ARTE E INCANTO NEL DESIGN E NELL’OPERA PITTORICA E LETTERARIA DI FLORISA SCIANNAMEA

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“Nelle sue creazioni sia sartoriali che pittoriche, si coglie il viaggio appassionato tra gli emisferi della cultura: punti d’incontro, fraternità brillante, costellazioni e riflessioni. I disegni e i suoi libri dedicati in modo particolare alla letteratura per l’infanzia, sono elogio alle vite dimenticate.”

L’incanto Trasfigurato nell’arte dell’eclettica Florisa Sciannamea

C’era una volta il mercato di via Marcello Celentano a Bari, meglio conosciuto come il mercato americano, dove balle di indumenti, stracci, oggetti usati, erano messi in esposizione per quanti erano alla ricerca di cose originali, segnate dal vissuto che ha valore intrinseco.  

Florisa Sciannamea, allora bambina, ci andava con la nonna, mano nella mano, affascinata dalla policromia delle bancarelle, il turbine di voci e gesti dei venditori pronti a promuovere la propria mercanzia con performance istintive.  

L’ultimo libro di Florisa Sciannamea

Forse fu la nonna a insegnarle l’arte di guardarsi attorno! Forse fu la sensibilità dell’anziana donna a invitarla a osservare, a scrutare oltre gli spezzoni di stoffa sbiadita, a coglierne la vita possibile e la vita nascosta. 

Le espressioni artistiche multiformi del padre con i suoi ritmi musicali, la fotografia e la matita influenzarono, fin dalla più giovane età, l’ecclettica Florisa che, a soli quattro anni, con foglio e lapis, seduta al tavolo di formica della cucina, schizzava la prospettiva con la spontaneità propria di quell’età.

La casa dell’infanzia era piena di mensole colme di libri, libri di ogni genere, magari ancora sigillati, sui quali la sua curiosità si arrampicava raggiungendo le vette della fantasia, dalle quali si proiettava tra i campi dello scibile: palcoscenici di forme, essenze profumate, aiuole di fiori e tane di animali.

Nelle atmosfere familiari, la Sciannamea ha cominciato a mettere i primi passi oltre la porta della meraviglia e ad alimentare l’immaginaria galassia del fantastico.

Leggere per capire, per imparare e non supporre potrebbe essere il leitmotiv che ritornano nei suoi quadri e nei suoi libri! La fame e la sete d’avventura oltre la giungla delle apparenze si amplificavano in lei, rispondendo al bisogno di bellezza, quella autentica, quella che appartiene alla gente semplice, diretta, schietta.

Crescendo, la Sciannamea sembra aver sviluppato una forma di intolleranza verso la banalità, verso l’omologazione, la competizione che nutre l’individualismo.

Con le sue produzioni artistiche contesta di fatto la manipolazione che uccide gli spiriti liberi; contesta le forme stereotipate dell’eleganza, dove il corpo è oggetto dell’avidità. È sempre alla ricerca di tecniche per esprimere con chiarezza le visioni del suo mondo estetico!

Dopo la formazione negli istituti d’Arte: Il Liceo Artistico, L’Accademia d’Arte di Bari, non smette di aggiornarsi, di frequentare corsi che le danno strumenti e prospettive diverse, dalle quali osservare “i mondi” con “crescente ricchezza di punti di fuoco” e condividere il proprio pianeta effervescente, sfera delle tumultuose galassie che le palpitano dentro.

Essere assistente di figura disegnata di Luigi Guerricchio non le bastava! E neanche la cattedra di Disegno e Storia dell’Arte e del Costume vinta con concorso nazionale.

L’insegnamento non risponde alle sue corde, nonostante esempi come quelli di Antonio Bibbò, Roberto De Robertis o Pia Vivarelli che la magnetizzava col suo modo di ‘insegnare” Storia dell’Arte.

La sua indole investigatrice, il bisogno di bello, la rendono dolce irrequieta e nelle pupille si coglie il desiderio vitale di sperimentare forme nuove, linguaggi consoni ai ritmi che la entusiasmano.

E così lascia la scuola per lavorare con diversi brand di Moda in veste di fashion designer e direttore di uffici stile. Il suo bisogno di libertà e passione per modelli innovativi, lontano dalle logiche di mercato, la portano a preferire oasi dove l’estro è in sintonia con i pianeti del suo sentire.

Nelle sue creazioni sia sartoriali che pittoriche, si coglie il viaggio appassionato tra gli emisferi della cultura, sono punti d’incontro, fraternità brillante, costellazioni e riflessioni per ritrovarsi nella nebulosa piazza umana.

La tavolozza prediletta, per alcune creazioni, ha tonalità pastello, come riflesso di eleganza, di gesto studiato, grazie al quale schiude alla magia della natura con quel tocco, tratto leggero che è poi rispetto per le personalità complesse, in ombra, lasciate indietro dall’ansia di primeggiare.

I disegni e i suoi libri dedicati in modo particolare alla letteratura per l’infanzia, sono elogio alle vite dimenticate. I suoi progetti obbediscono a piani di valorizzazione e rielaborazione di ciò che sembra un errore, ma per lei divengono una sfida con sé stessa.

Ogni lavoro o evento organizzato, è un’opportunità di recupero della dignità e del rispetto di tutte le creature umane e non che abitano la Terra, allontanandola per questo motivo dalle logiche puramente commerciali dell’editoria, della Moda e dell’Arte in genere se prodotte in serie.

L’arte in Florisa Sciannamea è luogo dell’incontro, confronto di usanze e sintesi, di linguaggi diversi per i quali immagina scenografie, costumi, forme, colori e parole e dove nulla è lasciato al caso. Cosicché ogni evento da lei concepito è un tutto armonico di esperienze molteplici e professionalità spontanea.   

Ecco chi è Florisa Sciannamea

Florisa Sciannamea

Florisa Sciannamea designer, illustratrice, scrittrice, creativa a tutto tondo, nasce a Bari e frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti sezione Scenografia.  

Allieva e successivamente assistente del Maestro Luigi Guerricchio alla cattedra di Figura Disegnata e, in seguito per molti anni, docente di Storia dell’Arte, del Costume e della Moda negli istituti superiori.

Dopo molti anni abbandona l’insegnamento (anche quello universitario presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie della Moda conferitole per titoli) per dedicarsi alla Moda come fashion designer. 

Da qualche anno pubblica narrativa per adulti e storie per l’infanzia e ragazzi. Illustra personalmente i suoi libri e disegna copertine per molti scrittori italiani e stranieri. Con Edizioni dal Sud- Bari, ha scritto, pubblicato e illustrato  nel 2013 il suo primo libro “Donne nell’acqua loro” classificatosi al secondo posto nel concorso di narrativa del PremioFortunaDautore a Bari a cui  seguirà, sempre con la stessa casa editrice, un saggio sulla camicie bianche di Gianfranco Ferré e la sua intelligenza creativa.

Saggio inserito all’interno del libro Fashion Intelligence scritto a più mani con altre autrici e presentato a Bar in Montenegro e a Milano presso la Fondazione Gianfranco Ferré nel 2015 e al Museo Pino Pascali (Polignano -Bari) nel 2016.

Nel 2013 con l’editore Giacomo Adda (Bari) pubblica e illustra il libro “Favole Capovolte” una raccolta di 27 storie/favole/metafore molto apprezzate dai docenti di scuola primaria e secondaria tanto da essere adottato come testo di narrativa e anche drammatizzato.

Il libro si è classificato primo al concorso di Letteratura Nazionale per l’Infanzia e i Ragazzi “PremioFortunaDautore” nel 2014 a Bari. Sempre con Edizioni dal Sud nel 2017 pubblica e illustra “Con gli occhi dei bambini, manuale per apprendisti genitori ” coautrice Cinzia Ponticelli e, nel 2018 sempre con lo stesso editore, “Dieci ragazze per me” classificatosi terzo nella sezione Narrativa per il concorso nazionale FortunaDautore a Bari.

A settembre 2018 ha illustrato e pubblicato un altro lavoro dedicato a bambini, ragazzi e docenti: ” La Spunteggiatura-bestiario dei segni” con Fasi di Luna Editrice (Bari). Anche questo libro è stato adottato da svariate scuole primarie e secondarie in tutta Italia.

A settembre 2019 ha pubblicato e illustrato l’ultimo suo lavoro letterario ricco di contenuti e spunti di riflessione: “Favole 2.0-storie di streghe sbagliate e lupi gentili” edito Radici Future.

Le tematiche sempre di natura sociale sono trattate con mano lieve, ma indirizzando bambini, genitori e docenti verso la strada della capacità di sottrarsi agli stereotipi e i luoghi comuni che tendono a limitare la libertà di scelta.

A settembre 2020 pubblica con Radici Future una raccolta di favole e illustrazioni realizzate con i bambini ospiti di una casafamiglia di Busto Arsizio: Il Piccolo Principe. Viene presentato durante la settimana dedicata ai diritti dell’infanzia a novembre. Dai racconti tragici dei piccoli, lo spunto per realizzare favole che conducono alla Speranza. 

Ha insegnato e insegna ancora in vari corsi di formazione Storia dell’Arte e del Costume.  Ha ideato e fatto parte in veste di direttore artistico di diversi progetti legati alla solidarietà: uno nel 2016 creando un calendario con le riproduzioni fotografiche di dodici famosi ritratti femminili e il cui ricavato dalle vendite è stato destinato all’acquisto di un modulo sanitario per le popolazioni del centro Italia colpite dal sisma del 2016.

Un altro progetto nel 2018 per la realizzazione di un calendario probambini della Siria a favore della ricostruzione della scuola di Atma nel più grande campo profughi siriano al confine con la Turchia. Sempre nel 2018 è stata formatrice a fine dicembre del progetto “Vissi d’Arte” relazionando il periodo artistico dell’Impressionismo nella casa Circondariale di Bari a 12 detenuti del regime 41 bis.

Svariati sono i suoi seminari sull’Arte o la Moda in diverse occasioni fra corsie stage di formazione.

L’ultimo in ordine di tempo è stato il 19 dicembre 2019 presso il Circolo Unione di Bari dove ha conferito su “La Moda Futurista” all’interno di un suo progetto legato all’alternanza scuola lavoro riguardante il Futurismo e suoi molteplici aspetti.

Il progetto si sarebbe dovuto concludere con un evento di Arte e Moda presso il Museo Pino Pascali di Poliganano, ma a causa del Covid 19 è stato spostato a data da definirsi.

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