“LA COMPAGNIA DEL MELOGRANO” DI PIERO FABRIS: “LA POESIA SA ESSERE SILENZIO SCOTTANTE”

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“Alla ricerca del libro smarrito”, con l’ultima opera dello scrittore e artista barese. Dove la “musica del silenzio” diviene nutrimento di bellezza, con una trama intricata che assume i colori di un thriller, affiora lo spessore artistico del grande scrittore e poeta armeno Hrand Nazariantz, esule a Bari fino al termine della sua esistenza.

di Marilina Sepe

La penna di Piero Fabris ne “La COMPAGNIA del MELOGRANO” (Radici Future Produzioni – Pagg. 211 €.15,00), ci regala un romanzo che, attraverso le vicende di tre “archeologi della cultura”,  ricostruisce lo spessore artistico del “poeta cosmogonico” Hrand Nazariantz.

L’autore ci fa viaggiare in vari tempi e territori accompagnandoci con cammei di ricordi sostenuti da odori, voci, silenzi.

Come nelle parole di Confucio “studia il passato se vuoi vivere il futuro”, i tre protagonisti ripercorrono le tracce del grande poeta armeno alla ricerca di un suo testo mai pubblicato sulla poesia nuova.

La trama si fa intricata e assume i colori di un  thriller denso di dubbi e ombre che catturano l’attenzione del lettore tenendolo con il fiato sospeso fino al finale del romanzo.

Le vicende personali dei protagonisti si intrecciano alla narrazione della ricerca. Esiste il libro? E’ sparito? Perso? Sottratto? Qualcuno ne ostacola il ritrovamento? L’ansia della scoperta li trascina dalla Puglia, al Veneto e ancora in Sicilia muovendosi sull’eco di nenie armene o di musiche lontane eseguite dal Maestro Marrone nella chiesa di San Domenico di Bari.

Gli sfondi si alternano. I paesaggi armeni non vengono “spiegati” dall’autore ma respirano nel testo, le loro chiese che dialogano col territorio, le khatckar ovvero croce-pietra, dove la pietra è simbolo di solidità e la croce di spiritualità, ed il tutto è avvolto dal silenzio dell’ascolto.

“La poesia sa essere silenzio scottante … Solo i saggi sanno fare silenzio e ascoltare, capire e valorizzare ogni incontro che è dono per la propria elevazione”, dice l’autore.

Vediamo l’isola di San Lazzaro, l’isola degli Armeni “è come se quel luogo fosse fuori dal tempo! … E’ un’isola di pace, dove si può palpare con mano il senso della fraternità universale”, una fraternità senza confini di razza, religione e nazionalità.

Nel romanzo l’indole del popolo armeno emerge animata da un desiderio di collaborazione con altri popoli,  da un senso di vicinanza che non comporta la rinuncia alle proprie peculiarità, alle tradizioni.

Dalla muraglia della città vecchia di Bari parte l’invito al lettore ad affacciarsi per guardare il mare “ponte di incontri tra culture diverse”.

Il mare è una promessa, il mare accoglie e Bari è una città d’accoglienza, la città del villaggio “Nor Arax”, la città di Radio Bari Libera. E’ qui che Hrand Nazariantz deciderà di vivere.

Ci apparirà al Teatro Petruzzelli, nelle sale del Circolo Unione o seduto ai tavolini del Caffè Saicaf, del Caffè Esperia, o del Caffè Stoppani accompagnato da vari intellettuali dell’epoca eppure distante dagli eventi di facciata frutto di un gretto provincialismo, sempre lontano dai “salotti del sapere” dove conta esclusivamente l’appartenenza al “feudo” e non il talento. Infine lo scopriremo vecchio e malato, “un uomo di meravigliosa povertà, … vestito dignitosamente di stracci” e ci apparirà maestoso.

Il romanzo di Piero Fabris, sostanziato da vasti studi e da una profonda conoscenza di Hrand Nazariantz, ci conduce, con il sostegno di una trama avvincente, all’incontro con il poeta cosmogonico.

Non mi dilungo sull’intreccio narrativo giallo lasciando intatto il piacere di gustarlo, ma personalmente credo che la ricerca dei tre protagonisti (e dell’autore) fosse finalizzata proprio a questo incontro con “l’uomo della poesia ai petali di rosa”.

I loro sforzi in tal senso vengono premiati dal lettore. “Studia il passato se vuoi vivere il futuro” è la frase da cui prende le mosse la ricerca e dal passato la figura di Hrand Nazariantz ancora invita a schierarsi al fianco di ogni popolo oppresso in difesa dei diritti umani e civili.

L’Autore

Lo scrittore e artista Piero Fabris con una delle sue opere pittoriche

Piero Fabris è nato a Baudour (Belgio), si occupa di pittura e poesia. Nella sua produzione artistica trasferisce il frutto delle sue ricerche nel campo dei simboli. È un appassionato di fiabe, miti, leggende e tradizioni popolari. Numerosi sono i suoi interventi su riviste che si occupano di letteratura, pittura ed eventi culturali per la promozione e valorizzazione dei talenti e risorse del paesaggio pugliese. È autore di romanzi, poesie, testi teatrali per i quali ha ricevuto molti riconoscimenti. Ha partecipato a molte collettive e personali di pittura in Italia e all’estero. Con Radici Future produzioni ha pubblicato il fantasy: “la Scogliera dei sogni”.

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