UN ALTRO “VILLAGGIO VACANZE” AD “INSAPUTA” DEL COMUNE DI MOLA…

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Il consigliere Michele Daniele attacca la gestione dell’Assessorato all’Urbanistica e l’Ufficio Tecnico comunale: il Comune di Mola non conosce neppure le sue proprietà, come nel caso dei “villaggi vacanze” 1 e 2. E neppure si ricorda di chiedere ai privati di costruire i parcheggi di Via Ferri, come da accordi, indispensabili per i pendolari della tratta ferroviaria Mola-Bari.

Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele (M5S) e pubblichiamo:

SPERPERO DI RISORSE PUBBLICHE: VILLAGGIO VACANZE N.2, E DINTORNI

Monsieur de La Palice affermerebbe: gli amministratori devono amministrare. Avanziamo l’ipotesi che ciò sia vero anche per gli amministratori pubblici. E tra le risorse da amministrare vi è senza ombra  di dubbio anche il patrimonio pubblico: terreni, fabbricati, giardini, e quant’altro.

E sempre monsieur de La Palice affermerebbe che per poter essere amministrato, il patrimonio pubblico dovrebbe essere per prima cosa conosciuto.

Ecco, mettere in pratica queste banali osservazioni per il Comune di Mola sembra impresa titanica. Gli uffici comunali e gli amministratori che si sono succeduti decenni su decenni non conoscono neanche quali sono le proprietà possedute dal Comune, figuriamoci amministrarle. Che vuol dire, manutenerle e farle rendere, altrimenti venderle, darle in affitto, in concessione, sin anche regalarle ma non ignorarle.

Villaggio vacanze N.1

Invece succede che il Comune di Mola non era a conoscenza che a Nord di Mola, poco dopo l’imbocco della Statale 16 in direzione Bari, lato mare, si trova un terreno di proprietà comunale, acquisito a seguito di lottizzazione abusiva sin dalla prima metà degli anni ’90. Fabbricati noti ormai come il “villaggio vacanze” molese in quanto sono fabbricati (ovviamente abusivi) abitati solo nei mesi estivi da “villeggianti” provenienti da paesi dell’interno e che i cittadini molesi, noti per la loro generosità, ospitano senza far loro pagare un centesimo nè di tassa rifiuti e nè tantomeno di tassa sulla proprietà (e certo, quegli immobili non sono mica di loro proprietà).

Come (forse) sapete questa vicenda è ben lungi dall’essere conclusa. Con imperdonabile ritardo questa amministrazione, a distanza di un anno dalla nostra segnalazione di questa “scoperta” (sì, siamo ridotti a scoprire le proprietà elencate nell’elenco delle proprietà comunali) non aveva ancora emesso alcuna ordinanza di sgombero e l’ha fatto solo dopo nostre petulanti e insistenti sollecitazioni.

Alcuni occupanti abusivi hanno fatto ricorso al TAR contro l’ordinanza e da allora non si hanno più notizie. Provvederemo a informarci e a informarvi su questa imbarazzante e straordinaria vicenda che, ahimè, rischia di non essere poi così straordinaria, almeno per il Comune di Mola.

Villaggio vacanze N.2

Già, perchè di “villaggi vacanze” ne è  venuto fuori  un altro, questa volta a Sud dell’abitato, sulla Mola-Cozze, nella località nota come ”i Cannoni”, sempre vicino all’imbocco di uno svincolo della Statale 16.

Sì, notiamo l’amore della simmetria per le costruzioni abusive: dopo quello a Nord vicino allo svincolo della Statale, non poteva mancarne un altro a Sud, simmetrico rispetto al precedente.

Anche qui si tratta di terreni acquisiti  nella proprietà del Comune a seguito di lottizzazioni abusive ed anche in questo caso sembra che gli  edifici in questione (ovviamente abusivi) siano abitati solo nei mesi estivi da “villeggianti” provenienti da paesi dell’interno. Il condizionale è  d’obbligo perchè questa volta questa proprietà comunale non è neanche inclusa nell’elenco dei beni comunali.

Anche l’andamento di questa vicenda ha dell’incredibile.

Qualche mese fa abbiamo chiesto al responsabile dell’’Ufficio Tecnico comunale una relazione sulle ordinanze di acquisizione effettuate dal Comune di Mola di Bari intorno alla prima metà degli anni ’90. 

Abbiamo ricevuto una risposta al cui  confronto i geroglifici egiziani sono  un modello di chiarezza.

Dopodichè nella seduta consiliare del 29 dicembre scorso, abbiamo fatto una semplice domanda all’assessore Berlen, che ha retto le sorti dell’Urbanistica di questo paese per quasi vent’anni, se una determinata particella, la 423 del Foglio 23 (la cui posizione vedete in foto) appartiene o no al patrimonio comunale. Domanda banale cui si può rispondere con un sì o con un no, memori di quel celebre passo del Vangelo secondo Matteo: “Sia il vostro parlare sì sì, no no. Il di più viene dal maligno”.

Non siamo riusciti ad ottenere nè un sì e nè un no. L’assessore ha spiegato che il Comune ha acquisito quella proprietà ma che risulta ancora intestato ai vecchi proprietari perchè il Comune non ha mai provveduto alla voltura catastale, ma che si tratta di un aspetto puramente formale perchè il Catasto non è probatorio.

Detta in altri termini, il Comune ha acquisito la proprietà circa quarant’anni fa ma non si è mai preoccupato nè di effettuare la voltura catastale e nè di inserirla nell’elenco (obbligatorio) dei beni  comunali e meno che mai di entrarne in possesso.

Con il risultato che gli occupanti fruiscono di un bene pubblico senza neanche pagare le relative tasse, nè sulla proprietà e nè sui servizi (TARI e TASI) che pagano tutti gli altri cittadini. Oltre a privare la cittadinanza di aree preziose che potrebbero essere utilizzate per servizi pubblici quali parcheggi, parchi o spiagge attrezzate.

Parcheggio di via Ferri

Lo sperpero di risorse pubbliche finisce qui? Purtroppo no. Nel marzo del 2003, viene stipulata una convenzione tra un privato e il Comune che, in cambio di un permesso di costruire dei garage in Zona F, i beneficiari cedevano un’area di loro proprietà impegnandosi a sistemare a parcheggio pubblico l’area ceduta.

Si tratta di un’area contigua alla stazione ferroviaria (rappresentata nella foto satellitare) e che sarebbe stata preziosissima per parcheggiare le auto dei tanti pendolari costretti a recarsi a Bari per lavoro, per studio o per altre esigenze.

Neanche a dirlo. Mentre i garage privati sono stati costruiti e regolarmente sfruttati commercialmente dai proprietari, il parcheggio pubblico (tra l’altro da costruirsi a spese dei privati e non del Comune) non è mai stato costruito e i cittadini non ne hanno mai potuto beneficiare.

Perchè? Per il solito procedimento che si è perso nei meandri degli uffici comunali e che non si è concluso a distanza di quasi vent’anni.

L’unica giustificazione fornita a questa inedia amministrativa è una istanza di “realizzazione di vani  interrati su suolo pubblico alla via Ferri”, datata 21.7.2005 (15 anni fa) da parte degli stessi beneficiari dei garage e che avevano richiesto un ulteriore permesso di costruire cui però non hanno dato più seguito e ciò è bastato per sospendere sine die i loro impegni assunti verso il Comune (quindi verso la cittadinanza).

Fulgido esempio di buona amministrazione sia da parte dei politici che si sono succeduti negli ultimi due decenni sia, soprattutto, dei funzionari che invece hanno lavorato in Comune in tutto questo tempo.

La domanda, inquietante, è: ma quante altre proprietà comunali sono state “dimenticate” in mano ad occupanti non aventi titolo o semplicemente abbandonate al degrado? Come mai nessuno dei funzionari comunali se ne è mai preoccupato? O i politici che si sono succeduti in questi decenni? O anche i tanti cittadini che sapevano qualcosa e che non hanno mai voluto approfondire (tanto non è cosa che mi riguarda…).

E invece sì. Un bene comunale è faccenda che riguarda tutti noi e che viene dato temporaneamente in gestione a politici e funzionari che devono amministrarlo al meglio. Se non lo fanno occorre rimuoverli.

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