MARTUCCI: RIPRENDE L’ATTIVITA’ PER LA MESSA IN SICUREZZA. MA CHE FINE HANNO FATTO 20 MILIONI DI LITRI DI PERCOLATO?

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In un comunicato dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” si rende nota la timida ripresa della attività finalizzate a mettere in sicurezza il lotto 3 della discarica. Tuttavia, l’ARPA non ha ancora consegnato la relazione conclusiva sui 20 milioni di litri di percolato prodotti dalla discarica negli ultimi sette anni. Che fine hanno fatto? Perchè non si arriva mai a chiarirlo definitivamente? Le nostre considerazioni.

Riceviamo da Vittorio Farella e pubblichiamo:

Lunedì 22 febbraio, sono iniziate le prime indagini propedeutiche alla messa in sicurezza delle aree e lotti dismessi in contrada Martucci, fra Mola e Conversano. Il Tavolo Tecnico, in accordo con gli Uffici della Regione Puglia, ha commissionato una serie di indagini per comprendere lo stato reale di inquinamento dei luoghi al fine di pervenire alla definitiva messa in sicurezza degli impianti e dei territori eventualmente contaminati.

In allegato il comunicato emesso in proposito dalla nostra Associazione.

Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”

Il Presidente

dott. Vittorio Farella

Ecco il documento:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Iniziata fase indagini messa in sicurezza_lotto 3 (1)
Le piogge penetrano nei lotti della discarica e contribuiscono all’aumento del volume del percolato che poi si disperde nel sottosuolo. Nella foto si vede il percolato affiorante in contrada Martucci

NOSTRO COMMENTO

Prendiamo atto che, dopo un lunghissimo letargo, finalmente qualcosa si muove, ma non basta. Assolutamente.

Il popolo inquinato ha diritto di sapere che fine hanno fatto nel tempo 20 milioni di litri di percolato, stimati dall’ARPA come produzione della discarica nei sette anni di mancata estrazione di quel liquido venefico.

E nel frattempo, è trascorso altro tempo, con un’ulteriore produzione di percolato inghiottita dal sottosuolo.

Perchè l’ARPA non consegna la sua relazione definitiva che metta nero su bianco quale sorte ha avuto il percolato?

E perchè il Tavolo Tecnico, a cominciare dai Sindaci di Mola e Conversano, non pretende di ricevere una relazione finale, chiara ed esaustiva, con la quale presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica per far riaprire le indagini sul disastro ambientale troppo frettolosamente dichiarato inesistente nel processo penale chiuso con le assoluzioni di rito?

Troppi sono ancora i silenzi, gli omissis, le connivenze, le tacite cointeressenze.

Questa è una storia non solo di mala gestione della spinosa questione dello smaltimento dei rifiuti, ma è soprattutto una vicenda di mediocre e cattiva politica.

Nessuno ha pagato e probabilmente nessuno pagherà, anche grazie a consulenti che avrebbero dovuto difendere il Comune di Mola e che, invece, dimenticarono il loro mandato, peraltro, retribuito con il denaro dei contribuenti.

Restano, a tempo indefinito, i danni micidiali all’ambiente e alla salute delle persone, in specie ora che l’Istituto Superiore di Sanità, in un’indagine chiesta dalla Procura di Napoli sulla “terra dei fuochi”, ha finalmente accertato che esiste un nesso di causalità (finora sempre negato da politici e magistrati) tra la presenza delle discariche incontrollate (come sicuramente Martucci lo è stata e lo è ancora) e alcune malattie tumorali.

Tutto questo, mentre, come “Mola Libera” continua a documentare continuamente, il territorio di Mola è ovunque preda di sversamenti illeciti di sostanze tossiche e nocive, senza alcun controllo preventivo, senza alcuna repressione, senza alcuna rimozione.

E, per giunta, mentre continua e si espande il gravissimo fenomeno dei roghi tossici, che producono diossina e altre sostanze cancerogene. Proprio come nella “terra dei fuochi”.

Perchè il comunicato dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” non ne fa cenno?

Non abbiamo bisogno solo di parole di circostanza e del vanto di meriti comunque acquisiti e riconosciuti, o di un linguaggio tecnico-burocratico alieno, ma abbiamo innanzitutto necessità di verità, di indagini senza incertezze e ambiguità, senza zone d’ombra indefinite, lassù, sulla “collina dei veleni”.

Ce lo chiedono i nostri figli, ce lo chiederanno i nostri nipoti.

Non sappiamo se siamo ancora in tempo ad evitare ulteriori danni. Sappiamo soltanto che è un obbligo morale intervenire subito, senza tentennamenti. 

In tal senso, il Sindaco di Mola si occupi concretamente di questi temi, in maniera risoluta, a cominciare dal chiedere alle autorità sanitarie e regionali un serio e completo studio epidemiologico sulla nostra popolazione: indagine promessa solennemente ma mai portata ad attuazione. 

La foto di una “vora” o “capovento”. Si tratta di “imbuti” o “inghiottitoi” carsici che mettono in diretto collegamento la superficie con il sottosuolo e la falda.
L’area della discarica Martucci, come è stato dimostrato, contiene numerosi inghiottito che, quindi, facilitano la dispersione del percolato nella falda
Un documento di alcuni anni fa di Legambiente che mostra la presenza di inghiottitoi nel perimetro della discarica Martucci

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