“NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA”: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO ALLA REGIONE

0
147

In una lettera firmata da otto associazioni ambientaliste del sud-est barese, l’appello all’Assessore Regionale all’Ambiente a ritirare l’ipotesi di riapertura delle vasche di servizio/soccorso dell’impianto complesso, e, anzi, a stralciare definitivamente dal Piano Regionale dei Rifiuti il sito Martucci.

Riceviamo e pubblichiamo:

In allegato la nota che diverse associazioni territoriali hanno indirizzato alla neo assessora alla Tutela Ambientale della Regione Puglia, Anna Grazia Maraschio sulla ventilata notizia della riapertura delle vasche di servizio/soccorso nella discarica di contrada Martucci.

Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”

Il Presidente

dott. Vittorio Farella

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Letterea ass reg amb 12 aprile 2021 (1)
L’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati di Martucci

NOSTRO COMMENTO

Encomiabile e totalmente condivisibile la lettera delle associazioni ambientaliste alla Regione Puglia.
 
Tuttavia, a nostro parere, non si è toccato un punto fondamentale: che fine hanno fatto i 20 milioni di litri di percolato prodotti dalla discarica nei sette anni di chiusura e di mancata aspirazione di tale liquido tossico e cancerogeno?
 
Come “Mola Libera” ha scritto più volte, si tratta del volume di percolato stimato nella relazione dell’ARPA dell’ottobre 2019.
 
Da allora è trascorso oltre un anno e mezzo e la discarica ha continuato a produrre percolato senza alcun tipo di aspirazione.
 
L’ARPA ha poi eseguito alcune verifiche empiriche per cercare l’eventuale presenza del percolato nei pozzi di raccolta, fermandosi ad una prima relazione del gennaio 2020 senza alcun esito definitivo.
 
In sostanza, nè l’ARPA nè la Regione Puglia hanno messo nero su bianco che, con ogni ragionevole certezza, il percolato prodotto nel tempo (e che continua inesorabilmente a prodursi, giorno dopo giorno, per il naturale degradarsi dei rifiuti) è finito nel sottosuolo e, quindi, con altrettanta ragionevolezza, nella falda acquifera.
 
E’ questo il VERO problema che tutti continuano ad omettere, girando intorno alla questione.
 
Gli ambientalisti locali, che vanno senz’altro ringraziati per il loro costante e importantissimo impegno, dovrebbero, a nostro parere, chiedere innanzitutto una cosa fondamentale all’ARPA: la relazione definitiva e finale che attesti l’assenza di percolato nei pozzi di raccolta e, quindi, l’ammissione ufficiale, al di là di ogni ragionevole dubbio, sul deflusso di tale mortifero liquido nel sottosuolo.
 
E con quella relazione recarsi alla Procura della Repubblica per chiedere la riapertura di una doverosa indagine giudiziaria per disastro ambientale continuato.
 
Altrimenti, le chiacchiere continueranno a stare a zero e il percolato finirà di intossicare definitivamente, e per i decenni a venire, il bene più prezioso che abbiamo: la NOSTRA ACQUA!

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here