APPROVATO IL PIANO TRIENNALE LAVORI PUBBLICI: BERLEN E IL SOLITO “LIBRO DEI SOGNI”

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Il Consiglio comunale ha dato il benestare alle previsioni dell’Assessore Nico Berlen per il triennio 2021-2023: opere in gran parte attese da lunghissimi anni e mai avviate. Ecco il Piano completo, con un estratto relativo all’anno in corso. Le nostre considerazioni.

Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, venerdì 7 maggio, è stato approvato il Piano triennale delle Opere pubbliche, con 9 voti favorevoli della maggioranza e le 7 astensioni dell’opposizione (era assente il consigliere Battista Vitantonio).

Si tratta di un elenco per larga parte pletorico, un “libro dei sogni” che si ripete ad ogni annualità, con il riporto di opere uguali a se stesse, quasi sempre senza vedere l’attuazione pratica.

Dopo la relazione dell’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, il dibattito è stato caratterizzato da scetticismo e stanchezza da parte degli intervenuti di opposizione (Diperna, Daniele, Sciannameo, Delre) che, alla fine, hanno proclamato un voto di astensione perchè, ovviamente, non si può essere contrari in via di principio ad opere che, se realizzate, hanno lo scopo di migliorare le infrastrutture cittadine, e, quindi, di innalzare lo standard della qualità di vita.

Ecco il documento integrale approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 11/2021 del 30-01-2021 e portata quindi all’attenzione del Consiglio comunale:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

piano triennale opere pubbiche 2021-2023

Una sintesi del provvedimento è contenuta nelle slides proiettate dall’Assessore Berlen, che, tuttavia, mancando un documento in formato elettronico non è possibile riportare in maniera comprensibile.

Estraiamo comunque dal documento approvato dalla Giunta Comunale il programma che riguarda l’annualità in corso, il 2021:

Come si può notare, i lavori previsti nel solo 2021 riguardano opere che vengono promesse da diversi anni a questa parte, con il loro costante inserimento nel piano triennale dei lavori pubblici. Così è in particolare:

1-2. per l’asse attrezzato di Via Paolo VI (suddiviso in due interventi per un totale complessivo di oltre 1.650.000,00 euro, di gran lunga lievitato nel corso degli anni);

3. per la sistemazione dei giardini antistanti il mercato coperto di Via De Gasperi;

4. per gli orti sociali di Via Nenni.

Questi tre punti rientrano nel Piano di Recupero Urbano (PRU) del Cozzetto, approvato dal Consiglio comunale nel remoto 1999 e presentato dall’allora Assessore Berlen: ben 21 anni e non è ancora terminato!

Un Piano tornato come nel gioco dell’oca alla casella di partenza presidiata sempre dal sempiterno Assessore-Sindaco-Assessore, sebbene non venga più contemplata l’indispensabile area mercatale, stralciata dal PRU dopo qualche anno e non più perseguita nella sua realizzazione.

Erbacce ovunque nei giardini dell’ex mercato coperto. La struttura è abbandonata a se stessa, sebbene la sua ristrutturazione sia compresa nella perimetrazione del Programma di Recupero Urbano (PRU) del Cozzetto

 

Lingo questa direttrice, su Via Paolo VI, che va da Viale Europa Unita al cavalcaferrovia, è prevista la realizzazione dell’asse attrezzato con aree a verde, parcheggi e pista ciclabile. Ma gli anni passano e tutto rimane come sempre…

Inoltre, si susseguono da anni le promesse politiche per i seguenti interventi:

5. La riqualificazione dell’area portuale, su progetto dell’arch. Guendalina Salimei, un’archistar che ha consegnato un progetto di massima, ben lungi dall’essere cantierizzabile.

Area portuale: Il deposito di carburante dismesso è in precarie condizioni

6. La sistemazione del fronte mare sud, per il quale, per la verità, non si è mai visto un progetto concreto, se non le famigerate “casette galleggianti”.

Il rendering delle casette galleggianti nell’area portuale

7. I lavori di dragaggio dell’area portuale, in realtà solo dell’imboccatura, che finalmente hanno ottenuto il finanziamento regionale ma che, tuttavia, non hanno ancora visto l’indizione di alcuna gara pubblica.

L’insabbiamento nell’area portuale

8. La realizzazione del sottopasso pedonale di Via Matteotti, promesso già all’indomani della chiusura del passaggio a livello, nel dicembre 2014, rimasto finora per 7 anni sulla carta, mentre i costi sono notevolmente aumentati.

La chiusura definitiva del passaggio a livello di Via Matteotti avvenne il 23 dicembre 2014

Vi sono poi alcune attività che sembrano solo allo stato di vaghe intenzioni, ovvero più volte promesse (come l’ampliamento del canile), sebbene previste nell’annualità in corso, perchè – così ha detto Berlen – sono già state finanziate. Così è:

9. per la ciclovia Mola-Polignano-Conversano;

10. per la realizzazione del 2° lotto del canile comunale;

11. per la demolizione degli immobili abusivi (neppure individuati nel numero e nell’ubicazione);

Una delle ville a mare confiscate dall’autorità giudiziaria: sorge in parte sul lido del mare e, comunque, sul demanio marittimo

12. per il rondò di Via Russolillo.

Il posizionamento della nuova rotatoria su Via Russolillo, tra Via Buenos Aires (area PIRP) che costeggia la clinica del dott. Capotorto e la Chiesa della SS. Trinità. La linea retta indica la nuova strada che partirà dal rondò per raggiungere Via Chiancarelle, al momento poco più di un tratturo di campagna.

Non si parla invece della ristrutturazione dell’area di Portecchia, con la collegata realizzazione della spiaggia urbana. Ovvero, non è chiaro se le attività riferite al “Water front metropolitano. Riqualificazione dell’area porto” finanziate con 1.800.000,00 euro comprendano o meno anche la spiaggia urbana e il recupero del porticciolo. In ogni caso, anche per quest’estate i molesi dovranno adattarsi agli equilibrismi dei fachiri.

Ecco il disegno reso noto dal Sindaco Colonna nel settembre 2019. Poi, nient’altro.

Insomma, siamo ormai alla metà di maggio e riesce davvero difficile pensare che le 12 opere previste in corso d’anno possano vedere la luce entro fine dicembre, o quanto meno contemplare per gran parte l’avvio dei cantieri pubblici.

Evitiamo di trattare le successive annualità, 2022 e 2023, perchè in quel caso ci si muove in un terreno dove l’aleatorietà gioca un ruolo imprescindibile.

Insomma, siamo alle solite: promettere 100 per  poi dover elargire qualche briciola all’elettorato impaziente di veder per davvero cambiare, in meglio, fisionomia ad una cittadina in perenne affanno sul versante delle opere pubbliche.

Il libro dei sogni è servito.

 

2 Commenti

    • All’attenzione di tutti (a 360°), un problema non da poco (rifletto da parecchio tempo sul tema), che di sicuro si va a legare e collegare al declino annoso e scandaloso di Mola, servizi pubblici inclusi, ivi suoi amministratori ecc. Tecnicamente, il fatto che Mola si chiami Mola”di”Bari: allora, quel “di” che sta in mezzo a Mola e Bari, in questa caso è un complemento di possesso (in grammatica e analisi logica). Quindi sta ad indicare nello specifico che la Cittadina di Mola è una dépendance (satellite, succursale di possessione) della Città di Bari. Da qui dovremmo farci i conti e darci tutte le spiegazioni sul degrado ecc che accompagna la nostra Cittadina da decenni, vedi tutte le chiusure di servizi pubblici, Ospedale, Pronto Soccorso, Punto Primo Intervento, Spiaggia Pubblica Urbana, chi più ne ha ne metta, amministratori che si arrabattano mettendo pezze a colori dove capita.. Dovremmo interrogarci su questa tematica, capire è scoprire dove ci porterà quel “complemento di possesso”.. che in questi decenni e stato disastroso catastrofico apocalittico per Mola (Ba). Non che nei paesi limitrofi le cose vadano meglio, ma hanno cominciato sempre e prima da Mola, a tagliare e negare i servizi pubblici alle comunità. Affrontiamolo e parliamone, è un argomento non da poco. Potrebbe essere la chiave di volta..! Poi questi baroni della politica locale che si riciclano da decenni, devono buttare via la maschera una volta per tutte, fare le innumerevoli scuse alla cittadinanza è semmai farsi da parte, oppure..!?

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