di pertinenza del Politecnico. In pratica il Comune paga per l’effettuazione di  un servizio. Non ha alcuna importanza che non vi sia un guadagno per l’università che lo fornisce al puro costo.

Infatti, nelle varie sentenze e delibere su richiamate viene specificato che:

si esclude la sussistenza dei presupposti legittimanti il ricorso agli accordi tra amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 15 l. 241/1990, …  ove sia previsto uno scambio economico, ossia la previsione di un corrispettivo, calcolato secondo il criterio del costo necessario alla produzione del servizio. Anche in tal caso è configurabile lo schema tipico dei contratti di diritto comune ex art. 1321 cod. civ., escludendo quindi che l’accordo dia luogo ad una cooperazione tra enti pubblici finalizzata a garantire l’adempimento di una funzione di servizio pubblico comune a questi ultimi”.

Tipologia di servizi forniti – La convenzione  in questione è inerente ad una pura fornitura di servizi da parte del Politecnico di Bari. Tali servizi sono ricomprese nell’allegato II-A alla direttiva europea appalti 2004/18/CE e come tali sono  da mettere a gara e non da affidarsi direttamente. La natura professionale di tali servizi si può facilmente desumere dai contenuti degli accordi, e sono servizi dettagliati nel suddetto Allegato II-A, e che qui si citano:

  • alla categoria 8 si trovano specificati “Servizi di ricerca e sviluppo” dettagliati coi seguenti codici CPV (Common Procurement Vocabulary): da 73000000-2 a 73436000-7
  • alla categoria 12 si trovano specificati “Servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata; servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica; servizi affini di consulenza scientifica e tecnica; servizi di sperimentazione tecnica e analisi” dettagliati coi seguenti codici: da 71000000-8 a 71900000-7 e 79994000-8.

– Ulteriori incarichi affidati senza gara al Politecnico – Sempre ricorrendo all’ormai famoso art. 15 della Legge 241/1990, il nostro Comune ha affidato ulteriori incarichi al solito Politecnico:

– Accordo deliberato con delibera di Giunta n.74 del 24.06.2020, avente a tema: “Studi per l’individuazione del quadro dei bisogni e delle esigenze per la Redazione di uno Studio di fattibilità per la sistemazione dell’Area Portuale di Mola di Bari: dalla Città porto al Porto Città. Parte 1“ del valore di 20mila €.

– Accordo deliberato con delibera di Giunta n.106 del 21.06.2021, avente a tema: “Attività di ricerca e innovazione nel campo delle strategie territoriali per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile” del valore di 35mila €.

E l’assessore ha ventilato altri incarichi imminenti sempre con la stessa formula, e sempre alo stesso soggetto.

Anche questi ulteriori accordi presentano le stesse criticità dell’incarico esaminato, pur avendo cercato di strutturare gli accordi secondo le direttive europee ma senza rimuovere le cause di sostanziale illegittimità.

Ora, non si comprende questo accanimento a voler perseguire queste modalità di redazione del PUG che si sono rivelate inefficaci, antieconomiche e a rischio di illegittimità. Con il risultato di sprecare preziose risorse economiche e di perdere altro tempo, altrettanto prezioso (e non si  parla di settimane o di mesi, ma di anni, addirittura di lustri).

Ancora una volta la giunta Berlen-Colonna si mostra sorda a qualsiasi rilievo che arrivi dai banchi della minoranza (o almeno, di certa minoranza) e prosegue imperterrita a dispetto di rilievi di legittimità. E anche a dispetto della logica.

Forse è arrivato il momento che sia direttamente la cittadinanza a provare a opporsi a questo modo di amministrare la città. Parliamone.

Il Sindaco Giuseppe Colonna e l’Assessore Nico Berlen con l’ex Assessore regionale ai Trasporti e Lavori Pubblici Giovanni Giannini

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