NUOVA CHIESA ALLA TRINITA’: UN ESPROPRIO DAI CONTORNI OPACHI

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Stasera, venerdì 23 ottobre, seduta di Consiglio comunale dedicata all’approvazione della concessione di 2.500 metri quadri alla Diocesi di Bari per l’edificazione della nuova Chiesa della Parrocchia della SS. Trinità. Un’opera senz’altro necessaria e meritoria: tuttavia, la genesi non è molto confortante. Verrà utilizzata una superficie da poco espropriata dal Comune di Mola ai privati in assenza della dichiarazione di destinazione finale. Perchè la Diocesi ha atteso che il Comune espropriasse i privati per manifestare il suo interesse? Perchè il Comune ha taciuto al momento dell’esproprio i suoi obiettivi pubblici su un’area sovrabbondante per tre volte il fabbisogno di superficie della nuova strada di collegamento, che costeggia le proprietà della parrocchia? Vediamo come e perchè vi sono macroscopiche irregolarità amministrative, forse anche profili penali.

Oggi, venerdì 23 ottobre, alle 17:00, il Consiglio comunale di Mola si riunirà per discutere dei seguenti punti all’ordine del giorno:

  1. Trasferimento all’Arcidiocesi di Bari Bitonto di porzione di area contigua alla Parrocchia SS. Trinità in Mola di Bari individuata in catasto al Fg.17 p.lle n.337 (parte) – 869 (parte) – 870 (parte). Indirizzo. Aggiornamento del piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliari, approvato con delibera di C.C. n.41 del 18.09.2020. Revoca della Delibera di C.C. n.68 del 23.12.2004.
  2. Restauro e recupero funzionale del monumentale Palazzo Alberotanza – Presa d’Atto dell’aggiornamento del Progetto Esecutivo e del “Documento di valutazione sulla applicabilità ed opportunità di operare nella forma del Partenariato Speciale Pubblico – Privato previsto dall’art.151, c.3, del D. Lgs. n.50/2016 e s.m.i. ai fini del processo di valorizzazione di Palazzo Alberotanza in Mola di Bari dell’art.151 del D. Lgs. n.50/2016”. Atto d’indirizzo.

Del secondo punto abbiamo già scritto in un articolo del 17 ottobre, “Palazzo Roberti: partnership pubblico-privato per vederlo risorgere”

https://www.molalibera.it/2020/10/17/palazzo-roberti-partnership-pubblico-privato-per-vederlo-risorgere/

Ora occupiamoci del primo punto, quello relativo al trasferimento di un suolo alla Diocesi di Bari, attiguo alla Parrocchia della SS. Trinità.

Ecco la proposta di deliberazione che verrà sottoposta alla discussione e alla votazione dei consiglieri comunali:

(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Proposta Delibera Trinità_rev per chiesa

Come si può leggere nel documento, con nota pervenuta all’ufficio protocollo dell’ente n. 19970 in data 04.08.2020, a firma di S.E. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, è stato richiesto di concedere un’area contigua alla Parrocchia SS. Trinità allo scopo di ampliare le attuali strutture parrocchiali ivi compresa la realizzazione di una chiesa in sostituzione dell’attuale struttura di natura provvisoria (ex refettorio).

Fin qui, la questione è chiarissima e non c’è alcun dubbio che la parrocchia della SS. Trinità, affidata alla cura dei Padri Vocazionisti che, fin dal 1950, seguono la comunità cattolica della zona oltreferrovia, abbia necessità di una chiesa adeguata al grande sviluppo demografico della zona.

Un’area che 70 anni fa era soltanto un territorio poco più che rurale, con case sparse, e che oggi vede una grande espansione urbanistica, ancora in corso con il nuovo insediamento del PIRP Cerulli.

Peraltro, già nel 2004, il Consiglio comunale di Mola, con delibera n. 68 del 23.12.2004, conferì alla Parrocchia SS. Trinità un’area di mq. 1161 in diritto di superficie, individuata al foglio 17, particella n. 1517, situata sempre in zona, ma non contigua all’attuale complesso parrocchiale.

Tuttavia, il tempo è passato senza che nè la Diocesi nè la Congregazione dei Padri Vocazionisti (con sede centrale a Pianura, Napoli), prendessero possesso dell’area concessa in diritto di superficie e, quindi, la Chiesa non venne edificata.

Pertanto, la costruzione della nuova Chiesa nel quartiere di Oltreferrovia sembrava non essere più attuale.

Tuttavia, nel 2019, accade un fatto nuovo, apparentemente slegato dalla questione di cui ci stiamo occupando.

Infatti, a seguito della realizzazione del nuovo quartiere PIRP Cerulli, si viene a determinare una importante confluenza viaria del nuovo agglomerato urbano su Via Russolillo (ex Via Rutigliano), attraverso Via Buenos Aires: per intenderci, la strada che costeggia il nuovo complesso sanitario del dott. Giuseppe Capotorto.

L’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici, Nico Berlen, il 10 ottobre 2019 relaziona al Consiglio comunale sulla necessità di creare una rotatoria su Via Russolillo in corrispondenza della confluenza di Via Buenos Aires. Tale rotatoria, a parere dell’assessore, si rende necessaria per evitare una congestione veicolare tra quella confluenza e l’incrocio con la RSA, posto poco più a valle.

Nell’occasione, l’Assessore chiede al Consiglio di approvare il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la rotatoria e, al contempo, per la realizzazione di una nuova strada che, dalla rotatoria si diparta in direzione est per raggiungere Via Chiancarelle che, a quell’altezza, è poco più di un tratturo di campagna, priva di fondo stradale e molto stretta, quasi impraticabile.

Il Consiglio comunale approva con 14 voti a favore e 1 contrario (Michele Daniele).

Per la realizzazione dell’opera di “Lavori di messa in sicurezza e servizi alla viabilità – Rotatoria e collegamento stradale – su Via Russolillo “ si rende necessario espropriare alcuni terreni privati collocati in zona F (area per attività collettive) e, pertanto, viene approvata la reiterazione (cioè la riproposizione o ripetizione) del vincolo preordinato all’esproprio.

Infatti, le aree potenzialmente destinate all’esproprio dal Piano Regolatore, in assenza della dichiarazione di pubblica utilità, decadono dal vincolo dopo 5 anni e, quindi, in tal senso va reiterato detto vincolo per poterle materialmente espropriare. 

Si arriva al maggio 2020, e precisamente al 26-05-20: il Consiglio comunale è chiamato all’approvazione definitiva dei lavori previsti nel progetto di fattibilità già deliberato nell’ottobre 2019, compreso l’esproprio dei terreni individuati per la realizzazione della strada di collegamento.

La decisione finale fa molto discutere e “Mola Libera” dedica alla questione un articolo: “Mala urbanistica: approvata un’inutile strada che porta nel niente”. Ecco il link:

https://www.molalibera.it/2020/05/27/mala-urbanistica-approvata-uninutile-strada-che-porta-nel-niente/

In poche parole, è prevista una spesa per esproprio assolutamente sproporzionata rispetto all’obiettivo da raggiungere: infatti, nel quadro economico della delibera, ben 163.465,00 euro sono destinati all’esproprio di una superficie complessiva di 4.100 metri quadri circa, rispetto ai 1.170 metri quadri circa necessari alla realizzazione della strada. Quindi, circa 3.000 metri quadri in più vengono espropriati senza una ragione plausibile.

Il posizionamento della nuova rotatoria su Via Russolillo, tra Via Buenos Aires (area PIRP) che costeggia la clinica del dott. Capotorto e la Chiesa della SS. Trinità. La linea retta indica la nuova strada che partirà dal rondò per raggiungere Via Chiancarelle, al momento poco più di un tratturo di campagna. A distanza di 4 mesi e mezzo dall’esproprio del terreno, effettuato per costruire la strada, si apprende che la superficie eccedente verrà trasferita alla Diocesi di Bari-Bitonto per la realizzazione della nuova Chiesa della parrocchia SS. Trinità

Di fronte alle obiezioni di alcuni consiglieri comunali di minoranza, l’Assessore Berlen chiede due mesi di tempo per trovare un utilizzo a fini pubblici dell’area sovrabbondante, di circa 3000 metri quadri, rispetto al fabbisogno di circa 1000 metri quadri necessario per la realizzazione della nuova strada.

E qui sembra esserci un illecito amministrativo non da poco: con la dichiarazione di esproprio di un’area privata, sia pure destinata ad opere di utilità pubblica, deve essere contestualmente dichiarata la precisa opera pubblica da realizzare e, comunque, la destinazione d’uso dell’intera area espropriata.

Inoltre, agli espropriandi deve essere comunicato il progetto definitivo delle opere pubbliche previste sui terreni dichiarati di pubblica utilità, in uno con la comunicazione di avviso dell’avvio del procedimento (si vedano a tal proposito numerose sentenze della magistratura amministrativa).

Tutti elementi fondamentali che non emergono dalla documentazione approvata dal Consiglio comunale nella delibera n. 13 del 26-05-2020.

Passano alcuni mesi e, in data 29-07-2020, i terreni espropriati,  iscritti in catasto al Foglio 17 particelle n. 337 – 869 – 870, vengono immessi nel possesso del Comune di Mola di Bari con verbale di stato di consistenza e immissione in possesso.

Soltanto pochi giorni dopo, in data 04.08.2020, a firma di S.E. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, la Diocesi richiede al Comune di Mola di concedere un’area contigua alla Parrocchia SS. Trinità allo scopo di ampliare le attuali strutture parrocchiali ivi compresa la realizzazione di una chiesa in sostituzione dell’attuale struttura di natura provvisoria (ex refettorio), manifestando, come si legge nella proposta di delibera sottoposta oggi al Consiglio Comunale, l’interesse di acquisire una porzione del terreno individuato in catasto al Fg. 17 p.lle n. 337 – 869 – 870.

Ecco un’altra veduta dall’alto della zona espropriata che verrà ceduta alla Parrocchia SS. Trinità per la costruzione della nuova Chiesa

La porzione specifica che la Giunta comunale, e in particolare l’Assessore Berlen, propone di cedere alla Diocesi di Bari è di circa 2.500 metri quadri (di cui 1.430 mq. in diritto di superficie e 1.070 mq. in diritto di proprietà per permuta e scomputo, tenuto conto che verrà restituita al Comune l’area concessa dal nostro ente alla Parrocchia nel 2004) sul totale espropriato di 4100 metri quadri, di cui 1.170 riservati alla nuova strada.

CONSIDERAZIONI

Non sappiamo quali decisioni prenderà il Consiglio comunale stasera.

Tuttavia, alcune considerazioni si impongono:

1) Scarsa trasparenza sia da parte del Comune che delle Autorità ecclesiastiche.

Infatti, era ben risaputo che la Parrocchia SS. Trinità lamentava, giustamente, da tempo l’insufficienza dell’attuale chiesa in ragione del fortemente accresciuto carico insediativo nelle zone urbane Oltre ferrovia. Tanto da aver richiesto e ottenuto una superficie di 1.161 metri quadri nel 2004 dal Comune di Mola per la realizzazione del nuovo luogo di culto.

Eppure, fino al 10 ottobre 2019, data dell’approvazione della delibera di Consiglio comunale n. 58, con la quale si decideva l’esproprio di circa 4100 metri quadri da privati, di cui solo 1.170 riservato alla nuova strada, la Diocesi, la Parrocchia e i Padri Vocazionisti nulla esternavano pubblicamente in termini di nuovo fabbisogno o di mutate esigenze di allocazione per la costruzione della nuova chiesa.

Allo stesso tempo, il Comune di Mola, con la suddetta delibera, nel dichiarare la pubblica utilità ai fini dell’esproprio di una superficie per tre volte sovrabbondante rispetto alla superficie necessaria per la realizzazione della nuova strada di collegamento (sia pure molto discutibile nella sua utilità), nulla dichiarava sulla destinazione dell’area in eccesso, contravvenendo in ciò ad un preciso obbligo della legge sugli espropri che, come si è visto, impone di dichiarare la precisa finalità dell’intera area da espropriare e, al contempo, richiede di comunicare agli espropriandi il progetto definitivo delle opere da realizzarsi sui terreni da espropriare.

Quindi, siamo di fronte ad una violazione di legge, con risvolti che potrebbero essere anche di natura penale (omissione di atti d’ufficio, abuso d’ufficio).

2) Emersione di un’improvvisa richiesta della Diocesi ad esproprio ormai avvenuto.

E’ quindi soltanto il 4 agosto scorso che la Diocesi manifesta il suo interesse per la zona già espropriata dal Comune di Mola e passata nella disponibilità del nostro Ente.

Ed è quindi solo a quel punto che la Giunta comunale comunica pubblicamente, con la proposta di deliberazione in discussione nella seduta di stasera del Consiglio comunale, i suoi intendimenti sull’area espropriata in eccesso rispetto al fabbisogno di superficie della nuova strada.

Perchè?

In sostanza, perchè – anzichè magari trattando direttamente l’acquisto dei suoli dai privati confinanti con la Parrocchia SS. Trinità – la Diocesi ha atteso l’esproprio per dichiarare il suo interesse a tali terreni, ben sapendo del progetto di rotatoria e di strada da realizzare su una superficie che ha comportato anche un piccolo esproprio di 50 metri quadri alla stessa proprietà della parrocchia SS. Trinità?

E perchè il Comune di Mola non ha dichiarato fin da subito la destinazione d’uso dell’intera area espropriata, come obbligatorio per legge, aderendo quindi, successivamente, e quasi tempestivamente, alla richiesta della Diocesi per una cessione di 2.500 metri quadri espropriati solo qualche mese fa?

Perchè S.E. Mons. Cacucci è stato coinvolto in una istanza della quale sicuramente ignorava i contorni così poco chiari? Perchè non si è lasciato che fosse la Congregazione dei Padri Vocazionisti, attuali proprietari del complesso insediativo della Parrocchia SS. Trinità, a produrre l’istanza verso il Comune di Mola? Siamo certi che Mons. Cacucci mai avrebbe firmato un’istanza di tale natura se fosse stato adeguatamente informato di ogni aspetto della singolare vicenda.

Perchè addirittura, si era perfino ipotizzato di coinvolgere, da parte della Giunta comunale, il Vescovo con una presenza nella seduta odierna del Consiglio Comunale?

Chi ha tessuto una trama molto discutibile non solo per la trasparenza amministrativa del Comune di Mola, ma per la stessa autorevolezza e prestigio della Chiesa Cattolica?

Sono tutti interrogativi che meriterebbero una risposta, in sede istituzionale: i consiglieri comunali, a nostro modesto parere, dovrebbero cercare chiarezza e trasparenza prima di alzare la mano per l’approvazione.

L’attuale complesso della Parrocchia SS. Trinità di Mola

“MALA URBANISTICA”. APPROVATA UN’INUTILE STRADA CHE PORTA NEL NIENTE…

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