PALAZZO ROBERTI: TUTTO FERMO! IL COMITATO CHIEDE AL SINDACO INIZIATIVE CONCRETE

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In una lettera inviata al Sindaco, agli Assessori Berlen e Loiotine, al Presidente del Consiglio Lepore e alla Segretaria comunale, il “Comitato per Palazzo Roberti” lamenta la stasi politica e amministrativa relativa al recupero integrale dello storico edificio e alle decisioni politiche sulla destinazione d’uso a fini artistico-culturali. Allo stesso tempo, il sodalizio sollecita decisioni per l’organizzazione di una grande mostra artistica da dedicare al Maestro Bruno Calvani.

Dietro la facciata niente!

Prima la pulizia e la bonifica radicale effettuata dal Commissario prefettizio nella primavera del 2018, su iniziativa e decisivo impulso del “Comitato per Palazzo Roberti”.

Ecco come appariva l’interno di Palazzo Roberti prima della bonifica radicale, richiesta formalmente dal “Comitato per Palazzo Roberti”, e fatta eseguire dal Commissario prefettizio nella primavera 2018. Furono rimosse decine di tonnellate di guano e centinaia di carcasse di volatili in decomposizione
Sacchi contenenti il guano rimosso. Furono rimossi 6 cassoni di guano, ciascuno da 16 metri cubi, per un totale di 96 metri cubi, corrispondenti a oltre 75 tonnellate di peso (1 metro cubo di guano può arrivare a pesare fino a 800-900 kg.), e 17 cartoni da 60 litri ciascuno, contenenti centinaia di carcasse di colombi in decomposizione.

Quindi, la ristrutturazione delle facciate dello storico edificio (con la gara d’appalto in una lunga fase dormiente, sbloccata sempre ad iniziativa del Comitato), conclusa nel settembre 2019.

I lavori alle facciate di Palazzo Roberti

Dopodichè, l’oblio è tornato a scendere sul capolavoro del barocco settecentesco pugliese.

Poche le iniziative della Giunta Colonna, e tutte sulla carta: nessun concreto finanziamento per il recupero integrale dell’intero stabile (che richiede almeno 11 milioni di euro), nonostante le ripetute promesse della Regione Puglia in epoca che precedettero le ultime elezioni regionali; nessuna decisione in merito alla destinazione artistico-culturale dell’immobile, nonostante l’affidamento di una consulenza alla Fondazione Fitzcarraldo di Torino, consegnata al Comune di Mola già nello scorso ottobre.

Ecco la relazione della Fondazione Fitzcarraldo:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

All. A_Alberotanza

Allo stesso tempo, nonostante le ripetute promesse degli amministratori e dei funzionari, nulla di preciso è stato deciso in relazione alla proposta avanzata dal “Comitato per Palazzo Roberti”, fin dal maggio 2019, per una grande mostra artistica da dedicare al Maestro Bruno Calvani, scultore di fama internazionale, tra le maggiori personalità della storia molese.

Lo scultore molese Bruno Calvani (Mola di Bari, 4 gennaio 1904 – Milano, 19 dicembre 1985)

Ecco la lettera d’intenti del Comitato alle Autorità comunali per la mostra da dedicare a Bruno Calvani:

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Comitato Palazzo Roberti_Lettera al Comune di Mola_Mostra Calvani_31-05-2019-1

Insomma, vi erano tutte le premesse perchè il “Comitato per Palazzo Roberti” – terminata una lunga fase di attesa e, purtroppo, constatata l’inazione e la stasi politica e amministrativa della Giunta Colonna – decidesse di elevare una formale protesta, chiedendo decisioni concrete e operative.

In poche parole, quello che potrebbe essere il più importante volano per l’affermazione di un modello culturale originale e vincente – con ampie ricadute economiche per un turismo di qualità, destinato ad un pubblico di livello medio-alto, e per questo con maggiori capacità di spesa – viene invece lasciato inattivo e infruttuoso.

In altri comuni, la presenza di un tale capolavoro, unico e di valore inestimabile, sarebbe stato già da tempo utilizzato per un lancio in grande stile dell’immagine cittadina, riempiendolo di contenuti, con una programmazione artistico-culturale di alto livello e associandovi l’imprenditoria privata qualificata per le attività collaterali.

A Mola, invece, le Giunte comunali passano, i decenni pure, e Palazzo Roberti rimane lì, ora con la sua bella e suggestiva facciata, mentre all’interno presenta un guscio vuoto, nonostante i notevoli capolavori d’arte in esso contenuti.

Un particolare del salone del piano nobile di Palazzo Roberti
Palazzo Roberti, la volta affrescata de “Il Concilio degli Dei”

Solo mucchi di carte che si affastellano negli anni senza veri e definitivi risultati tangibili. E se non fosse nato il “Comitato”, con la sua incisiva azione, probabilmente l’edificio sarebbe ancora infestato da migliaia di volatili e ammorbato da decine di tonnellate di guano.

L’attuale e nuova stasi è lo specchio fedele di un certo modo di intendere la politica e l’amministrazione pubblica: tante sono le iniziative di facciata e poche quelle piene di contenuti.

LA LETTERA ODIERNA DI FORMALE PROTESTA E PROPOSTA DEL “COMITATO PER PALAZZO ROBERTI”

Ecco quindi la lettera odierna del “Comitato per Palazzo Roberti” alle autorità comunali”:

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Comitato per Palazzo Roberti_Lettera ad Autorità comunali per conoscere iniziative finalizzate al recupero e alla destinazione d'uso

Ed ecco la riproposizione del documento redatto dal “Comitato per Palazzo Roberti”, citato nella lettera, per la destinazione d’uso a fini artistico-culturali dello storico edificio:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Palazzo Roberti_Proposta Comitato per Palazzo Roberti_Museo civico_23-05-2019

 

1 commento

  1. Il palazzo viene chiamato alternativamente Roberti e Alberotanza: propendiamo per Alberotanza, nome della famiglia che ne ebbepiù a lungo la proprietà. Auspichiamo poi, che dopo un completato restauro, venga destinato ad usi artistico culturali,non commerciali.

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