NON SOLO VARIANTE SS. 16. ANCHE L’AUTOSTRADA… COLOSSALE DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO MOLESE IN ARRIVO

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La recente affermazione del riconfermato Presidente della Regione Puglia, nel corso dell’inaugurazione della Fiera del Levante, per un prolungamento dell’autostrada fino a Mola, si aggiunge al progetto già approvato della fortemente impattante variante alla statale 16. Quindi, due nuovi tracciati, non uno solo, che sconvolgerebbero completamente l’assetto del territorio molese: destinato ad essere disgregato con arterie stradali di primaria importanza. Fermare questa follia politica è compito e dovere dell’intero Consiglio comunale, delle forze politiche, dell’associazionismo produttivo, sociale e culturale.

Come è ben noto ai nostri lettori, “Mola Libera” ha trattato a lungo il tema del progetto di variante alla statale 16, evidenziando con numerosi articoli, corredati da cartine e disegni progettuali, l’enorme impatto (una doppia carreggiata a 6 corsie + 2 complanari per uno sviluppo trasversale complessivo di 76 metri) che il nuovo asse viario Bari-Mungivacca – Mola di Bari avrà sul territorio agricolo molese.

https://www.molalibera.it/2019/11/16/76-metri-di-larghezza-torre-a-mare-mola-un-inutile-mega-scempio/

In sostanza, come abbiamo ben evidenziato, si avrà un consumo di suolo enorme, che sacrificherà centinaia di ettari di terreno fertile adibito in gran parte a pregiate coltivazioni di uva tavola, accompagnato da scarsi benefici di viabilità, anzi controproducenti, per i nostri cittadini.

Infatti, l’unico punto di accesso, sulla vicinale San Vito (nei pressi dell’attuale svincolo della statale 16 Mola-Rutigliano, da e per la variante), comporterà un limitato, se non nullo, utilizzo del nuovo asse viario, in particolare per tutti i residenti che si trovano a valle della linea ferroviaria che, quindi, continueranno a trovare più utile l’uscita Mola – Nord.

Su questa strada di campagna, la vicinale San Vito, si scaricherà il traffico in ingresso/uscita della variante prevista dall’ANAS

Peraltro, “Mola Libera” ben cosciente dei gravi danni che verranno inferti al territorio molese e agli interessi generali della collettività molese ha presentato una proposta alternativa, basata su un concreto e fattibile tracciato che vedrebbe la variante by-passare l’abitato di Torre a Mare per congiungersi a valle di esso con la statale 16 (prima dell’Hotel Barion) che, da quel punto in avanti, verso Mola e fino a Cozze, verrebbe allargata a tre corsie per senso di marcia, evitando in tal modo l’impatto devastante della variante sul territorio molese.

https://www.molalibera.it/2019/11/19/variante-ss-16-ecco-la-lettera-di-mola-libera-a-tutte-le-autorita-statali-regionali-e-comunali/

La nostra proposta, inviata via pec a tutte le Autorità competenti (Comune, Città Metropolitana, Regione, ANAS, Ministero), non ha ricevuto nemmeno un riscontro di cortesia: questo la dice lunga sullo scarso tasso di democraticità delle nostre istituzioni e dei loro rappresentanti politici. 

Insomma, la decisione era stata presa già da tempo nelle segrete stanze, e poi l’avallo formale dei Comuni di Triggiano, Noicattaro e Mola è arrivato in maniera scontata, dopo un po’ di “teatrino”, per via dell’appartenenza politica (come nel caso di Mola e Triggiano) o per concessioni nel frattempo elargite (Noicattaro).

Nella tavola dell’ANAS si nota l’innesto sulla statale 16 con una nuova uscita che si raccorda alla viabilità della vicinale San Vito, che abbiamo tracciato in rosso per una migliore comprensione. La strada è attaulmente una via di campagna che sbocca in Via San Sabino e che, quindi, necessita di lavori di allargamento e infrastrutturazione, non previsti dall’ANAS.

Ora, oltre alla già devastante variante, sta per calare dall’alto un’altra e forse ancora più devastante bomba.

Un ordigno nucleare che polverizzerà il nostro territorio, con un colpo di grazia finale.

Si tratta dell’annuncio fatto dal riconfermato Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel corso dell’inaugurazione della 84 esima Fiera Del Levante, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Michele Emiliano con il premier Giuseppe Conte all’inaugurazione della 84esima edizione della Fiera del Levante

Infatti, parlando delle risorse del Recovery Fund – previste per l’Italia dalla Comunità Europea per fronteggiare la gravissima crisi economica innescata dalla pandemia da Covid-19 – Emiliano ha affermato che una delle direttrici più importanti è l’investimento nelle infrastrutture, tra le quali lo spostamento del casello autostradale sulla statale 16 a Mola di Bari.

In principio, abbiamo pensato ad uno “svarione” di Emiliano che potrebbe aver confuso il progetto di variante della statale 16 tra Bari-Mungivacca e Mola con il casello autostradale a Mola…

In realtà, a meno di smentite o precisazioni (che, al momento, non sono arrivate nonostante una nostra richiesta di chiarimento al Sindaco di Mola), dai successivi approfondimenti da noi effettuati, sembrerebbe che non si tratti affatto di una svista o di una confusione di Michele Emiliano.

Infatti, il Piano Regionale dei Trasporti della Puglia prevede i seguenti interventi che interessano il territorio molese (tratti dal documento sul PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, distribuito in occasione del 1° Tavolo di confronto con gli “stakeholder”, cioè i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in un progetto, tenutosi il 25 giugno 2020 in modalità telematica, organizzato dal Comune di Mola):

  • S2013 A14 – Realizzazione antenna autostradale diramazione Brindisi-Lecce I lotto con sezione tipo A – Regione Puglia
  • costruzione nuova bretella SS 16 tra Mungivacca e Mola – ANAS
  • S2011b SS16Bis – Declassamento e rifunzionalizzazione tratto Mola-S.Giorgio con sezione tipo D – ANAS

Pertanto, non di un solo intervento si tratta (la variante della quale ormai i molesi sono da tempo informati), ma di ben due, con la realizzazione di un’antenna autostradale, intesa come bretella di collegamento.

Ecco infatti, cosa precisa il vigente Piano Regionale dei Trasporti:

“Realizzazione di una antenna autostradale la quale, sfioccando a sud di Bari dalla A14, si ricollega alla SS16 all’altezza della circonvallazione di Mola riducendo così la componente di traffico di attraversamento sulla tangenziale di Bari. La variante autostradale avrebbe il duplice scopo di destinare la viabilità extraurbana principale attuale a servizio della domanda di carattere “metropolitano” di corto e medio raggio, consentendo altresì il declassamento e la messa in sicurezza dei tratti non adeguabili, e di garantire elevati livelli di servizio nei collegamenti tra la viabilità autostradale e quella extraurbana di collegamento con Taranto da un lato, e con Brindisi e Lecce dall’altro.
L’ipotesi di una viabilità a pedaggio, soprattutto se accompagnata da un’efficace politica di orientamento della domanda, potrebbe rappresentare anche un’opportunità per rendere sostenibile la realizzazione dell’opera mediante finanza di progetto ricorrendo anche alla defiscalizzazione nelle forme previste dalla recente L.183/2011.”

In sostanza, Michele Emiliano, evidentemente confidando nei cospicui finanziamenti previsti dal “Recovey Fund” europeo, ha in mente di realizzare entrambi gli interventi: sia la variante alla statale 16 Bari Mungivacca – Mola (già finanziata) che il prolungamento dell’autostrada con previsione di casello a Mola, a valersi sui finanziamenti del Recovery Fund.

Da non dimenticare che alla variante si aggiungerebbe il declassamento dell’attuale tratto stradale Mola – San Giorgio, con un restringimento della carreggiata e, pertanto, tutti i molesi che non vorranno utilizzare nè la variante, nè ovviamente il tratto autostradale aggiuntivo (probabilmente a pedaggio), si troverebbero ad uscire da Mola Nord, per recarsi o provenire da Bari, e a percorrere una strada a due corsie, dismessa dall’ANAS e affidata alla manutenzione dei comuni contermini, con quali evidenti conseguenze è facile prevedere.

Insomma, se l’intervento di Emiliano non verrà smentito o precisato adeguatamente ci troveremmo, di qui a qualche anno, in una situazione da incubo: due assi stradali di sezione A (cioè il massimo della larghezza consentita: 6 corsie + 2 complanari), oltre al tratto stradale già esistente da declassare, che ovviamente correranno più o meno paralleli tra loro, ed è intuibile che ciò comporterà una totale devastazione del nostro territorio.

L’intervento della prof.ssa Angela Barbanente al convegno organizzato da “Futura” sul progetto di variante alla statale 16

Non solo con la perdita di una cospicua parte del terreno agricolo produttivo del nostro agro, ma con il generarsi di decine, forse centinaia, di ettari di relitti fondiari inutilizzabili che presto andranno incontro al degrado e all’abbandono.

Peraltro, farebbero bene a preoccuparsi fin da subito anche i dirigenti dell’Associazione “Antiche Ville”: se l’asse viario della variante alla statale 16 è previsto nella parte bassa del territorio molese, il tracciato autostradale non potrà che correre ben al di sopra e, quindi, è intuibile che potrebbe coinvolgere anche la frazione San Materno-Brenca, dicendo addio in tal modo ad ogni ipotesi di tutela ambientale e di valorizzazione turistica del costone molese pre-murgiano.

Come si è detto, “Mola Libera”, nel frattempo, ha chiesto chiarimenti al Sindaco di Mola, senza tuttavia ottenerli al momento.

Probabilmente, le scelte strategiche del Piano Trasporti scavalcano ogni autonomia e voce in capitolo dei Comuni, in specie se dello stesso colore politico dei governanti regionali e della Città Metropolitana.

Prepariamoci quindi, anche in questo caso, come per la variante, alla politica del fatto compiuto.

L’unica possibilità che abbiamo per evitare un simile disastro è – oltre ad una mobilitazione di massa della popolazione, a cominciare dall’associazionismo produttivo, sociale e culturale – una presa di posizione ferma, decisa e unanime del Consiglio comunale: ma quanti consiglieri di maggioranza vorranno sottrarsi all’abbraccio soffocante di Emiliano e Decaro? 

I sottoscrittori dell’accordo sulla variante alla statale 16: i Sindaci di Mola, Noicattaro, Triggiano, Bari, l’Assessore regionale Giannini, il rappresentante dell’ANAS e il Vice Ministro Cancelleri

1 commento

  1. Vorrei capire se da parte di consiglieri comunali siano state prodotte interrogazioni o altro su questa questione. Naturalmente l’Associazione Le Antiche Ville segue con attenzione, perché il pericolo di un tracciato squassante per Mola è da considerare.

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