ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE, MA A MOLA MANCA IL PIANO

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Mola, via le barriere architettoniche da strade ed edifici pubblici, interventi per 130mila euro. Il sindaco Colonna: “Abbiamo deciso di utilizzare i fondi del decreto Fraccaro per affermare un principio di grande civiltà, il diritto all’accessibilità per tutti. E’ un grande orgoglio”. Il comunicato del Sindaco non deve però far dimenticare che a Mola non è mai stato approvato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). E che molteplici sono le responsabilità pregresse di attuali amministratori e dell’Ufficio tecnico comunale.

COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione comunale di Mola, con il prezioso sostegno dell’Ufficio Tecnico, ha deciso di utilizzare i fondi del cosiddetto “Decreto Fraccaro” per la realizzazione degli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’adeguamento alla normativa vigente degli scivoli esistenti e la costruzione di nuovi, al fine di agevolare il transito pedonale agli spazi e servizi pubblici, con particolare attenzione a coloro che presentano difficoltà motorie.

“A questi interventi sono destinati 130mila euro – spiega il sindaco Giuseppe Colonna – Credo sia la prima volta che si agisca in maniera così strutturale per cambiare fisionomia al nostro paese, ma soprattutto per affermare un principio di civiltà: rendere Mola e i suoi luoghi accessibili per tutti, per poteri muovere autonomamente in tutte le condizioni, sia che si abbia una ridotta mobilità, sia che si sia in giro solo con un passeggino. Abbiamo lavorato, come è nostro dovere, per realizzare questo progetto. Ci concentreremo soprattutto su accessi verso edifici pubblici, come scuole e beni culturali, e sulle vie più frequentate della nostra cittadina”.

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NOSTRO COMMENTO

Sicuramente si tratta di una misura da tempo attesa, tuttavia il Sindaco avrebbe altresì dovuto mettere in rilievo che molte delle barriere architettoniche esistenti sono state create con lavori pubblici e nuove espansioni periferiche realizzate con alla guida del Comune, da assessore e da Sindaco, l’attuale assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, oltre alla medesima direzione dell’Ufficio Tecnico Comunale.

Quartiere “Cozzetto”: pali della luce in Via Fellini che impediscono il transito sui marciapiedi già stretti, sicuramente non a norma.

Insomma, si utilizzeranno oggi cospicui fondi pubblici per risolvere problemi creati ieri dallo stesso personale politico e tecnico del Comune di Mola.

Sono quei pali messi proprio dagli amministratori e tecnici che oggi dovrebbero toglierli… anche se non è mai troppo tardi per ravvedersi dei guasti effettuati negli anni. Sarebbe però onesto riconoscere i propri errori ed ammetterli pubblicamente prima di mettere mano nuovamente al denaro pubblico che, ricordiamoci, non cresce sugli alberi ma arriva dal nostro pagamento delle tasse.

Altro esempio di palo della luce in Via Fellini che impedisce non solo il passaggio di carrozzine per disabili, ma la stessa deambulazione dei pedoni

Peraltro, il Comune di Mola non ha mai approvato un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) obbligatorio fin dal 1986.

Il P.E.B.A è lo strumento urbanistico per il monitoraggio, la progettazione e la pianificazione di interventi finalizzato al raggiungimento di una soglia di ottimale fruibilità degli edifici pubblici per tutti i cittadini.

E’ stato introdotto fin dal 1986, con l’articolo 32, comma 21, della legge n. 41, e integrato con l’articolo 24, comma 9, della legge 104 del 1992, che ne ha esteso l’ambito agli spazi urbani.

Il Piano, di cui ogni comune italiano dovrebbe già essersi dotato, è finalizzato a rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti in un’area circoscritta e può riguardare edifici pubblici o porzioni di spazi pubblici urbani (strade, piazze, parchi, giardini, elementi arredo urbano).

Il piano deve anche individuare le proposte progettuali di massima per l’eliminazione delle barriere presenti, con la stima dei costi e le priorità di intervento.

Ora si attende che l’intervento preannunciato dal Sindaco non sia episodico e una tantum, ma che, con l’approvazione del PEBA, sia l’avvio strutturale e permanente per una città che consenta la piena fruibilità alle persone diversamente abili, ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza e alle neomamme.

Perchè la vera civiltà di un popolo si misura dalla cura e dall’attenzione per le persone svantaggiate e per quelle che, pur in un breve periodo della vita, presentano maggiori elementi di vulnerabilità e delicatezza.

Quartiere Cerulli: marciapiedi occupati perennemente dalle auto a causa dei pali della luce al centro strada che restringono la carreggiata. Tutto il quartiere è una barriera architettonica permanente

2 Commenti

  1. A mio modesto avviso condivido tutti i rilievi qui riportati in foto escluso il quartiere Cerulli con i pali della luce al centro strada.
    Premesso che tale idea ( i pali al centro strada ) fu una strana (!) idea , ma le auto non dovrebbero sostare sui lati della strada in quanto tutte le case sono state costruite con i locali garage poi , però , trasformati da tutti in tavernette senza alcuna variazione catastale .
    Le concessioni furono date coi garage e vi è da supporre che anche la tari a carico dei proprietari si limita alle aree delle abitazioni e non delle tavernette oggi in ino alle abitazioni.
    Per cui , nella fattispecie, il Comune dovrebbe spendere niente e ricavare di più per la regolarizzazione di tale strada stranamente (luci al centro ) progettata !

  2. Nicola ciò che dici è giusto in parte. Il progetto è tutto sbagliato e se ne sono accorti dopo. Stando a ciò che dici un abitante di contrada cerulli dovrebbe parcheggiare l ‘auto in garage ogni volta che ritorna a casa? e se sono due le macchine? ogni volta bisogna stare a spostare la macchina del familiare che è arrivato dopo per uscire con la tua? Non credi che è proprio per questo motivo che non hanno messo i divieti di sosta?
    Il fatto è che hanno progettato una strada troppo piccola per fare il doppio senso e allo stesso tempo parcheggiare le macchine ed in più hanno messo i pali in mezzo.
    IN POCHE PAROLE è STATO FATTO UN PROGETTO DEL CAVOLO.

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