PANDEMIA: SINDACO ASSENTE, CONSIGLIO COMUNALE DORMIENTE

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A Mola, la gestione della seconda ondata pandemica è stata disastrosa: troppi contagi, troppi ricoveri in terapia intensiva, troppe morti. Serve un’unità di intenti dell’intera classe politica per dare fiducia e certezze ad una cittadinanza confusa e disorientata, colpendo severamente i trasgressori delle norme in vigore.

Gli ultimi dati resi noti dal Sindaco Giuseppe Colonna non lasciano spazio ai dubbi.

A Mola, i contagi da covid-19 corrono, purtroppo, veloci.

In base al report di ieri sera, venerdì 9 aprile, sono ben 331 i cittadini molesi complessivamente coinvolti dalla pandemia (erano 290 nel precedente report del Sindaco del 6 aprile, cioè appena tre giorni fa), con un incremento di ben 41 unità.

In sostanza, riportando le parole esatte scritte dal Sindaco nel suo ultimo comunicato, “dai dati comunicati oggi (ieri) dalla Prefettura di Bari risultano attualmente nella nostra città 164 persone positive al Covid-19, mentre il numero delle persone poste in quarantena per avere avuto contatto stretto con persone positive è di 167, di cui 127 sono in attesa di effettuare il tampone molecolare e circa la metà sono risultate già positive al test antigenico e/o presentano sintomatologia da Covid-19.”

Il Sindaco Giuseppe Colonna nell’ultima diretta Facebook di sabato 3 aprile 2021
Peraltro, “Mola Libera” aveva già approfondito quanto poi comunicato anche dal Sindaco in merito al report settimanale della ASL Bari, diffuso ieri, 09-04-21.
 
In tale rapporto si registrano per l’Area Metropolitana di Bari (nella settimana 29 marzo – 4 aprile) 4.071 nuovi casi.
 
Sono 24, su 41, i comuni oltre il livello di 250 nuovi casi per 100mila abitanti, contro i 26 di sette giorni fa.
 
Mola è purtroppo compresa tra tali 24 Comuni, avendo superato, per la prima volta, la soglia critica: toccando il livello di 254,4, con 63 nuovi casi.
 
Nelle due settimane precedenti, i livelli per il nostro comune erano stati 185,8 (con 46 nuovi casi) e 161,5 (con 40 nuovi casi).
 
Nell’ultima settimana, tra i comuni contermini, solo Rutigliano fa registrare un dato peggiore rispetto a quello molese, con un indice di 260,4 (48 nuovi casi), mentre gli altri comuni presentano i seguenti dati:
 
Conversano 92,7 (24 nuovi casi)
Noicattaro 172,8 (45 nuovi casi)
Polignano 125,3 (22 nuovi casi)
 
Ovviamente, i nuovi casi si aggiungono a quelli già esistenti di positività non ancora passati a guarigione e, quindi, come ha confermato il Sindaco ieri sera, la sommatoria dei casi degli attualmente positivi ha raggiunto a Mola quota 167: un numero complessivo mai raggiunto finora dall’inizio della pandemia.
 
 
Giusto per fare un paragone, nella prima ondata pandemica (iniziata a marzo 2020 e che si esaurì all’inizio della scorsa estate) a Mola si toccarono circa una trentina di casi di contagio contemporaneo, con circa 6-7 decessi.
 
Oggi anche i decessi sono fuori controllo, tanto che un dato cumulato ufficiale non è mai stato reso noto alla popolazione: sicuramente lo conoscono le autorità sanitarie, la Prefettura e il Sindaco, ma tale numero viene tenuto accuratamente nascosto ai molesi.
 
Eppure i cittadini, anche in questo caso, hanno diritto di sapere. Molto probabilmente, dai nostri calcoli empirici, seguendo da vicino l’evolversi della pandemia, possiamo dire che almeno una quarantina sono stati i decessi che hanno coinvolto i nostri residenti.
 
Un numero che si è sviluppato, purtroppo, soprattutto nella seconda ondata pandemica, a partire da ottobre-novembre 2020, per raggiungere il suo culmine nella settimana che ha preceduto la Pasqua 2021, quando il Sindaco ha comunicato ben 4 decessi e altri 2 se ne sono aggiunti nei giorni immediatamente successivi: quasi una morte al giorno.
 
Anche nei giorni scorsi di questa settimana ci sono stati altre probabili morti, di cui una è certa ed è stata confermata ieri sera dal Sindaco.
 
Insomma, per farla breve, la situazione è intollerabilmente preoccupante e si spera davvero che la vaccinazione di massa, che in Puglia stenta a decollare, faccia scendere per davvero contagi, isolamenti in quarantena e, soprattutto, decessi.
 
Ma, come si è visto per la Sardegna (ripiombata in poco tempo da zona bianca a zona rossa) ci vuole ben poco per risalire sull’altalena del massimo pericolo se non si adottano politiche molto severe.
 
Se questo è il lato sanitario della pandemia, non di meno preoccupa quello politico dell’intera vicenda, nata ormai più di un anno fa.
 
Come in un nefasto gioco dell’oca siamo tornati al punto di partenza: zona rossa eravamo e tale siamo ritornati ad essere.
 
Non a caso la Puglia è tra le regioni italiane più esposte al contagio in questa fase, con la provincia di Bari ai massimi livelli e, al suo interno, come si è visto, Mola è purtroppo tra i 24 comuni (su 41) più coinvolti dalla pandemia.
 
In tutto questo periodo, al di là della prima fase dello scorso anno (primavera), gestita con decisione e compartecipazione dal Sindaco, si è assistito ad una caduta crescente del ruolo della politica locale sul “governo” della pandemia.
 
La chiusura di Piazza XX Settembre del 12 novembre 2020: nei mesi successivi, nonostante l’aggravarsi dell’ondata pandemica non vi è stato alcun intervento di questo tipo, se non sulla carta, lasciando briglia sciolta.
 
In particolare, decaduta agli inizi di dicembre l’ordinanza sindacale emanata in novembre dal Sindaco, Colonna non ha più emanato nuove disposizioni per mesi, lasciando, di fatto, che prima la “zona gialla” di dicembre e poi quella “arancione” del periodo successivo, si trasformassero in un vergognoso “tana libera tutti”.
 
Un lassismo che ha dato vita a scandalosi assembramenti giovanili, spesso senza mascherina o con le mascherine calate, nei pressi di bar, pub e affini in zone centrali, quasi sempre gli stessi.
 
 
Come pure assembramenti si sono verificati incoscientemente, senza alcun preciso contrasto, tra anziani nella villa comunale di San Domenico; oltre ai quotidiani e continui stazionamenti di “perdigiorno”, con le mascherine tenute come ornamento o scaldacollo, davanti a taluni bar, con l’abusato consumo “a canna” di birra e di discussioni calcistiche a gola spiegata, con diffusione a profusione di “droplet” e virus.
 
 
Un quadro per niente edificante che, senza alcun contrasto, sebbene più volte segnalato dal nostro giornale con foto e articoli sulla nostra pagina Facebook, ha contribuito a fare da perfetto incubatore al covid-19, portandolo così all’interno delle famiglie molesi, con l’esplosione di casi nel periodo successivo.
 
Quando alla fine sono arrivate le nuove ordinanze del Sindaco (in sostanza richieste dal Prefetto ai primi cittadini poco solerti di numerosi comuni dell’Area Metropolitana) per il contenimento dei contagi, era ormai troppo tardi: il virus stava già facendo il suo “mestiere”, diffondendosi a macchia d’olio nelle case della nostra città, portandosi ai livelli mai raggiunti di questi giorni e ad un numero di decessi intollerabile.
 
Peraltro, all’emanazione delle nuove ordinanze non è seguito alcun controllo puntuale ed efficace sul divieto di assembramenti: la Polizia Locale è intervenuta poco e blandamente, giusto per tentare di disperdere qualche raduno in luoghi pubblici, ma si sa che, in assenza di pesanti sanzioni, l’effetto non può che essere inutile e controproducente.
 
Infatti, se la pubblica autorità non fa rispettare le norme che essa stessa emana, con la certezza del diritto, non si può che generare maggiore infrazione in chi è già portato a infrangere i divieti e, per contro, un clima di forte sfiducia in coloro che, invece, tendono al rispetto delle regole.
 
In questo quadro così fosco, che ha portato forti disagi ma anche troppi lutti nella nostra popolazione, la politica è stata per lo più inerte e passiva e, invece, avrebbe dovuto mostrare un ruolo attivo e incisivo, con un rapporto diretto con i cittadini.
 
Abbiamo invece avuto (ed è ancora così) un Sindaco che ha parlato e parla per dirette Facebook e per comunicati, lanciando generici appelli al rispetto delle sue ordinanze, ma senza aver mai comunicato, di fatto, di aver colpito con sanzioni i trasgressori.
 
Nè Colonna si è fatto più vedere per le strade e le piazze (come invece ha fatto nella prima ondata pandemica, perfino con i droni e in collegamento con Barbara d’Urso), insieme alla Polizia Locale, con la forza dell’istituzione che rappresenta, per dissuadere e sanzionare i trasgressori.
 
Il Sindaco, in data 20 marzo 2020, in collegamento con Barbara d’Urso, su Canale 5, sfoggia un decisionismo, ricorrendo anche ai droni, che ha poi abbandonato completamente, con l’avvio della seconda ondata pandemica
Allo stesso tempo, vi è un Consiglio comunale che della questione pandemica si è occupato pochissime volte nell’arco di questo lungo periodo, facendolo, peraltro, in maniera distratta, svogliata, interessato a ben altre faccende (urbanistiche e spesso di interesse di limitate frange di portatori di interessi).
 
E invece il Consiglio comunale avrebbe dovuto chiedere e pretendere dal Sindaco la costituzione di una “cabina di regia” non affidata a Colonna “uomo solo al comando”, ma condivisa, con piena assunzione di responsabilità, tra tutti i gruppi consiliari che, non dimentichiamolo, rappresentano l’elettorato molese e, quindi, la cittadinanza nella sua complessità.
 
“Mola Libera” ha chiesto più volte che il Consiglio comunale affiancasse il Sindaco nel difficile compito di tenere un legame non virtuale con i molesi, ma diretto, chiaro, franco.
 
La Giunta comunale nella seduta di insediamento del 3 agosto 2018. Alla Presidenza il consigliere anziano Michele Palazzo, che sarà quindi eletto Vice Presidente del Consiglio Comunale. Ieri, 15-09-2020, le sue polemiche dimissioni dall’incarico
Il nostro appello, che ripetiamo ancora, è però caduto nel vuoto: vi è l’abitudine tutta molese di stare alla finestra.
 
Il Sindaco con la sua coorte di “aficionados” sul web (in verità, in discesa) comunica ormai l’ovvio, mentre i consiglieri (anche quelli d’opposizione) assistono invano ad uno psicodramma collettivo di crescente sfiducia: sia tra i comuni cittadini spaventati dal diffondersi del contagio, che tra gli operatori economici in grave difficoltà per i divieti governativi connessi alla “zona rossa”.
 
Pesanti difficoltà, tanto da aver portato diversi imprenditori molesi ad abbassare le serrande: perchè colpiti dal virus (personalmente o in famiglia) o per prudente cautela e giusta attenzione verso la clientela.
 
L’unica azione positiva, e va ribadita, svolta dal Sindaco in quest’ultimo periodo, è stata quella di aver ottenuto il riconoscimento di Mola quale Centro vaccinale di comprensorio, in funzione di sede distrettuale ASL.
 
Tuttavia, ciò non basta assolutamente.
 
Infatti, anche se la spinta ai vaccini farà senz’altro calare i contagi (ma non immediatamente), resta il problema contingente: troppi molesi sono ancora in terapia intensiva e troppi rischiano la vita.
 
Ecco perchè continuiamo ad insistere: il Consiglio comunale, nella sua interezza, senza distinguo ed eccezioni, affianchi il Sindaco e lo costringa a dedicarsi senza tentennamenti, senza “buonismi”, senza generici appelli, senza distrazioni, alla causa primaria di fare rispettare inflessibilmente le ordinanze in vigore.
 
La maggioranza di “Cantiere Civico” nella seduta di insediamento del Consiglio comunale. Di tale maggioranza non fa più parte la lista “Alleanza per Mola, con i consiglieri Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo

La minoranza nel giorno dell’insediamento del Consiglio comunale. Ai sei consiglieri iniziali di opposizione si sono aggiunti i due di “Alleanza per Mola”, Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo
E lo si faccia mobilitando adeguatamente la Polizia Locale e chiedendo ulteriore supporto alle forze dell’ordine di stanza sul nostro territorio, con il fine preciso di evitare assembramenti, tra le cause primarie del diffondersi dei contagi e, quindi, dei ricoveri in terapia intensiva dei soggetti più fragili, fino, purtroppo, a decessi altrimenti evitabili.
 
Il Sindaco, la Giunta Comunale, il Consiglio comunale sono chiamati ad una prova di estrema serietà e affidabilità in questi giorni così difficili e dolorosi per la nostra comunità.
 
Non basta la convocazione del COC (Centro Operativo Comunale) della Protezione Civile indetta dal Sindaco: serve molto di più e molto più incisivamente.
 
I consiglieri più esperti e più autorevoli si alzino dai loro banchi e facciano sentire la loro voce. 
 
Mola non può più aspettare.
 
 

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