IL MOLESE ROBERTO TALENTI, GIOVANE PROMESSA NEGLI STUDI SULLA SICUREZZA AMBIENTALE EUROPEA

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Roberto Talenti, classe 1997, è una giovane promessa negli studi specialistici sulle decisioni politiche dell’Unione Europea nel campo del cambiamento climatico e della sicurezza ambientale. Ecco il resoconto di una sua lezione agli studenti del Liceo “Simone – Morea” di Conversano e il suo profilo accademico e professionale.

Di seguito, pubblichiamo l’intervento apparso su “La Repubblica@scuola – Il giornale web con gli studenti”, nel resoconto della lezione tenuta il 20 marzo scorso dal molese dott. Roberto Talenti ad alcune classi del Liceo  “Simone – Morea” di Conversano.

MEN VERSUS NATURE: L’ULTIMA SFIDA?

di tilot (Medie Superiori) scritto il 25.03.21

A quali terribili conseguenze rischiano di portarci le nostre azioni più scervellate?

Una possibile risposta ce l’ha fornita il dott. Roberto Talenti, durante la lezione, patrocinata dalla Ds, prof.ssa Angela Borrelli, svoltasi il 20 marzo davanti ad alunni e docenti delle classi II, III, IV B, IV e V C LC.

Partendo dal concetto di Antropocene, nome proposto da Paul Crutzen per identificare un’era in cui l’essere umano, attraverso le sue attività, riesce ad incidere sui processi geologici attraverso modifiche territoriali, strutturali e climatiche, abbiamo compreso come l’uomo prevalga prepotentemente sulla natura senza curarsi dei danni arrecati ad essa. L’attività umana può avere un forte impatto sull’atmosfera e successivamente, con un effetto domino, anche sul suolo, sulle acque interne e sugli oceani e/o mari. Il sommarsi di alcuni fenomeni come la distruzione di habitat naturali, il buco nell’ozono e l’abbattimento di foreste, a cui seguono la desertificazione e il surriscaldamento degli oceani, porterà inevitabilmente ad un solo scenario: l’irreversibile perdita di biodiversità e la distruzione dell’ecosistema in cui viviamo.

Quindi bisogna cominciare a pensare alle esternalità negative delle nostre azioni, cioè agli effetti indesiderati di ciò che facciamo.

Per quanto riguarda l’atmosfera, la concentrazione di gas serra è aumentata rispetto a 100 anni fa e ha causato un incremento medio della temperatura di 1,2° C. Sembra poco, tuttavia c’è da tenere in considerazione che in alcune regioni del pianeta essa è aumentata anche di 6-7 C°, mentre in altre è diminuita.

Per gli oceani abbiamo dei dati altrettanto tristi, che riguardano la loro acidificazione a causa dell’eccesso di CO2 in atmosfera (effetto domino citato prima) e anche l’innalzamento del livello delle acque, causato dallo scioglimento dei ghiacciai. Inoltre, nel 2050 circa, se continuiamo di questo passo, in mare ci sarà più plastica che pesci.

A proposito delle deforestazioni, si è calcolato che in trent’anni si sono persi 178 milioni di ettari di foresta, una superficie grande quanto quella della Libia.

Insomma, di fatto, anche se non ce ne accorgiamo, stiamo vivendo quella che potremmo chiamare la sesta estinzione di massa, poiché il tasso di estinzione delle specie è di molto superiore alla media degli ultimi dieci milioni anni.

Quindi cosa fare per evitare o almeno rallentare questo fenomeno?

Possiamo iniziare con l’informarci ed informare, parlandone con i nostri conoscenti, amici e parenti, anche sui social; possiamo sollecitare anche i politici e il governo, partecipando e sostenendo manifestazioni pacifiche e movimenti che si occupano d’ambiente in modo serio; e potremmo perfino riuscire gradualmente a modificare le nostre abitudini: anziché usare l’auto, potremmo andare a scuola a piedi o in bicicletta, oppure potremmo cercare di ridurre i nostri acquisti di capi di vestiario, in quanto spesso nocivi sia per l’ambiente, perché sono raramente ecosostenibili, sia per i lavoratori, a volte obbligati a lavorare e produrre sotto sfruttamento; inoltre, potremmo anche cambiare gradualmente le nostre abitudini alimentari, diminuendo il consumo di carne.

Infatti, in termini di emissioni di gas serra, il settore della produzione agricola e gestione delle foreste è il secondo settore (24%), dopo quello della produzione di elettricità e calore (25%); successivamente, abbiamo le industrie (21%) e i trasporti (14%).

In questo contesto, la sola produzione di alimenti di origine animale è responsabile dell’emissione del 14,5% dei gas serra emessi in atmosfera. Ci sono vari fattori che influenzano questo dato, come per esempio l’emissione di metano durante il processo digestivo delle bestie, l’abbattimento di foreste per il pascolo degli animali e per i campi agricoli necessari alla produzione di mangimi: gli allevamenti assorbono il 35% della produzione agricola mondiale.

In Europa, per esempio, possiamo notare che il 60% dei cereali prodotti sono utilizzati per nutrire gli animali da allevamento e solo il 21% è destinato al consumo umano, con tanta gente che nel mondo muore di fame e sete; inoltre, per permettere ad una percentuale ristretta della popolazione mondiale di consumare la sua bistecca quotidiana, ci sono anche altri fattori da mettere in conto, e non meno importanti, come il consumo di acqua per la produzione di mangime e per dissetare gli animali, la produzione di rifiuti e la sofferenza degli animali.

Infine da non sottovalutare il grave fenomeno del “land grabbing” (trad. “furto della terra”), che consiste nell’acquisto di terreni dei Paesi in via di sviluppo da parte di multinazionali e governi potenti, che lasciano persone senza terra, lavoro e cibo.

Questo comporta un’ulteriore sperequazione socio-economica, un grave aumento del terrorismo, mosso dall’odio verso l’Occidente, simbolo di tutti i mali, e l’impennata del fenomeno delle migrazioni: è inevitabile che intere popolazioni impoverite e senza più casa né lavoro tendano a migrare verso terre che vedono come un luogo sicuro e pieno di quelle risorse che, per colpa dell’Occidente egoista, sono venute a mancare nel loro Paese di origine. 

CHI E’ ROBERTO TALENTI

Roberto Talenti, molese, classe 1997, maturità scientifica al Liceo scientifico “Majorana” di Mola, si è laureato con lode nel 2018 in Scienze Diplomatiche e Internazionali presso l’Università di Bologna.

Ha al suo attivo numerosi corsi di perfezionamento e qualificazione.

In particolare ha pubblicato a livello accademico:

1) “La lotta dell’UE contro i cambiamenti climatici: un esempio guidato dal buon esempio?”

http://www.on-federalism.eu/attachments/350_PoF_2020_Vol.12-2_Talenti.pdf

2) Cambiamento climatico, sicurezza alimentare e diritti dei contadini.

http://www.on-federalism.eu/attachments/342_2020_12-1_Talenti.pdf

Ha effettuato un training presso Confagricoltura, nell’ufficio di Bruxelles, in qualità di Analista delle Politiche dell’Unione Europea.

Attualmente si sta specializzando in “Studi di sicurezza internazionale” (in inglese), presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Università di Trento, in particolare nell’ambito della sicurezza ambientale.

E’ al momento impegnato nella stesura di una tesi su come il settore AFOLU (Agriculture, Forestry and Other Land Use, cioè agricolo e forestale) viene regolato a livello internazionale al fine di mitigare l’emissione di gas climalteranti.

Ad maiora Roberto, da “Mola Libera”!

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