ECCO PERCHE’ L’AUTORITA’ NAZIONALE ANTI CORRUZIONE HA BOCCIATO COLONNA E BERLEN

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Ieri, in un flash sulla nostra pagina Facebook, abbiamo dato la breve notizia del parere negativo che l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) ha espresso sulla convenzione tra il Comune di Mola e il Politecnico di Bari, stipulata ai fini dell’assistenza nella redazione del nuovo Piano Regolatore, oggi denominato P.U.G. (Piano Urbanistico Generale). Pubblichiamo ora il documento dell’ANAC, con il commento alle principali osservazioni e con le implicazioni che comporta tale fondamentale pronuncia, a cominciare dalla necessità di revoca del convenzionamento.

Si tratta di una storia di ordinaria mala amministrazione quella che stiamo per raccontare ancora una volta, ma ora con l’imprimatur definitivo di una pubblica e autorevole istituzione, l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Perchè parliamo di mala amministrazione? La ragione non sta tanto in un atto amministrativo sbagliato, sia nei presupposti che nella sostanza: può capitare a tutti, anche al più bravo amministratore pubblico, di sbagliare.

Quello che invece depone a sfavore, e molto, del tandem Colonna-Berlen è la superficialità, accompagnata da una buona dose di arroganza e di saccenza, con la quale hanno di fatto imposto la convenzione con il Politecnico per l’ausilio nella redazione al P.U.G. (Piano Urbanistico Generale), cioè il nuovo Piano Regolatore.

Facciamo un breve excursus sulla vicenda prima di arrivare al nocciolo della questione, il pronunciamento dell’ANAC.

La cattiva urbanistica a Mola e le sue conseguenze

Mola è dotata di un PRG (Piano Regolatore Generale) entrato in vigore nel lontano 1985, cioè ben 36 anni fa.

Nel frattempo, il mondo è assolutamente cambiato, le esigenze stesse della società e degli stessi molesi sono completamente mutate, con il fabbisogno di servizi impensabili così tanto tempo addietro.

Il piano regolatore generale o, come si chiama oggi, il piano urbanistico generale è il caposaldo di tutta la regolamentazione in materia di gestione di un territorio comunale.

Quando si verifica uno “scollamento” tra le previsioni datate di tale strumento urbanistico e la vigente realtà sociale, economica e demografica territoriale, si dice che quel piano ha esaurito i suoi effetti programmatori e, pertanto, va modificato ovvero cambiato approvandone uno nuovo.

Dopo 36 anni di vigenza del PRG è ovvio che esso non possa essere semplicemente modificato: sono troppe le nuove norme in materia urbanistica e ambientale nel frattempo sopravvenute.

Peraltro l’attuale PRG non è stato neppure adeguato nel tempo alle numerose leggi regionali che impongono nuovi standard urbanistici e di questo portano la responsabilità le numerose amministrazioni che, negli anni, si sono succedute, di diverso colore.

In sostanza, non è da oggi che il mondo politico e istituzionale molese, oltre alla classe dei “tecnici”, discute del passaggio dal PRG vigente al PUG di nuovo conio.

Il procedimento di un “salto” ad una nuova strumentazione urbanistica venne avviato addirittura nel 2003, con l’approvazione della Delibera del Consiglio Comunale n. 1 del 28.02.2003 avente ad oggetto : “Primo documento di riflessione urbanistica. Discussione e orientamenti”, sindaco Cristino e assessore all’Urbanistica l’arch. Berlen.

Ed è stato proprio l’assessore Berlen a rendersi parte attiva negli anni del procedimento che, fin dal primo atto, vide il coinvolgimento del Politecnico di Bari, in particolare dell’allora D.A.U. (Dipartimento di Architettura e Urbanistica) diretto dalla prof.ssa Angela Barbanente, di origine molese, che di lì a poco, nel 2005, venne nominata assessore regionale all’Urbanistica nella prima Giunta Vendola.

Tuttavia, nonostante i numerosissimi atti ufficiali di Consiglio e Giunta comunale e le copiose determine del Capo Settore Urbanistica del nostro comune, intervenuti negli anni seguenti, un vero e proprio avvio del procedimento di redazione del PUG non lo si è mai visto per davvero, almeno fino all’approvazione della delibera di Consiglio comunale del dicembre 2018, che riassume tutti i numerosi atti intervenuti nel tempo, più che altro come testimonianza di copiosa burocrazia “alluvionale” che di vera sostanza politico-amministrativa.

Insomma, un prendere (e perdere) tempo nel mentre il calendario scorreva inesorabile, consentendo agli amministratori comunali (in primis all’Assessore e Sindaco Berlen che di tutta questa lunghissima e intricata vicenda è stato il vero e unico “dominus”) di procedere a stipulare i cosiddetti “accordi di programma” con la Regione Puglla, tutti in deroga al PRG in vigore.

Accordi di programma che hanno comportato numerose varianti automatiche al PRG, senza alcun vero provvedimento di ricognizione dei fabbisogni e standard urbanistici, e che hanno così portato alla realizzazione prima del PRU del Cozzetto, contestualmente alle numerose edificazioni in zona San Giorgio, e quindi al Contratto di Quartiere della Trinità, ai 24 alloggi di Via De Nicola, al PIRP Cerulli.

In sostanza, centinaia di ettari di suoli (quasi tutti agricoli) trasformati con una bacchetta magica in edificabili senza che il PRG ne prevedesse un tale uso.

Sono note le storture che questo modo di procedere ha comportato al territorio molese: non solo pagamenti in nero e sottobanco per abitazioni ufficialmente calmierate nei prezzi da provvedimenti della Regione Puglia, oltre ad accaparramenti di appartamenti a non aventi diritto, ecc., ma al tempo stesso un forte squilibrio tra nucleo urbano consolidato (quello, per intenderci che arriva fino a Via De Gasperi verso Bari e alle case popolari di Via Russolillo, oltre la ferrovia) e nuove periferie.

Tutto ciò mentre si era da tempo in presenza di una popolazione in forte contrazione: oggi siamo scesi a 24.570 abitanti, dato Istat al 1° gennaio 2021, con un numero e percentuale di ultra 85 enni che supera la classe di età da 0 a 4 anni. Sono pochissimi i comuni dell’area metropolitana di Bari a trovarsi in questa molto preoccupante condizione di totale assenza di ricambio generazionale, con tutti i fenomeni negativi che ciò comporta.

In assenza di nuove programmazioni urbanistiche che sanassero gli squilibri, nati soprattutto con la gestione politica di Berlen, il nucleo urbano consolidato – in specie quello storico, costituito dall’ampio perimetro che racchiude, oltre al borgo antico (“iend a terre”), tutta la Mola costruita tra il 1600 e la fine del 1800, nonchè la cosiddetta “Mola Bianca”, realizzata tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900 – è andato sempre più degradandosi con l’assenza di servizi adeguati ai nuovi tempi; un volume di traffico non gestito nè regolamentato efficacemente a causa dell’assenza di parcheggi e di zone a traffico limitato e pedonali; il decadimento e la perdita di centinaia di attività commerciali; l’aumento a dismisura di abitazioni in vendita che rimangono quasi tutte con scarse prospettive di negoziazione; condizioni igienico-sanitarie di piazze e vie (anche centralissime) e aree a verde (come la villa comunale) ormai a livelli da terzo mondo, come documentano le centinaia di foto e segnalazioni che ci pervengono quotidianamente dai nostri lettori.

In sostanza, nel vuoto di quasi 20 anni, generatosi tra un procedimento infinito avviato e mai concluso per la redazione del nuovo Piano regolatore (il PUG) e le espansioni selvagge delle periferie con gli “accordi di programma” in deroga al PRG vigente, Mola è andata incontro ad un sempre più crescente depauperamento generale, con tutti gli indicatori socio-economici (occupazione, diffusione imprenditoriale, natalità, investimenti, ecc.) in caduta libera, tra i peggiori dell’intera area metropolitana, sempre in peggioramento, come mostrano tutti i dati statistici ufficiali dell’ISTAT e di altri primari enti certificatori (Banca d’Italia, Camera di Commercio, ecc.), che “Mola Libera” ha pubblicato nel tempo.

Il PUG, nuovo piano regolatore: tutte le spine e tutti gli errori

Fatta questa lunghissima ma necessaria premessa di inquadramento storico, sociale e politico, veniamo all’oggi e alla materia del contendere.

In sostanza, come già si è anticipato, questo “lascia e prendi” nel tempo, relativo alla redazione del nuovo PRG (il PUG), questi complessi e ipertrofici iter burocratici, alla fine sono stati funzionali alla politica del “mani libere” utilizzata dai nostri amministratori, in specie dal Sindaco-Assessore Berlen, che più di tutti, fin dal 1996, calca le scene della politica con specifico riferimento all’urbanistica e ai lavori pubblici.

Finalmente, con la nuova amministrazione Colonna, nella quale Berlen ricompare nell’eterno ruolo di assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici, nel dicembre 2018 si decide di riavviare il procedimento di redazione del PUG ma, ed è qui il problema, lo si fa in maniera assolutamente maldestra e, nei fatti, illegittima.

In pratica, nel frattempo, con il decorrere infruttuoso degli anni, oltre al Codice degli Appalti, nella sua prima stesura del 2006 e quindi in quella modificata e in vigore del 2017 (aggiornato da ultimo nel 2019),  sono intervenute numerose pronunce giurisprudenziali, sia della Corte Europea di Giustizia che del Consiglio di Stato.

Tutte ben a conoscenza delle amministrazioni succedutesi, e, in particolare, da ultimo, da quella Colonna-Berlen, che tuttavia, nonostante i numerosi chiarimenti intervenuti alle amministrazioni locali da parte dell’ANAC, alla luce di tali sentenze, ha deciso di ignorare disinvoltamente il rispetto della normativa contenuta nel Codice degli Appalti vigente e, ovviamente, le statuizioni degli organi di giustizia amministrativa, sia nazionali che comunitari.

In poche parole, nel riprendere possesso, per l’ennesima volta, della sua poltrona al quinto piano del Palazzo Municipale, nel 2018, Berlen ha scodellato, prima in Giunta e poi in Consiglio, la riattivazione della convenzione, già stipulata con il Politecnico di Bari nel 2010 e rimasta lettera morta per ben otto anni nel corso delle gestioni Diperna, commissariale e Di Rutigliano.

Opera senz’altro dovuta, anche perchè a completamento della sua primogenitura, ma nel farlol’Assessore non ha però tenuto conto, in maniera di fatto omissiva, di tutte le novità legislative e di giustizia amministrativa di cui si è già detto.

In base a tale convenzione “riattivata” (che in realtà era ampiamente decaduta sotto il profilo della validità amministrativa), il Comune di Mola affida all’ex Dipartimento D.A.U. del Politecnico (nel frattempo diventato “Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh)”) la direzione scientifica nella redazione del PUG (sempre nella persona della prof.ssa Angela Barbanente), demandando la materiale redazione al Capo Settore Urbanistica del nostro comune, l’ing. Vito Berardi.

Tuttavia, di lì a poco, un provvedimento della Giunta comunale svela quello che in realtà è solo una attribuzione di comodo.

Infatti, con la deliberazione della Giunta Comunale n. 126/2019 del 09.08.2019, avente ad oggetto: Piano Urbanistico Generale (PUG) – Costituzione, insediamento e attivazione dell’Ufficio della Pianificazione, l’Amministrazione Colonna ha tradotto in atto pratica la convenzione con il Politecnico di Bari.

Come “Mola Libera” aveva già fatto rilevare in un articolo del 19 agosto 2019, leggendo con attenzione la delibera di Giunta si nota che non si tratta soltanto della direzione scientifica affidata alla prof.ssa Angela Barbanente e, quindi, di un’attività che potrebbe teoricamente rientrare nei compiti istituzionali del Politecnico sotto forma di ricerca.

Infatti, vengono destinate alcune risorse professionali da parte dell’ente universitario al Comune di Mola per l’approntamento e la gestione operativa dell’Ufficio di piano, con il compito concreto della redazione dello strategico e primario strumento di pianificazione urbanistica della nostra città, destinando a sede dell’Ufficio Comunale della Pianificazione la porzione dell’immobile di proprietà Comunale ubicato in Via Di Vagno al civico, 143 ex Istituto per le attività Marinare.

In sostanza, la delibera di Giunta comunale e le disposizioni amministrative sottostanti e conseguenti, hanno visto non già un mero accordo di direzione scientifica al Politecnico di Bari (che, in ogni caso,  richiede il rispetto di parametri molto precisi e stringenti per l’affidamento diretto, senza gara pubblica), ma l’attribuzione di un vero e proprio incarico professionale al Politecnico di Bari, a valersi, almeno in parte, sui € 45.000,00 complessivi destinati alla redazione del PUG, di cui € 25.000,00 a carico del bilancio comunale e € 20.000,00 stanziati dalla Regione Puglia.

Nel frattempo, i consiglieri di opposizione, in particolare Giangrazio Di Rutigliano e Michele Daniele oltre a Sebastiano Delre, tornano a più riprese a chiedere nelle loro interrogazioni al Sindaco e all’Assessore Berlen perchè non sia stato chiesto il parere di legittimità del convenzionamento con il Politecnico all’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) che “ha tra i suoi compiti istituzionali anche quello di vigilare sulle procedure di affidamento. La sua attenzione si focalizza sul rispetto delle procedure, così come statuite dalle leggi, sul divieto di affidamento dei contratti attraverso procedure diverse da quelle ordinarie e sulla corretta applicazione della disciplina derogatoria nei casi di urgenza.”

Infatti, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

La richiesta di parere all’ANAC introdotta nella delibera consiliare del 2018

In pratica, è accaduto che nella deliberazione di Consiglio comunale del dicembre 2018, in sede di approvazione, un emendamento introdotto in fase di discussione abbia specificato un punto importantissimo nel demandare alla Giunta comunale e al Capo Settore Urbanistica gli atti conseguenti alla delibera:

“di acquisire il parere dell’ANAC e di qualsiasi altro parere necessario e prescritto in materia di appalti.”

Ecco la delibera completa:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Delibera_Albo_Pretorio_5991

Ed è qui che la corda ha cominciato a stringere giorno dopo giorno inesorabile su un provvedimento che già in origine, ai più avveduti osservatori, presentava evidenti effetti di illegittimità.

Un parere che si sarebbe dovuto chiedere immediatamente dopo la deliberazione del Consiglio, quindi ben prima di dare avvio alle attività concrete della costituzione dell’Ufficio del Piano e dell’individuazione (in realtà surrettizia) di risorse professionali, oltre a quella della prof.ssa Barbanente, del Politecnico di Bari da applicare presso il Comune di Mola a supporto dell’ing. Berardi.

Invece, e qui si riaffaccia prepotente l’arroganza del potere, espressione dell’Assessore Berlen oltre a quella di più recente manifestazione del Sindaco Colonna. 

Non solo il parere non viene richiesto in via preliminare all’avvio delle attività, anzi addirittura viene pagata una vecchia fattura emessa dal Politecnico ben quasi 10 anni prima, in sede di primo convenzionamento.

Ma vi è di più: tallonato continuamente dal consigliere Daniele, Berlen ad un certo punto chiarisce che non vi sono dubbi di legittimità nel nuovo convenzionamento e che il parere verrà chiesto in futuro, all’esplicarsi di concrete attività, rivendicando comunque il rapporto preferenziale che lega lui e la Giunta Colonna al Politecnico e segnatamente alla prof.ssa Barbanente, non intendendovi rinunciare.

Nel frattempo è accaduto un fatto molto importante, tuttavia ignorato e anzi snobbato dal tandem Colonna-Berlen.

Il parere ANAC pubblicato da “Mola Libera” nel settembre 2019: snobbato da Colonna e Berlen. Eppure era perfettamente calzante al caso molese e dirimente l’intera questione…

“Mola Libera” ha pubblicato un parere dell’ANAC a firma del prestigioso dott. Raffaele Cantone, presidente pro-tempore all’atto del rilascio dell’atto, che riporta una fattispecie praticamente analoga a quella molese (incarico fiduciario, senza gara pubblica, di un ente pubblico lombardo ad una università locale, in materia urbanistica).

Il parere di Cantone è inequivocabile: alla luce del Codice degli Appalti e delle pronunce della giustizia amministrativa nazionale ed europea, l’affidamento diretto, senza gara pubblica, di un ente pubblico ad un altro ente pubblico può aversi solo in alcune precise condizioni (ben elencate dalla legge e dalla giurisprudenza) che, tuttavia, non ricorrono nel caso di specie lombardo.

Il nostro giornale, dopo uno studio attento sotto il profilo giuridico, ne deduce che anche nel caso molese non ricorrono i presupposti chiaramente elencati dal dott. Cantone nel suo parere ANAC del 2015.

Il nostro articolo finisce in Consiglio comunale, richiamato per il parere di Cantone, al fine di chiedere da parte di alcuni consiglieri di opposizione (Daniele, in particolare) la revoca del convenzionamento con il Politecnico e l’avvio di procedure di gara pubblica per l’affidamento dell’incarico di redazione del PUG: tutto al fine di non perdere altro tempo prezioso, tenendo invece in vita un provvedimento che, ormai alla luce del parere pubblicato da “Mola Libera”, appare con quasi certezza illegittimo.

Il Sindaco Colonna risponde a Daniele, ma anche ad altri consiglieri tra cui Di Rutigliano, che il parere ANAC a cui il nostro giornale ha dato ampia risonanza non c’entra nulla con il caso di specie molese. Per Colonna si tratta di tutt’altra cosa…

Finalmente parte la richiesta di Colonna all’ANAC. E l’ANAC risponde…

I mesi passano e non si ancora bene come, alla fine, dopo il continuo pressing dei consiglieri di opposizione e i continui richiami di “Mola Libera”, il Sindaco si decide finalmente a scrivere all’ANAC in data 31.03.2021.

L’ANAC riscontra la nota del Sindaco in data 02-04-2021 e risponde il 15-06-2021, con una nota dell’Ufficio Precontenzioso e pareri.

Ecco l’attuale parere ANAC, in risposta al Sindaco Colonna, del 15-06-2021:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Parere ANAC giugno 2021

La risposta non dà adito a dubbi perchè, tra l’altro, richiama il parere n. AG/07/15/AP del 18-02-2015, già espresso dalla stessa ANAC a firma di Raffaele Cantone, pubblicato a suo tempo da “Mola Libera” nell’articolo del 20-09-2019:

https://www.molalibera.it/2019/09/20/piano-urbanistico-al-politecnico-ecco-cosa-dice-lautorita-nazionale-anticorruzione/

In sostanza, la risposta fornita dall’ANAC al Sindaco Colonna ripercorre sia le norme del Codice degli Appalti (che stabiliscono norme ben precise per poter procedere ad affidamento fiduciario, senza gara d’appalto, da un ente pubblico ad un altro per attività svolgibili in regime di libera concorrenza, come, ad esempio, la redazione di piani urbanistici), che le sentenze della magistratura, in sede nazionale (Consiglio di Stato) e comunitaria (Corte Europea di Giustizia) che fanno espresso divieto di violare le norme della libera circolazione dei servizi e della non falsata concorrenza in ambito comunitario e, quindi, nazionale.

Peraltro, il parere ANAC in risposta alla richiesta del Sindaco Colonna ben specifica quanto disposto dal Codice degli Appalti: si può dare luogo ad affidamento di incarico tra enti pubblici senza che venga esperita una gara pubblica solo allorquando i due enti siano in piena condizione di parità nell’esplicare i ruoli con chiara divisione dei compiti e, in ogni caso, nel perseguire un interesse comune e, sopra ogni cosa, in maniera assolutamente gratuita, con un eventuale solo ristoro delle spese sostenute essendo escluso un qualsiasi corrispettivo che, invece, è ben intuibile nella somma di € 45.000,00 stanziata dal Comune di Mola, da riservare alle attività di redazione del piano.

A tal proposito, come si è detto, il Comune di Mola ha proceduto al riconoscimento di risorse professionali del Politecnico di Bari da distaccarsi presso l’Ufficio del Piano da istituirsi presso l’ex IPSAM di Via Di Vagno.

Ecco l’articolo di “Mola Libera” del 19 agosto 2019 che ne parlava ampiamente contenente la delibera di Giunta comunale di riferimento:

https://www.molalibera.it/2019/08/19/la-giunta-vara-lufficio-per-il-nuovo-piano-urbanistico-incarico-al-politecnico-dubbi-di-legittimita/

Inoltre, l’attuale parere ANAC richiama molto bene che, in base alle pronunce della giustizia amministrativa, “gli accordi tra PA sono necessariamente quelli aventi la finalità di disciplinare attività non deducibili in contratti di diritto privato, perché non inquadrabili in alcuna delle categorie di prestazioni elencate
nell’allegato II-A alla direttiva appalti 2004/18/CE; il contenuto e la funzione elettiva di tali accordi è quella di regolare le rispettive attività funzionali, purché di nessuna di queste possa appropriarsi uno degli enti stipulanti.”

In poche parole, si può dare luogo ad incarichi fiduciari tra enti pubblici, ancorchè gratuiti (con l’eventuale solo rimborso spese sostenute), soltanto qualora le attività da espletare in sinergia e di comune interesse non siano comprese tra quelle erogabili in forma di appalto. Se si osserva l’allegato che le richiama, si noterà che la categoria 12, così riporta come attività da assoggettare alla libera concorrenza: 

“Servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata; servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica; servizi affini di consulenza scientifica e tecnica; servizi di sperimentazione tecnica e analisi”, oltre comunque ai “Servizi di ricerca e sviluppo”, di cui alla categoria 8.

Quindi, non ci sono davvero margini di interpretazione per sottrarre, come il tandem Colonna – Berlen ha fatto, la redazione del PUG al regime della libera concorrenza e, quindi a gara pubblica, ancorchè tale stesura sia stata fittiziamente attribuita al Politecnico nella sola direzione scientifica, sebbene, come si è visto, si sia poi proceduto all’individuazione di risorse interne all’ente universitario da applicare, con compiti operativi, presso il Comune di Mola.

Inoltre, anche nel solo caso di rimborso dei costi, l’ANAC ha sottolineato che, in base alle normative e alle pronunce giurisprudenziali, uno dei due enti non deve comunque porsi in posizione di agente economico, cioè a dire che non può svolgere attività che possano essere svolte da operatori privati (liberi professionisti, società di engineering, ecc.).

Cosa che invece appare del tutto evidente per il Politecnico di Bari, il quale, nella convenzione con il Comune di Mola, è chiamato a svolgere quanto meno attività di consulenza e ricerca, laddove dette attività sono erogabili da professionisti privati e da società di capitali o tra professionisti esperte in materia.

Il parere continua nell’illustrare in maniera molto analitica altri esempi di normative e pronunce della giustizia amministrativa non aggirabili con costruzioni artificiose, come la convenzione tra Comune di Mola e Politecnico di Bari ha fatto, con il chiaro scopo di eludere il ricorso ad una gara pubblica per la redazione del nuovo PUG, ancorchè limitato alla sola direzione scientifica e di attività di ricerca e consulenza scientifica.

Infine, il parere, a firma del “Dirigente dell’Ufficio Precontenzioso e Pareri” scarica la patata bollente sul Comune di Mola, chiamato ad “ogni valutazione in ordine agli atti e ai provvedimenti da adottare nella fattispecie oggetto della richiesta di parere, sulla base dell’indirizzo generale sopra illustrato”.

In poche parole, se il Comune di Mola vuole rimettersi nel solco della legittimità e della legalità, dovrà necessariamente revocare la convenzione e a farlo dovranno essere a cascata il Consiglio comunale che ha dato vita all’atto primigenio con la riattivazione contenuta nelle delibera del 28 dicembre 2018 e, quindi, la Giunta comunale e il Capo settore Urbanistica con i loro atti di attuazione della delibera consiliare.

Tertium non datur.

Considerazioni finali

Inutile dire che “Mola Libera” aveva visto giusto fin dal primo momento, individuando la stessa fattispecie attinente al caso molese nella pronuncia ANAC a firma di Raffaele Cantone, del 2015, poi richiamata nella pronuncia attuale.

Non si tratta di menare vanto o assumere primogeniture: peraltro anche il movimento politico “Polo dei cittadini” aveva mosso moltissime obiezioni di illegittimità alla convenzione, fin dal primo momento, come pure alcuni consiglieri comunali di opposizione (tra i più attivi in tal senso sono stati Michele Daniele e Giangrazio Di Rutigliano).

Si tratta invece di chiarire che l’attività amministrativa non può essere un gioco di società o, ancora peggio, un Casino Royale frequentato da avventurieri, in cerca di una scossa di adrenalina, con puntate sempre più alte in attesa di una vincita salvifica oppure, come spesso accade ai giocatori incalliti, di una rovinosa caduta.

In questo caso, tutte le fiches sono state malamente puntate, senza nemmeno un giro di prova, così, appunto, all’avventura.

Ma con l’avventura non si può governare una comunità grande o piccola che sia. 

Servono lungimiranza, avvedutezza, prudenza, conoscenza precisa delle leggi e della giurisprudenza e non può essere un tecnico che occupa la politica da 25 anni a farsi allo stesso tempo giurista, avvocato e giudice, peraltro condizionando un Sindaco che le basi giuridiche le ha: e in questo caso il Sindaco è ulteriormente responsabile perchè è su di lui che ricade l’onere della rappresentanza del Comune, non sull’eminenza grigia che spesso ne fa le veci.

Allo stesso tempo, oltre che con l’avventurismo non si governa un comune con l’arroganza e la saccenza.

Le leggi le fanno il Parlamento e i Consigli regionali e le sentenze le emanano le corti comunitarie e nazionali: ad esse, in silenzio e con avvedutezza e modestia, ogni politico deve uniformarsi anche quando ritiene che quelle leggi e sentenze siano non confacenti ai propri interessi di amministratore comunale.

Sconcerta peraltro l’atteggiamento del Politecnico di Bari nella sua articolazione che ha avallato la convenzione: l’ente universitario bene avrebbe dovuto approfondire sotto ogni aspetto legale e giuridico una materia così sdrucciolevole e declinare l’invito al convenzionamento qualora non vi avesse visto giusto, tenuto ben conto che le leggi e la giurisprudenza illustrate nel parere ANAC erano di molti anni antecedenti alla riattivazione della convenzione.

Invece, anche in questo caso, abbiamo assistito a superficialità e al dar di credito ad un ente ben più piccolo e meno blasonato di una prestigiosa istituzione universitaria: insomma, anche il Politecnico ne esce piuttosto male da questa vicenda.

L’attualità politica

Infine, una considerazione sull’attualità politica. Il Sindaco si accinge a varare una nuova Giunta con la riconferma, almeno così prevale nelle voci che si susseguono, dell’arch. Berlen agli strategici assessorati dell’Urbanistica e Lavori pubblici.

Abbiamo già espresso in un precedente articolo il perchè riteniamo tale riconferma una scelta sbagliata e controproducente per gli interessi generali di Mola e dei molesi.

La pronuncia dell’ANAC rafforza ancor più il nostro convincimento: se il Sindaco procederà alla riconferma (egli è ovviamente sovrano in tal senso) si cauteli quanto meno di limitare il perimetro d’azione di Berlen. 

Al sempiterno amministratore servono specifici paletti di delimitazione per impedirgli di fare ulteriori danni politici e amministrativi alla comunità.

Non è infatti da poco il dover ricominciare un iter, in base alla legge e alla giurisprudenza consolidata, richiamate dall’ANAC, per affidare un incarico relativo alla redazione del PUG: si sono persi tre anni invano, oltre al quasi ventennio infruttuoso, a far data dal 2003, cioè dal primo incarico commissionato dal Comune di Mola (con Berlen assessore e, quindi, sindaco nel 2005-2010) alla prof.ssa Barbanente, quale attività propedeutica.

Per ricominciare da zero, occorrerà infatti redigere un capitolato d’appalto di servizi per l’indizione di una gara pubblica che individui il vincitore in un professionista o in una società di capitali e/o di professionisti per tale primaria e molto impegnativa attività.

Se poi, come pure si vocifera, si vorrà affidare ogni incarico di redazione del PUG all’ing. Vito Berardi e al Settore Urbanistica che egli dirige, ebbene si sappia che tale scelta prelude ad una non decisione, ad un nulla di fatto operativo e magari nasconde il vero proposito: lasciare in vigore a tempo indefinito l’attuale piano regolatore, con tutta l’assenza di prospettive future per una programmazione moderna e all’altezza dei tempi e delle aspettative dei cittadini e degli operatori economici, sempre con l’obiettivo di una “deregulation” spinta e del “mani libere” sul territorio, attraverso gli “accordi di programma” in deroga.

E’ infatti ovvio che l’ing. Berardi non potrà mai dare vita al nuovo PUG, sia per assoluta assenza di tempo, che per la necessità di strumenti specialistici che esulano dal suo attuale campo d’azione.

Comunque vada, ne riparleremo ancora. Siamo appena agli inizi di una nuova telenovela che “Mola Libera” seguirà con attenzione per rendicontarne ai lettori.

L’Assessore Nico Berlen, in Consiglio comunale, mentre risponde alle interrogazioni sull’incarico al Politecnico per il Piano Urbanistico Generale (PUG)

1 commento

  1. Siamo sempre al campo delle 7 pertiche, è come un cane che si morde la coda, il solito circolo vizioso (la “solita convivenza annosa” deleteria) dal quale certi attori non vogliono lasciare la scena. Baroni della politica che si riciclano menando il can per l’aia, ma intanto portano a termine loro interessi ecc ma lasciando dietro di loro rovine e catastrofi. Credo che ci saranno capi d’imputazione a loro carico e alcuni o tanti che vorrebbero denunciare alla Magistratura in Procura, una volta per tutte, “chiamiamole” malefatte (per essere gentili) dei loro colleghi..!? Al dissenso e malumori di tutti devono seguire “purtroppo” le denunce, altrimenti anche qui si rimane in un circolo vizioso in un vortice infinito, bisogna parlare a codesti rappresentanti che amministrano e far capire spiegando, che non è mai stato giusto è corretto finora il loro operato, che è l’ora di smetterla una volta per tutte perché hanno imboccato sempre la strada del tornaconto personale ecc. Siamo tutti meteore siamo tutti uguali sotto quel profilo sul Pianeta Terra, ognuno su nessuno; Nessuno ha il diritto di Vessare e Sopraffare gli Altri a Nessun Titolo (lo fanno solo gli animali e bestie ma per sopravvivenza). Noi non siamo animali o bestie ma a volte ci comportiamo come tali, ma non dev’essere quello l’esempio da seguire. Noi abbiamo la Corteccia Cerebrale che a differenza di animali e bestie quindi ci permette di ignorare gli istinti impulsivi e primordiali. Allora questo dev’essere il primo dogma da cui ripartire per una vera Convivenza “Civile” degna di questo “aggettivo”..! Questa è la nuova Sorgente di Educazione Collettiva che auspichiamo venga riconosciuta, ripartizione equa di tutto a 360° per una Vita Dignitosa di ognuno di Noi. Nessuno vivrà o vive in eterno, quindi Tutti Meritiamo a Prescindere una Vita Dignitosa senza se e senza ma. Se intendiamo questi Veri Valori Umani (Perché Umani Siamo, Non Dimenticate) e li diffondiamo serenamente senza sosta, tutti insieme genitori figli parenti amici e nemici tutti, cominceremo a parlare di qualcosa di nuovo che ci farà risorgere dalle nostre stesse ceneri, non più armi negli arsenali, ma Grano ecc..! Una nuova Cultura di serenità e pace dovremo coltivare, affinché ognuno viva e goda di quei “pochi attimi” di vita su questo Pianeta. È la Vita sarà Meravigliosa..! Che intendano e divulghino Tutti..!

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