IL SINDACO NON HA RISPOSTO: PERCHE’? ECCO LE 12 DOMANDE DI “MOLA LIBERA” SENZA RISCONTRO

0
970

Come è noto, il 19 agosto scorso, “Mola Libera” ha rivolto al nostro primo cittadino un’intervista con numerose domande, ben 33, su gran parte delle problematiche cittadine, anche in base alle sollecitazioni dei nostri lettori. Il Sindaco ha risposto in due momenti successivi a 21 delle nostre domande, ma non a tutte. Abbiamo sollecitato più volte il completamento: sono passati 50 giorni e quindi non possiamo attendere oltre; non sarebbe dignitoso per un giornale. Ecco quindi il richiamo alle 21 risposte e la pubblicazione delle 12 domande rimaste senza risposta. I lettori potranno così giudicare per intero.

Giuseppe Colonna ha risposto una prima volta, il 28 agosto, a 8 domande. E una seconda volta, il 12 settembre, a ulteriori 13 domande. Il Sindaco avrebbe dovuto rispondere quindi a ulteriori 12 domande.

Abbiamo sollecitato più volte le risposte: il Sindaco ci ha sempre rinviato ad un futuribile “fine settimana”, l’ultima volta con un messaggio di risposta il 29 settembre. Poi, più niente.

Nel frattempo, dal primo invio delle domande in data 19 agosto ad oggi, sono trascorsi ben 50 giorni…

Anche il Presidente della Repubblica avrebbe risposto…

Capiamo che il nostro Sindaco sia molto impegnato nell’attività politico-amministrativa, capiamo anche che, dedicandosi a tempo pieno alla sua carriera professionale presso il Comune di Triggiano (non è in aspettativa e nemmeno in attività part-time), abbia ancor minor tempo da dedicare alle domande dei giornali, pur se trascorre, legittimamente, moltissimo tempo sui social.

Tuttavia “Mola Libera” ha la sua dignità e non può aspettare oltre.

Quindi, a tempo abbondantemente scaduto, pubblichiamo sia i link ai nostri articoli, con le risposte già fornite dal Sindaco, che, per esteso, le domande alle quali non ha voluto o saputo o potuto rispondere.

Sta ai lettori trarre le opportune conclusioni.

Ecco il link alla prima parte dell’intervista, con le risposte del Sindaco, in data 28 agosto 2020:

https://www.molalibera.it/2020/08/28/intervista-al-sindaco-ecco-le-prime-risposte-di-colonna-a-mola-libera/

Ed ecco il link alla seconda parte dell’intervista, con le risposte del Sindaco, in data 12 settembre 2020:

https://www.molalibera.it/2020/09/12/sindaco-ecco-le-nuove-risposte-allintervista-di-mola-libera/

Di seguito, invece, ECCO LE 12 DOMANDE ALLE QUALI IL SINDACO NON HA RISPOSTO:

1. Nota dolente sollevata da continue segnalazioni dei nostri lettori è quella dello stato di degrado e di scarso controllo nel borgo antico e nella zona del Castello Angioino, con bande di teppisti che mettono a dura prova la vita quotidiana dei residenti, mediante spaccio e consumo di droga, schiamazzi, sporcizia. Il Comune di Mola ha adottato il cosiddetto Daspo, quale forma di forte sanzione per i trasgressori del decoro urbano: quali risultati ha finora prodotto? Inoltre, sempre a proposito del fronte mare, se e quando verrà spostata la statua di San Pio nella Chiesa del cimitero, come promesso da diversi sindaci suoi predecessori?

La zona retrostante del Castello Angioino: più volte devastata dai vandali

2. Traffico, parcheggi e stato delle strade è l’altro tema che non dà pace ai molesi. Di recente il Comune di Mola ha introdotto 4 aree periferiche per park & ride, oltre alla messa in servizio di una navetta da e per il centro urbano. Tuttavia, dalle informazioni e foto da noi acquisite, risulterebbe un sostanziale fallimento della sperimentazione: parcheggi deserti e navette desolatamente vuote, mentre la banchina portuale e le sue adiacenze, nonostante l’introduzione del disco orario, viene presa d’assalto come ogni sera da molesi e forestieri che si riversano in massa nelle rosticcerie, pizzerie e pub della zona, consentendo ai parcheggiatori abusivi di continuare a fare quello che vogliono. Cosa intende fare la sua Amministrazione per far rispettare le nuove disposizioni e per impedire il Far West serale, con Via Veneto trasformata in statale 16 ad alto scorrimento?

La nuova regolamentazione della sosta sulla banchina portuale prevede l’utilizzo del disco orario, ma viene scarsamente rispettata

3. In tempi di emergenza sanitaria per il Covid-19, sembra essere passata in second’ordine l’emergenza ambientale per la discarica Martucci. Eppure, dall’evidenza di quest’ultimo periodo, sembra esserci una recrudescenza di decessi per neoplasie tra i cittadini molesi in età non avanzata, molti sessantenni. Se è vero che non è provato un nesso di stretta causalità tra la presenza della discarica e le malattie tumorali, è pur vero che, come “Mola Libera” ha pubblicato nel novembre 2019, la nostra città è purtroppo nelle prime posizioni, nell’intera Puglia, per la percentuale di codici di esenzione 048, assegnati alle persone con diagnosi di neoplasia. All’epoca la notizia ha fatto molto rumore, e l’ARESS (l’Agenzia Regionale per la Salute) si affrettò a smentire la correlazione, producendo alcune statistiche epidemiologiche che, in realtà, non solo presentavano notevoli contraddizioni nei dati, ma suscitavano ulteriori interrogativi. Anche Lei si espresse sdrammatizzando, tuttavia promettendo che un’accurata indagine epidemiologica sarebbe stata effettuata. A distanza di oltre nove mesi, di quello studio non vi è alcuna traccia. Cosa può dire in proposito ai nostri lettori?

4. Restando al tema della discarica Martucci e dei suoi effetti sul territorio, da qualche tempo non vi sono più notizie in merito alle attività del Tavolo tecnico tra i comuni contermini interessati, di cui Mola è capofila. Perché? E, comunque, che fine hanno fatto le indagini dell’ARPA Puglia finalizzate alla ricerca del percolato nei pozzi di raccolta? Le ultime notizie, di alcuni mesi fa, parlano di un’ulteriore verifica effettuata nello scorso gennaio che ha confermato la sostanziale assenza di percolato in tali pozzi. Ciò significa una cosa ben precisa: ben 20 milioni di litri (è la quantità stimata, forse anche per difetto, dall’ARPA) di quel liquido tossico e cancerogeno non sono spariti per magia, ma sono finiti nel sottosuolo e, quindi, con ogni probabilità, nella falda acquifera. Quando le popolazioni interessate riusciranno a ricevere un rapporto preciso e dettagliato che certifichi la fuga del percolato nelle viscere della terra? Se questa certificazione arrivasse, il Comune di Mola ha intenzione di denunciare tutto alla Procura della Repubblica al fine di riaprire un’indagine che, purtroppo, è finita, senza vera giustizia, con le assoluzioni pronunciate nel processo penale per presunto disastro ambientale? Quando, in ogni caso, si eseguiranno azioni concrete finalizzate alla bonifica del sito Martucci e del suo intorno? Quando si saprà se la Regione Puglia accetterà mai di stralciare l’utilizzo di Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti?

Percolato in superficie a Martucci: 20 milioni di litri sono già finiti, con ogni probabilità, nel sottosuolo

5. Non molto tempo fa, abbiamo tutti visto le immagini del collaudo del nuovo viadotto di Genova, con la presenza di decine di camion a pieno carico, finalizzati a testarne la staticità e la resistenza in base alle norme di legge. “Mola Libera” ha posto più volte nel tempo una domanda precisa, senza ottenere risposte. Sebbene la sua Amministrazione non abbia responsabilità dirette, è possibile sapere perché il collaudo statico del cavalcaferrovia di Viale Paolo VI non è stato eseguito con il concreto posizionamento dei carichi previsti, in base alle normative in materia? Eppure il Comune di Mola è ora il proprietario di quell’opera e, quindi, ha il diritto-dovere di garantirne l’effettiva sicurezza. Come stanno le cose? E’ possibile mostrare in ogni caso ai cittadini i documenti che attestano le modalità di esecuzione del collaudo?

Il cavalcaferrovia di Via Paolo VI che congiunge i quartieri Cozzetto e Cerulli: è mai stato collaudato secondo le norme di legge che prevedono il posizionamento sulla campata di carichi statici?

6. Di recente, il Consiglio Regionale ha approvato la legge che istituisce il Parco costiero naturale di Costa Ripagnola, sebbene con non poche ombre. La perimetrazione del parco si estende, dai confini con il territorio molese, per l’intera costa polignanese fino a comprendere una parte della costa nord di Monopoli. Perché la sua Amministrazione non ha chiesto, in tempi non sospetti, l’allargamento della perimetrazione alla costa sud di Mola, almeno fino a comprendere la frazione di Cozze che, in tal modo, avrebbe potuto beneficiare anche di finanziamenti futuri per la sua riqualificazione in senso ambientale e naturalistico? Perché Cozze continua a sprofondare sempre più nel degrado e nell’assenza di un vero e concreto rilancio, come da anni denuncia il Comitato animato dai suoi residenti e villeggianti? E cosa si prevede per il litorale sud di Mola? Nuove cementificazioni sono all’orizzonte?

Ecco la perimetrazione del parco nella iniziale proposta di legge regionale. Come si può notare, i previsti confini del parco vanno dal confine con il territorio molese fino a comprendere una porzione della costa di Monopoli nord. Gli amministratori e i politici molesi non si sono preoccupati di fare una battaglia (se non di facciata e fuori tempo massimo) per includere almeno una parte del litorale sud di Mola, a cominciare da Cozze che, in tal modo, avrebbe potuto essere valorizzata e preservata da ulteriori attacchi speculativi.

7. Se ne parla poco, eppure il nostro giornale ha documentato lo sfacelo dell’ex stadio comunale, abbandonato completamente al degrado, al vandalismo e alla sporcizia da decenni. Che programmi ha la sua Giunta per il suo eventuale recupero? Perché non si riesce a realizzare una cittadella dello sport, con strutture integrate, davvero degna di questo nome? Perché Mola continua a non disporre di una piscina comunale, strumento quanto mai utile non solo per l’attività sportiva ma anche fisioterapica? E perché il suo Assessore Berlen non ha mai voluto accogliere, fin dai primi Anni 2000, nel corso della sua lunga attività amministrativa, la proposta di realizzare un Auditorium (indispensabile per l’attività delle numerose associazioni musicali e teatrali molesi) e di un Centro congressi per facilitare eventi di massa e raccogliere, almeno in parte, il florido turismo congressuale che si svolge a Bari e dintorni? Lei, da Sindaco, come la pensa e cosa intende fare?

Gli interni del dismesso stadio comunale: degrado e sfacelo totale, con condizioni igieniche spaventose. Un rudere abbandonato a se stesso.

8. Parliamo di attività produttive, commerciali e turistiche. Come è ben noto, Mola, e non da oggi, è in coda alla classifica dell’Area metropolitana per numero di aziende, per addetti impiegati nelle attività artigianali e industriali, per tasso di imprenditorialità. La Sitael, sebbene dia prestigio alla nostra città, è purtroppo rimasta una “cattedrale nel deserto”: la zona industriale non annovera altre iniziative imprenditoriali di grande respiro. Il commercio langue, anzi arretra sotto i colpi tremendi dell’emergenza sanitaria da covid-19, così pure il turismo; il settore peschereccio vive tra alti e bassi, sempre sotto la spada di Damocle delle norme restrittive europee; l’agricoltura ha un basso tasso di innovazione. Sebbene la sua Giunta abbia istituito il DUC (Distretto Urbano del Commercio), si ha la sensazione che non sia presente una vera e decisiva spinta propulsiva a favore di una concreta svolta per l’economia molese. Peraltro, la Confcommercio locale, con il suo comitato “Ospiti a Mola”, ha chiesto alla sua Amministrazione di contrastare senza indugio l’estesa presenza dell’abusivismo nel settore della ricettività e delle “case vacanza”. Il nostro giornale, peraltro, l’ha invitata più volte a dotarsi di una figura manageriale esperta, con funzioni di gestione diretta e dotata di ampi poteri, per la definizione e l’applicazione di un piano di marketing territoriale finalizzato allo sviluppo imprenditoriale di tutta l’economia molese. Quali sono le sue considerazioni e linee di azione in merito all’attuale stato stagnante e involutivo dell’economia molese?

9. Palazzo Roberti, ormai è acquisizione comune, potrebbe diventare un gigantesco volano per lo sviluppo del turismo culturale di Mola, un’autentica chiave per differenziare e complementare la nostra offerta turistica nell’ambito del sud-est barese e della Città Metropolitana. Il “Comitato per Palazzo Roberti” lo ha evidenziato più volte, con proposte molto concrete e specifiche, dopo aver ottenuto nel 2018, dalla gestione commissariale del Comune, la bonifica radicale e la chiusura dei varchi che avevano portato lo storico edificio in una condizione di assoluto e gravissimo degrado igienico-sanitario. Ora, dopo il successivo rifacimento delle facciate, portato a termine dalla sua Amministrazione, sebbene i lavori abbiano evidenziato non poche criticità di esecuzione, una nuova cappa di oblio è scesa sul palazzo. Sembrava che la Regione Puglia fosse pronta a finanziare, per almeno 6 milioni di euro, il progetto di recupero integrale dell’edificio, ma i buoni propositi si sono persi nei meandri della politica regionale. Perfino l’affidamento di incarico alla prestigiosa fondazione “Fitzcarraldo” per la definizione di un programma gestionale, con la successiva ricerca di partnership private, non ha prodotto finora alcun risultato. Può fare il punto della situazione? Quali prospettive concrete esistono a breve per il recupero integrale di Palazzo Roberti e quali idee per la sua gestione sono comunque in campo?

(foto di Alessandro Marabelli)

10. E’ ben risaputo che il Comune di Mola gode di un atto del 1994 che concede al nostro comune l’uso pubblico, gratuito e in perpetuo, di una superficie che si trova tra l’arco Vaaz e il muraglione che impedisce di accedere alla zona retrostante del Castello Angioino, laddove furono edificati i box, più volte vandalizzati. Nel 2013, il Sindaco Diperna interruppe i termini dell’usucapione ventennale che avrebbe potuto essere rivendicata dal condominio attiguo, tuttavia il Comune di Mola non ha mai preso possesso dell’area. E, quale conseguenza dell’inazione, neppure ha dato esecuzione alla realizzazione del passaggio piazza – lungomare, che, in uno con il progetto di isolamento del Castello degli architetti Morelli e Pastore, fu votato all’unanimità dal Consiglio comunale nel 1973 e che venne poi inserito nelle previsioni del PRG del 1985, tuttora vigente. Lo scorso anno, nel corso di un pubblico dibattito, il vice sindaco Orlando si pronunciò a favore della realizzazione del passaggio, promettendo anche la costituzione di un tavolo di esperti. Lei, sig. Sindaco, in avvio di consigliatura ha perfino nominato un consigliere delegato (avv. Delcane) a trattare l’intera materia. Tuttavia, a distanza di due anni dal suo insediamento, non si registra alcun atto concreto: anzi, il condominio, con una lettera a Mola Libera, ha lasciato intendere che ci sono accordi pregressi di altra natura con il Comune di Mola, senza però specificarne il contenuto. Può spiegare ai lettori come stanno le cose in questo autentico “cold case” molese, riesumato ad intervalli regolari, e quindi sempre ri-seppellito? Perchè non si riesce a produrre un progetto credibile di passaggio? Perchè non si chiariscono i rapporti con il condominio attiguo? Perchè non si arriva mai al dunque?

Le auto del condominio attiguo all’arco Vaaz occupano la superficie concessa in uso gratuito e perpetuo al Comune di Mola, indispensabile per la realizzazione del passaggio piazza-fronte mare

11. Il proliferare sull’intero territorio comunale delle antenne per telefonia mobile non è una novità. Tuttavia, negli ultimi tempi, si assiste ad una compresenza in ambiti urbani molto ristretti e popolosi di numerose antenne che, quindi, aumentano l’esposizione ai campi elettro-magnetici dei residenti. Perchè non si riesce a varare un regolamento per la localizzazione delle antenne di telefonia, con una distribuzione meno impattante sulla popolazione? Inoltre, la domanda di una compagnia telefonica per la sperimentazione della tecnologia 5G sul territorio comunale è stata da Lei “congelata” lo scorso anno: cosa farà se l’azienda dovesse tornare alla carica o se anche altre facessero richieste analoghe?

Le antenne “gemelle” di Via Bovio

12. Il progetto di variante della statale 16 è ormai passato con l’assenso dei Comuni interessati dal nuovo tragitto. Il Comune di Noicattaro ha però ottenuto notevoli benefici, non così il Comune di Mola che, anzi, appare il più penalizzato, con un forte e ingiustificato consumo di suolo agricolo che, invece, si sarebbe potuto evitare realizzando (come “Mola Libera” ha proposto) la terza corsia tra Torre a Mare e Mola (e viceversa), peraltro cogliendo l’occasione per portarla fino allo svincolo per Cozze-Conversano. Perchè il Comune di Mola non ha provato a chiedere la terza corsia nel tratto Torre a Mare – Mola (e viceversa), che risulta il meno congestionato e il più fluido dell’intero asse viario Mola-Bari? In ogni caso, si rende conto la sua Giunta comunale che l’unica uscita/ingresso per Mola, finora prevista dal progetto, costituirà un forte collo di bottiglia e che la variante verrà poco utilizzata dai residenti che si trovano a valle di essa o comunque al di là della ferrovia? In tal senso, come si concilia addirittura la Vostra idea di chiedere il declassamento, con passaggio nella competenza comunale, dell’attuale asse viario Mola-Torre a Mare, per ridurlo a due corsie, mentre si prospetta comunque un utilizzo massiccio di esso, attraverso l’ingresso/uscita Mola nord, da parte dei molesi anche a variante realizzata?

In arancione la proposta di “Mola Libera”, quale soluzione D) che prevede il semi anello di chiusura della variante a nord/sud di Torre a mare (in base alla direzione di marcia) e la realizzazione di una terza corsia (per ognuna delle direzioni di marcia) sull’attuale tracciato stradale tra Torre a Mare e Mola, con prolungamento fino a Cozze. L’indicazione del tracciato è esemplificativa: andrà calibrata dagli organismi tecnici.

Naturalmente, “Mola Libera” è sempre disponibile a ricevere le risposte del Sindaco e avrà cura di pubblicarle. 

Tuttavia, ci è parso doveroso dare riscontro ai numerosi lettori che hanno lamentato, con numerosi messaggi alla nostra redazione, il mancato completamento dell’intervista.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here