VILLE A MARE: DOPO 7 ANNI DAL RICORSO, A STRASBURGO E’ TUTTO FERMO

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E’ quanto ha accertato “Mola Libera”, sia verificando lo stato del procedimento on line della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), che chiedendo informazioni ad una fonte di certa e primaria attendibilità. Pertanto, non c’è da far altro che procedere con la decisione del Consiglio comunale che, il 10 ottobre 2019, ha sancito di dare piena attuazione alla sentenza della Corte di Cassazione del 2013, prevedendo la demolizione dei manufatti dichiarati abusivi in via definitiva.

Oggi ricorre il settimo anno dalla presentazione del ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo, da parte di numerosi proprietari dei terreni confiscati dalla Magistratura italiana con la sentenza definitiva della Cassazione dell’aprile 2013.

Lo scorso anno, esattamente il 15 ottobre, abbiamo fatto il punto della situazione con un nostro articolo: 

https://www.molalibera.it/2019/10/15/ville-a-mare-da-demolire-europa-lumaca-dopo-6-anni-a-strasburgo-e-tutto-fermo/

Nel frattempo non è accaduto assolutamente nulla.

Lo “stato della procedura attuale”, con il quale la CEDU informa on line in merito all’avanzamento della vertenza giudiziaria, è congelato alla presentazione della domanda da parte dei ricorrenti alla data del 15 ottobre 2013, come ben si può vedere dalle videate dei tre ricorsi presentati dai diversi proprietari, singoli (due) e associati (uno).

Eccoli (abbiamo soltanto omesso il numero dei ricorsi):

Poichè lo status è congelato così fin dall’inizio, abbiamo verificato se, comunque, nel frattempo, fosse intervenuta qualche attività processuale non registrata nello “stato di procedura in linea”.

In tal senso, abbiamo interpellato una fonte di diretta e primaria attendibilità che ci ha confermato, a tutt’oggi, l’assenza di qualsiasi attività giudiziaria. 

In sostanza, dopo la presentazione del ricorso, la CEDU non ha effettuato la benchè minima azione: le carte sono a Strasburgo e là vedono crescere la polvere degli anni.

Eppure, qualche tempo fa, molti tra i politici molesi davano per imminente una decisione della CEDU e in tal senso procrastinavano qualsiasi decisione in merito alla demolizione prevista dalla sentenza della Corte di Cassazione, in attesa di Strasburgo, nonostante il parere pro veritate del legale del Comune di Mola, l’avv. Saverio Profeta, fosse stato consegnato da tempo.

Ma la CEDU è come Godot: “Oggi non verrà, ma verrà domani”. Tutti attendono che arrivi ma non arriva mai. 

Pertanto, la politica molese prenda le sue decisioni senza attendere oltre, dando attuazione alla decisione di procedere alla demolizione sancita dal voto del 10 ottobre 2019 che, finalmente, lo scorso anno, di questi tempi, ha recepito il parere dell’avv. Profeta:

https://www.molalibera.it/2019/10/11/un-voto-storico-il-consiglio-comunale-ha-deciso-la-demolizione-delle-ville-a-mare/

A tal proposito, una delle domande rivolte al Sindaco nella nostra intervista del 19 agosto ha avuto ad oggetto il tema dell’attuazione della delibera di Consiglio Comunale del 10 ottobre.

Così abbiamo chiesto al Sindaco e così egli ci ha risposto:

“Mola Libera”: Ville a mare confiscate: con uno storico voto, nell’ottobre 2019, il Consiglio comunale ne ha votato la demolizione. Sono stati richiesti e reperiti i fondi pubblici per eseguirla? Quali sono i progetti per l’utilizzo dell’area una volta che sarà sgombrata dai manufatti abusivi esistenti? Cosa ne pensa comunque della proposta di “Mola Libera” di adibire la zona – liberata dalle costruzioni illegittime – a parco urbano, con parcheggi esterni perimetrali, dotato di vegetazione mediterranea, servizi igienici, area pic nic, servizi per il tempo libero, spiaggia attrezzata con servizi alla balneazione?

Sindaco: “Abbiamo ottenuto dalla Regione un fondo di rotazione di 300 mila euro finalizzato all’abbattimento delle prime villette. Dobbiamo naturalmente avviare il procedimento amministrativo, cosa che verrà fatta. Condivido la proposta di Mola Libera. Con Regione Puglia e Soprintendenza abbiamo avviato una collaborazione finalizzata ad individuare la destinazione futura dell’area. La discussione ormai imminente sul nuovo Piano Urbanistico Generale credo sia occasione unica per definire anche questi aspetti”.

Cosa si aspetta a procedere? Cosa si aspetta altresì a chiedere un finanziamento anche al Fondo statale contro l’abusivismo che prevede risorse per le demolizioni?

Attendere ancora la CEDU-Godot non ha più alcun senso.

Una delle ville a mare confiscate dall’autorità giudiziaria: sorge direttamente sulla battigia
Ville a schiera confiscate in riva al mare, oggetto della delibera di Consiglio comunale approvata il 10 ottobre 2019, che ne prevede la demolizione in esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione dell’aprile 2013

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