IL MOLO DEL PORTO GRANDE DIVENTERA’ UNA “PASSEGGIATA PANORAMICA”: ECCO COME

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E’ il frutto dell’idea progettuale presentata ieri sera, in videoconferenza, dall’arch. Guendalina Salimei, una delle firme più prestigiose in ambito urbanistico, con la presenza dei nostri amministratori comunali. Vediamo come si articolerà l’opera, finanziata con 2 milioni di euro dalla Comunità Europea per la realizzazione della rete del “Metrò del mare”, che collegherà, in funzione turistica, alcuni porti pugliesi con la Grecia. Le nostre considerazioni e proposte.

Presentato ieri sera, venerdì 5 marzo 2021, in diretta streaming, il progetto di “Sistemazione di parte dell’area portuale – Fronte mare sud”.

Sono intervenuti per il nostro comune: il Sindaco Giuseppe Colonna, l’Assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici Nico Berlen, l’ing. Marco Mezzapesa, nuovo responsabile del Settore Lavori pubblici, che, pertanto, viene sottratto alla decennale gestione dell’ing. Vito Berardi, il quale rimane ora responsabile del solo Settore Urbanistica.

Il progetto è stato presentato dall’arch. Guendalina Salimei, leader del gruppo di progettazione che si è aggiudicato l’incarico, coadiuvata dall’intervento dell’ing. Beatrice Maione.

L’arch. Guendalina Salimei nel corso della videoconferenza di ieri, venerdì 5 marzo 2021

Il Sindaco ha brevemente illustrato il finanziamento di 2 milioni di euro ottenuto dal Comune di Mola nell’ambito del progetto di cooperazione transfrontaliera della Comunità Europea “Interreg Italia – Grecia” per il collegamento tra porti pugliesi e greci lungo una linea di cabotaggio turistico comprendente i porti di: Bari, Mola, Monopoli, Brindisi, Otranto e Corfù.

L’obiettivo è quello di creare una rete di porti “intelligenti”, a “green energy” , con un sistema di mobilità sostenibile attraverso il cosiddetto “metro del mare”.

L’Assessore Berlen ha illustrato la progettualità che il Comune di Mola intende portare avanti sull’intera fascia costiera, sia approvando il Piano Comunale delle Coste (già adottato dalla Giunta comunale e per il quale si è aperta la fase di “osservazioni” dei cittadini, con scadenza il 17 marzo p.v.) che il Piano Regolatore del Porto, tuttora in itinere.

Berlen ha altresì dato informazioni generali sui previsti interventi di trasformazione urbana sulla costa afferenti al nucleo urbano: dalla spiaggia urbana, al lungomare sud, al bacino portuale e, appunto, all’intervento presentato ieri sera, che si caratterizza come una sostanziale prosecuzione del fronte mare nord.

Si tratta di iniziative più volte annunciate nel corso degli anni, fin dalla lunga permanenza dell’arch. Berlen al potere, dal 1996 al 2010, senza soluzione di continuità, nei ruoli di assessore all’urbanistica e lavori pubblici e da sindaco.

Il fronte mare nord: unica attività finora realizzata della vasta attività programmatoria sulla costa prevista dall’arch. Berlen nel corso del suo lungo periodo di gestione politico-amministrativa

Al momento, nonostante il lungo periodo trascorso nella “stanza dei bottoni” da Berlen, l’unico intervento sulla costa portato a termine è stato quello del fronte mare nord, con fondi Urban, fondi integrativi comunali e della Cassa Depositi e Prestiti, come una targa apposta da poco sulla scogliera del lungomare ci ricorda.

A tal proposito, su sollecitazione di numerosi lettori, ripercorriamo come si arrivò al bando gara per il fronte mare nord e con quali risorse.
 
Come si legge nel bando di gara emanato a suo tempo, in data 30-05-2008, i “Lavori di sistemazione del fronte mare urbano lato nord – 1° lotto funzionale consistenti nella realizzazione di aree pedonali, strade parcheggi e pista ciclabile, impianti idrici, fogna nera e bianca, pubblica illuminazione, opere di difesa a mare” ebbero una base d’asta di € 4.348.289,72.
 
Inoltre, così si legge nel bando gara:
 
“FINANZIAMENTO: il progetto dell’opera è finanziata con fondi nell’ambito del PIC URBAN 2, Misura 1.1, con mutuo presso la Cassa DD.PP. (Depositi e Prestiti) e con fondi di bilancio.”
 
In sostanza, all’interno dell’Asse 1, alla Misura 1.1., cioè al “Recupero di spazi pubblici”, furono destinati € 9.688.190,00: di questi – sembrerà incredibile – soltanto € 1.196.194,36 furono stanziati per il “Sistema fronte a mare urbano”.
 
 
E questo sebbene in uno dei documenti Urban del nostro Comune, il “Documento di monitoraggio sullo stato di attuazione del PIC Urban II” approvato dal Comitato di Sorveglianza nella seduta del 26.11.2004, la cifra stanziata fosse stata inizialmente molto più corposa: si trattava di € 4.406.981,24 che, infatti, è appena superiore, in sostanza, alla somma messa a bando di gara.
 
Purtroppo, quella somma prevista inizialmente si perse per strada, assorbita da una moltitudine di spese improduttive e di finanziamenti “a pioggia”.
 
Nel concreto, quello che doveva essere il nucleo principale del Programma Urban e della trasformazione urbanistica del nostro paese, si giovò soltanto del 5,38% dell’intera somma deliberata dalla Comunità Europea per il nostro Comune (€ 22.225.397,00).
 
Eppure, i vari studi (propedeutici, preliminari, ecc.) e le progettazioni del Piano Bohigas e dintorni ci costarono la ragguardevole cifra di € 403.253,11, cioè un terzo di quanto si andò poi a spendere, con fondi comunitari, per la realizzazione.
 
In definitiva, i fondi Urban stanziati per il fronte mare nord non bastarono assolutamente a coprire l’entità dei lavori appaltati con la cifra evidenziata a base d’asta.
 
 
A tal proposito, al fine di colmare la cifra necessaria, la Giunta Berlen provvide a stanziare fondi propri e all’accensione di un primo mutuo da € 925.000,00 con la Cassa Depositi e Prestiti, i cui oneri finanziari furono a carico del bilancio del Comune.
Ecco le ragioni della targa comparsa sul lungomare di Mola, a testimonianza del sostanziale Urban flop che, non a caso, comportò la mancata rielezione di Berlen a Sindaco di Mola.
 
Il progetto di sistemazione del primo tratto del molo di ponente del porto peschereccio
 
Ma veniamo al progetto presentato ieri sera in videoconferenza. E’ stata l’arch. Guendalina Salimei, nota “archistar” con all’attivo numerose e prestigiose realizzazioni urbanistico-architettoniche in Italia e all’estero, a parlarne diffusamente.
 
In sostanza, la ristrutturazione del primo tratto del molo di ponente è la diretta prosecuzione del lungomare nord con la sua estensione fino all’attuale deposito per l’erogazione di carburante, dove si concluderà con la piccola stazione del “metro del mare”, cioè quello che dovrebbe essere la rotta di linea di imbarcazioni turistiche, di piccolo cabotaggio, come si è detto, lungo la direttrice Bari-Mola-Monopoli-Brindisi-Otranto-Corfù.
 
 
La “passeggiata” si svolgerà sia sull’attuale banchina, lato porto, che sulla parte esterna, al di là del muraglione storico, che verrà quindi resa idonea per la pedonalità.
 
Un secondo percorso pedonale sarà invece in quota, sfruttando e allargando l’attuale camminamento superiore del muraglione, facendolo diventare punto panoramico.
 
 
Sarà in sostanza una passeggiata “museo” per esaltare l’identità del luogo e della sua storia, oltre che, con la presenza di elementi architettonici in “acciaio Corten”, per consentire di ospitare punti di degustazione eno-gastronomica collegati alla risorsa mare.
 
L’acciaio “Corten” viene spesso utilizzato per il suo aspetto e resistenza alle condizioni atmosferiche, in architettura, edilizia e arte principalmente nella scultura all’aperto, formando una patina ossidativa che lo rende di aspetto esteriormente rugginoso, ma che negli strati sottostanti si mantiene assolutamente integro e resistente.
 
 
Alcuni elementi architettonici “filtro” metteranno in rilevo il sistema storico degli archi in pietra sottesi al muraglione, utilizzati storicamente quale deposito per reti e materiale per l’attività di pesca, e l’ulteriore sistema di archi da realizzare come elemento di moderna replicazione.
 
La “passeggiata”, che partirà dall’edificio da ristrutturare della Capitaneria di Porto (con piccoli uffici da attrezzare per usi diversi), sarà realizzata con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al recupero energetico: con un sistema fotovoltaico, il recupero dell’acqua meteorica, il risparmio idrico, l’illuminazione a led, oltre ai servizi igienici.
 
 
L’ing. Beatrice Maione, del gruppo di progettazione, ha trattato invece gli aspetti infrastrutturali delle opere, chiarendo subito che, a causa della somma sostanzialmente non molto elevata a disposizione, non sarà possibile eseguire opere a mare a difesa del nuovo percorso.
 
L’unica possibilità offerta dal limitato finanziamento disponibile è quella di effettuare interventi di manutenzione straordinaria  della scogliera esterna, tenendo conto, come ha detto l’ing. Maione, che, attualmente, l’attuale mantellata viene scavalcata dalle mareggiate più intense. E, pertanto, la mantellata verrà potenziata adeguatamente per evitare tale fenomeno, con una struttura più solida e innalzata opportunamente di 1,40 metri dall’attuale piano di calpestio.
 
Tuttavia, come ha sottolineato l’ing. Maione, si tratta sostanzialmente di interventi di natura “ancillare” (cioè non di importanza strategica) rispetto all’intervento primario che sarà invece di natura architettonica e che, quindi, assorbirà la maggior parte dei 2 milioni di euro stanziati per finanziare l’opera.
 
Considerazioni
 
Fin qui la descrizione dell’intervento per come è emerso nel corso della videoconferenza. Sono state proiettate numerose slides che, in parte, pubblichiamo.
 
Tuttavia, è ovvio che la realizzazione di una stazione del Metro Mare nel punto ubicato, necessiti di un dragaggio ben esteso del fondale del porto, non solo all’ingresso, dove è maggiore l’insabbiamento, ma comunque nel punto di attracco delle imbarcazioni di linea che, sicuramente, dovranno disporre di un pescaggio sufficiente per navigare all’interno dell’area portuale e ormeggiarsi in totale sicurezza.
 
Inoltre, sebbene l’effetto scenografico della passeggiata sopraelevata sia di forte impatto, resta da capire come in quel tratto potranno convivere le operazioni a terra dei pescherecci ormeggiati e le nuove attività commerciali connesse alla passeggiata turistica: il percorso è lungo circa 65-70 metri, ma, soprattutto, la larghezza della banchina utilizzabile è di circa 15 metri. Abbastanza, ma forse non tantissimi per operare in totale sicurezza e con reciproca autonomia.
 
Peraltro, la “passeggiata” al di là dell’attuale muraglione è sicuramente un “plus”, poichè oggi è assolutamente inutilizzabile, tuttavia, senza protezioni a mare non potrà essere fruita in condizioni meteo marine appena problematiche.
 
In definitiva, l’opera è sicuramente un valore aggiunto per la nostra città: sarebbe opportuno pensare già da oggi ad estenderla fino all’estremità del molo di ponente, peraltro, riorganizzando gli spazi interni portuali.
 
Ad esempio, come è stato realizzato da tempo a Trani, le imbarcazioni da diporto potrebbero essere ormeggiate laddove ora lo sono quelle pescherecce, realizzando un vera e propria darsena turistica ben attrezzata, a diretto contatto con la città, mentre le barche da pesca potrebbero spostarsi nello specchio d’acqua tra il molo di levante e l’imboccatura interna, allargando e infrastrutturando in maniera idonea il molo di levante.
 
Una tale scelta implica lo spostamento del mercato ittico che, a quel punto, andrebbe collocato laddove oggi insiste il cantiere navale, mentre quest’ultimo andrebbe spostato alla radice del molo di levante, anche con maggiori spazi a terra.
 
Lo spostamento del mercato ittico libererebbe un’ampia area da destinare a piazza affacciata sul mare, a stretto contatto con il borgo antico, rivitalizzando quella parte fondamentale di Mola, oggi sostanzialmente preda di degrado e piccola delinquenza.
 
Ma naturalmente si tratta di idee e proposte, che, per la verità, già in passato furono formulate da più parti: dovrebbe essere il nuovo Piano Regolatore (il PUG) a definire queste funzioni, ma tale principale strumento urbanistico è ancora in alto mare nella sua definizione, ed è il caso di dirlo visto il tema trattato.
 
Inoltre, se invece si vuole fare davvero coesistere l’attività peschereccia con la nuova passeggiata panoramica e favorire così un turismo da “contatto” con la parte più viva di una delle colonne portanti della nostra economia, il mercato ittico andrebbe spostato dalla collocazione attuale e collocato all’inizio della passeggiata (dove oggi insiste la costruzione della Capitaneria, da spostare quindi al termine della passeggiata o altrove nell’area portuale), oppure realizzato in affiancamento alla stazione del metro del mare alla fine della già menzionata passeggiata.
 
Ma, si ripete, si tratta di questioni sulle quali la cittadinanza dovrebbe essere chiamata a discutere con i progettisti e con gli amministratori comunali.
 
Infatti, l’urbanistica “partecipata” presuppone che un’idea progettuale venga discussa e condivisa con i destinatori finali dell’opera (i cittadini) al fine di non calare dall’alto soluzioni precostituite che generano inevitabilmente polemiche e spesso malcontento, come è già avvenuto con il nuovo fronte mare e con la ristrutturazione di Piazza XX Settembre.
 
Mola appartiene ad ognuno di noi e, quindi, non sprechiamo questa nuova opportunità per farla crescere nel migliore dei modi e a vantaggio di tutti, non di pochi “ottimati”.
 
 
 
 

 

1 commento

  1. Personalmente sono pessimista a riguardo, pensate che c’è da dragare il porto, con i Fondi credo siano stati già stanziati dalla Regione e c’è bonaccia sul dragaggio (nulla si muove). L’esaltazione è figlia del momento terribile che stiamo vivendo, va anche bene eh, diciamolo, ma è tutto fumo con niente arrosto. La politica è i politici sono diabolici, non dimenticatelo, sono avvoltoi pronti a piombare addosso, solo per illudere e anestetizzare i cattivi e giusti umori della cittadinanza. Quei soldi seguiranno tante traversie per poi volatilizzarsi nell’aria e nelle tasche di… Mi auguro di sbagliarmi.

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