UN NUOVO ABORTO DI STRADA… ECCO I LAVORI DI VIA VECCHIA PER CONVERSANO

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Si tratta dei lavori per mettere in sicurezza il primo tratto della strada per Pozzovivo, oggi denominato Via Giovanni e Vito Laterza, in una zona da tempo fortemente urbanizzata. Un progetto iniziale, concepito dall’arch. Nico Berlen, all’epoca Sindaco e Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici, e che ora vede un’attuazione, sempre ad opera dello stesso amministratore, del tutto parziale e insufficiente al rispetto dei minimi standard di sicurezza. Ecco la lettera di Nicola Lucente, residente nell’area, che evidenzia i tanti problemi legati ai lavori in corso.

Riceviamo dal nostro lettore sig. Nicola Lucente e pubblichiamo:

VIA LATERZA: DOPO TANTO TEMPO UNA “MEZZA STRADA”

Sedici anni, si proprio sedici anni ci son voluti per poter metter mano ad un tratto di strada che ha avuto un nome solo sulla carta – senza odonimo segnaletico -:  via Giovanni e Vito Laterza.                                                                                                          Nel 2005 furono edificate le palazzine (non tutte) del quartiere San Giorgio – maglia urbanistica C2.4 – e da subito iniziai la mia “battaglia”, insieme ad altri concittadini residenti nel quartiere, per poter ottenere il sacrosanto diritto della cosiddetta urbanizzazione primaria.                                                           

Chiedevo ripetutamente incontri con l’allora sindaco arch. Nicola Berlen, finalizzati ad ottenere i nostri diritti, tuttavia cercare di capire i motivi ostativi che portavano a procrastinare gli interventi di urbanizzazione.

L’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, in Consiglio comunale, già Sindaco e Assessore ad interim nel quinquennio 2005-2010

Credetemi, dopo ogni incontro mi veniva trasmessa dall’allora sindaco, la convinzione che da lì a breve avremmo potuto ottenere sia l’urbanizzazione del quartiere che la sistemazione della strada già esistente (per i molesi: la strada che porta a Pozzovivo). 

Nel contempo (passavano gli anni) un’altra consapevolezza si concretizzava nella mia mente, ossia quella di sentirmi esser preso per i fondelli.  

Via G. e V. Laterza, a detta del sindaco Berlen e dalla mappa stradale agli atti, avrebbe dovuto avere una larghezza di 11 metri.

Conseguenzialmente forti dubbi mi sovvenivano su quella che sarebbe stata la tempestività dei lavori per la realizzazione di quel tratto di strada. Lavori che avrebbero visto contestualmente un quartiere che avremmo potuto definire “completo” se lo stesso quartiere fosse nato fedelmente al progetto inziale – quindi provvisto di servizi necessari rendendolo sotto molti aspetti autonomo.  

Ed invece, in pura matrice politico-amministrativa del consenso a prescindere, ossia decantare (in buona o mala fede) senza alcun risultato concreto una qualsiasi opera o azione che sia, anche questa volta “l’elefante ha partorito il topolino”. 

Il famoso “contratto di quartiere”, annunciato in passato più volte in pompa magna e concretizzato su carta dagli amministratori, per il quale si consumarono reciproche congratulazioni istituzionali (civili e religiose), dopo parecchi anni ha visto alla luce il “contratto di quartiere 2”: (il topolino appunto) un quartiere dormitorio, ridotto ai minimi termini con un annesso parco che vedremo ancora.  Attività commerciali, parrocchia e piazzetta andate in fumo.  Perché? Non è dato a sapere?                                                                                                 Ma veniamo ad oggi.

Due mesi fa constato l’inizio di una serie di lavori su via G. e V. Laterza che vanno estendendosi fino al cavalcavia per la strada provinciale 66 Mola-Conversano.

Via G. e V. Laterza in un’immagine di Google di dicembre 2020: si nota l’ampia urbanizzazione della zona

Ho pensato che finalmente sindaco, amministratori e funzionari comunali avessero recepito la necessità di dover porre in essere interventi atti a rendere quel tratto stradale “agibile”, anche perché, la pericolosità di quel tratto di strada è stata accertata dal Comando della Polizia Municipale di Mola di Bari, e notificando ciò anche la necessità della messa in sicurezza del tratto in oggetto al sindaco Colonna e uffici comunali competenti, rispondendo alle segnalazioni da me inviate.                                                       

Il 19 febbraio scorso il Sindaco Colonna annunciava con un video su un canale social l’avvio di lavori sul tratto di strada in questione. Ricordo la coincidenza nell’incontrarlo sul posto subito dopo la ripresa di quel filmato.

Se da una parte posso insieme ai nostri concittadini ritenermi sodisfatto per la cantierizzazione di un tratto stradale che, rispetto ad oggi, sarà un po’ più sicuro, dall’altra mi ritengo deluso per come la cantierizzazione si stia concretizzando: una strada importante a doppia corsia resta ancora larga 6 metri invece degli 11 metri previsti nel precedente progetto.

Perché? Così da poter compiere già il primo madornale errore, realizzando un marciapiede (ampio poco più di un metro) con caratteristiche tecniche non soddisfacenti le normative vigenti. 

Un marciapiede in larghezza è idoneo se consente il transito di almeno di due persone contemporaneamente. Preciso che non ci sono impedimenti architettonici che inducono necessariamente un ridimensionamento della larghezza stradale: di fronte è campo aperto, con ben nota fascia di esproprio ai frontisti!

Perché non mantenere la larghezza progettuale degli 11 metri già previsti, avendo cosi più spazio di manovra dei veicoli in transito e prevedendo la realizzazione di una pista ciclabile?                                                                                                                        Una strada “con flusso veicolare medio alto” cosi definita in una risposta ricevuta dal comandante di Polizia Municipale di Mola di Bari in data 11.12.2020, propende ad attenta riflessione nella realizzazione della stessa, ed invece di fatto stiamo assistendo ad un restyling.

Si sta procedendo alla costruzione di un muretto a secco ex-novo (in zona aperta) su via G. e V. Laterza angolo via Canudo con larghezza di careggiata dal neo marciapiede all’inizio del muretto pari a 6 metri.

I lavori in corso in Via Giovanni e Vito Laterza (ex Via Vecchia per Pozzovivo-Conversano)

Quindi concludendo possiamo asserire che stiamo assistendo alla realizzazione di una nuova strada senza una virtuosa azione tecnico-politica.

Siamo quasi all’assurdo se pensiamo che l’attuale assessore all’urbanistica, nonché ex sindaco di Mola di Bari – proprio nel periodo che vedeva la nascita del quartiere San Giorgio – nonché tecnico in materia, dovrebbe essere, sia per competenza professionale che per esperienza politica, la persona più appropriata nel portare a compimento la realizzazione di un tratto stradale nella maniera più funzionale possibile sotto ogni punto di vista.                                                           

Per rispetto verso tutta la cittadinanza, sindaco, assessore all’urbanistica e capo settore tecnico del comune di Mola di Bari, diano non solo risposte esaustive ma soprattutto, se si considerano fondate le mie obiezioni, rimedino alla quella che definirei una “leggerezza”, apportando una variante ai lavori in corso prima che sia troppo tardi: carreggiata di 11 metri, marciapiedi di 1.5 metri in larghezza, pista ciclabile lungo il tratto stradale in questione e idonea illuminazione.

Questa mia segnalazione voglia essere oggetto di riflessione verso coloro che oggi possiedono il potere decisionale e la grande responsabilità che da esso ne consegue.  L’attuale sindaco faccia valere il suo ruolo in pieno, senza condizionamenti tecnico-amministrativi che inducono al fare ma non al fare bene.

P.S. L’incrocio di via G. e V. Laterza con via Canudo è transitato da enormi camion, molti dei quali portano rifiuti al centro di raccolta in contrada Martucci. Tali mezzi hanno già dimostrato la difficile manovra nel sopraggiungere l’incrocio, ergo mantenendo inalterata la pericolosità dello stesso, nonostante i lavori effettuati.

Il passaggio continuo dei camion che transitano da e verso il sito della discarica Martucci
Foto scattata da un lettore nel corso dei lavori su Via G. e V. Laterza con la presenza di un muro che impedisce la visibilità.

                                                                                                                                                                                  

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