LO STRANO CASO DEL TERRENO ESPROPRIATO PER UNA STRADA, MA FINITO ALLA CHIESA…

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E’ quanto denuncia il consigliere Michele Daniele (M5S) in una lettera al nostro giornale. Si tratta del terreno espropriato a privati nello scorso maggio, con lo scopo di realizzare una strada che, dal previsto nuovo rondò di Via Russolillo, porterà ad una strada di campagna. Tuttavia, ora si viene a sapere che la superficie eccedente, con un provvedimento che sarà discusso nella prossima seduta di Consiglio comunale, verrà ceduto alla Diocesi di Bari-Bitonto per la costruzione della nuova Chiesa della parrocchia SS. Trinità.

Riceviamo dal consigliere Michele Daniele (Movimento 5 stelle) e pubblichiamo:

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA

Già. Tutte le strade portano a Roma. Anche quelle che portano nel nulla o  in una strada poderale. Come nel caso della presunta nuova strada che dovrebbe portare dal progettato rondò di via Rutigliano (all’altezza del PIRP) a via Chiancarelle: una strada di  campagna larga un metro e mezzo.

Ma perchè quella nuova strada arriva a Roma? Roma come capitale della cristianità. Roma al cui interno risiede lo  Stato della Chiesa che è distinto dallo Stato italiano con cui intrattiene rapporti diplomatici regolati da un trattato internazionale: i Patti Lateranensi.  

E cosa c’entra tutto questo con Mola e con la strada che porta nel nulla, cioè a Roma? E’ quanto proveremo ad illustrare con questo articolo, confidando nella pazienza e nell’attenzione del lettore.

I più attenti tra coloro che seguono le vicende cittadine ricorderanno di una delibera del Consiglio comunale molese dello scorso ottobre con cui si approvava la costruzione del rondò di via Rutigliano, insieme agli espropri necessari sia per il rondò che, soprattutto, per la costruzione di quella nuova strada che porta in una strada di campagna.

Per la costruzione di questa nuova strada fu necessario espropriare un intero fondo di circa 4mila metri quadrati mentre per la sede stradale necessitavano solo circa mille metri quadrati.

La discussione in Consiglio fu vivace soprattutto perchè non si comprendeva la necessità e l’utilità di questa strada perchè, senza ulteriori opere sarebbe risultata inutile e, neanche all’atto dell’approvazione definitiva dello scorso maggio, tali opere erano state minimamente delineate.

In Consiglio ci fu solo una solenne promessa dell’assessore Berlen a presentare al Consiglio, entro al massimo tre mesi, una sistemazione definitiva dell’area interessata, dando un senso a quanto al momento sembrava senza senso.

Con la delibera che verrà discussa nella seduta consiliare del prossimo 23 ottobre, l’arcano viene svelato: della sistemazione urbanistica dell’area nemmeno l’ombra, in compenso parte dei terreni espropriati dal Comune per la realizzazione della nuova strada vengono ceduti alla parrocchia della SS. Trinità, parzialmente come vendita e parzialmente come donazione del diritto di superficie. Eterno come  si conviene ad una istituzione millenaria.

Ora, in questa sede non si vuole sindacare sull’opportunità di cedere o meno dei terreni  di proprietà comunale ad uno Stato estero, sia pure particolare quale lo Stato della Chiesa, o sulla necessità di una nuova chiesa in quell’area, in sostituzione di altra area precedentemente individuata.

Ciò che ci interessa far notare è la modalità con cui si è giunti a questa decisione. Modalità che fa prefigurare un eccesso di potere da parte dell’amministrazione comunale sia per uno sviamento di potere (raggiungimento di uno  scopo diverso da quello dichiarato) sia per falsità del presupposto.

Riguardo allo sviamento di potere, occorre rilevare che le motivazioni all’esproprio dei terreni in oggetto erano riferite alla realizzazione dell’opera di “Lavori di messa in sicurezza e servizi alla viabilità – Rotatoria e collegamento stradale – su Via Russolillo“ così come espressi nella delibera e non alla loro cessione, anche se parziale, alla parrocchia della SS. Trinità.

Riguardo alla falsità del presupposto, la nuova delibera in approvazione si fonda sull’assunto che l’edilizia di culto  sia un’opera pubblica, che un ente ecclesiastico sia un ente pubblico e che conseguentemente la concessione del diritto di superficie per la realizzazione di impianti e servizi pubblici sia a tempo indeterminato.

In realtà tutti gli atti collegati  a questa vicenda, dall’adozione della variante al PRG del 10-10-2019, alla sua approvazione definitiva del 26-5-2020 sino  al provvedimento di prossima  approvazione nella seduta consiliare del prossimo 23-10 sono affetti da grandi e piccole irregolarità: dalla mancata messa a disposizione dei consiglieri degli allegati alla delibera originaria, all’errato riferimento al parere della Terza Commissione nella delibera definitiva sino a quelle contenute nella delibera in approvazione.

L’insieme di queste irregolarità circonda l’intera vicenda di mancanza di trasparenza oltre che dell’usuale pressapochismo  con cui vengono  stilati gli atti del nostro Comune, spalancando la porta a ricorsi da parte di qualsiasi cittadino che ritenga intaccati i propri interessi. Ricorsi che espongono il nostro Comune, quindi tutti noi, a soccombere in un eventuale giudizio presso i tribunali.

Se la volontà di questa amministrazione era di favorire la costruzione di una nuova chiesa c’era un modo lineare per procedere secondo trasparenza: dichiarare sin da subito lo scopo dell’approvazione e cedere i terreni espropriati alla parrocchia della SS. Trinità. Troviamo scorretto aver nascosto al Consiglio, e conseguentemente alla cittadinanza, lo scopo finale di tale esproprio.

Fatto sta che dei 3 obiettivi dichiarati: 1. costruzione del rondò, 2. costruzione nuova strada, 3. sistemazione urbanistica dell’area, quello per ora realizzato è un quarto: consentire la costruzione della nuova parrocchia per la SS. Trinità. Segno di una programmazione quantomeno casuale (eufemismo). A meno che sullo sfondo non vi sia un qualche legame con la pratica delle indulgenze, per guadagnarsi il Paradiso.

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NOSTRO COMMENTO

Ci riserviamo di approfondire ogni aspetto di questa singolare vicenda, in particolare sotto l’aspetto giuridico-amministrativo.

Tuttavia, nell’immediato, alcune domande sorgono spontanee:

Perchè la parrocchia SS. Trinità (che, ricordiamolo, è diretta dai Padri Vocazionisti, costituiti in un ente di diritto privato) non ha trattato preliminarmente la cessione direttamente con i confinanti privati, che sono invece stati espropriati dal Comune per la realizzazione di una strada (opera pubblica)?

Perchè il Comune e la Diocesi non hanno dichiarato subito i loro intendimenti? Eppure, da tempo, era noto che la parrocchia SS. Trinità aveva necessità di ampliare la propria struttura…

Perchè non seguire un percorso amministrativo lineare e non invece quello che si sta palesando come molto contorto? 

Il posizionamento della nuova rotatoria su Via Russolillo, tra Via Buenos Aires (area PIRP) che costeggia la clinica del dott. Capotorto e la Chiesa della SS. Trinità. La linea retta indica la nuova strada che partirà dal rondò per raggiungere Via Chiancarelle, al momento poco più di un tratturo di campagna. A distanza di 4 mesi e mezzo dall’esproprio del terreno, effettuato per costruire la strada, si apprende che la superficie eccedente verrà trasferita alla Diocesi di Bari-Bitonto per la realizzazione della nuova Chiesa della parrocchia SS. Trinità

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