PIANO COMUNALE DELLE COSTE: GLI STORICI MOLESI NE EVIDENZIANO CARENZE E LIMITI

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Dopo la pubblicazione dei nostri articoli sul “Piano Comunale delle Coste”, riceviamo un importante contributo del “Centro Molese di Cultura e Studi Storico Archeologici” contenente le osservazioni alla bozza elaborata dall’arch. Gianluca Andreassi, progettista incaricato dal Comune di Mola, con l’invio alle autorità politiche e amministrative comunali.

Riceviamo dal “Centro Molese di Cultura e Studi Storico Archeologici” e pubblichiamo:

Al Sig. Sindaco del Comune di Mola di Bari

Dott. Giuseppe Colonna

All’ Assessore Urbanistica

Arch. Nicola Berlen

Al RUP

Ing. Vito Berardi

Al Progettista

Architetto Gianluca Andreassi

Alla Terza Commissione Consiliare Permanente

OSSERVAZIONI SULLA BOZZA DEL  PIANO COMUNALE DELLE COSTE DI MOLA DI BARI

La attenta lettura della bozza del  Piano Comunale delle Coste (PCC) ci ha consentito di effettuare alcune considerazioni di carattere storico-ambientale.

Premesso che  il PCC  si ricollega a quanto enunciato nel Piano Regionale delle Coste (PRC) la cui finalità  è anche quella di garantire la “valorizzazione,  la conservazione dell’integrità fisica e patrimoniale” della costa e dei territori limitrofi  ed ha come obiettivo “valorizzare, riqualificare e ricostruire i paesaggi costieri della Puglia (obiettivo 9)” riteniamo opportuno comunicare quanto segue:

Aspetto del territorio e rischio idrogeologico.

A pagina 20 del piano elaborato viene segnalato come : “nel territorio di Mola di Bari il Piano di Assetto Idrogeomorfologico non individua alcuna area a pericolosità geomorfologica”.

A questo proposito riteniamo di  segnalare come tutte le lame presenti sul territorio sono a potenziale rischio geomorfologico, cosi come ricordato, per la lama di Monsignore, nell’articolo di Andrea Laterza  su Mola Libera del 5 gennaio 2021.

Personalmente siamo stati testimoni oculari di quello che è successo il 26 settembre  2006 quando  una enorme quantità di acqua e fango devastò il territorio comunale ed in particolare la  costa a sud del paese tale da impedire l’accesso alla strada Mola-Cozze.  In particolare nella lama  Ponticello che sfocia nei pressi dell’ex mattatoio, l’acqua scavò un solco largo circa 4 metri che giungeva sino al tufo, mettendo in evidenza nella cala, i resti di un antico porto.

Si suggerisce pertanto di considerare ad alto rischio le lame di Padovano,  Ponticello, S.Giovanni , la Calodd,  lama Palomba, Monsignore (cale delle alghe) e la  lama di Cozze.

Aspetti storici ed archeologici.

L’ Architetto Gianluca Andreassi riporta nel progetto la presenza dei capodieci[1] (strade pubbliche di epoca angioina che costituiscono ad oggi, liberi accessi a mare quando non occupati abusivamente da privati) mentre non evidenzia la viabilità storica costiera rappresentata da tratti della via Traiana, recentemente (2014) oggetto di indagine da parte dell’Università del Salento [2]in posti sia a nord che a sud di Mola e dalle carrate, la cosiddetta  “strada dei tufi” che sino agli anni 40 dello scorso secolo consentiva di raggiungere con i traini l’abbazia di San Vito (Polignano).[3]

Questo sistema viario, noto ed evidenziato da tempo, dovrebbe  essere segnalato e tutelato perchè rappresenta un unicum  e consente di leggere quella che è stata la sua evoluzione storica (viabilità pre – romana e romana sino ai primi del 1900) con le cave di tufo e le piccole saline ancora evidenti lungo la costa.

Parte integrante di questo sistema viario sono i porti minori, approdi temporanei delle barche a remi e dei  trabaccoli  che scaricavano, a volte illegalmente,  le loro merci.

Alcuni di questi hanno rappresentato sbocchi a mare di comunità poste lungo le lame; ad esempio cala ponticello e la calodda, per la antica comunità rupeste di San Giovanni.[4]

A nostro avviso il piano comunale delle coste dovrebbe salvaguardare e valorizzare questi rapporti consentendo una lettura storica a chiunque percorra la costa.

Il rischio che si corre nel disconoscere queste realtà è quello di frammentarle e di renderle di difficile se non impossibile lettura.

Il giusto sviluppo turistico di una località non solo non deve prescindere,  ma deve essere soprattutto incentrato sulle evidenze storiche e culturali della stessa.

Mola di Bari li   13-01-2021                             

Il Presidente                                                                    Salvatore Consiglio

NOTE

[1] Calabrese M., Mola di Bari: colori suoni memorie di Puglia; Laterza ed. Bari 1987

Consiglio S., I documenti angioini relativi alla rifondazione di Mola, in Conversazioni del Gruppo di Ricerche Storiche ed Archeologiche, Archivio Giugno 2001

Ruta R., Consiglio S. in Universo, Rivista di geografia anno 1988

Ruta R., Consiglio S., La puglia romana: un paesaggio pietrificato, in Conversazioni del Gruppo di Ricerche Storiche ed Archeologiche, Archivio 1982

[2] Finizio D., Indagine del tratto extra urbano della Traiana da Padovano/Mola di Bari a San Vito di Polignano a Mare, master di specializzazione in archeologia Università del Salento, 2014

[3] Berlingerio G., La strada dei tufi, storia della viabilità molese dalle origini al XIX secolo,  Ed. Realtà Nuove , Bari 2003

[4] Berlingerio G., La chiesetta di S. Giovanni Battista, tra storia e leggenda, Ed. Realtà Nuove , Mola di Bari 2006

Si allegano foto

Stralcio del progetto in cui si evidenzia tratto della via Traiana, che è a tutt’oggi un accesso pubblico.
Tratto da Google maps; evidenziato in rosso il percorso della via Traiana
Percorso della via Traiana a sud di Mola in prossimità della lama di Ponticello; notare sulla destra, al di sotto del muro a secco, i canali di scarico dell’acqua scavati nel tufo.

Strada dei tufi nei pressi della “Calodd” ove sbocca la lama omonima
Porti minori posti lungo la costa di Mola di Bari

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Richiamiamo di seguito i link ai nostri due articoli sul “Piano Comunale delle Coste”:

https://www.molalibera.it/2021/01/05/piano-comunale-delle-coste-politici-allassalto-non-si-cerca-la-tutela-ma-la-forzatura/

https://www.molalibera.it/2021/01/08/un-documento-molto-importante-ecco-la-bozza-del-piano-comunale-delle-coste/

 

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