FOGNA A COZZE DA RIFARE! DOPO APPENA 20 ANNI! SVERSAMENTI IN MARE PER IMPIANTO MAL COSTRUITO!

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Finanziata la nuova fogna a Cozze, ma è una vergogna che si debba rifare un impianto realizzato solo 20 anni fa… mentre a Roma funziona ancora la Cloaca Maxima realizzata 2.000 anni fa dagli Antichi Romani.

Chi scrive ha evidenziato su “Mola Libera” e, ancor prima, negli scorsi anni con numerosi articoli su altro giornale locale, la situazione della fogna a Cozze: un vero colabrodo che, puntualmente, ad ogni stagione estiva, con l’aumentare del carico insediativo, ha riversato nelle strade e in mare liquami a profusione, impedendo la balneazione e arrecando danni di ogni genere ai residenti.
Il 7 agosto 2019 il Sindaco di Mola ha emesso un’ordinanza di sospensione temporaea della balneazione nel tratto direttamente interessato dallo sversamento di liquami, in attesa delle decisioni della ASL. Tuttavia, ecco come appariva il mare nel tratto di Calarena: l’espansione dell’inquinamento marino non si è infatti limitato ad un piccolo tratto.
La ragione è stata spiegata più volte ai lettori nel corso del tempo, innanzitutto con un’intervista, nell’ottobre 2013, ad uno degli operatori che partecipò ai lavori di realizzazione dell’impianto fognario nei primi Anni 2000.

L’articolo dell’ottobre 2013 nel quale si lanciava l’allarme sui lavori dell’impianto fognario di Cozze
Tale operatore evidenziò le ragioni strutturali di quel cattivo funzionamento: realizzazione dei pozzetti fognari, in molti casi, in diretta prossimità del bagnasciuga e al di sotto del livello del mare, giunture tra i collettori mal realizzate e poggianti non correttamente su materiale di supporto peraltro non idoneo.
 
Nessuno, a seguito di quegli articoli, volle ammettere le responsabilità politiche (l’opera fu data in subappalto alla ditta che gestiva il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti di Mola: senz’altro non idonea e non titolata ad eseguire lavori di quel tipo!), costruttive e di controllo.
 
Ce ne era comunque perchè la Magistratura aprisse un’inchiesta… ma il porto delle nebbie del nostro Comune ingoiò tutto e assorbì ogni cosa come una spugna.
 
Ora, si apprende (per la verità la notizia odierna non è altro che la reiterazione di quella già pubblicata nello scorso maggio) che l’AQP finanzia l’ammodernamento della fogna a Cozze, attingendo ad un finanziamento da 6 milioni di euro (in realtà dovrà trattarsi di un vero e proprio rifacimento) per porre fine alle continue perdite e sversamenti in mare per ragioni strutturali.
L’articolo odierno de “La Gazzetta del Mezzogiorno”
L’articolo di Sud est on line dell’8 maggio 2020
6 milioni di euro, sia pure ripartiti tra Cozze e San Materno, è una cifra notevolissima: si tenga presente che l’appalto del fronte mare ha avuto un costo complessivo di poco superiore ai 3 milioni di euro.
 
In ogni caso, diventa davvero difficile, se non impossibile, gioirne: rifare un impianto fognario dopo appena 20 anni dalla sua costruzione è assolutamente improprio e fuori luogo.
 
Quanti brinderebbero per dover rifare l’impianto fognario del palazzo in cui abitano dopo appena vent’anni dalla sua realizzazione? Quanti sarebbero felici di tirare fuori migliaia di euro per farlo?
 
Invece, il denaro pubblico (che, comunque, è quello dei contribuenti) sembra che sia un pozzo di San Patrizio dal quale attingere in maniera illimitata, peraltro senza alcuna individuazione delle responsabilità di quanti hanno mal gestito e mal realizzato.
 
Non dimentichiamo in ogni caso che, come nell’eterno gioco dell’oca, a presiedere la casella dei Lavori pubblici c’è sempre lo stesso responsabile politico e che, quindi, gestirà anche questi nuovi lavori. Anche all’Ufficio Tecnico comunale c’è la stessa dirigenza.
 
A Roma, ancora oggi, dopo 2.000 anni e più, ci sono lunghi tronchi di fogna della Cloaca maxima, per chilometri, perfettamente funzionanti, che risalgono al tempo degli Antichi Romani…
Un tratto della Cloaca Maxima di Roma: dopo oltre 2000 anni è ancora perfettamente funzionante
Oggi, nel 2020, con una tecnologia incomparabilmente superiore… si cambia un impianto fognario per una piccola frazione balneare, dopo 20 anni…
 
Erano stolti i Romani a costruire opere che avrebbero sfidato i millenni, oppure siamo ben più furbi noi nel moltiplicare i pani e i pesci dei finanziamenti pubblici per sostituire impianti di cartapesta?
 
Ai lettori l’ardua risposta.

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