IL “COMITATO PER COZZE” CHIEDE AL SINDACO SOLUZIONI CONCRETE. ECCO LE RICHIESTE

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Nel corso di una conferenza stampa, il Presidente del Comitato, dott. Vitantonio Renna, ha illustrato le numerose richieste del sodalizio al potere politico per un miglioramento sostanziale della qualità del vivere nella nostra frazione balneare.

Sabato mattina, 17 luglio, arrivano folate di maestrale nella saletta improvvisata all’aperto del ristorante “Oasi”.

Il mare di Cozze, stupendo, con le sue colorazioni che virano dal blu al verde, in tante tonalità, luccica sotto il sole del mattino inoltrato.

Vitantonio Renna regge ormai da anni il “Comitato per Cozze”, un sodalizio che ha saputo imporsi all’attenzione e all’ascolto del potere politico e amministrativo di una classe dirigente, quella molese, spesso disattenta e poco costante nel seguire, e soprattutto, nel risolvere i problemi dei cittadini organizzati.

Antonio Renna, in primo piano, presidente del “Comitato per Cozze”, nel corso della conferenza stampa

E Cozze, quella che avrebbe potuto essere la nostra perla incastonata nel tratto più bello della frastagliata costa molese, di questioni da affrontare ne ha davvero tante e quasi sempre irrisolte.

Il Comitato raccoglie i residenti, per gran parte estivi, della frazione balneare: alcuni molesi, ma soprattutto conversanesi e baresi.

Ma c’è anche chi rappresenta la memoria storica di Cozze: Ottavio Furio, già armatore di pescherecci, molese purosangue, è di salda origine “cozzana”, come ci tiene orgogliosamente a rivendicare.

Un momento della conferenza stampa. Tra i partecipanti, il molese Ottavio Furio (seduto, primo da destra), memoria storica della nostra frazione balneare

Qui, tra questi scogli, fin da piccolo, ha alternato i giochi al primo lavoro che la sua famiglia, di antica tradizione marinara, gli chiedeva, come si faceva usualmente in tutte le famiglie dell’epoca, nel secondo dopoguerra.

E qui, tra le prime case e ville dell’agglomerato che cresceva, Ottavio ha conservato i primissimi ricordi d’infanzia: la presenza di un folto gruppo di ebrei scampati ai campi di sterminio, inviati, qualche anno dopo la devastante guerra, a cavallo del 1947-48, in alcuni soggiorni marini italiani, tra cui quello di Cozze, per ritemprare il fisico e la mente, prima di essere raccolti dalle navi che li avrebbero condotti in Israele, la “terra promessa”.

Una foto storica: il gruppo degli ebrei a Cozze, in attesa dell’imbarco per Israele (1947)

Se la Storia è stata generosa con Cozze – e ancor più lo fu il ministro fascista Araldo Di Crollalanza, di madre molese, che si adoperò per assegnare a Mola quella che fino ai primi Anni Venti del ‘900 era stata la Marina di Conversano – matrigna è stata invece la politica in epoca repubblicana.

Sebbene Cozze sia stata meta prescelta e ambita, almeno fino agli Anni ’70-80, della buona borghesia barese, oltre che tradizionale meta del popolo conversanese, la sua espansione è stata caotica e priva di servizi e di una buona regolazione urbanistica.

I politici molesi hanno sempre promesso e quasi mai attuato, anche se oggi a risiedere nella frazione vi sono ben tre ex Sindaci: Ernesto Maggi (anche deputato e senatore della Repubblica), Enzo Cristino e Stefano Diperna

Ed è quindi ovvio che i problemi anzichè essere affrontati e dipanati con calma e per tempo, si siano aggrovigliati e complicati.

Antonio Renna, il presidente, li ha ben illustrati, con copiosa documentazione al seguito.

E non si può certo dire che l’iniziativa sia mancata: Renna, conversanese innamorato di Cozze, ha interessato non solo i Sindaci di Mola che si sono susseguiti negli ultimi anni, ma, con indubbia competenza e professionalità (è funzionario regionale e, quindi, abituato ad affrontare le complesse questioni burocratiche) si è interfacciato con la Prefettura, con la Città Metropolitana e la Regione, con la Capitaneria di Bari, con l’Acquedotto Pugliese, con l’ex ENEL e con altre autorità competenti, in un modo o nell’altro, sui problemi, non banali, della frazione balneare.

Le risposte a volte ci sono state, ma spesso la lingua parlata dagli interlocutori è stata incomprensibile, in un rimpallo di responsabilità e di rimandi continui.

Renna lo dice chiaramente: a fronte di una pressione fiscale che continua ad aumentare sulle seconde case, non è più ammissibile che sia assente la contropartita di servizi moderni ed efficienti.

E questi servizi sono molto carenti a Cozze, se non del tutto assenti.

Antonio Renna ricorda il fondamentale contributo offerto dal “Comitato per Cozze” all’Amministrazione comunale di Mola con l’invito a partecipare al Bando regionale per la rigenerazione urbana, attraverso idee e proposte concrete direttamente elaborate dal sodalizio.

Ben 3 milioni di euro, con un progetto non vincitore, ma finito in graduatoria in posizione utile: si attende lo scorrimento per arrivare a quell’ambìto finanziamento che cambierebbe decisamente le sorti di Cozze.

Intanto, le proposte del Comitato non attendono e finiscono in numero copioso sul tavolo del Sindaco e degli Assessori competenti.

Eccole:

1. Arredo urbano, proposto al Comune a cura e spese del Comitato.

2. Osservazioni alla bozza del Piano comunale delle coste, al fine innanzitutto di risolvere strutturalmente il serio problema dell’erosione costiera, già molto accentuata nella zona dei cosiddetti “pizz a’ fonn“.

3. Osservazioni alla bozza del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), accettate dal Comune di Mola, e che prevedono per la frazione l’adozione della ZTL (Zona a Traffico Limitato), con accessi controllati e utilizzo interno di veicoli elettrici per la mobilità di turisti e visitatori, oltre alla realizzazione e sistemazione di parcheggi efficaci in aree idonee, con la trasformazione di quello sul mare in un’area a verde con servizi. Non solo: vi è la seria questione dei veicoli che sfrecciano a velocità molto elevate sulla strada comunale che collega Mola a Cozze, con il forte rischio di gravi incidenti, in assenza di dissuasori e regolatori del traffico.

4. La necessità di trovare soluzioni permanenti e non episodiche per la gestione dell’emergenza sanitaria: attualmente, in molte strade, è impossibile l’accesso e il transito dei mezzi di soccorso. Sono numerosi gli esempi di blocco, con gravi ripercussioni: l’ultimo è avvenuto il 28 giugno scorso. Un ritardo del 118 ha comportato la chiamata di un‘ambulanza privata per soccorrere un’anziana con frattura al femore: il mezzo è rimasto incastrato tra le vie Corallo e P.D. Pesce. Solo dopo numerose e complicate manovre ha potuto alla fine prestare assistenza.

5. L’illuminazione pubblica è un’altra questione irrisolta da sempre: in specie in inverno e con le giornate ad alta umidità, Cozze finisce al buio pesto nelle sue strade. L’impianto è vecchio ed obsoleto, i cavi elettrici sono consunti e la salsedine fa il resto.

6. Bene per la riapertura della farmacia e dei bagni pubblici, ne dà atto Antonio Renna al Sindaco. Ma subito dopo considera: tuttavia, l’assenza di segnalazione al grande pubblico dei servizi igienici li rende spesso sconosciuti nella loro ubicazione e, pertanto, continuano le improvvisate deiezioni all’aperto degli incivili, con grave rischio sanitario.

7. Soddisfatto si dice Renna per il comando nella frazione di alcuni vigili estivi dal 1° luglio. Però il presidente non può fare a meno di notare la necessità di un presidio permanente della Polizia Municipale nel fine settimana dei mesi estivi, quando spesso si verificano blocchi alla circolazione a causa del forte afflusso di veicoli e di auto mal parcheggiate.

8. Strade e marciapiedi: altra nota molto dolente. Il dissesto è generalizzato, sia a causa delle radici emergenti che dell’assenza totale di manutenzione programmata.

9. Sistema fognario e sversamenti. Una questione ricorrente che Renna attribuisce prevalentemente alle radici vegetali che penetrano e occludono i collettori. Tuttavia, come “Mola Libera” ha più volte documentato, è l’intera rete che presenta problemi strutturali, fin dalla sua realizzazione. E anche quest’anno, come ha rilevato uno dei componenti del Comitato, si sono avuti sversamenti in Via del Gabbiano e in Via P.D. Pesce.

10. Muretti a secco rifatti dalla Città Metropolitana: Renna sottolinea i gravi errori costruttivi effettuati per la seconda volta, dopo la ricostruzione avvenuta, sia pure con un ritardo ingiustificabile, a seguito delle forti mareggiate dell’inverno 2019.

Ottavio Furio, da profondo conoscitore del mare, ne è convinto: alla prossima “cattiva” burrasca, le onde si porteranno via come fuscelli gran parte dei muretti. E saremo punto e a capo: Renna si dice già pronto ad un esposto alla Corte dei Conti, per sperpero di denaro pubblico con lavori inefficaci, se ciò avverrà.

E al mare è collegato il tema della sicurezza: moto d’acqua che si avvicinano pericolosamente alla riva, quasi sugli scogli, senza alcuna individuazione dei responsabili e severe sanzioni a loro carico da parte delle Autorità marittime preposte.

I muretti a secco rifatti dalla Città Metropolitana: resisteranno alle prossime mareggiate invernali? Sullo sfondo, il punto dell’ex approdo, ora non più esistente

Ottavio Furio non mancherà di sottolinearmi, successivamente, alla fine dell’incontro, in un breve giro di perlustrazione, l’assenza di un approdo: quello preesistente fu distrutto dalla mareggiate e dal decorso del tempo e non più ricostruito. E ora, mi dice Ottavio, non si può mettere a mare nemmeno un piccolo gommone: un forte handicap per i pescatori e per gli appassionati del mare.

11. Il sistema di raccolta dei rifiuti, lascia anch’esso molto a desiderare: Renna sollecita, con il nuovo appalto, un aumento sostanziale nel numero dei contenitori e auspica la dotazione di raccoglitori per la differenziata “carrabili” per tutti gli agglomerati di ville che, in condominio, si affacciano principalmente sulla Mola-Cozze: si eviterebbe così il fenomeno dell’abbandono selvaggio delle buste lungo la strategica arteria stradale.

Insomma, il “cahier de doléances” del “Comitato per Cozze” è molto lungo e nutrito.

Renna conviene che il Sindaco Colonna è un buon ascoltatore: tuttavia, alle promesse spesso non seguono fatti concreti. Peraltro, la consigliera comunale delegata alle frazioni (Mariagrazia Delcane) non sembra dotata di particolare attivismo.

Pertanto, il “Comitato per Cozze”, per voce del suo Presidente, chiede e sollecita l’Amministrazione comunale all’istituzione di un “tavolo permanente” di concertazione e accordo, affinchè l’ascolto e gli impegni non siano episodici ma diventino organici, traducendosi in atti amministrativi concreti, con tempi certi. 

L’incontro volge al termine con la foto di rito, mentre il maestrale increspa di bianco le onde, mitigando la calura eccessiva dell’ultimo periodo.

Attivisti del “Comitato per Cozze” al termine della conferenza stampa di sabato 17 luglio 2021

Antonio Renna torna a sottolineare uno degli scopi fondamentali del comitato: difendere il buon nome di Mola e dei molesi dalla disillusione che sempre più forte circola tra i 120 residenti permanenti e le migliaia che in estate affollano le oltre 500 abitazioni. Compito arduo, molto arduo, se di fronte si hanno interlocutori politici tradizionalmente disinteressati ai destini di Cozze.

Un cartello di protesta che sfida il tempo, ancora ben visibile sul lungomare di Cozze

Sullo sfondo, verso nord-ovest, si staglia la sagoma bianca e inconfondibile di Mola: un’entità urbana e politica che ha sempre dialogato poco con Cozze.

Eppure il destino è comune. Saper mettere a fattore comune, in chiave turistica ed ecologica, in modo sostenibile, una delle risorse più pregiate che abbiamo: il mare.

1 commento

  1. A tutto ciò si aggiunge l’indisciplinato uso della pista ciclabile, molto spesso comodamente usata per posizionare ombrelloni, sedie ed altro

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