IERI SERA, LITE FURIBONDA NEL “CANTIERE”. E IL SINDACO INVEISCE CONTRO MARIO LEPORE

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Nella riunione di verifica politica, invocata dal consigliere Marco Ungaro, tenutasi ieri sera a Palazzo Municipale, è andato in scena un surriscaldato psicodramma che testimonia la profonda, e forse irreparabile, crisi di quel che rimane della maggioranza di “Cantiere civico”. Ecco come sono andati i fatti.

“Mola Libera” ha deciso di non scrivere a raffica sulle questioni di posizionamento e di riposizionamento interno della coalizione di maggioranza.

Lo abbiamo fatto per non inseguire in continuazione voci di corridoio, giravolte, capriole, umori e malumori interni: si sa che le vicissitudini politiche, dal livello nazionale a quello locale, sono sempre più spesso fatte di scontri personali e di cordata, ancor prima che di sani confronti dialettici su programmi e su visioni politiche competitive. 

La stessa vicenda dell’intervista prima a noi richiesta dal consigliere Marco Ungaro e poi da lui stesso messa a bagnomaria una volta ricevute le nostre “piccanti” domande, non ci fa ben sperare nella maturità della classe politica locale, laddove, fatte le dovute e lodevoli eccezioni, si assiste ad una deriva narcisistica, in cui il Sindaco è il primo “piazzista”, ora perfino in concorrenza con il potere detergente dei più potenti smacchiatori sul mercato.

I banchi della maggioranza consiliare, con la presenza del compianto Franco Battista: gli è subentrata Angelica Tribuzio. In primo piano, Leonardo Losito (a sinistra) con Marco Ungaro

Tuttavia, quando arrivano notizie come quella da poco ricevuta, non possiamo far passare sotto silenzio il clima di autentica dissoluzione in atto, con lotte intestine da Basso Impero.

Ieri sera, nel corso della riunione di verifica politica, più volte invocata dal consigliere Marco Ungaro come condizione per mantenere la sua presenza all’interno della maggioranza, le urla hanno raggiunto e assordato gli ignari passanti di Via De Gasperi e quanti sostavano appena al di fuori del “cubo dell’arroganza”.

Urla e invettive alle quali, da quanto ci è stato riferito da fonte di primaria affidabilità, non si sarebbe neppure sottratto il Sindaco Giuseppe Colonna.

Giuseppe Colonna in campagna elettorale, mentre parla ai sostenitori di “Cantiere civico” nel comitato elettorale della coalizione. Accanto a lui, in piedi, Marco Ungaro

Ma andiamo con ordine.

Nelle settimane scorse, gli incontri tra la coalizione “Cantiere civico” e gli ex consiglieri di maggioranza Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo (“Alleanza per Mola”), finalizzati a trovare una nuova intesa per un un rilancio della compagine governativa, hanno prodotto un nulla di fatto.

La conferenza stampa di “Alleanza per Mola” del 22 luglio 2020, che illustrò le ragioni dell’abbandono della coalizione “Cantiere civico”. Da sinistra: il coordinatore di “Alleanza per Mola” Giampiero Recchia e i consiglieri comunali Elisabetta Sciannameo e Giovanni Gallo (capogruppo)

“Alleanza per Mola” ha chiesto un “reset” generalizzato della formula di governo, con l’azzeramento di tutte le deleghe assessorili e nuove nomine, oltre al “mandare a casa” lo staff del Sindaco, considerato una propaggine eccessivamente personalistica e costosa di Giuseppe Colonna, nonchè ha perorato un nuovo slancio programmatico su alcuni e ben definiti punti, a cominciare dalla lotta al degrado urbano, ormai dilagante.

L’esito è stato, nella sostanza, un arroccamento della compagine governativa, con il Sindaco in testa, assolutamente non intenzionato a cedere sui nomi di alcuni assessori (in particolare su quelli di Giovanni Vincesilao e Vito Orlando), e a mantenere inalterato il suo staff, sebbene Colonna abbia fatto concessioni in merito alla gestione del programma amministrativo nei prossimi mesi e alle sue priorità.

Pertanto, dopo il mancato “recupero” dei due consiglieri di “Alleanza per Mola”, alla risicata maggioranza (che si regge al momento su un solo voto in Consiglio comunale) non restava che saldare i conti al suo interno, e, in particolare, assecondare o meno le richieste del proclamatosi indipendente Marco Ungaro.

La deflagrazione quindi era solo rimandata.

Infatti, il fuoco alle polveri si è innescato precisamente ieri sera, venerdì 16 luglio, quando, avviata finalmente la verifica politica formale chiesta da Ungaro, ogni gruppo consiliare ha espresso la sua opinione sul da farsi per un auspicabile consolidamento della traballante e rissosa compagine di governo.

In particolare, è stato l’indice di gradimento dei singoli assessori e la loro conferma o disdetta politica, a generare un clima da seduta psicanalitica di gruppo.

Ma a gestire e canalizzare le coscienze dello psicodramma, seduto al capezzale del lettino collettivo del “Cantiere”, non c’era un equilibrato epigono del dottor Freud bensì un nervoso e irascibile dottor Colonna.

In poche parole, è stata la riconferma delle figure di Vito Orlando (sostenuto dai consiglieri Mariagrazia Delcane e Francesco Palazzo) e di Giovanni Vincesilao (perorato nel mantenimento della sua poltrona assessorile dalla consigliera Maria Antonietta Colonna) a far saltare il lettino a più piazze.

Il vice Sindaco Vito Orlando

Una crisi di nervi che ha ben presto debordato oltre il già labile orlo, per sconfinare nell’urlo e nel furore di un pressochè “tutti contro tutti” che non lasciava presagire nulla di buono.

Dopo le sia pur deboli censure al deus ex machina Nico Berlen – rimproverato da taluni di giocare una partita in proprio, in cui i rigori se li tira e se li para o se li incassa da solo: un Donnarumma all’assalto, in re minore, con due parti in commedia – è stata l’accusa di Marco Ungaro di sovra rappresentazione di “Scelgo Mola” ad avviare la rissa politica.

L’Assessore Nico Berlen, in Consiglio comunale, mentre risponde alle interrogazioni sull’incarico al Politecnico per il Piano Urbanistico Generale (PUG)

In sostanza, Ungaro ha chiesto perchè un gruppo che ormai, dopo la dichiarazione di indipendenza della rientrata Angelica Tribuzio (subentrata al compianto Franco Battista), è ridotto nella rappresentanza consiliare alla sola Maria Antonietta Colonna, debba continuare ad esprimere e a confermare un assessore (Giovanni Vincesilao), oltre al Presidente del Consiglio comunale Mario Lepore.

Lepore a quel punto non ci sta e nell’esprimere il proprio risentimento verso il gruppo di “Scelgo Mola” – accusato di non averlo supportato nella lunga fase di discussione sull’alternanza alla presidenza, da più parti invocata all’interno della coalizione di maggioranza, e perfino perorata da Maria Antonietta Colonna con un invito alle sue dimissioni – decide di togliersi un grosso sasso dalla scarpa e si dichiara anch’egli indipendente, abbandonando polemicamente la riunione di verifica.

Alle spalle del Sindaco, il Presidente del Consiglio comunale Mario Lepore

A quel punto, il “re è nudo”: può un gruppo ormai ridottosi ad un solo consigliere (M.A. Colonna), dopo le defezioni di Angelica Tribuzio e di Mario Lepore, continuare ad esprimere un assessore?

E nello specifico quello strategico al Bilancio, Giovanni Vincesilao, contestato più volte da quel Marco Ungaro sempre in procinto di varcare il Rubicone, ma tentennante e temporeggiatore di professione?

Il Sindaco Giuseppe Colonna con l’Assessore al Bilancio Giovanni Vincesilao (in piedi)

Insomma, dopo l’uscita teatrale del dottor Lepore, c’è materia affinchè il dottor Freud-Colonna lasci penna e taccuino, abbandoni il malmesso lettino collettivo, con la terapia di gruppo che se ne va a carte quarantotto, tra le reciproche accuse, e si precipiti all’inseguimento del Presidente del Consiglio comunale lungo le scale, urlandogli dietro parole non proprio d’amore…

Alcuni presenti sostengono di aver sentito distintamente Colonna inveire contro Lepore con un “Vergognati, mi fai schifo!” Sarà vero?

Altri forse meno sensibili d’udito o forse solo più accomodanti si limitano a riferire un sicuro: “Vergognati!

Tutti sono comunque d’accordo, anche il destinatario finale delle dolci frasi da bigliettino di cioccolatino, che si è trattato di parole non proprio benevole.

Lo psicodramma prosegue per qualche minuto ancora, in un clima incandescente, con Ungaro assordato dalle urla di un consigliere senior, con un preoccupante rischio per le sue stesse coronarie.

Anche Marco Ungaro abbandona a quel punto la verifica politica.

“To be continued” si leggerebbe nei titoli di coda di uno sceneggiato americano.

Ma qui davvero non si sa come andrà a finire.

Il “cantiere” ormai è arrivato alle badilate in faccia e nulla sembra far desistere i rissosi e inconcludenti dirigenti, tecnici e operai dal buttare giù le fondamenta già erette su un terreno franoso.

Di costruire qualcosa di solido e duraturo ormai non è più tempo: il calcestruzzo è finito, è rimasta solo tanta inutile e sfarinata sabbia. 

Un idillio finito. Mario Lepore accanto al Sindaco Giuseppe Colonna, all’Hotel Gabbiano nel corso della conferenza stampa di mercoledì 29 luglio 2020.

1 commento

  1. E’ una delusione immensa questa compagine politica,che si era presentata unita e con un programma da sogno tanto da portare la nostra cittadina ai livelli,che merita.
    Invece è stata una cocente delusione.perche’ in tre anni di questa amministrazione il nostro paese e irriconoscibile per la gestione politica e per la litigiosità dei nostri amministratori.che hanno coltivato il loro orticello e le loro ambizioni,mentre l’ammalato sta per morire.
    E’ evidente che l’esperienza delle precedenti amministrazione non ha insegnato nulla ai politici locali attuali.che del bene del paese e dei cittadini molesi non importa nulla.
    Pensano a interessi personali,mentre il paese si trova di fronte a mille problemi irrisolti.
    La politica e’ una missione al servizio dei cittadini e non al servizio dei propri interessi.
    Mola non merita di essere governata da questi pessimi politici.

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