PUMS – PIANO URBANO DEL TRAFFICO: POCA SOSTANZA. ECCO I DOCUMENTI IN ESCLUSIVA

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Pubblichiamo in versione integrale e scaricabile l’elaborazione del PUMS, eseguita da una società di consulenza incaricata dal Comune. Una nostra prima analisi individua nei documenti prodotti poche indicazioni concrete ed operative, con l’auspicio che, in una seconda fase, si possa passare a provvedimenti davvero utili. Altrimenti vi è il rischio di “carte” che finiscono nei soliti cassetti comunali, senza ricadute pratiche.

Come abbiamo già riportato nel nostro articolo dello scorso 14 gennaio, che ha notiziato i propositi del Sindaco e della Giunta per i prossimi mesi, in relazione ai problemi del traffico e della mobilità Colonna ha dichiarato che nelle prime settimane del 2021 vi sarà l’adozione in Giunta del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), con un ulteriore atto di indirizzo agli Uffici per la realizzazione delle ZTL (Zone a traffico limitato) e delle “strisce blu” per i parcheggi a pagamento.

Tale adozione del PUMS seguirà l’esame delle “Linee di Indirizzo” approntate dalla SCRAT S.r.l. (Studi Consulenze e Ricerche per l’Ambiente e il Territorio), una società che opera negli ambiti della mobilità sostenibile, del risparmio energetico e della qualità dell’aria, affidataria dell’incarico di consulenza del Comune di Mola.

“Mola Libera”, proseguendo nella piena informazione dei lettori con documenti originali e completi, pubblica le “Linee di indirizzo” elaborate da SCRAT srl, oltre al “Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS)” e alle “Tavole del PUMS”.

Banchina portuale, con l’evidente fallimento del disco orario

Lasciamo ai lettori ogni opportuna valutazione, tuttavia, ci sia consentito di svolgere alcune brevi considerazioni dedotte principalmente dalla lettura delle “Linee di indirizzo”.

Un’altra immagine delle auto parcheggiate solitamente in divieto di sosta sulla banchina portuale

Tale documento contiene molti spunti interessanti che delineano un quadro d’insieme conoscitivo della  nostra realtà cittadina e che confermano la sostanziale situazione di arretratezza socio-economica di Mola, in particolare nel campo dello sviluppo imprenditoriale e del basso numero di addetti nelle aziende e nei settori produttivi locali.

Allo stesso tempo, certificano il basso indice di sviluppo turistico, con un’incidenza molto limitata nel numero degli arrivi e, ancor più, delle giornate di soggiorno nel confronto con le altre località di mare prossime, come Polignano e Monopoli (nettamente maggiori), addirittura inferiori a quelle registrate a Noicattaro e appena superiori a quelle di Rutigliano.

La parte più importante delle Linee di indirizzo è naturalmente dedicata al sistema dei trasporti e viario cittadino, con una ricognizione puntuale dello stato di fatto e con le previsioni infrastrutturali previste dal Piano triennale delle opere pubbliche 2018-2020 (tutte però non ancora realizzate e neppure avviate).

Tuttavia, a nostro parere, si ravvisano numerose limitazioni nel Piano che verrà adottato a breve dalla Giunta comunale.

Proviamo a sintetizzarne alcune, lasciando ai lettori, alle associazioni, alle forze politiche, ulteriori considerazioni:

1) Ad un primo esame, sono presenti pochi suggerimenti concreti, se non indicazioni di carattere generale.

2) Non è molto chiaro con quali criteri siano stati scelti i cosiddetti “stakeholders” (cioè i “portatori di interesse”) individuati per un confronto con la società di consulenza: dai nomi e dalle sigle in diversi casi sembrerebbero più indicazioni ricevute in sede politica che vere espressioni del territorio e degli interessi realmente esistenti di carattere generale e settoriale. E’ ben chiaro che questa scelta ha determinato risultati nell’analisi SWOT (cioè dei punti di forza, di debolezza, delle opportunità e delle minacce) non molto credibili per la percezione che i cittadini hanno in generale del sistema di traffico e mobilità cittadino.

3) Peraltro, la consultazione con i cittadini si è limitata alla somministrazione di un questionario on line che ha prodotto appena 591 compilazioni (equivalente ad appena  il 2,3% della popolazione) oltre ad un “Portale Web di ascolto” i cui risultati non sono ben chiari.

In particolare le “Categorie di Misure” da prevedere, che sono risultate dalla consultazione di “stakeholders” e cittadini come indicate per la formalizzazione del Piano, sembrano di carattere generico.

Ecco infatti quanto viene riportato nel documento in questione a pag. 143 e seguenti:

Categorie di Misure

Si riassumono di seguito le categorie di misure, ai fini della formalizzazione della proposta di piano, proposte e/o votate dai cittadini e/o ritenute più funzionali al raggiungimento degli obiettivi così come emersi in fase di partecipazione e confronto con cittadini e stakeholders. Di seguito l’elenco dei primi nove obiettivi in ordine di preferenza:

  1. Ridurre uso automobile
  2. Migliorare qualità spazi e sicurezza
  3. Integrare sviluppo territorio e mobilità
  4. Migliorare servizi trasporto pubblico
  5. Aumentare spazio per piedi e bici
  6. Efficientare distribuzione merci
  7. Aumentare alternative/diffondere cultura
  8. Migliorare inclusione sociale
  9. Ridurre traffico e congestione

Mobilità ciclistica e pedonale

  1. Percorsi ciclabili delle vie del centro cittadino
  2. Percorsi pedonali per migliorare l’accessibilità e la sicurezza nelle strade del centro
  3. Ampliamento delle aree pedonali, con particolare attenzione al centro storico
  4. Installazione di cicloposteggi nei pressi di strutture scolastiche per favorire la ciclabilità scolastica
  5. Percorsi ciclopedonali verso le aree periferiche e le frazioni

Trasporto pubblico

  1. Sviluppo di servizi di trasporto locale a chiamata
  2. Collegamenti del centro con le frazioni e aree periferiche
  3. Inclusione della stazione di Mola come fermata della rete regionale veloce
  4. Integrazione con i vettori extraurbani e istituzione di aree di interscambio
  5. Servizi alternativi di mobilità collettiva

Trasporto privato e parcheggi

  1. Regolamentazione del traffico cittadino con individuazione di aree ZTL
  2. Moderazione del traffico con interventi mirati a trasformare l’area urbana in Città 30
  3. Individuazione aree di tariffazione e regolamentazioni dei parcheggi
  4. Individuazione parcheggi riservati per i residenti e parcheggi dislocati per i visitatori
  5. interventi di sicurezza stradale per incroci percepiti come “pericolosi”

Trasporto merci

  1. Individuazione aree di logistica merci nel centro cittadino

Diffusione della cultura e incremento delle alternative di mobilità

  1. Iniziative di promozione della mobilità attiva
  2. Diffusione della figura del mobility manager scolastico e aziendale
  3. Messa in sicurezza degli accessi alle scuole
  4. Iniziative di incentivo all’utilizzo della mobilità attiva e/o alternativa all’automobile
  5. Promozione dell’accessibilità digitale ai siti di interesse
  6. Campagne di sensibilizzazione ed educazione stradale

Le azioni saranno oggetto dei momenti finali di partecipazione della Fase 2, collaborativa e partecipativa, finalizzata alla condivisione delle strategie e delle azioni del PUMS.

4) E’ ovvio che queste indicazioni generiche dovranno trasformarsi in provvedimenti concreti e di piena operatività, e vedremo in che modo e misura, tuttavia non convince il livello di analisi poco approfondito.

5) In particolare, nulla o molto poco, viene detto in merito ad alcuni fenomeni e dinamiche:

  • Non è stata sviluppata un’analisi dei flussi veicolari interni al centro urbano, con la provenienza e la destinazione, nè la misurazione dei picchi di traffico e di concentrazione veicolare nelle arterie più importanti.
  • Non è presente un’analisi della concentrazione, periodica, giornaliera e oraria, delle auto parcheggiate nelle vie e nelle piazze cittadine.
  • Non è presente un’analisi del traffico proveniente dal circuito extra-urbano e verso tale circuito. In particolare, nulla si dice a proposito delle modalità di gestione, smistamento e parcheggio di tale traffico.
  • Non è presente un’analisi del traffico e del fabbisogno di parcheggio nelle aree centrali del nucleo urbano: borgo antico, centro storico Sei-Ottocentesco, “Mola Bianca”, fascia edificata tra Via Matteotti e Via De Gasperi.
  • A fronte dell’indice di motorizzazione cittadino (50,5 auto ogni 100 abitanti), con 12.701 vetture circolanti, non è peraltro presente un’analisi e una proposta non solo per una riduzione del ricorso alle auto per gli spostamenti interni (in particolare dalle periferie verso il centro urbano consolidato), ma per il decongestionamento delle aree centrali: infatti, nulla viene detto in riferimento al fabbisogno reale di posti auto per i parcheggi dei residenti e dei visitatori, con la loro specifica ubicazione.
Un parcheggio neppure segnalato agli automobilisti provenienti dalla statale 16
  • Ne consegue che, al di là di indicazioni generiche, ben poco viene detto in merito alla necessità di favorire concretamente una sensibile riduzione del consumo di combustibili da fonti fossili (benzina, gasolio, ecc.).
  • L’affidarsi quasi esclusivamente alla mobilità ciclabile per ridurre l’uso dell’auto e di altri veicoli inquinanti non tiene conto dell’invecchiamento della popolazione.
  • Ne discende che non si fanno pertanto riferimenti puntuali alla necessità di favorire la diffusione dei veicoli a trazione elettrica, aumentando la dislocazione di colonnine di ricarica che, peraltro, come ben sappiamo, a Mola, sia pure installate (nei pressi del Torrione) sono inutilizzabili. 
In questa foto di Google Maps, dietro le auto parcheggiate è collocata la colonnina per la ricarica delle auto elettriche. Non ha mai funzionato.
  • Neppure si affronta in maniera risolutiva la necessità di aumentare il ricorso al trasporto pubblico dalle periferie alle zone centrali (se non con un generico “servizio a chiamata”) con mezzi non inquinanti, proponendo incentivi per gli utilizzatori di corse pubbliche.
  • Nemmeno il tema del collegamento con “navette” dai parcheggi – polmone o di scambio verso il centro cittadino ci sembra che sia stato affrontato.
  • Anche l’indicazione dell’adozione di ZTL (Zone a Traffico Limitato) è generica, peraltro non evidenziando come quelle attuali siano sostanzialmente violate e non rispettate e, quindi, i mezzi e gli strumenti per dare loro effettività: nulla infatti si dice sul monitoraggio, e attraverso quali strumenti tecnologici, degli accessi nelle ZTL (Zone a traffico limitato), ZSR (Zone a Sosta Regolamentata per i residenti) e nelle zone pedonali.
Via Cesare Battisti: traffico a tutte le ore. Il PUMS non dice nulla in proposito
  • Nulla si dice peraltro sulla netta cesura tra la linea ferroviaria e i nuovi quartieri di espansione al di là dei binari, con un numero di attraversamenti attuali e previsti assolutamente insufficienti, non solo sotto il profilo carrabile, ma soprattutto pedonale.
La chiusura definitiva del passaggio a livello di Via Matteotti avvenne il 23 dicembre 2014. Il previsto sottopasso pedonale, sia pure finanziato, non è stato tuttora realizzato
  • Inoltre, non viene spesa neppure una parola sull’impatto che la variante alla statale 16 tra Bari-Mungivacca e Mola avrà sulla viabilità cittadina, con l’indispensabile analisi dei flussi di traffico interni che verranno a generarsi all’interno della viabilità urbana per raggiungere o provenire dall’innesto del nuovo asse stradale con il nostro assetto viario.

  • Neppure viene trattata la necessità di implementare un piano di zonizzazione acustica, ormai indispensabile, tenuto conto dell’elevato numero di veicoli in circolazione anche nelle ore destinate al riposo e nei pressi di scuole e strutture sanitarie.
  • Nemmeno viene consigliata l’implementazione del controllo della qualità dell’aria con apposite centraline (ora inesistenti sul territorio comunale), sebbene, a suo tempo, fosse stata consigliata la loro installazione con uno studio finanziato dal programma Urban, finito tra le migliaia di pagine destinate al macero di quella inconcludente stagione amministrativa, sia pure pagate profumatamente a decine di consulenti che hanno usufruito, a suo tempo, delle prebende a pioggia del programma comunitario.

In sostanza, le “Linee di indirizzo” che formeranno oggetto della delibera di Giunta comunale di adozione, alla quale seguiranno le osservazioni, e quindi l’approvazione da parte del Consiglio comunale, appaiono fin troppo generiche.

E’ ben vero che il documento precisa la successiva apertura di una Fase 2 finalizzata alla “condivisione delle strategie e delle azioni del PUMS”, tuttavia, come per altre attività di consulenza, vi è il timore che tutto si concluda con uno studio di carattere solo concettuale e che, quindi, le azioni sostanziali vengano demandate agli amministratori comunali e al Capo Settore della Polizia Locale, con un esito che, se dovesse ricalcare quello del provvedimento sul “disco orario”, sarebbe probabilmente fallimentare.

In definitiva, da consulenze così importanti e strategiche ci si attende indicazioni molto precise e risolutive di una delle maggiori emergenze e necessità cittadine, non generiche trattazioni, per quanto autorevoli.

E nemmeno ci si attende deleghe in bianco ai soliti “padroni del vapore” che, per decenni, non solo non hanno risolto i gravi problemi strutturali della nostra città, ma ne hanno aggiunto altri, aumentando a dismisura le periferie, e non prevedendo alcun provvedimento urbanistico e funzionale per integrare i nuovi agglomerati, con il risultato di nuove espansioni prive di servizi che rendono indispensabili gli spostamenti verso il centro cittadino.

Ecco di seguito i documenti che offriamo ai nostri lettori in esclusiva, in versione integrale e scaricabile:

“Linee di Indirizzo”

“Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS)”

“Tavole del PUMS”

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