RIFONDAZIONE COMUNISTA: RIFLESSIONI A VENT’ANNI DAI FATTI DEL G8 DI GENOVA

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Riceviamo da Francesco Pietanza, coordinatore del circolo molese di Rifondazione comunista, e pubblichiamo:

Bisogna avere buona memoria per mantenere le promesse (cit.).
 
Questi sono giorni di memoria per noi e per una o due generazioni.
 
Sono giorni di memoria per il G8 che si tenne a Genova nel 2001.
 
Per quella che, secondo le parole attribuite ad Amnesty International, è stata “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” oppure “una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente”.
 
Anche il Parlamento Europeo ha deplorato “le sospensioni dei diritti fondamentali avvenute durante le manifestazioni pubbliche, e in particolare in occasione della riunione del G8 a Genova, come la libertà di espressione, la libertà di circolazione, il diritto alla difesa, il diritto all’integrità fisica”.
 
L’assalto alla Scuola Diaz è stato definito da fonti interne come una “macelleria messicana” mentre gli interrogatori alla Caserma Bolzaneto sono stati descritti come atti di tortura. Le responsabilità sono state acclarate dagli atti processuali.
 
Lasciamo a chi è interessato la libertà di documentarsi. Leggere. Studiare e farsi una propria opinione libera sulla storia. Siamo troppo confidenti di essere dalla parte giusta, non ci interessa convincere.
 
Il nostro dovere in questo caso è semplicemente quello di mantenere la memoria perchè dentro questa memoria ci sono le nostre promesse. C’è il nostro futuro.
 
Nel 2001 tutto il Mondo si è sollevato contro una configurazione del capitalismo predatorio, violento, senza scrupoli che andava contro la Terra, contro la Natura, contro il Lavoro e contro gli Esseri umani.
 
Tutto un mondo unito, sotto mille bandiere e mille colori, si è sollevato tra il 1999 ed il 2001 a Birmingham, Colonia, Seattle, Praga, Nizza, Porto Alegre, Napoli, Quebec, Goteborg ed in tante altre Città prima di Genova.
 
Utilizzando per la prima volta in modo energico le nuove tecnologie, dando un input straordinario nella diffusione del networking social e di nuove modalità di gestione della partecipazione popolare.
 
Parlando di Ambiente, di Sostenibilità, di accoglienza e di critica radicale del potere (e del dominio dell’Uomo sulla Donna). Ipotizzando nuovi modelli di tassazione mondiale (la Tobin Tax) e soprattutto un approccio diverso al debito odioso accumulato dai Paesi poveri verso i Paesi più ricchi sempre protetti dal Fondo Monetario Internazionale.
 
Oggi molti di quei temi (ad esempio la digitalizzazione, la sostenibilità, l’inclusione e la stessa tassazione) sono al centro delle Agende internazionali e per i burocrati che ne parlano sembra quasi un avanzamento.
 
La verità è che eravamo dalla parte giusta della Storia, abbiamo buona memoria e non dimentichiamo le nostre promesse.

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