AL “COLOSSEO” SI SNIFFA COCA, NEL DEGRADO ASSOLUTO. E LA POLITICA DOV’E’?AUTORIZZA E TACE

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un residente nel quartiere denominato abitualmente “Colosseo”. Un ambito urbano in zona ormai centrale, lasciato andare alla deriva, ormai da decenni, dagli amministratori comunali di ogni colore. Ecco cosa vi accade ogni giorno: degrado, fatiscenza, vandalismo, bullismo, spaccio di droga.

Per ragioni di sicurezza la lettera (che è stata firmata) non viene divulgata con le generalità in chiaro.

Gent.ma Redazione di “Mola Libera”,

scrivo a nome di alcuni abitanti del rione Colosseo stanchi di assistere a scene di ordinario degrado.

Nella serata di sabato abbiamo assistito allibiti alla scena di due ragazzi che, sentendosi protetti dalla luce fioca della zona, coperti dalle foglie di palma che danno su via Berlinguer, hanno sniffato cocaina appoggiandosi al muretto della scuola materna Gianni Rodari.

Abbiamo allertato le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute per un sopralluogo, ma ormai i ragazzi avevano consumato quanto avevano in tasca. Chi ha venduto loro la droga? Chi favorisce lo spaccio di droga?

Questa zona è stata teatro di pestaggi, attività di copertura, sparatorie, fuochi pirotecnici sparati in piena notte.

Il Colosseo è una parte di Mola non propriamente periferica: sono tanti i forestieri che parcheggiano l’auto in questo quartiere e assistono al degrado che la caratterizza: strade lunari piene di buche, il verde è così trascurato che persino le piante grasse sono morte.

A ben vedere come l’inesistente assessore all’ambiente (Lucia Parchitelli, ora consigliere regionale) abbia preso dai molesi ben 540 voti, vien da gettare la spugna su questa popolazione. 

Non finisce qui: nonostante i divieti di transito in piazza 8 Marzo, innumerevoli ragazzini scorazzano liberamente con i loro scooter ad ogni ora della giornata, anche a notte fonda. Essendo la zona particolarmente chiusa, ogni rumore entra in ogni stanza con tutta la sua potenza. Provate a mettere in moto uno scooter direttamente in casa vostra per comprendere quello che noi viviamo.

Stessa cosa vale per la musica ad alto volume messa dai bar e dalle palestre. Tutto entra prepotentemente nelle nostre case perché la zona non è idonea per attività di questo tipo.

Noi tutti abbiamo pagato queste abitazioni sulla carta come “appartamenti residenziali”. Sulla carta, la futura piazza 8 marzo prevedeva una galleria di negozi, una grande fontana centrale. Negozi, per l’appunto, non “discobar” o palestre che facessero lezione all’aperto.

La politica in tutto questo dov’è? La politica autorizza e tace.

Diversi residenti si sono rivolti ai vari Sindaci nel corso del tempo ma nessuno di loro ha mai voluto prendere seri provvedimenti.

Le forze dell’ordine ci consigliano puntualmente di pagare un legale e di rivolgerci direttamente al Prefetto: ma è normale che dei residenti debbano ricorrere ad un legale per ottenere il sacrosanto diritto (sancito dalla legge) a vivere serenamente nelle proprie abitazioni dopo una giornata di lavoro a maggior ragione quando questo lavoro, oggi, si svolge in modalità smart working? E i ragazzi che devono studiare come possono fare con tutto questo baccano?

Siamo stanchi di vivere da anni questa situazione e questa sensazione ci sta portando lentamente a fare fronte comune.

Se continueremo ad essere ignorati dalle istituzioni, ricorreremo alle vie legali e qualcuno risponderà di tutto questo.

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