GINO GIUGNI, IL PADRE DELLO “STATUTO DEI LAVORATORI” E IL SUO SEGNO INDELEBILE IN TERRA DI BARI

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Il libro del prof. Roberto Voza, “Gino Giugni, il coraggio dell’innovazione”, ci restituisce una delle figure più importanti e rappresentative della grande stagione di conquiste sociali e sindacali vissuta dal nostro Paese e del docente che lasciò la sua impronta nell’Università di Bari, dando vita all’importante “scuola barese” di diritto del lavoro.

GINO GIUGNI IL PROFESSORE CHE PARLAVA IN MODO DIVERSO

Gino Giugni è scomparso il 4 ottobre 2009. È stato un politico, un giurista, un avvocato e accademico italiano.

Ebbe un ruolo chiave nella stesura dello statuto dei lavoratori. Il suo impegno, i suoi metodi di ricerca hanno lasciato nella memoria collettiva un segno profondo e, il testo di Roberto Voza dal titolo: “GINO GIUGNI il coraggio dell’innovazione” (Radici Future Produzioni. Collana I FORMICONI protagonisti a Sud del Novecento. Pagg. 125. € 14,00) ne è prova.

Nonostante siano passati poco più di dieci anni dalla sua dipartita l’impronta ancor viva si fa testimonianza e ben traspare l’effervescenza insufflata da Giugni nei suoi studenti.  

Fin dalle prime pagine l’autore coinvolge con originalità e chiarezza in un entusiasmante percorso sulla figura del fondatore della Scuola barese di diritto del lavoro. E tracciando le linee del suo pensiero e dei suoi percorsi il testo diviene un invito a riflettere su quanto studio, quanta ricerca e soprattutto quanta passione per la realtà vi è dietro un disegno di Legge.

La legge come frutto di studio, di ricerche, di incontri, di “Ascolto” di tutte le parti della società. Il lavoro del Voza, pieno di citazioni e ben documentato ci introduce nel pianeta Gino Giugni, un uomo di alta statura morale che, non propenso ai compromessi, non certo amante dell’apparenza, ma attento alla misura dell’uomo recuperando i valori, andando alle fondamenta del bene comune, diviene “il collettore”, “l’uomo cerniera” tra le parti sociali.

Il suo lavoro, il suo impegno è per il DIRITTO VIVENTE, lontano dalle tentazioni del “formichiere della politica” (cit.), sempre attento ai bisogni reali della vita, del mondo del lavoro. Sempre pronto a progettare riforme atte a migliorare le condizioni sociali e civili del paese; riforme nel segno della libertà individuale.

Giugni è il formicone, che lavora per ridare dignità all’uomo!

Roberto Voza attraverso le sue righe, riesce a trasmettere l’atmosfera creativa, il clima fecondo di quegli anni “sessanta/settanta”, dove la curiosità, le risorse umane, giovanili della facoltà di giurisprudenza, seppero coniugarsi, fare sinergia.

Sembra di vedere tra le righe, quel gruppo di studenti intenti a far” gruppo di studio”. Ognuno con un compito “Il professore distribuiva lavoro a tutti!” (cit.), per fare comparazione, ovvero confronto fondato su rapporti di qualità. I problemi del lavoro sono bisogni che vanno ascoltati!

Nel tracciare il cammino formativo di Gino Giugni, Roberto Voza descrive con chiarezza le qualità maestre di un ricercatore, di uno studioso: La voglia di comprendere; L’interesse a tutte le espressioni della vita; L’importanza degli incontri; Il coraggio di scrivere pagine nuove che sappiano coniugare le parti nel rispetto della diversità; Aprire strade lì dove non esistono, restituendo l’incandescenza alla materia, schiacciata da visioni dei giuristi tradizionali.  Chiamare le cose col proprio nome; Il coraggio delle idee ed esserne protagonista; Essere il cervello per il bene del Paese, per il bene comune, in complementarietà con tutte le risorse umane.

Un libro denso, un libro intenso che aiuta a pensare su cosa voglia dire guardare lontano, guardare diritto negli occhi all’altro per vivere nella sostanza piuttosto che nel formalismo, nella consapevolezza che si può costruire un ponte di valori che è rispetto per sé stessi e gli altri.   

SK GINO GIUGNI_Roberto Voza

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