PORTO: LA REGIONE BOCCIA PARTI IMPORTANTI DEL PROGETTO DI RECUPERO DEL MOLO DI PONENTE

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E’ quanto risulta nell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Regione Puglia per il progetto approntato dalla nota “archistar” Guendalina Salimei, nell’ambito del finanziamento per i porti minori pugliesi e greci finalizzati a creare una rete di “Metro del mare”.

E’ stata concessa l’autorizzazione paesaggistica da parte della Regione Puglia, insieme al relativo parere della Soprintendenza ai Beni archeologici, artistici e culturali della Città Metropolitana, per il progetto, finanziato con 2 milioni di euro, del Comune di Mola presentato dall’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen e curato dall’arch. Guendalina Salimei avente ad oggetto la sistemazione del primo tratto del molo di ponente (o anche detto di tramontana) del porto peschereccio di Mola.

L’arch. Guendalina Salimei

(Ecco il link al nostro articolo che annunciava il progetto dell’arch. Salimei: https://www.molalibera.it/2021/03/06/il-molo-del-porto-grande-diventera-una-passeggiata-panoramica-ecco-come/)

Tuttavia, sono diverse e significative le prescrizioni della Regione e della Soprintendenza al progetto, tanto da bocciarne, di fatto, parti significative, chiedendone una sostanziale e profonda revisione progettuale.

Peraltro, dalla lettura del provvedimento, che pubblichiamo integralmente per una migliore comprensione dei lettori, emerge quanto paventato più volte da “Mola Libera” e mai confermato dagli amministratori comunali.

Infatti, risulta chiaramente la realizzazione di un punto di attracco del Metro del Mare, che dovrebbe collegare alcuni porti pugliesi (tra cui lo scalo molese) con approdi situati in Grecia, nella parte esterna del molo di ponente.

Una soluzione contraria alle più elementari norme di sicurezza della navigazione (i porti servono a ricoverare al loro interno, non all’esterno) che, comunque, se davvero realizzata, richiederà costosissime opere a mare (che il finanziamento non sembra coprire, come la stessa arch. Salimei precisò nella videoconferenza di presentazione del suo progetto), senza tuttavia garantire alcuna praticabilità in termini di sicurezza dell’attracco.

A tal proposito, non si conosce se le Autorità marittime si siano pronunciate in merito e se siano comunque state eseguite simulazioni di avvicinamento, di attracco e di uscita in condizioni meteomarine avverse.

Condizioni di mare “cattivo” che molto spesso ricorrono sul nostro litorale e, in particolare, nella parte esterna del porto molese, con onde, da maestrale, tramontana e grecale, talvolta gigantesche, che si abbattono sulle strutture attuali di protezione, perfino spostando e sollevando cassoni di svariate tonnellate di peso.

Ad ogni buon conto, pubblichiamo di seguito l’estratto dal provvedimento regionale che evidenzia chiaramente la “bocciatura” di parti fondamentali del progetto:

Nel merito della compatibilità e coerenza dell’intervento in oggetto con le prescrizioni di cui all’art. 45 delle NTA del PPTR, ed in particolare del comma 1 lett. a1) che ritiene non ammissibili gli interventi di “realizzazione di qualsiasi nuova opera edilizia, fatta eccezione per le opere finalizzate al recupero/ripristino dei valori paesistico/ambientali”, questa Sezione evidenzia, per la nuova proposta progettuale (luglio 2021), le seguenti criticità:

· la realizzazione della struttura terminale, per dimensione, forma e struttura risulta avulsa dal contesto strutturale e materico del molo;
· la realizzazione della pelle metallica in acciaio corten a ridosso dell’edificio della Guardia Costiera, oltre a non essere strettamente necessaria al processo di valorizzazione e riqualificazione del porto, altera la percezione che si ha dalla radice del molo dalla Via Lungara Porto, diventando al contempo elemento predominante nel contesto visivo percettivo dello stesso porto;
· la realizzazione delle aiuole e delle isole di verde sul molo, organizzate in maniera frammentata e non organica, introduce un uso del suolo che storicamente non è riconducibile alle architetture di pietra degli stessi moli pugliesi.

I suddetti interventi, per quanto sopra, non assicurano il recupero o ripristino di quei valori paesistici richiamati dal comma 1 dell’art. 45, e che ad oggi il molo garantisce e assicura,
attraverso la sua matericità, le sue proporzioni e le sue forme nel contesto urbano di riferimento; piuttosto i suddetti interventi introducono nuove forme, materiali e proporzioni in un contesto fortemente identitario che necessita di azioni di valorizzazione
coerenti con i caratteri identitari, morfologici riconoscibili negli storici porti in pietra delle città marinare strutturanti l’ambito paesaggistico della Puglia Centrale (Trani, Bisceglie,
Molfetta, Bari, Torre a Mare, ecc) e che costituiscono una delle invarianti strutturali sia dell’ambito paesaggistico sia della figura territoriale.

Le richiamate soluzioni progettuali alterano, quindi, inevitabilmente le morfologie dei luoghi e delle tipologie, dei materiali e dei colori esistenti, non valorizzando e tutelando quei
caratteri morfologici della Città consolidata così come richiamati dagli indirizzi di cui all’art. 77 e dalle direttive di cui all’art.78 delle NTA finalizzati alla tutela e valorizzazione del suddetto Ulteriore Contesto Paesaggistico.

In particolare, tra le direttive poste dal PPTR per detto UCP vi è quella di incentivare attraverso piani e progetti il ripristino dei caratteri originari del contesto, cercando nel contempo di promuovere interventi atti a migliorarne la qualità insediativa e la sicurezza di chi vi abita e lavora; nel merito l’impiego di prevalenti strutture in acciaio corten, sebbene nel progetto siano state indicate soluzioni progettuali finalizzate a mascherare dette strutture con quinte di verde, non sembrerebbe materiale idoneo ad assicurare e favorire nei periodi estivi la fruibilità e la qualità dello stare in questi luoghi.

Infine, in relazione all’uso tra gli altri di solai costituiti da lamiera grecata con getto in calcestruzzo tanto per le rampe di accesso alla copertura del terminal quanto per ulteriori orizzontamenti posti a chiusura di detta struttura, si ritiene opportuno richiamare il carattere di amovibilità delle strutture come prescritto dal comma 3 lettera b3) dell’art. 45 per il BP “Territorio costieri” che di seguito si riporta, ovvero sono ammissibili in detto BP piani e progetti che comportano la:

“realizzazione di attrezzature di facile amovibilità per la balneazione e altre attività connesse al tempo libero, che non compromettano gli elementi naturali e non riducano la fruibilità ed accessibilità dei territori costieri e di quelli contermini ai laghi, che siano realizzate con materiali ecocompatibili, senza utilizzo di materiali cementati di qualsiasi genere e fondazioni nel sottosuolo, nel rispetto delle specifiche norme di settore e purché
siano installate senza alterare la morfologia dei luoghi”.

Pubblichiamo di seguito il provvedimento amministrativo completo:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

145_DIR_2021_00133_Determina_pdf
Lo stato della muraglia del porto peschereccio: è lesionata in più punti

 

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