RIFONDAZIONE COMUNISTA CHIEDE IL PIANO URBANISTICO GENERALE (PUG)

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In un documento politico, il circolo molese del Partito di Rifondazione Comunista prende posizione sulla programmazione urbanistica del nostro territorio. Il nostro commento, con in allegato la lettera della Regione Puglia, del dicembre 2014, che sospende l’adeguamento del PRG in vigore al PUTT (Piano Urbanistico Tematico Territoriale), lo strumento urbanistico regionale che precedeva il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) ora in vigore.

Riceviamo da Francesco Pietanza, coordinatore del circolo di Rifondazione comunista di Mola, e pubblichiamo:
 
Ascoltare (e vedere) il Consiglio comunale di Mola di Bari del 30-aprile ci ha lasciato una perplessità.
 
Premettiamo che non c’è nessuna intenzione da parte nostra di mettere in discussione in alcun modo la competenza, la correttezza e l’onestà intellettuale degli attori in campo. Semplicemente con questa nota vogliamo condividere una perplessità che siamo convinti sarà superata dai fatti.
 
Sul finire del Consiglio Comunale, in risposta ad una interrogazione del Consigliere G. Gallo in merito al PUG, l’Assessore N. Berlen ha specificato che sono in valutazione due strade (entrambe naturalmente legittime e su cui non abbiamo dubbi nel merito):
 
“progredire” sulla strada del Piano Urbanistico Generale “ex novo” o “deviare” sull’adeguamento al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) con l’attivazione o il consolidamento di linee strategiche già avviate.
 
Il PUG, come specificato dall’Assessore, avrebbe un più alto contenuto strategico mentre l’adeguamento al PPTR ci consentirebbe un approccio più immediato nella messa a terra di alcuni interventi che sono attualmente in sospeso.
 
La nostra perplessità – ed il nostro timore – è che la necessità di realizzare “velocemente” le opere in vista di una competizione elettorale che, piaccia o meno, si avvicina a passi decisi, possa influire su questa scelta.
 
Come Rifondazione Comunista siamo estremamente interessati alla discussione, condivisione e realizzazione del Piano Urbanistico Generale perché, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe diventare un indirizzo strategico dedicato alla rigenerazione urbana.
 
Il valore del PUG, quindi, va ben oltre le cementificazioni ma guarda complessivamente alle relazioni integrate sul Territorio. Banalizzando la questione, possiamo dire che il PUG sposta l’asse degli interventi dalla centralità della “casa” nella sua materialità di cemento ed oneri di urbanizzazione e si concentra sulla dignità dell’Abitare questo territorio e questa Comunità.
 
Il PUG, a differenza del PPTR, dovrebbe rappresentare un quadro condiviso e riconosciuto della comunità.
 
Una visione unitaria dei fenomeni urbani (e dei meccanismi che generano esclusione), delle norme di comportamento e di utilizzo del Territorio, dell’integrazione delle marginalità e di emancipazione dei servizi che devono qualificare lo spazio collettivo favorendone l’inclusione sociale e spaziale.
 
Il PUG può e deve essere una opportunità che questa Comunità ha di pensare se stessa ed immaginarsi nel prossimo futuro.
 
NOSTRO COMMENTO
 
Chiariamo che l’adeguamento al PPTR – Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (è obbligatorio fin dall’approvazione della legge regionale (febbraio 2015) e ancora prima lo era con il PUTT – Piano Urbanistico Territoriale Tematico (la legislazione che precedeva, nella stessa materia, il PPTR).
 
Mola non si è adeguata nè al primo nè al secondo.
 
In particolare, la procedura di adeguamento al PUTT è rimasta bloccata dopo una lettera della Regione Puglia al Comune di Mola del 11-12-2014 che chiedeva il completamento dell’istruttoria. Un completamento al quale il Comune di Mola non ha mai dato seguito.
 
Quindi, il nostro comune, in materia di adeguamento degli strumenti urbanistici alla legislazione regionale, è inadempiente quanto meno da ben 6 anni e mezzo.
 
Va da sè che approvare il PUG significa varare un nuovo strumento urbanistico già coerente con il PPTR, mentre adeguare l’attuale PRG al PPTR vuol dire comunque continuare a disporre di uno strumento di gestione del territorio decisamente obsoleto e assolutamente inadeguato ai nuovi bisogni economici, sociali, urbanistici e di tutela ambientale maturati dal 1985 (anno dell’approvazione del PRG in vigore) ad oggi.
 
Quindi, l’affermazione dell’Assessore Berlen, sia pure in una possibile opzione di scelta, denota molta confusione politica oltre che un’evidente e assoluta incapacità nel varare il PUG, del quale si parla a Mola fin dai primi Anni 2000 con il primo Documento preliminare di programmazione approntato dal Politecnico di Bari, affidato a tale istituzione proprio dall’Assessore Berlen.
 
Sono passati quasi vent’anni da quell’affidamento, reiterato successivamente per ben due volte fino all’attuale rinnovo del convenzionamento per la redazione del PUG, e ancora oggi non si riesce a varare detto Piano Urbanistico Generale.
 
Delle due l’una: a) esiste una manifesta incapacità tecnico-politica dell’Assessore Berlen; b) vi è la (pur non dichiarata apertamente) volontà politica di non arrivare mai al varo del PUG per tenere le mani libere nel procedere a colpi di variante, sull’attuale PRG, con accordi di programma da stipulare (come abitualmente rientra nella prassi dell’assessore Berlen) con la Regione Puglia per ogni nuovo insediamento edilizio.
 
In entrambi i casi l’Assessore dovrebbe sentire l’esigenza civica di lasciare l’incarico: infatti, la sua prassi gestionale dell’urbanistica non solo non è trasparente ma non è neppure efficiente ed efficace. E’ solo discrezionale.
 
Ecco la lettera della Regione Puglia, del 11-12-2014, che sospende l’adeguamento del PRG del Comune di Mola al PUTT regionale, in attesa della documentazione richiesta. Una lettera alla quale il Comune di Mola non ha mai dato seguito:
 
(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
 
 

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