MOLA PICCHIATA E DECIMATA. A MOLFETTA GARA 1. MA SIAMO PIÙ VIVI CHE MAI

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La MNB perde in casa 77 a 73 con gli ospiti del Molfetta, in una gara “sporca”, senza esclusione di colpi, per il primato regionale.

Correva l’anno 2017, la MNB all’epoca guidata da coach Antonio Alba giocava la C Silver, e si apprestava ad affrontare la Talos Ruvo nella gara di ritorno. Il coach monopolitano alla vigilia di una gara decisiva per il prosieguo del campionato spronava i suoi mettendoli in guardia da quello che sarebbe potuto accadere in campo, così:

“Domenica l’avversario è di tutto rispetto, ha cambiato molto in queste settimane, rinforzando la squadra e dando nuova linfa per la stagione. Dovremo essere ancora più concentrati e cattivi, pur sapendo che durante la gara gli arbitri tollereranno le continue scorrettezze di SALVATORE ORLANDO soprattutto a gioco fermo o in campo aperto, quando sono concentrati sull’azione“.

“Ai miei ragazzi dico di essere attenti a non cadere nelle provocazioni, che non farebbero altro che danneggiare il nostro piano gara. Proviamo a portare a casa altri due punti che sarebbero pesantissimi in ottica play off“.

Questa uscita, ritenuta scomoda dagli addetti ai lavori, vide la nostra società per mezzo delle parole della sua guida tecnica scusarsi con Ruvo e col diretto interessato, prima della gara.

Quattro anni e mezzo dopo, ci troviamo a scrivere di basket, per fortuna anche di basket giocato, anche se il basket non giocato quello violento e antisportivo ha a tratti avuto il sopravvento, in una finale di C Gold per il primato regionale tra Mola e Molfetta, rovinata, perché è indubbio sia stato così, da una giocata “sporca” una delle tante, magari anche con effetti al di là di ciò che erano le intenzioni, perché se così non fosse saremmo seriamente preoccupati ma per il movimento tutto, di un giocatore nei cui confronti già quattro anni fa si lanciava un grido di allarme.

Il bollettino a fine gara è impietoso, come impietose sono le immagini, giudicate voi, Elio Preite ricoverato in ospedale con il volto rigato dal sangue, zigomo fratturato come l’orbita superiore, un giocatore prezioso, un capitano, un atleta esemplare, come diceva coach Castellitto uno dei pochi per via della giovane età del nostro roster, in grado di sentire e convogliare al meglio la tensione di una finale, strappato alla sfida prematuramente, da quello che, questo lo possiamo dire ad alta voce, no, non è un normale scontro di gioco.

Perdiamo un tassello fondamentale nella sfida a scacchi contro un avversario che non abbiamo mai taciuto essere forte, molto forte, e questo è l’effetto più immediato che ci mette in ginocchio, più di quanto possa essere un provvedimento disciplinare (antisportivo fischiato in campo) che a nostro sommesso parere, e possiamo sbagliarci, avrebbe dovuto essere punito con l’espulsione, perché se la DAI Optical ha vinto gara 1 al Pala Pinto, certo non lo deve alle gesta sportive del suo capitano rimasto in campo ( che pure ha messo 4 triple) ma piuttosto alla grande prova di un ex pesantissimo sotto le plance come Emanuele Musci (23) e all’immensa gara di un classe 2004, all’anagrafe Frattoni che dopo l’espulsione di Baraschi dal campo ha letteralmente dimostrato una freddezza incomprensibile per un ragazzo della sua età e la maturità di caricarsi una squadra di veterani sulle spalle, per cui gli si può fare solo tanti complimenti.

E’ tutta qui gara uno di finale tra MNB e DAI OPTICAL Molfetta. 77-73 per gli ospiti, e se è vero che il basket non è uno sport per femminucce come dice qualcuno è altrettanto vero che non è una arena in cui tutto, anche i colpi pericolosi per l’incolumità personale, sia lecito ammettere.

Mettiamola così, non ci siamo tirati in dietro rispetto al gioco duro professato e al termine di due gare con Molfetta nell’arco di quattro giorni facciamo i conti con la perdita anche per la prossima sfida di Preite, a cui auguriamo una prontissima guarigione – forza grande Capitano – di una lacerazione con 8 punti sullo zigomo per Didonna, labbro e dente rotto per Santiago Dilascio, ma non ci tiriamo indietro e giovedì porteremo la corazza assieme alle PALLE a spicchi, proveremo ad indossarla e verseremo su quel parquet fino all’ultima oncia di sudore, l’anima, il cuore e tutto ciò di terreno e anche oltre si possa versare, perché sentiamo di non essere sportivamente da meno alla Virtus Molfetta e vogliamo portare gara tre a casa nostra, perché al di là di tutto, sentiamo di meritarlo.

LA GARA

Mola-Molfetta atto quarto, questa volta però e’ gara 1 di finale regionale.

Dilascio, Preite, Barnaba, Didonna, Angelini per coach Castellitto, Molfetta parte con gli stessi uomini di mercoledì sera e allora: Samenas, Calò, Macernis, Musci, Comollo.  Chi l’ha visto in cerca del canestro smarrito nei primi 4 minuti, poi le apparizioni: tripla Macernis e tripla Preite, ottima percussione di Didonna (2 più 1) lo imita un Angelini assai ispirato, palombella perfetta e lunetta supplementare (13-7). Parziale di 8-1 interno sugellato da Stimolo. 5 punti Baraschi poi Samenas da tre. Molfetta serve il contro break (0-8) con Musci ed è primo vantaggio esterno 17-18. Tanzi dalla lunetta non fallisce e chiude il primo quarto sul 19-18 per la MNB. Tripla di Orlando troppo solo,  antisportivo a Baraschi, Mola però non riesce a sbloccarsi dalla lunga, appena prima che la situazione precipiti per l’episodio di cui abbiamo detto e sul quale promettiamo di non tornare più. Dilascio in contropiede, tripla Feruglio e altra tripla Macernis poi secondo tecnico per Baraschi che viene espulso, la tensione già elevata raggiunge picchi da cime di Himalaya. Assist geniale Dilascio per Barnaba (46-43), l’argentino pur ammaccato e’ immarcabile ed è autentica spina nel fianco della difesa molfettese. Ancora il numero 14 glaciale dalla lunetta poi Feruglio piedi a terra a 2 dalla fine del terzo quarto (52-47) guadagna uno scalino importante. Mola però sciupa il possesso del potenziale più 7 e sul gong del minuto 30, Macernis, pestifero dai 6.75,  trova  il jolly e siamo 54-52, tutto ancora in bilico. Macernis impatta, Musci trasforma tutte le palle anche quelle sporche in oro e mette il sorpasso. Orlando tornato in campo mette la quarta tripla personale ed esulta braccia al cielo a provocare un PalaPinto già esasperato da tutto quanto accaduto, ne avremmo fatto a meno. Assist di Angelini per Barnaba che taglia a fette la difesa in blu e spazza la palla nel canestro con un gesto liberatorio.  Nuova azione clamorosa di Angelini che si porta in spalla tutta la difesa ospite (2 più 1), poi arriva la tripla di un grandissimo Frattoni, che sigla l’ennesima parità sul 64. Musci ingaggia sfide a sportellate e vince (62-64), Mola non molla di un centimetro e prima con Barnaba da sotto e poi con una azione del solito Dilascio (20) tenendo pigiato il tasto x2, firma il controsorpasso, 66-64. L’aria è irrespirabile un po’ per l’afa un po’ per la tensione tagliata col coltello, Mola scippa palla con una pressione da primo minuto di gioco non di certo da trentottesimo, Barnaba però sente il peso della linea della carità,  0/2. Cambio campo Samenas con fallo subito da Didonna mentre ha sganciato la preghiera da tre. In Lituano nel DNA c’è il marmo ed è 100 percento, qui la partita probabilmente prende la via di Molfetta. C’è ancora una scintilla, la tripla di un encomiabile Dilascio, 73-75 a 4 secondi dal gong. Fallo e speranza. Frattoni dall’alto dei suoi 17 anni dimostra di saper gestire le grandi emozioni e non fa una piega. 73-77, rabbia e frustrazione Mola. Molfetta esulta. Si va a gara due, consapevoli nella sconfitta  una volta di più delle nosta grande forza. Tre giorni, 72 ore per concepire un miracolo sportivo, ne abbiamo tutti i mezzi. Ripigliamoci quello che e’ nostro.
RIBALTIAMOLA

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