RIFONDAZIONE CHIEDE UN PIANO URBANISTICO A CONSUMO DI SUOLO “ZERO”

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Il circolo molese di Rifondazione comunista prende posizione sull’importante tematica del “consumo di suolo”. Le considerazioni di “Mola Libera”.

Riceviamo da Francesco Pietanza del circolo molese di Rifondazione comunista e pubblichiamo:
 
Per un Piano Urbanistico Generale che vada verso il Consumo di suolo “0”.
 
Uno dei motivi per i quali crediamo che Mola di Bari debba assolutamente dotarsi di un Piano Urbanistico Generale (PUG) è porre finalmente un limite al Consumo di suolo. La cultura del limite del Consumo è un approccio che deve caratterizzare la nostra Vita individuale e l’attività amministrativa nei prossimi anni. L’obiettivo dovrebbe essere quello del Consumo O.
 
Nell’edizione 2020 del Rapporto ISPRA SNPA “Il consumo di suolo in Italia 2020” (qui la fonte) si conferma la tendenza in aumento in Italia del Consumo di suolo evidenziando ancora una volta una contraddizione: si costruisce ma non si cresce demograficamente. In Italia, infatti, cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 il suolo “consumato” avanza di altri 57 km² (57 milioni di metri quadrati) al ritmo di 2 m² al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 m² di cemento, senza risparmiare neanche le aree a rischio idrogeologico e sismico (qui la fonte). Ogni abitante in Italia, secondo il Rapporto ISPRA SNPA, ha a “disposizione” 355 m² di superfici costruite (erano 351 nel 2017 e 353 nel 2018). Nel 2019 il Veneto, con +785 ettari, è stata la regione che ha consumato più suolo, seguita da Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404).
 
Per Consumo di suolo annuale netto in ettari (incremento 2018-2019), considerando i primi 20 comuni con più di 100.000 abitanti, Bari si colloca al quarto posto dietro Roma, Catania e Vicenza. Ad ogni modo nel complesso, il maggior contributo al consumo di suolo tra il 2018 e il 2019 è dato dai comuni con popolazione compresa tra i 20.000 e i 50.000 abitanti (ed in particolare, secondo il Rapporto, dai Comuni considerati “di cintura” ai più grandi agglomerati urbani).
 
Anche a Mola di Bari è visibile l’estensione delle cementificazioni in assenza di uno sviluppo demografico. Ed è un consumo di Suolo che attualmente non sembra essere inserito in nessuno discorso di integrazione ed autonomia rispetto alla Città Metropolitana di Bari che si avvicina come un mostro che macina altro territorio vomitando cemento, strade e caselli autostradali ai suoi margini, peggiorando la qualità della vita delle periferie per garantirsi una maggiore vivibilità nelle vicinanze del proprio “centro”. Il PUG è uno strumento necessario per il nostro Comune anche per darci un’identità e non essere agglomerati.
 
Zero consumo di suolo, quindi, dovrebbe essere il nostro obiettivo. Recuperando tutto l’esistente. Rimettendo in circolo e calmierando il mercato degli affitti e cercando strumenti per “movimentare” abitazioni da decenni chiuse o poco utilizzate. Non possiamo far diventare Mola una “seconda scelta”.
 
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NOSTRO COMMENTO
 
Finalmente una forza politica molese ha preso posizione sulla tematica del “consumo di suolo”: questione cruciale, più volte sollecitata ad una discussione dal nostro giornale.
 
Nelle aree con bassa crescita demografica, come Mola, il consumo di suolo va fermato, o comunque fortemente limitato, in base alle linee di azione dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite per i prossimi decenni.
 
Eppure a Mola, di questo importantissimo tema – che ha notevoli riflessi sulla nostra vita quotidiana (cementificazione eccessiva, depauperamento delle campagne e delle coste, erosione costiera, inquinamento ambientale, aumento del rischio idrogeologico, cambiamento climatico, ecc.) e, ancor più lo avrà sulle generazioni future – non se ne parla affatto nelle istituzioni comunali, nella vita politica e associativa, nelle associazioni di tecnici dell’edilizia.
 
Nel nostro comune non esiste una visione urbanistica adeguata ai tempi: solo una miope veduta di corto raggio alberga nel palazzo del potere.
 
E’ quindi con estremo favore che accogliamo e pubblichiamo la presa di posizione del circolo molese di Rifondazione comunista.
 
Ai richiami alle fonti del comunicato stampa pubblicato, aggiungiamo una cartografia dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che mostra inequivocabilmente come Mola sia tra i comuni dell’Area metropolitana maggiormente “divoratori” di suolo.
 
Anche se la cartina è un po’ datata, sicuramente, con gli ultimi interventi edilizi del PIRP Cerulli, la percentuale di consumo di suolo si è di certo ulteriormente innalzata nel territorio comunale.
 
Ricordiamo che, in base alla definizione dell’ISPRA, “il consumo di suolo esprime il rapporto percentuale tra la superficie occupata da insediamenti urbani compatti (centri abitati e nuclei abitati) e la superficie comunale complessiva”.
 
Un’ulteriore visualizzazione dell’incremento nel consumo di suolo nei comuni pugliesi (basta ingrandire per individuare il territorio molese) è presente a questo link:
 
 
“Ci sono abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l’avidità di ogni uomo”
(Gandhi)

1 commento

  1. Mi congratulo X l’articolo,provate a muovere l’acqua è vedrete , non succederà niente questo è un paese fatto di tante intelligent persone,siamo exllente fuori delle mura in tutti i campi, Mola una botte di ottimo🍷,che sta facendo aceto, che peccato.😩🤞

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