BIMBI MOLESI RICOVERATI AL PEDIATRICO ONCOLOGICO: MAMME CHE SOFFRONO IN SILENZIO

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Ancora ricoveri di bambini molesi nel reparto oncologico pediatrico del Policlinico. Purtroppo, sono quattro: il più grande ha nove anni. Una volontaria: “Aiutateci a dare voce al dolore delle madri che stanno soffrendo in silenzio“. La comunità cittadina si interroghi, gli amministratori comunali chiedano una seria indagine epidemiologica alle autorità politiche e sanitarie regionali.

Quando l’appello di una delle più attive volontarie di assistenza ai bambini ricoverati nel reparto oncologico pediatrico del Policlinico è giunto in redazione, il pensiero è corso immediatamente ai nostri articoli del 2019, che hanno riportato la triste classifica con Mola ai primissimi posti regionali (dopo Taranto, Bari e Statte, comune a pochi chilometri dal siderurgico) per percentuale di esenzioni da codice 048 (patologie tumoriali):

https://www.molalibera.it/2019/11/08/allarme-tumori-a-mola-quanti-sono-i-casi-di-codice-048-quali-sono-i-fattori-di-rischio-ambientale/

https://www.molalibera.it/2019/11/12/triste-primato-per-mola-in-testa-alla-classifica-per-il-codice-oncologico-048/

https://www.molalibera.it/2019/11/20/nuove-tabelle-codici-048/

Ma ora quei numeri, quelle statistiche si traducono ancora in esseri umani che soffrono, e quando a soffrire sono i bambini quella sofferenza diventa il dolore di un’intera comunità.

Sono quattro i bambini residenti a Mola (di cui uno di famiglia albanese) attualmente ricoverati presso il Policlinico di Bari, reparto oncologico pediatrico.

Sono sottoposti ad accertamenti e cure continue: la loro tenera età fa ben sperare in una guarigione, in un’uscita dal nero tunnel che hanno imboccato così presto nella loro giovane vita.

E noi, certi di interpretare il pensiero dell’intera comunità cittadina, siamo al loro fianco convinti che ce la faranno, che la scienza e i medici sapranno far fronte alla loro malattia, aprendo le porte di un futuro di radiosa buona salute per tutti i loro anni a venire.

Resta però lo sconcerto, la preoccupazione per il ripresentarsi di casi in età pediatrica, per quella che sembra essere un’incidenza maggiore tra i nostri bimbi all’interno dei giovanissimi ricoverati in quel reparto.

Le madri e i padri dei bambini stanno in silenzio, chiusi nel loro dolore, nella loro altalenante mutevolezza d’umore nell’attesa tra scoramento e speranza, tra delusione e fiducia.

Noi possiamo soltanto raccogliere l’appello della volontaria molese, incoraggiando in special modo le madri, come è accaduto a Taranto, a parlare con la cittadinanza, a rivolgersi apertamente alle autorità politiche e sanitarie locali e regionali, affinchè tutti si facciano carico di un problema enorme, un’ipoteca dura e pesante sul futuro della nostra comunità.

A Taranto le mamme hanno urlato il loro bisogno di ascolto, la loro richiesta di spiegazione sulle cause che hanno portato i loro bimbi ad ammalarsi.

E se nel capoluogo ionico la causa non è purtroppo difficile da individuare, ma finalmente un’intera città si è stretta intorno a loro chiedendo la fine certa dell’inquinamento ambientale provocato dal siderurgico, a Mola tutto è molto più difficile.

Il tessuto sociale è frastagliato, molto chiuso e con scarsa propensione ad una vera solidarietà, se non di facciata; l’associazionismo si occupa poco di queste tematiche scabrose; la politica fa spesso finta di non vedere, glissa abilmente e magari scodella rapporti statistici addomesticati per declinare ogni reale impegno.

Ecco perchè siamo pronti a raccogliere la richiesta di aiuto, oggi silenzioso e confinato in cerchie ristrette, e a farne diventare motivo di riflessione comunitaria e di risposte precise da parte della classe politica.

E in particolare a sollecitare il Sindaco affinchè vada oltre il rapporto dell’ARESS pubblicato nel novembre 2019 e che tanti interrogativi suscitò, anzichè promuovere certezze e tranquillità:

https://www.molalibera.it/2019/11/25/tumori-a-mola-ecco-il-rapporto-regionale-molti-dubbi-sulla-normalita-dichiarata/

Colonna promise di attivarsi presso le autorità politiche e sanitarie regionali al fine di uno studio epidemiologico serio, approfondito e accurato sul grave fenomeno dell’incidenza tumorale tra i nostri residenti.

Purtroppo, a quell’enunciazione non sono seguiti i fatti, mentre l’unica vera emergenza ambientale sul nostro territorio (la discarica Martucci) continua a produrre milioni di litri di percolato – la sostanza tossica, nociva e cancerogena prodotta dalla decomposizione dei rifiuti – che fluiscono silenziosamente nel sottosuolo e, con ogni grande probabilità, nella falda acquifera, senza che nessun “tavolo tecnico”, nessun amministratore pubblico abbia il coraggio di dire basta e di far prevalere le ragioni della salute pubblica su quelle del profitto dell’industria dei rifiuti.

Ricordiamo che, non molto tempo fa, un’indagine commissionata dalla Procura della Repubblica di Napoli ha finalmente fatto cadere la foglia di fico della mancanza del nesso di causalità tra inquinamento ambientale e tumori.

Quel rapporto ha messo nero su bianco che il nesso di causalità (ovvero il rapporto diretto di causa – effetto) tra le discariche e la “terra dei fuochi” da un lato e le malattie tumorali dall’altro esiste e produce sofferenze e morte.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/10/terra-dei-fuochi-relazione-causale-tra-rifiuti-e-tumori-la-conferma-nel-report-procura-iss-tra-i-giovani-piu-leucemie-e-malformazioni/6096771/

Cosa fa ammalare i nostri bambini, oltre che i nostri adulti non è ancora chiaro.

In ogni famiglia molese si piangono nel tempo i caduti di questa aggressione silenziosa alla salute della nostra popolazione.

E’ ora di urlare, è ora di gridare la necessità di ricevere risposte non edulcorate e non di circostanza.

E’ ora di mettere fine al silenzio degli innocenti.

(foto di repertorio tratta dal web)

2 Commenti

  1. Certo e palese, la causa è la discarica Martucci, basta vedere l’incidenza dei tumori su conversano,
    Dobbiamo combattere contro queste grosse problematiche per il bene e il futuro dei nostri figli e famiglie.

  2. Rivelazione senza difesa alcuna e senza attenuanti: sapete qual’è l’organizzazione mafiosa più estesa ed efferata al mondo..!? Ebbene non ci crederete; provate a indovinare..!? Da qui ne trarrete le conclusioni e capirete il perché di queste storie indicibili che ci torturano e tormentano quotidianamente!

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